Toyota Motorsport Campione del Mondo Costruttori 2014

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Alla fine della sei ore di San Paolo, ultima gara del Campionato del Mondo Endurance 2014 , Toyota con il secondo posto della TS 040 Hybrid # 8 con alla guida Davidson , si aggiudica il Titolo Mondiale Costruttori 2014 .

Porsche con la 919 Hybrid , # 14 con Nani al volante vince la 6 ore di San Paolo .

Tom Kristensen conclude la carriera con un podio , tagliando il traguardo al terzo posto con la sua Audi # 1 .

Ferrari conquista il Titolo Mondiale Costruttori nella categoria LM GTE PRO

Zlobin e il team SMP vincono i Trofei LMP2

 

Photo Fia Wec copyright John Rourke

Spice Fiero GTP, dove General Motors incontrò Ford

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Nato nel 1940, l’inglese Gordon Spice cominciò a correre nel 1962 e già nel 1964 prese parte alla 24 Ore di Le Mans, alla guida di una piccola GT, la Deep Sanderson, insieme con il creatore della vettura, Chris Lawrence. Durante gli anni ’60 si affermò alla guida delle Mini Gruppo 2, sui circuiti britannici e continentali. Nel 1970 estese il suo interesse alle monoposto di Formula 5000, dove gareggiò fino al 1974, quando fu vittima di un serio incidente. Nel 1976, una volta guarito, ritornò alle corse al volante di una Ford Capri, ritrovando subito forma e risultati dei giorni migliori. Il 1977 vide la nascita del Gordon Spice Racing ed il ritorno a Le Mans (si qualificò per correre insieme con Chris Craft e Alain de Cadenet, ma scelse di non partire), dove si sarebbbe rivisto, quasi senza interruzione, fino al 1989. Dopo aver guidato per Dome e Rondeau sia nella 24 Ore che in altre gare della serie mondiale il suo team fu nuovamente scelto da Ford, questa volta per schierare in pista la C100 Mk3, disegnata da Tony Southgate e, quando il programma fu sospeso, si associò all’australiano Neil Crang, per correre con la Tiga Chevrolet GC 83 di quest’ultimo alcune delle gare di fine 1983. Per la stagione successiva Gordon Spice Racing sostituì il motore Chevrolet con un Cosworth DFL, aggiornò l’aerodinamica e sottopose la vettura ad una cura dimagrante, utile per avvicinarla al peso limite della classe C2, nell’ambito della quale avrebbe corso. Alla fine del 1984 le vittorie di categoria per il trio Spice, Crang e Bellm (Ray, un protagonista delle corse per le “storiche”) furono cinque. Nel 1985 le strade di Crang e del duo Spice-Bellm si separarono, questi si fecero costruire una nuova auto, ribattezzata Spice Tiga GC85 (per via delle modifiche apportate dai tecnici di Spice) e, alla fine dell’anno, risultarono vincitori dei titoli team e piloti della classe C2. L’abilità tecnica di Gordon Spice Racing non passò inosservata, infatti Pontiac, il costruttore statunitense parte del gruppo General Motors, affidò loro progettazione e costruzione della Fiero GTP, un prototipo per la classe IMSA Light, al quale era destinata una versione “da corsa” del quattro cilindri in linea montato sulla Fiero di serie. L’auto, progettata da Graham Humphrys e costruita intorno ad un telaio in nido d’ape d’alluminio rinforzato con pannelli in fibra di carbonio, era dotata di una seducente carrozzeria, disegnata con l’aiuto del “Centro Stile” della Pontiac in maniera da ricordare, nelle forme, la Fiero di serie. Il contratto permetteva a Spice l’utilizzo di telaio e carrozzeria nell’ambito del Mondiale Endurance e la possibilità di produrre vetture destinate ai clienti. Fu così che, insieme con la GTP, fu costruita una seconda auto per Spice e Bellm, sulla quale fu montato il “solito” Ford (!) Cosworth DFL. La Fiero GTP debuttò sulla pista di Road Atlanta ad inizio aprile 1986 dove lo statunitense Bob Earl e Gordon Spice la qualificarono quindicesima e furono classificati ventesimi. Un paio di settimane più tardi arrivò il turno della C2 che, sulla pista di Monza, per la gara “sprint” che apriva la serie mondiale, fu qualificata in sedicesima posizione (seconda in C2) e terminò quattordicesima (seconda di categoria). Un paio di vittorie di classe (Silverstone e Jerez) permisero a Spice e Bellm di confermarsi vincitori della classifica piloti. I successi del 1986 rivelarono Spice Engineering come uno dei costruttori di punta nell’ambito delle corse di durata, posizione che, nonostante i guai di inizio anni ’90, fu conservata per una decade, fino alla fase in cui IMSA introdusse, in sostituzione delle GTP, la nuova categoria WSC (World Sports Car).

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Nico Hulkenberg sulla Porsche 919 Hybrid a Le Mans

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Dopo la notizia della terza Porsche 919 Hybrid iscritta al Campionato del Mondo Endurance del prossimo anno, qualche giorno fa, arriva ora il primo dei nomi di prestigio per questa vettura. Il tedesco, Nico Hulkenberg ha firmato un accordo per la 6 Ore di Spa-Francorchamps e la 24 ore di Le Mans.

Nico, 27 anni, esprime così la sua gioia per l’intesa raggiunta “ Porsche e le Mans sono un binomio affascinante per ogni pilota professionista, sono un loro fan da molto tempo ed ho seguito molto da vicino il loro ritorno nella classe regina dell’endurance. Naturalmente anche il mio desiderio di guidare la macchina, cresceva, sono molto grato al mio team Sahara Force India di avermi concesso la possibilità di avere questa avventura, per fortuna le date delle due corse erano libere dai miei impegni con la formula 1. Ora dovrò lavorare duramente per poter accontentare entrambi i miei datori di lavoro.”

Fa eco il vice presidente del team, Fritz Enzinger, “ Siamo molto felici di avere Nico a bordo, siamo completamente fiduciosi che avrà un ottimo rapporto con il team ufficiale. La capacità di integrarsi nell’equipaggio è estremamente importante nelle corse endurance e per un pilota di formula 1 diventerà una sfida accomunare le diverse valutazioni di guida.”

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Moretti 750 , la brochure dei ricordi

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Una piccola brochure di poche pagine in bianco e nero, figlia dell’amicizia di tanti anni prima, esce dal fondo di un cassetto, per raccontare una storia di successo. Giovanni Moretti lascia Reggio Emilia ancora ragazzo in cerca di lavoro verso la Torino industriale degli anni venti, caparbio e determinato, lavora e studia, ha una mente innovativa e  apre una minuscola attività per la costruzione di motocarri elettrici. Poi arriva la guerra che distoglie i pensieri. Una ultima motocicletta da 250cc con due cilindri orizzontali contrapposti è la forza della ricostruzione poi il grande salto verso una piccola autovettura, la Moretti Cita, una 600 cc , 4 cilindri , coupè a quattro posti, infine con la 750 cc anche con un motore bialbero e le prime corse.

 

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Venditori che diventano amici, sconosciuti che diventano piloti, e vincono con le graziose berlinette GT o le affusolate barchette. Le Moretti diventano vincitrici di classe 750 , lo fanno a Palm Springs in California nelle mani di Ernie McAfee piuttosto che a Monthléry con Lino Fayen. Sono protagoniste di classe alla Mille Miglia del 1950, così come nel 1951 e 52, alla coppa Sant Ambroeus sul circuito di Monza del 1952.  Rincorrono il destino a Le Mans nel 1956 senza successo e forse è terminata un’era.

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Giovanni lo ha intuito e dal 1957 è pronto a trasformare di nuovo la sua attività, che sotto la spinta incoraggiante della Fiat diventa quella di preparare carrozzerie speciali.

E’ forse in questi anni che la brochure che vedete, a testimonianza del benessere conquistato, compie il percorso inverso e da Torino arriva al vecchio amico dei giochi da bambino.

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noi del KCMG non molliamo mai…

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Mentre si stanno facendo gli ultimi preparativi prima di accendere i motori sul circuito brasiliano di Interlagos , Mr Paul Ip , direttore del team con base a Hong Kong KCMG vuole puntualizzare “ Siamo l’unico team asiatico che compete nella categoria LMP2 del campionato del Mondo Endurance della FIA, dopo un avvio interessante, e la vittoria a Bahrain non abbiamo più niente da chiedere alla classifica, a questo punto, vorremmo chiudere la stagione riportando l’Asia ed il nostro team sul gradino più alto del podio .” Nel primo anno di attività chiudere con una terza vittoria il campionato sarebbe un bel motivo di orgoglio ed un buon viatico per il futuro, ma al Carlos Pace, oltre che ai concorrenti si dovrà fare molta attenzione anche alle condizioni meteo che si potrebbero incontrare.

Alexandre Imperatori, uno dei piloti, mantiene un profilo entusiasta, dopo la recente vittoria” Vogliamo capitalizzare l’impegno che abbiamo avuto per tutta la stagione, stiamo continuando ad imparare e nonostante ormai il campionato non possa dire molto, ci teniamo a chiudere in bellezza.” Richard Bradley “ E’ fantastico correre su una pista con questa storia, troveremo delle condizioni di caldo come ad Austin ed in Bahrain, cioè piste dove quest’anno abbiamo vinto, quindi siamo molto fiduciosi.”

Interviste raccolte da Fiona Miller ( FIA )

Magnus Racing ancora con Porsche al TUDOR USCC

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Il team Magnus Racing, dalla sede di Salt Lake City, conferma la partecipazione al campionato Tudor USCC del 2015 nella categoria GTD con una Porsche 911 America John Potter proprietario del team e copilota scherza  “ Sappiamo di aver procurato un forte shock a qualcuno, ma faremo nel 2015 il medesimo programma che abbiamo fatto quest’anno, il prossimo sarà l’ultimo anno di questa categoria così come l’abbiamo conosciuta e la Porsche 911 America ha subito un forte sviluppo per questa ragione , siamo curiosi e nello stesso tempo eccitati di poter vedere in pista i risultati. Il nostro Team è stato fondato nel 2010, da allora siamo sempre stati fedeli a Porsche e ne siamo orgogliosi.” Nella stagione appena terminata, Magnus Racing ha segnato l’unica vittoria per una Porsche nella categoria GTD, alla Mobil 1 Twelve Hours of Sebring, di conseguenza il meritato festeggiamento a base di succo di frutta, Fresh from Florida of course , cinque podi su undici gare fanno terminare Magnus Racing al quinto posto sia nel campionato dei Team sia in quello dei piloti. La notizia del rinnovo è accolta con interesse dalla filiale americana di Porsche Motorsport “ Magnus Racing con il suo proprietario pilota ed il veterano Andy Lally sono da sempre un partner Porsche anche nel campionato GRAND-AM e ne siamo onorati, hanno l’attitudine a non mollare mai e con i loro piazzamenti e le loro vittorie hanno consentito a Porsche di vincere il titolo Costruttori. “

Lola Mazda T616, la giramondo con il rotativo

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Lola Mazda T616…1984 Monza 1000…Busby Knoop

Lola Cars, che può essere considerato il primo costruttore di auto da corsa ad operare su scala industriale, ha riservato un vasto interesse alle biposto sport sin dalle fasi successive alla sua fondazione. Dopo una fase di sofferenza, causata dai regolamenti entrati in vigore nel 1976 (che avevano introdotto il Gruppo 5, categoria riservata alle “silhouette”, derivate dai modelli prodotti in serie), Lola non perse tempo quando, a partire dalla stagione 1981, la serie nordamericana IMSA ammise la partecipazione di vetture biposto a carrozzeria chiusa e produsse il modello T600. Questa corse con successo in Nord America, dove Lola vendette diversi esemplari e nella serie “mondiale”, dove una versione motorizzata Cosworth DFL vinse in un paio di occasioni (Pergusa e Brands Hatch). Per il 1982, anno di debutto delle nuove Gruppo C, Lola produsse la T610, progettata per soddisfare i nuovi regolamenti ed adattarsi alle piste del Campionato Mondiale, decisamente diverse da quelle nordamericane. Il costruttore britannico schierò una vettura ufficiale alla quale, per la 24 Ore di Le Mans, si aggiunse un secondo esemplare, schierato dal team statunitense Cooke Racing, già vincitore della serie IMSA nel 1981. Nonostante l’impegno i risultati non furono esaltanti così, quando ad inizio 1983 Ford annunciò la cessazione del programma DFL Turbo, Lola scelse, a sua volta, di sospendere l’impegno con la T610, che era destinata ad utilizzare proprio quel motore. Cooke Racing ritornòa Le Mans per il 1983, con il secondo telaio, che fu successivamente venduto all’inglese John Bartlett. Questi partecipò, fino a tutto il 1984, sia ad alcune gare mondiali che ad altre della serie Thundersports. Non tutto quel che era stato prodotto per il progetto T610 finì sprecato, infatti intorno a questo prese forma il modello T616, un’auto costruita per il Gruppo C2 e la serie IMSA. Il primo cliente fu lo statunitense Jim Busby che, con il supporto del produttore di pneumatici BF Goodrich – che lo aveva finanziato già dal 1982, quando schierò un paio di Porsche 924 GTR – e voleva dimostrare quanto valido fosse, anche nelle competizioni, il suo pneumatico radiale costruito con le specifiche dei prodotti di grande serie e Mazda acquistò tre T616 (con la terza destinata ad essere utilizzata come vettura di scorta) e, sin dall’estate del 1983, cominciò una serie di test in vista del debutto, previsto per il 1984.

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Busby scelse, invece che l’impegno in un singolo campionato, la partecipazione agli eventi più prestigiosi della stagione. Dalla primissima corsa, la 24 Ore di Daytona, il team mostrò la propria forza, arrivando ad imbarazzare i rivali che disponevano di vetture più grandi e potenti (una delle auto arrivò ad occupare, nel corso della gara, la seconda posizione assoluta – la classe “Light” non era ancora stata istituita) mentre a Miami le due auto si classificarono in quinta e sesta posizione. Il debutto europeo avvenne in aprile, a Monza, per la gara di apertura della serie mondiale, dove Jim Busby e Rick Knoop, ventitreesimi in prova, finironò la corsa in ottava posizione e primi in classe C2, davanti agli avversari più blasonati. La seconda auto, guidata dall’olandese Boy Hayie e dall’austriaco Dieter Quester, più veloce nelle prove di qualificazione, non fu classificata. BF Goodrich, nel frattempo, produsse uno sforzo promozionale notevole, aiutata senza dubbio dal calendario delle gare, che interessava tre continenti e dai piloti ingaggiati, scelti secondo lo stesso criterio.

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A Le Mans il giapponese Yoshimi Katayama, un veterano legatissimo ai programmi sportivi Mazda, e gli statunitensi John Morton e John O’ Steen terminarono la 24 Ore in decima posizione, bissando il successo monzese in classe C2 mentre la seconda T616, guidata da Busby, Knoop e Hayie terminò dodicesima e terza di classe. Busby e Pete Halsmer finirono la 1000 Kilometri del Nurburgring quattordicesimi e secondi di classe mentre, nell’ultima uscita stagionale, la 1000 Kilometri del Fuji, Quester e Knoop terminarono undicesimi assoluti (terzi di classe). Alla fine della stagione le auto furono vendute negli Stati Uniti, dove corsero occasionalmente fino al 1990. L’associazione fra BF Goodrich e Jim Busby proseguì negli anni successivi, per il 1985 furono acquistate due Porsche 962, destinate a correre nella sola serie IMSA. Lola produsse una ulteriore T616, venduta negli Stati Uniti alla Polimotor, un’azienda che, con il supporto di Amoco Chemicals, stava lavorando su un interessante progetto, un rivoluzionario motore caratterizzato dall’utilizzo ampio di materiale plastico, pronto per essere utilizzato sul telaio inglese.

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Gli italiani iscritti per la 24 Ore di Dubai

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Il primo dicembre 2014, al porto di Rotterdam, sono attesi i concorrenti iscritti alla prossima 24 ore Dubai per l’imbarco del materiale di gara. Un evento inserito nel calendario 24 Hours Series e che prevede la partecipazione di una novantina di equipaggi con vetture GT. Mercedes SLS AMG GT3, Porsche 997 GT3 R, Ginetta G 50, Aston Martin Vantage GT4, Ferrari 458 Italia GT3 e Marc Focus V8 saranno della partita. Fra gli equipaggi italiani dell’ultimo minuto si sono aggiunti, Tiziano Cappelletti, Tiziano Frazza e Mario Cordoni con la Porsche 991 Cup del Dinamic Motorsport, Rino Mastronardi sulla Ferrari 458 Italia GT3 del team svizzero Glorax Racing, ed una Ferrari 458 GT3 Italia per AF Corse, piloti da definire.

Da tempo nell’elenco iscritti figurava Matteo Malucelli a bordo della Ferrari 458 Italia GT3 del Team Praha, Massimo Vignali sulla Porsche 997 Cup del team LD Racing, Alberto Vescovi su una delle due Ginetta G 50 della Nova Race, la seconda con Luca Magnoni, Luis Scarpaccio, Fabio Ghizzi e Matteo Cressoni.

Stop News anche per Luciano Tarabini su una Renault Clio Cup del team svizzero  Presenza.eu Racing Team Clio 2 e per Marco Maranelli su un’altra Ginetta , questa volta tedesca, iscritta dal team Niedertscheider Motorsport.

Mission 2014 l’ultima gara

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Mentre si stanno facendo gli ultimi preparativi prima di accendere i motori sul circuito brasiliano di Interlagos , Mr Paul Ip , direttore del team con base a Hong Kong KCMG vuole puntualizzare “ Siamo l’unico team asiatico che compete nella categoria LMP2 del campionato del Mondo Endurance della FIA, dopo un avvio interessante, e la vittoria a Bahrain non abbiamo più niente da chiedere alla classifica, a questo punto, vorremmo chiudere la stagione riportando l’Asia ed il nostro team sul gradino più alto del podio .” Nel primo anno di attività chiudere con una terza vittoria il campionato sarebbe un bel motivo di orgoglio ed un buon viatico per il futuro, ma al Carlos Pace, oltre che ai concorrenti si dovrà fare molta attenzione anche alle condizioni meteo che si potrebbero incontrare.

Alexandre Imperatori, uno dei piloti, mantiene un profilo entusiasta, dopo la recente vittoria” Vogliamo capitalizzare l’impegno che abbiamo avuto per tutta la stagione, stiamo continuando ad imparare e nonostante ormai il campionato non possa dire molto, ci teniamo a chiudere in bellezza.” Richard Bradley “ E’ fantastico correre su una pista con questa storia, troveremo delle condizioni di caldo come ad Austin ed in Bahrain, cioè piste dove quest’anno abbiamo vinto, quindi siamo molto fiduciosi.”

Il target proposto in ogni situazione era – Mission 2014 , Our return –  bene. Questo campionato 2014 sta volgendo al termine e si potrebbe affermare , missione compiuta. Alla viglia dell’ultima tappa sul circuito di San Paolo in Brasile, con il  bottino di tre pole position e cinque podi in stagione, il team Porsche Motorsport è pronto ad approfittare di ogni situazione favorevole che dovesse presentarsi. La progressione dei risultati dimostra che, ogni circostanza accaduta durante la stagione è servita al team per apprendere e migliorare. Il gap dai competitors è stato ridotto step by step. Due piloti, Brendon Hartley e Timo Bernhard non hanno mai corso qui e anche per il team, il circuito di Interlagos è una novità da scoprire.

Mark Webber “ Mi è sempre piaciuto questo circuito, ho ottimi ricordi qui, come le mie due vittorie nel 2009 e nel 2011. L’atmosfera è molto elettrica , i tifosi brasiliani sono fantastici, essendo un circuito vecchia maniera, il pubblico è molto vicino alla pista. Il circuito non è molto lungo e la griglia del WEC è piena, per fortuna hanno riasfaltato la superficie della pista, era piena di sconnessioni, la nostra 919 Hybrid dovrebbe adattarsi bene e sono fiducioso, speriamo di fare il nostro miglior risultato della stagione.” Il giovane neozelandese Brendon Hartley invece, non ha mai guidato sul circuito Carlos Pace, ammette di averlo fatto solo al simulatore e di aver seguito le gare di formula uno alla televisione “ Sono molto eccitato dall’idea di poter essere qui, tutti conoscono Interlagos, abbiamo visto molta formula 1, penso sia un circuito che si adatterà bene a tutta la nostra tecnologia, ci sono un paio di frenate violente e il nostro sistema di recupero potrà giovarsene, sono ottimista.” Solo il francese Dumas fa esplicito riferimento alle condizioni meteo, e pensa che la pioggia potrebbe portare benefici alle condizioni di gara ideali per la sua Porsche 919.  I tifosi dalle tribune ringraziano per il cortese pensiero. Neel Jani è un altro veterano di Interlagos “ Ho corso diverse volte qui , sia in formula 1 che con la LMP1, sono curioso di provare la nuova copertura della pista, penso che gli 800 metri sul livello del mare potranno essere utili alle nostre turbine, la rarefazione dell’aria, al contrario, potrebbe essere un problema per i motori aspirati. Il settore centrale è sempre molto ventoso e rappresenta una difficoltà in più.”

 

Il team TGR Aston Martin Racing prova a Sebring

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Per il team TGR Aston Martin Racing, quella scorsa, è stata una settimana piena di impegni, prima un evento dal nome “ Partners  Summit “ all’International Motorsport Center di Daytona Beach, una di quelle serate piene di meeting e di belle persone , giornalisti , sponsor , organizzatori,  poi un programma di test di tre giorni intensi di lavoro sul circuito di Sebring, in pista la V12 Vantage GT3 e la V8 Vantage GT4 . Un totale di sei vetture e dodici piloti per testare gli aggiornamenti delle automobili per la nuova stagione IMSA, a margine c’è stato il tempo per ascoltare alcuni fra i piloti.

Christina Nielsen, pilota ufficiale TGR Aston Martin Racing Nord America , “ Abbiamo potuto testare le macchine per entrambi i campionati , sia il Tudor che il World Challenge, la mole dei dati raccolti è notevole, Sebring è sempre un bel posto dove stare e se qualcosa si deve rompere , si rompe qui. Il programma per il prossimo anno è intenso e le prove della GT4 sono state interessanti, non abbiamo anelli deboli fra i nostri piloti, in tutte le classi e nei due campionati. Sono veramente felice di aver firmato per il TGR AMR e non vedo l’ora di dimostrarlo in pista. “

Kevin Buckler , CEO TGR AMR North America “ E’ stato un grande evento, il marketing attraverso il motorsport è veramente grandioso , non esiste niente di comparabile al mondo. Abbiamo messo in piedi degli ottimi pacchetti per i nostri ospiti, ci sono due campionati di successo con target differenti, è un momento magico per le corse automobilistiche. E’ il momento giusto per essere impegnati in questo settore e noi siamo veramente indaffarati.”