Nick Tandy diviso fra LMP1 e LMP2

Driver Portraits

Passo dopo passo, il team cinese KCMG, completa i piani in previsione della nuova stagione, dopo aver svelato la livrea della nuova ORECA 05 che mantiene il classico schema blue e bianco di ogni vettura che li rappresenta e che verrà ufficializzato nei prossimi test collettivi del Campionato Mondiale Endurance FIA sul circuito Paul Ricard il 27 28 marzo prossimi, la squadra ha annunciato che il pilota Nick Tandy,  si unirà a loro per sei delle otto gare previste in stagione. Nick, che è pilota ufficiale Porsche, sarà impiegato alla guida della terza Porsche 919 Hybrid alla gara di Spa-Francorchamps e alla 24 Ore di Le Mans, nelle rimanenti prove rappresenterà il KCMG al fianco di Matt Howson e Richard Bradley.

L’asso britannico ha una carriera poliedrica che spazia dalla F3 inglese fino alle gare endurance della scena internazionale Gt, lo scorso anno per esempio ha esordito con la vittoria di classe GTLM alla 24 Ore di Daytona alla guida di una Porsche ed ha chiuso sempre con una vittoria alla Petit Le Mans.

Per quest’anno, Tandy convoglia la sua esperienza sui prototipi.

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“ Quando si è sviluppata l’idea che avrei potuto completare la mia stagione con KCMG, mi sono immediatamente messo in contatto con loro, vedendo quanto hanno fatto nella scorsa stagione, sono orgoglioso che abbiamo scelto me per completare i ranghi del team. Una delle ragioni del mio entusiasmo è legata alla possibilità che mi si offre di correre ad un buon livello e di poter imparare tutti i circuiti che fanno parte del giro mondiale, vincere e lottare per il titolo sono anche gli obiettivi del team, credo che ci siano buone opportunità, la nuova vettura dovrebbe essere migliore di quella dello scorso anno, non vedo l’ora di iniziare le prove.”

Il team KCMG tramite il Team Manager Erich Kolb ringrazia  Porsche per aver concesso al pilota l’opportunità di guidare per loro nelle sei gare in cui Tandy sarà disponibile.

Photo FIA WEC  / KCMG

le ultime dal Chip Ganassi Racing with FS

Sulla Riley/Ford Ecoboost # 01 del Chip Ganassi Racing with Felix Sabates, vincitrice lo scorso anno a Sebring, Scott Dixon, recente vincitore della Rolex 24 di Daytona, incontrerà come compagni di vettura, Scott Pruett e Joey Hand.

Dixon aveva aperto la stagione 2015 nel campionato Tudor IMSA  segnando la sua seconda vittoria a Daytona sulla Target Riley/ Ford Ecoboost # 02 del CGRFS. E’ nelle sue intenzioni di sfruttare il momento magico non solo alla 12 Ore della Florida, ma anche nel prossimo campionato Verizon IndyCar Series dove sarà in competizione su una vettura sempre del team di Chip.

“ Sebring è uno dei circuiti più iconici sul territorio americano e nel mondo, sarà un piacere correrci, il team è molto preparato e quel circuito si adatta bene alla nostra vettura, lo scorso anno con Pruett ha vinto al debutto, non vedo l’ora di lavorare con Scott e Joey, faremo un grande campionato. Conosco abbastanza bene il circuito, ho seguito molti test su questa pista, anche la mia prima Indy Lights l’ho provata qui.”

Al momento Dixon guida la classifica del Tequila Patron North American Endurance Cup grazie alla vittoria di Daytona con 13 punti.

Photo IMSADixon-Large

Trent’anni fa a Sebring

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La tradizione delle Porsche vincenti sul circuito del Sebring International Raceway è da far risalire al lontano 1960 quando la RS60 di Hans Hermann e Olivier Gendebien iscritta dal team di Jo Bonnier ruppe la sequenza di quattro vittorie delle sport modenesi , Ferrari in testa che dominavano in Florida dal 1956.

Lo sport automobilistico sta rapidamente cambiando, le piccole realtà gestite da privati , seppure con notevoli mezzi finanziari, sono ormai destinate al collasso, indiscutibilmente gli anni 60 sono stati anni Ferrari e per ritrovare una vettura di Stoccarda al primo posto è necessario scorrere gli annali fino al 1968.

Già l’anno precedente due berlinette ufficiali Porsche 910 avevano circondato il podio, prove generali di un successo che con l’avvento in pista della 907 si concretizzò nel 1968, sempre ad opera di Hermann coadiuvato nell’opera da Jo Siffert,  ottimi secondi Vic Elford e Jochen Neerpasch sempre su Porsche 907.

Quando al tramonto il sole celebra il vincitore allineandosi al rettilineo principale, sul circuito di Sebring, nel 1971 bacia un ponte sospeso con una immensa scritta Martini & Rossi, la stessa delle fiancate di una Porsche 917 K argento, guidata dalle sapienti mani di Vic e Gerard il mostro taglia il traguardo ed ora riposa tranquilla nei padiglioni della collezione Collier.

Nel settantatre non è più il tempo delle grosse sport, ma non è passato di moda vincere a bordo di una vettura con la cavallina di Stoccarda sul cofano, tre Carrera RS occupano le prime quattro posizioni ed un binomio che diventerà mitico per tutti gli appassionati americani si impone , Hurley Haywood ed il compianto Peter Gregg.

Nel 1976 si apre un ciclo di dieci vittorie consecutive per Porsche , la nuova arma si chiama Carrera RSR e riempie le classifiche , sei su sei nel 1976 e fra diverse configurazioni dieci su dieci nel 1977. L’evoluzione della specie non si ferma, i privati raccolgono gli allori che il team ufficiale non desidera, ed allora Dick Barbour segna tre su tre, 1978 , 79 , 80 e la Porsche 935 diventa K3. Nuovi campioni affiancano i vecchi guerrieri ma Porsche è sempre lì.

Nella vecchia Europa, sotto l’egida regolamentare del Gruppo C, Porsche stava spopolando con una vettura chiamata 956, la omologa versione americana, opportunamente sviluppata per i regolamenti IMSA diventò 962, miglioramento e crescita di una bestia da competizione che negli anni a seguire diventerà l’ammazzasette ad ogni latitudine.

Nel 1985 la 962 era già la vettura da battere, cinque vetture in griglia una delle quali in pole, la versione Coca Cola del team di Bob Akin guidata fra gli altri da Hans Stuck precedeva la Lowenbrau dell’Holbert Racing.

Preston Henn facoltoso uomo d’affari di Ft.Lauderdale al seguito dell suo coloratissimo team T-Bird Swap Shop schiera una vecchia 935 ed una nuovissima 962 per la stella dell’IndyCar A.J.Foyt e per  il campionissimo francese Bob Wollek.

Qualificare in tredicesima posizione significa sicuramente umiltà per i due campioni ma il campo degli sfidanti lo esige, ci sono la Jaguar XJR-5 di Bob Tullius, la Buick March 84 G di John Paul Jr, l’altra Jaguar di Brian Redman e Harley Haywood, la Porsche 962 di Jochen Mass.

Nello svolgimento della gara la costanza di rendimento dell’equipaggio Foyt/Wollek paga, tutte le prime donne ottengono guai meccanici che ne rallentano la corsa e sotto la bandiera a scacchi Foyt passa con tre giri di vantaggio sugli inseguitori, sarà, la sua , l’ultima vittoria di una strepitosa carriera.

La nuova Porsche spazza il podio, al secondo posto si piazza la 962 Lowenbrau di Al Holbert, Derek Bell e Al Unser jr, terza la 962 B.F. Goodrich guidata da Pete Halsmer, Rick Knoop e Dieter Quester.

Photo by IMSA

Porsche testa la 919 Hybrid in Bahrain

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In attesa di omologare la versione 2015 della 919 Hybrid la settimana prossima , il team Porsche Motorsport ha concluso in modo soddisfacente la seconda sessione di test invernali previsti sul Bahrain International Circuit di Sakir.

Alla guida della vettura si sono alternati Romain Dumas, Brendon Hartley, Marl Lieb,  Nico Hulkenberg e Mark Webber; con una percorrenza totale di 5.118 km, ora tutti i piloti designati a guidare il prototipo tedesco hanno avuto l’opportunità di testarlo.

Il Direttore Tecnico Alexander Hitzinger ha commentato i risultati delle prove “  Per risolvere gli eventuali problemi tecnici iniziali, era stremamente necessario percorrere un così gran numero di km, il programma prevedeva dei test con i nuovi pneumatici Michelin, verifiche sulle regolazioni del controllo del blocco del differenziale e della trazione, in più vari set up di aerodinamica differenti fra loro.

Nonostante il forte vento che trascinava sabbia in pista tutto si è svolto nei modi previsti, non sono emersi problemi che non fossero di immediata soluzione, considerato che durante la notte le condizioni erano migliori, abbiamo cambiato i nostri programmi ed abbiamo guidato anche fino alle due del mattino.

Finalmente eravamo su una pista per la quale avevamo dati di riferimento dalle prove della scorsa stagione, anche questo è stato un elemento di grande aiuto. Un aspetto positivo è il riscontro nelle opinioni dei nostri piloti, qui in Bahrain così come per la precedente prova in Abu Dhabi, che la maneggevolezza della vettura in configurazione 2015 sia migliorata rispetto allo scorso anno. Questo era il nostro obiettivo principale. “

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Il Direttore del Team Andreas Seidl ha focalizzato un altro aspetto positivo di questi test “ Mark ritornava con il Team dopo il brutto incidente in Brasile, e lo abbiamo ritrovato in forma smagliante,  è una risorsa importante della squadra. Oltre agli aspetti tecnici era necessario che si costruisse un nuovo amalgama all’interno, per effetto della terza vettura ci sono nuovi meccanici e nuovi ingegneri che sono entrati a far parte del team, la cosa più importante è che abbiamo dimostrato che stiamo lavorando nella giusta direzione.”

La sintesi tocca a Fritz Enzinger, Vice Presidente del programma LMP1” Abbiamo capito quanto sia stato importante avere alle spalle l’esperienza di una stagione di corse, sia la vettura che gli equipaggi sono abbastanza forti e determinati per gestire la terza vettura. Dopo l’omologazione arriverà il tempo in cui dovremo decidere definitivamente quale classe megajoule sarà la più efficace per noi . “

Photo Porsche Motorsport

Gli equipaggi Porsche 911 RSR per il WEC

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Non solo le automobili devono essere aggiornate per la nuova stagione, anche i piloti necessitano di una buona preparazione e se il tuo Team non lascia nulla al caso, ti ritrovi sparato in un training organizzato per la forma fisica e per quella, non meno importante di team building.

Porsche Motorsport ha organizzato il suo periodo di intenso esercizio fisico a Doha, in Quatar, dove i piloti ufficiali Porsche GT e le giovani promesse legate al marchio tedesco si sono allenati per sei ore al giorno in un Camp della durata di otto giorni.

Quello di quest’anno era il 13° evento organizzato, assieme ai piloti ufficiali Gt, Earl Bamber (24), Jorg Bergmeister (38),Michael Christensen (24), Wolf Henzler (39), Richard Lietz (31), Fred Mako (34), Patrick Pilet (33), e Nick Tandy (30), hanno partecipato all’intenso programma anche i piloti juniores Connor de Phillippi (22), Sven Muller (23). Non poteva mancare il vincitore della Porsche Cup Scholarship, l’italiano Matteo Cairoli (18).

Patrick Long ha disertato le sedute a causa dell’impegno con la gara in Australia, la 12 Ore di Bathurst.

Il medico sportivo Prof Dr. Frank Mayer della Università di Potsdam ha seguito il gruppo, oltre alle sessioni di potenziamento e durata una parte importante del lavoro è stata dedicata ad esercizi per migliorare velocità, agilità e coordinazione.

“ Tutti i piloti hanno seguito con disciplina i programmi personalizzati di training, durante lo scorso mese di novembre, assieme al mio Team della Università avevamo predisposto ogni esercizio, adeguandolo alle esigenze di ogni singolo. Siamo partiti da ottime basi, tutti si sono presentati al Camp in ottime condizioni fisiche.”

“ Le condizioni di allenamento qui a Doha sono ideali, l’impianto sportivo è eccezionale ed il clima aiuta molto riducendo al minimo il rischio di lesioni muscolari è il luogo ideale per raggiungere la migliore forma fisica.”

Dopo le notizie sui piloti dei prototipi 919 Hybrid sono arrivate da Stoccarda anche le informazioni sulla composizione degli equipaggi GT.

E’ venuto il tempo per il Team Porsche Manthey di svelare le identità dei piloti per il Campionato del Mondo Endurance  FIA per l’anno 2015 e per la 24 Ore di Le Mans.

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Sulla vettura 911 RSR # 91, a Silverstone per la prima , ci saranno Richard Lietz e Michael Christensen, ad alternare i turni di guida sulla 911 RSR # 92 invece, Patrick Pilet e Frédéric Makowiecki. In soccorso per la classica sul Sarthe  di giugno , sulla # 91 Jorg Bergmeister e sulla # 92 Wolf Henzler.

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photo copyright Porsche Motorsport

Onroak Automotive nel WEC 2015

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Due liste , una curiosità. Da qualche giorno, conosciamo l’elenco dei partecipanti al Campionato del Mondo Endurance FIA e al Campionato Europeo LM, il nome di un costruttore europeo richiama determinazione , fantasia e sviluppo. Si tratta di Onroak Automotive, il team francese con basi a Magny Cours e Le Mans, factotum delle iniziative Jacques Nicolet.

“ Siamo molto soddisfatti di essere riusciti ad attrarre nuove squadre come il Krohn Racing e il Team Racing Pro Algarve, siamo orgogliosi che alcuni nostri clienti abbiano raddoppiato l’impegno con una seconda vetture come il Team Sard Morand e il GDrive Corsa.

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Alcuni hanno radicato la convinzione sullo chassis Morgan , altri hanno preferito le novità del prototipo chiuso Ligier JS P2. Otto differenti vetture Onroak Automotive saranno presenti ai test per la 24 Ore di Le Mans il 31 Maggio prossimo, una sarà di riserva, una circostanza della quale siamo molto contenti.”

Nel 2014 la Ligier JS P2 ha avuto un debutto entusiasmante, pole position, una vettura a podio LMP2 e tutte e tre le vetture iscritte hanno visto la bandiera a scacchi.

La Morgan LM P2 rimane un punto di riferimento nella categoria e con l’aggiunta del nuovo kit di aggiornamento aerodinamico essere nuovamente competitiva nei confronti dei rivali.

I team già negli elenchi del mondiale, ottengono di diritto l’iscrizione alla 24 Ore, Krohn Racing e Pegasus Racing hanno  l’invito per meriti sportivi conseguiti nella scorsa stagione , l’Oak Racing grazie al titolo conquistato nella Asian LMS del 2014 ha potuto iscrivere una seconda vettura. L’Algarve Pro Racing è iscritto nella lista delle riserve.

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Nel Campionato FIA WEC metà delle vetture coinvolte nella LMP2 sono di costruzione Onroak, oltre al continuo coinvolgimento di OAK Racing, c’è stato il raddoppio da parte di G Drive Corsa e l’arrivo del SARD Morand con due auto.

Fra le file dei concorrenti al campionato europeo ELMS mettiamo in evidenza due nuovi team che useranno automobili Onroak per la stagione 2015, gli americani del  Krohn che ha compiuto anche un salto di categoria dalla GTE  a LMP2, ed il team portoghese Pro Racing Team Algarve, entrambi si uniranno al Pegasus Racing.

photo copyright DPPI

 

Alba Giannini AR2, campione Junior

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Alba Giannini AR2…1983 Mugello 1000…Finotto Facetti Daccò

Per il 1983, seconda stagione del campionato mondiale di durata riservato alle nuove Gruppo C, la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) introdusse una nuova categoria, il Gruppo C Junior. Il titolo fu vinto dalla Alba Giannini, una vettura italiana nata grazie all’intervento di Martino Finotto, un ricco appassionato che guidò l’auto insieme con Carlo Facetti, da diversi anni suo compagno di guida e tecnico di fiducia. Il progetto AR2 fu opera di Giorgio Stirano, un ingegnere originario della zona di Torino che aveva cominciata la sua carriera alla Osella, dove si era occupato della progettazione e dello sviluppo di diverse sport Gruppo 6 e della fortunata FA2 Formula 2 che, con Eddie Cheever, aveva mancata di poco la vittoria del titolo europeo nel 1979. Dopo avere progettata la prima Osella di Formula 1, la FA1 del 1980 e la successiva FA1B Stirano lasciò per dedicarsi alla sua nuova azienda, Alba Engineering, il cui primo prodotto fu una Formula 3, la AR1. La Gruppo C Junior AR2 fu costruita a seguito di una commessa di Martino Finotto, un industriale chimico che aveva cominciato a correre relativamente tardi, ben oltre i trenta anni. Dopo essersi rivolto, per l’assistenza in gara, a diversi preparatori decise che sarebbe stato meglio contare su una sua struttura così, insieme con Carlo Facetti, costituì la Carma FF (Carma da CARlo e Martino, FF da Facetti e Finotto). Il cambio di regolamenti del 1982, che introduceva i nuovi Gruppi A, B e C, li lasciò senza automobili da utilizzare nei campionati internazionali (la Ferrari 308 GTB Gruppo 5 e la Talbot Sumbeam Gruppo 2 erano state rese, nella sostanza, obsolete) così risultò immediato l’adattamento alle necessità del Gruppo C Junior del motore quattro cilindri turbocompresso, già utilizzato su una Osella Gruppo 6, per il quale andava però trovato un telaio. Restava da risolvere un altro piccolo problema, relativo al nome del motore. Infatti agli inizi il regolamento del Gruppo C richiedeva che questo risultasse prodotto da un costruttore che aveva almeno un veicolo omologato in Gruppo A o B. Fu così che Giannini Automobili, l’azienda romana nota per le sue elaborazioni su base Fiat, adottò il  quattro cilindri Carma FF mentre Giorgio Stirano progettò l’Alba AR2, un’automobile tecnologicamente all’avanguardia, dotata di un telaio in fibra di carbonio (il primo per una Gruppo C/C Junior) e la cui aerodinamica, testata in galleria del vento, si caratterizzava un muso tondeggiante a bassa deportanza e una coda lunga. Nonostante gli sforzi prodotti per approntare l’auto in tempo per la gara di apertura della serie mondiale, la Mille Chilometri di Monza (pista di casa per la Carma FF), il debutto fu rinviato a Silverstone, per la Mille Chilometri. Facetti e Finotto, qualificata l’Alba Giannini AR2 in diciannovesima posizione, si classificarono noni e primi di categoria. In occasione della terza tappa del campionato, la Mille Chilometri del Nurburgring, l’auto si presentò con una nuova coda, corta, tagliata immediatamente dopo il passaruota posteriore e con l’ala montata in posizione più alta, anticipando così quella che sarebbe diventata una soluzione adottata in maniera diffusa diversi anni più tardi. La novità contribuì ad ottenere un buon undicesimo posto assoluto (primo di categoria). Dopo i ritiri di Le Mans (dove lo svizzero Marco Vanoli guidò con Facetti e Finotto) e Spa, i piloti della AR2 Carma FF ritornarono sul gradino più alto del podio “C Junior” a Brands Hatch (decimi assoluti), per la Mille Chilometri valida per il solo Campionato Europeo Piloti. Successivamente alla Mille Chilometri del Fuji, dove Facetti e Finotto conclusero la gara all’undicesimo posto (secondi in C Junior) la AR2 disputò la sua prima gara in Italia, la Mille Chilometri di Imola (valida, come la successiva gara del Mugello, per il solo Europeo Piloti) dove venne affiancata dalla seconda AR2 Carma FF, migliorata in alcuni particolari e pilotata dagli italiani Guido Daccò e Fulvio Maria Ballabio. Entrambe le auto non terminano la gara e, per il finesettimana successivo, Guido Daccò si unì a Facetti e Finotto al  volante la vecchia AR2 per disputare la Mille Chilometri del Mugello. Qualificati undicesimi furono costretti, dopo una bella corsa, al ritiro (rottura della sospensione e uscita di pista). Nell’ultima corsa del campionato, la Mille Chilometri di Kyalami, Facetti e Finotto, insieme con Massimo Faraci, vinsero nuovamente la categoria (undicesimi assoluti), alla guida della nuova AR2 mentre la vecchia, con Daccò e Vanoli, non terminò la gara. Nel corso della stagione 1984 Carma FF schierò stabilmente due AR2 mentre Alba produsse altre vetture, fra queste la Momo AR3 che, spinta da un motore Ford Cosworth DFV/DFL, si vide nella serie nord-americana IMSA guidata da Gianpiero Moretti e, fra gli altri, Oscar Larrauri.

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Il risultato della 12 Ore di Bathurst

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Katsumasa Chiyo , sulla Nissan GT-R Nismo # 35, del team Global Athlete  ha preso la bandiera a scacchi della 12 ore Liqui-Moly Bathurst sul circuito Mount Panorama.

Chiyo ha vinto davanti alla Audi R8 # 15 del Phoenix Racing e all’Aston Martin # 97 del Craft Bamboo Racing mentre il giro veloce è appannaggio di Markus Winkelhock sulla Audi # 15, con  2m 03.309 segnato al 29° giro.

La gara è vissuta su di un numero elevato di safety car, venti interventi hanno creato un record, superiore al numero dei 15 della edizione 2013. Sono stati cinque nelle ultime tre ore, tre nell’ultima ora, creando una sorta di corsa sprint negli ultimi venti minuti di gara.

Quattro  sono state le bandiere nere, la BMW #28 del GSW Personnel, la MARC # 93 del Cars Australia Focus, la BMW # 18 del Sherrin Rentals e la Porsche # 50 del team LHI.

Il risultato finale della Liqui-Moly Bathurst 12 lo trovate qui .

Liqui-Moly Bathurst 12 Hours , le qualifiche

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Dopo le qualifiche per la Liqui-Moly Bathurst 12, in attesa della bandiera verde, i commenti dei protagonisti. In pole , classe A, l’Audi R8 del Phoenix Racing, al volante Laurens Vanthoor, Markus Winkelhock e Marco Mapelli.

Laurens Vanthoor  ha realizzato il giro della pole “ E’ stata una qualifica complicata, sapevamo di essere veloci ma c’era sempre traffico con le vetture in uscita dalla pit lane, quindi sono stato molto felice, quando mi sono reso conto che avevo  trovato un giro libero dall’inizio alla fine, avere la pole qui a Mount Panorama è molto importante. La qualificazione è pur sempre un piccolo passo, ma è il primo per iniziare al meglio il fine settimana. Mi aspettavo un tre basso , 2.25 è oltre le nostre aspettative, ho spremuto il massimo dalla macchina ed ho rischiato anche di ritornare a pezzi, ma ne valeva la pena.”

Markus Winkelhock “ Quest’anno ho un buon feeling con la macchina, sono molto fiducioso, non vedo l’ora di essere in gara. Avere dietro le spalle un grande team come il Phoenix è un buon vantaggio per la gara di domani.”

Infine il giovane italiano Marco Mapelli “ Sono contento di essere di nuovo sul circuito del Mountain Panorama, abbiamo un buon equipaggio, siamo molto vicini nelle prestazioni quindi anche se la pista è molto difficile ho delle belle sensazioni per la gara.”

Secondi in qualifica, Roger Lago, David Russell e Steven Owen, sulla Lamborghini Gallardo del JBS Australia. David ha qualificato la macchina “ Siamo contenti del secondo posto, durante la prima sessione abbiamo avuto un sacco di problemi di traffico, così abbiamo cercato solamente di leggere la Lambo al meglio,  per esprimere il potenziale nella seconda sessione. La nostra è una piccola squadra ed un risultato del genere è sensazionale. Stavamo andando veramente bene ma ad un certo punto c’è stato un problema con uno pneumatico quindi abbiamo dovuto prendere la decisione di rallentare.”

Terza nella qualifica, è giunta la Nissan GT-R del NISMO Athlete Global Racing, guidata da Florian Strauss, Katsumasa Chiyo e Wolfgang Reip. Katsumasa Chiyo è il responsabile della qualifica “  E’ la prima volta che qualifico in P3 su questo circuito. Alla radio ho sentito che eravamo in P2, ho provato a spingere ancora, ma ho commesso un errore in entrata di curva quattro, improvvisamente ho perso il posteriore e non sono stato in grado di controllarlo. Mi dispiace perché il team aveva lavorato duramente, spero di guidare al meglio domani. Non vedo l’ora di correre la 12 ore. “

I tempi della qualifica per la classe A è qui.

Porsche Motorpsort e il WEC

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Il campionato 2014 si concluse con la vittoria della Porsche 919 Hybrid nella ultima gara di San Paolo in Brasile. Nei mesi invernali il team ha lavorato duramente  per lo sviluppo ed il miglioramento della vettura.

A margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo Campionato Mondiale Endurance 2015 della FIA ,  Porsche Motorsport ha annunciato i programmi e la line-up dei piloti per la prossima stagione del Mondiale Endurance FIA WEC.

Il terzo prototipo esordirà alla gara del 2 maggio 2015,  nella seconda corsa in calendario a Spa-Francorchamps per concludere una degna preparazione in vista dell’impegno clou della stagione, la 24 Ore di Le Mans.

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Sulla vettura era già stata annunciata da tempo la presenza dell’ex formula 1, Nico Hulkenberg, al suo fianco, la scelta, è caduta sul neozelandese Earl Bamber e sull’inglese Nick Tandy. Entrambi rimarranno attivi anche come piloti GT.

L’ACO ha confermato i numeri di gara previsti per le tre Porsche 919 Hybrid, sulla vettura che ha ricevuto il # 17 c’è il trio Timo Bernhard , Brendon Hartley e Mark Webber. Con il numero # 18, invariato rispetto allo scorso anno, ci sono Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb. Al nuovo trio, Hulkenberg, Bamber e Tandy, viene assegnato il numero # 19.

 

 

Wolfgang Hatz, membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile del settore Ricerca e Sviluppo di Porsche AG. Nonché della gestione Motorsport ha anticipato le aspettative “ L’obiettivo principale del nostro impegno nella LMP1 consiste nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie più promettenti per le nostre vetture stradali. Per Porsche, come costruttore di vetture stradali, vale il principio della massima sportività a fronte della efficienza più elevata. A questo scopo, il rivoluzionario regolamento WEC sui consumi offre l’ambito di ricerca ideale. Il 2014 ha messo in evidenza il coraggioso concetto di trasmissione della 919 Hybrid. La seconda generazione dei nostri prototipi non è quindi un aggiornamento di base, ma una completa evoluzione. Per il 2015 vogliamo disporre di un pacchetto vincente fin dall’inizio.”

Fritz Enzinger, responsabile del programma LMP1 “ Il fatto che ognuno sia veloce ed intelligente è, ovviamente, il presupposto fondamentale. Ma nel WEC e soprattutto a Le Mans, contano altri fattori. La capacità di mantenere costantemente elevati i livelli di concentrazione e rendimento è indispensabile nelle gare di durata. Un altro aspetto importante, è rappresentato dalla capacità di integrarsi a fare un lavoro di squadra. Questo sport non è per solisti. Ogni pilota deve lottare duramente per i propri compagni, poiché anche la loro velocità rappresenta un vantaggio personale e per l’intero Team Porsche. L’intesa è richiesta anche nei momenti di traffico intenso nelle fasi di doppiaggio delle vetture più lente. Anche queste situazioni non sono adatte alle personalità egocentriche, poiché ciascun pilota deve sapersi controllare nell’interesse di tutto il gruppo. Ho piena fiducia nei nostri uomini. “

“ Siamo molto contenti di poter schierare una terza vettura già nel secondo anno di attività. Ciò dimostra, ancora una volta, con quanta forza l’azienda sostenga il programma LMP1. Allo stesso tempo, abbiamo ben presente l’impegno operativo che comporta la gestione di questi tre complessi prototipi e dei nuovi piloti. Anche in questa prospettiva è giusto non scombinare le due formazioni collaudate, che si sono affrontate nel 2014. Adesso, questi sei piloti conoscono anche ogni  pista del campionato WEC. L’anno scorso, tutto il team ha dovuto affrontare il ruolo come debuttante, quest’anno possiamo chiaramente contare sull’esperienza acquisita nel 2014 quindi, per la nostra seconda stagione, ci siamo posti obiettivi ambiziosi. Le Mans sarà nuova per gli esordienti Nico Hulkenberg e Earl Bamber, li sosterremo nel migliore dei modi.”

La nuova vettura verrà presentata il giorno 26 marzo 2015 sul circuito del Paul Ricard nel sud della Francia , dove nei giorni successivi si svolgeranno i test collettivi per il campionato 2015.

photo Porsche Motorsport