La nuova Audi R18 2016

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Chi l’aveva vista ci aveva consegnato l’idea di una macchina evoluta rispetto alla precedente , migliorata nella aerodinamica , molto bella da ammirare. Del resto di più, nel week end del Bahrain non si poteva dire.

E venne il tempo della festa annuale Audi che chiude tutta una stagione di corse, ieri sera, presso l’Audi Training Center di Monaco di Baviera, i veli sono caduti e la nuova R18 si è svelata ai tifosi del mondo. La forma è lo step evoluto del concetto di leggerezza che Audi aveva introdotto già qualche anno fa nelle corse endurance, mentre le novità più ghiotte sono naturalmente sotto il cofano. Ad un motore TDI ottimizzato nella efficienza si accoppia in questa nuova R 18 un sistema ibrido nuovo con batterie agli ioni di litio per l’immagazzinamento della energia.

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Perentorio il Dott. Wolfgang  Ullrich, capo di Audi Motorsport, chiude le voci sulle illazioni di questi mesi a seguito dello scandalo VW “ Con la nostra nuova R 18, diamo un segnale preciso al mondo, abbiamo intenzione di continuare nella nostra tecnologia TDI, che al momento è stata quella che ha dimostrato la maggior efficienza tecnologica al mondo. E noi ne siamo fieri.”

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“ Siamo orgogliosi di rappresentare ancora una volta il marchio Audi nel mondo, e nel 2016 l’impegno nel motor sport non verrà diminuito. Nel WEC e a Le Mans, siamo convinti di poter rappresentare , ancora, un punto di riferimento, quando il 17 di Aprile, a Silverstone, si apriranno le danze, Audi Sport Team Joest sarà al via con due vetture. In un programma di ottimizzazione dei costi, Audi e Porsche, hanno deciso di comune accordo di limitare a due le vetture per la prossima 24 Ore di Le Mans , gara clou della stagione.”

Photo Audi Sport

 

Capirossi con Kessel Racing alla 12 Ore del Golfo

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La 12 Ore del Golfo, di fatto, è la chiusura della stagione endurance, archiviati con successo i vari campionati ai quali ha partecipato,  Kessel Racing si avvicina a questo appuntamento che ormai è diventato un classico, con l’iscrizione di tre Ferrari 458 GT3.

Sul tracciato di Yas Marina, dal 9 all’11 dicembre, gareggeranno in categoria PRO, Giacomo Piccini , Davide Rigon e Michal Broniszewski. In categoria Gentleman , Kessel  ha iscritto due vetture, una per Alexis De Bernardi in coppia con Loris Capirossi e Niki Cadei, l’altra per Vadim Gitlin, Michael Lyons e Marco Zanuttini.

Capirossi non è il primo campione del motociclismo che si affida a Kessel Racing per una esperienza sulle quattro ruote, già nel 2012, Valentino Rossi aveva gareggiato con una Ferrari del Team ticinese in due prove del Blancpain Endurance Series. Lo scorso anno, proprio nel golfo fu la volta di Jorge Lorenzo che addirittura vinse la propria categoria.

SO24 by Lombard . Nuovo team per l’ELMS

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Dall’incontro fra due appassionati di corse automobilistiche, Dominique Payen e Jean lombard è nato un nuovo team con il nome di SO24 by Lombard Racing, nasce da un partnerariato con Automobile Club de l’Ouest e si propone di accompagnare nella loro carriera giovani talenti preparati dal training di ACO per raggiungere il livello più elevato nelle gare di durata.

Jean Lombard ha formato intere generazioni di piloti nella sua scuola di Monthlery, è stato anche manager di molte squadre in diverse discipline. Per qualche anno molti piloti si sono onorati di vestire i colori SO24 e molte società hanno appoggiato le filosofia della impresa.

Il Team avrà base a Le Mans ed entrerà nel campionato ELMS con due vetture Ligier, uno in classe LMP2 e uno in classe LMP3. E’ molto probabile un invito alla prossima 24 Ore di LM.

Due profili di piloti sono stati selezionati, si tratta di Vincent Capillaire, pilota Alpine di questa stagione e Olivier Lombard già vincitore di classe LMP2 nella Le mans del 2011. Il terzo pilota verrà definito in futuro.

Per quanto riguarda la LMP3 in gioco c’è il nome di Thomas Dagoneau più altri due nomi ancora da decidere.

La presentazione del Team avverrà nel mese di marzo 2016.

 

SMP Racing sul tetto del mondo

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Fra le dune del Bahrain, la Ferrari 458 Italia del Team russo SMP Racing ha conquistato il Campionato del Mondo nella classe GTE Am del Campionato FIA Endurance,l’equipaggio composto da Victor Shaytar, Alexey Basov e Andrea Bertolini è arrivato nel piccolo regno sul Golfo con un vantaggio di 19 punti sul secondo in classifica, i ragazzi hanno controllato la situazione senza strafare ed al termine con un onorevole quinto posto si sono aggiudicati il Titolo.

In questi otto mesi di gare, SMP ha sempre dominato la classe, per la prima volta nella storia, un team russo ha vinto la celebre 24 ore di Le Mans, ha marcato due vittorie, Austin e  Nurburgring, su otto appuntamenti è salito sul podio sette volte.

Tuttavia  nella girandola di risultati fino al termine della competizione, la Ferrari 458 Italia numero # 83 iscritta da AF Corse avrebbe potuto insidiare Bertolini e compagni, ma una sapiente strategia ha permesso di raggiungere il bottino pieno.

Al termine, Sergey Zlobin, Direttore Sportivo del Team ha dichiarato “ In questa categoria, disponiamo del miglior equipaggio misto platino, argento e  bronzo, non era il caso di voler strafare e la strategia imponeva di controllare la corsa per giungere al termine vittoriosi in campionato. Così avevamo preparato, così è successo. Era importante non assumerci rischi inutili. Voglio rimaracre che per il secondo annoi consecutivo la squadra SMP Racing vince un titolo nel WEC.”

Nella gara finale in Bahrain ha corso anche il nostro prototipo  LMP2 costruito in collaborazione con la BR Engineering con alla guida  Mikhail Aleshin, Nicolas Minassian e David Markozova.  In questa stagione , la BR 01 ha corso nel campionato europeo ELMS dove ha segnato ben tre podi su quattro partecipazioni, la nostra vettura non è seconda a nessuno, ha dichiarato il responsabile del progetto, ha dimostrato grande velocità , maneggevolezza e affidabilità. Con questi presupposti affronteremo la nuova stagione 2016 con un atteggiamento molto positivo.

 

Photo FIA WEC / Adrenal Media

I piloti Ford per Daytona

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A poco più di quaranta giorni dall’inizio ufficiale della stagione 2016, sul circuito di Daytona con le consuete prove ROAR to Daytona, il team di Chip Ganassi rende noto la composizione degli equipaggi per il programma Ford GT nel IMSA Weather Tech Sports Car Championship.

Joey Hand e Dirk Muller si divideranno il volante della Ford numero #66, mentre Ryan Briscoe e Richard Westbrook terranno le redini della numero #67. I fan più attenti avranno notato il significato storico del numero attribuito, infatti fu nel 1966 e nel 1967 che la GT40 si aggiudicò la 24 Ore di Le Mans. A cinquant’anni di distanza Ford ritorna in veste ufficiale, nel 2016, a calpestare il famoso circuito sarthoise.

Raj Nair, Vice Presidente del Dipartimento Prodotto Globale del colosso di Detroit annunciando la line-up, si è detto orgoglioso della scelta dei piloti “ Ora , dopo che abbiamo costruito la migliore macchina del lotto, abbiamo anche i migliori piloti.”

La scelta dei piloti per il campionato e per Daytona , rappresenta quanto di più globale si potesse scegliere, si parte da Hand, statunitense, passando per l’inglese Westbook, il tedesco Muller per terminare con l’australiano Briscoe.

Chip sottolinea le caratteristiche che hanno reso possibile la scelta “ A questi livelli, tutti i  piloti sono veloci, noi volevamo gente anche di cuore, che si adattassero a lavorare bene con gli altri , che abbiano esperienza di Le Mans. Quelli che abbiamo individuato crediamo siano il meglio di quello che potevamo avere.”

Il sigaro Ford ha una tradizione decennale nelle corse, anche se è dal 1960 che ha giocato un ruolo importante soprattutto nelle gare di durata, di recente lo sviluppo si è concentrato sulla unità V6 da 3.5 litri biturbo Ecoboost. Questo motore ha al suo attivo, oltre alla prestigiosa vittoria della Twelve Hours di Sebring, sette podi e oltre 15.000 miglia percorse in competizione. Nel 2015 ha vinto la Rolex 24 di Daytona oltre alla 6 Ore di Austin al COTA.

L’abbinamento Ford- Ganassi è stato reso noto lo scorso giugno a Le Mans ed è indirizzato allo sviluppo della nuova vettura sotto molteplici punti di vista, dal miglioramento aerodinamico alla efficentazione tecnologica del motore Ecoboost.

Il Team Ganassi offre la dote di sette titoli IMSA vinti , 46 vittorie e sei assoluti alla Rolex Daytona 24.

photo Ford Performance

La TS040 verso il tramonto

Toyota Hybrid Racing World Endurance Championship. 6 Hours of Bahrain. 12th-15th November 2014. Bahrain International Circuit, Bahrain.

Toyota Hybrid Racing
World Endurance Championship. 6 Hours of Bahrain. 12th-15th November 2014. Bahrain International Circuit, Bahrain.

Una similitudine casuale ricade sulla Sei Ore del Bahrain di sabato 21 di novembre   come la luce del deserto che si attenua giro dopo giro per sfumare nella luce dei riflettori, il lustro della Toyota TS 040 hybrid sta oscurandosi nei libri di storia. Il prototipo da 1000 cavalli con le sue quattro ruote motrici abbandonerà dopo l’ultima competizione dell’anno, quel numero 1 conquistato a suon di risultati nella stagione 2014 del FIA WEC.

La fase finale sarà anche l’occasione per salutare il campione austriaco Alex Wurz che ha annunciato il suo ritiro dopo il Bahrain, per l’ultima volta sarà alla guida della TS 040 numero # 2 con i compagni Stéphane Sarrazin e Mike Conway. Sulla vettura gemella il trio, Anthony Davidson, Sébastian Buemi e  Kazuki Nakajima.

Alexander Wurz (AUT)  Le Mans 24 Hours 8th-14th June 2015. Circuit de la Sarthe, Le Mans, France.

Alexander Wurz (AUT)
Le Mans 24 Hours
8th-14th June 2015. Circuit de la Sarthe, Le Mans, France.

Nelle quattro stagioni spese nel team, Alex è stato fondamentale per lo sviluppo tecnico della vettura, ha contribuito a costruire quel clima di serenità all’interno della squadra che è una delle doti necessarie per raggiungere i grandi obiettivi. Ha partecipato per Toyota a 27 gare WEC vincendone cinque con un totale di undici podi complessivi. Alex ritorna sul circuito dove ha vinto per l’ultima volta lo scorso anno conquistando quel merito che lo pone al pari di Buemi e Davidson fra i vincitori migliori in assoluto con cinque vittorie per il Team Toyota, nelle gare WEC.

Considerati i risultati della stagione in corso, risulta poco probabile pensare che per la TS 040, la prossima gara del Bahrain possa essere terreno di conquista, quindi, a maggior ragione il rammarico della squadra è grande, fra le dune del B.I.C. Toyota aveva vinto due volte su tre partecipazioni.

Sabato sera, quando la bandiera a scacchi sventolerà sul vincitore della gara, pilota e macchina  si avvieranno insieme nei libri di storia.

Commosse le parole del Presidente di Toyota Motorsport, Toshio Sato,  “ Vorrei ringraziare il nostro pilota Alex Wurz per l’apporto che ha portato al programma WEC, il suo input tecnico , la sua motivazione e la sua grande professionalità sono stati inestimabili per noi. E’ triste pensare che qualcosa stia per spegnersi, ma nella nostra factory di Colonia il lavoro sulla nuova macchina sta progredendo veloce anche grazie al lavoro di Alex. Abbiamo passato momenti fantastici insieme, ma spesso ogni fine segna il passaggio verso un nuovo inizio, e così sarà anche questa volta. Mi auguro che questa ultima gara possa essere un buon risultato per Alex, so che tutto il team sta lavorando duramente per raggiungere questo obiettivo.”

“ L’ultima gara è arrivata molto più velocemente di quanto mi aspettassi, torno volentieri in Bahrain, e non solo perché ritrovo il mio ristorante preferito, mi piace questo paese ed ho buoni ricordi qui. Non posso pensare che le prestazioni di Audi e di Porsche possano cambiare proprio nell’ultima gara quando sono in ballo alcuni Titoli, ma io arrivo come sempre in modalità Full Attack.”

Photo Toyota Gazoo Team

I piloti del Rookie test al B.I.C.

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La bandiera a scacchi sulla Sei Ore del Bahrain concluderà la stagione 2015 del Campionato del Mondo Endurance, nelle classifiche si riempiranno le caselle vuote ed i Trofei, ancora da assegnare , avranno i loro Campioni.

Dopo che anche l’ultima bottiglia aperta per i festeggiamenti sarà svuotata, domenica 22, andrà in scena l’epilogo prima della grande pausa invernale, almeno 11 vetture e non meno di 28 piloti affronteranno in Medio Oriente il Rookie Test, da un lato atto conclusivo, dall’altro prologo alla nuova stagione.

La parte principale, quella che genera l’attesa , è senza dubbio focalizzata sui tre piloti selezionati da FIA per testare una LMP1 che sono, il britannico Sam Bird e i due neozelandesi Richie Stanaway e Mitch Evans.

L’attuale leader del campionato LMP2 guiderà la Toyota TS040 al fianco del collega britannico Alex Lynn, già Campione 2014 in GP3, a carico del pilota ufficiale Mike Conway alcuni giri di installazione e l’incarico di tutore per i nuovi piloti.

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Il pilota della Aston , Richie Stanaway, proverà a mettere sotto pressione una Audi R18 E-Tron, dovrà ascoltare attentamente i consigli del tre volte Vincitore di Le Mans , il francese Benoit Treluyer, per riuscire nell’impresa.

Due piloti da provare per il team Porsche fresco vincitore del Titolo Costruttori 2015, a fianco della leggenda IndyCars  il colombiano Juan Pablo Montoya, il ventunenne ex Campione  GP3, Mitch Evans, che in stagione è salito sul podio alla 24 Ore di Le Mans con Jota Sport.

Per il team ByKolles non sono stati annunciati i nomi dei piloti.

Signatec Alpine, metterà a disposizione una vettura per il pilota di formula 3, Matteo Rao che sarà supportato dal campione della ELMS 2014, Paul Loup Chatin.

Strakka Racing usufruirà della opportunità del Rookie test per testare due giovani promesse dell’automobilismo, lo scozzese Lewis Williamson, già vincitore del prestigioso McLaren  Autosport Young Driver of the Year nel 2010 e il cipriota, di 23 anni, Tio Ellinas, che attualmente corre con Strakka nel Formula Renault 3.5.

La BR 01- Nissan del team russo gestita da AF Corse, sarà la terza LMP2 in pista, due i nomi in elenco, il messicano  Memo Rojas tre volte vincitore della 24 Ore di Daytona e il giovane colombiano che ha partecipato al campionato GP2 Julian Leal Covelli.

Il Porsche Team Manthey metterà a disposizione entrambe le vetture per un test più completo, sulla RSR numero # 91, assistito dall’austriaco Richard Lietz, il fresco campione di Porsche Supercup Philipp Eng da Salisburgo. Sulla vettura gemella, Patrick Pilet farà da balia al vincitore della recente Spa 24, l’olandese Nick  Catsburg.

Gran lavoro per l’ Aston Martin V8 Vantage numero #99, è previsto un impiego per nove piloti nelle due sessioni, i giovani leoni della Evoluzione Academy avranno la possibilità di testare una GT PRO per la prima volta in carriera, fra i nomi che sono in lista vengono evidenziati, Ross Gunn, Jamie Chadwick, Jody Fannin, Dan Lloyd e Devon Modell.

Una seconda Vantage sarà a disposizione di Jonathan Adam e Marco Sorensen, sotto la supervisione attenta di Darren Turner.

La giornata di test sarà composta da due sessioni per un totale di cinque ore di pista, dalle 10.00 alle 12.00 della mattina e dalle 13.00 alle 16.00 del pomeriggio.

Arrivederci al prologo di primavera.

Dal foglio al Mondiale , la 919 Hybrid step by step

Performance und Effizienz: Ein V4-Zylindermotor mit Benzin-Direkteinspritzung, Turboaufladung und Abgasenergie-Rückgewinnungssystem für den Porsche 919 Hybrid. Performance and efficiency: the four-cylinder petrol V engine of the Porsche 919 Hybrid features direct injection, turbocharging and an energy recovery system for the exhaust gases.

Performance und Effizienz: Ein V4-Zylindermotor mit Benzin-Direkteinspritzung, Turboaufladung und Abgasenergie-Rückgewinnungssystem für den Porsche 919 Hybrid.
Performance and efficiency: the four-cylinder petrol V engine of the Porsche 919 Hybrid features direct injection, turbocharging and an energy recovery system for the exhaust gases.

Lo spirito non si può misurare, non si può vedere, ma è indubbio che viene percepito in ogni metro, in ogni centesimo di secondo guadagnato in pista per arrivare primi alla bandiera a scacchi. E’ composto dalle lacrime di gioia per le vittorie e da quelle amare della sconfitta, è costruito nel rispetto della tradizione ed è ispirazione per il futuro.

Questi ingredienti fanno parte del patrimonio di Porsche da sempre, nonostante il lungo palmares di vittorie, possiamo considerare il Team Porsche come esordiente nel nuovo Campionato Mondiale Endurance voluto dalla FIA, in quanto portatore sano di una tecnologia innovativa per le corse.

Dopo solo due anni di partecipazione, la giovane squadra di Weissach conquista il Titolo Costruttori ed una doppia vittoria nella gara simbolo del Campionato la 24 Ore di Le Mans.

Tutto si evolve anche in una cabala di numeri, sapientemente miscelati nelle stanze di Stoccarda, 917 era la sigla del primo prototipo ad aver vinto la classifica assoluta nella classica francese, 918 è la sigla della più veloce vettura stradale sulla Nordschleife, 919 Hybrid è il nome della nuova vettura che in tempi rapidissimi è riuscita ad imporsi sui circuiti di tutto il mondo raggiungendo un Titolo che a Porsche mancava dal 1986.

La 919 è stata creata da zero, evitando di prendere spunti dalla concorrenza.

Il sistema ibrido, unisce la tecnologia turbo del downsizing, già impiegata nell’utilizzo stradale, ad un efficiente sistema di iniezione diretta in un motore 4 cilindri a benzina da 2 litri utilizzando una batteria agli ioni di litio di nuova concezione per accumulare l’energia da due sistemi di recupero, l’energia in frenata dall’asse anteriore e di scarico.

Il recupero dell’energia dai gas di scarico è unico nel WEC e consente alla 919 di generare energia elettrica anche in fase di accelerazione, fornendo al sistema una potenza di quasi 1000 cv.

Nel Centro Ricerca e Sviluppo di Weissach, il Dipartimento Motorsport, occupa uno spazio a ridosso della pista di prova, all’interno ci sono il centro di studio della LMP1, l’officina dalla quale escono le vetture ed un sofisticato simulatore di guida.

A fine 2011 inizia il reclutamento, nell’isola che non c’è  si ritrovano in cinque, Fritz Enzinger incluso. Infatti quella struttura dedicata viene costruita nei primi mesi del 2012, quando anche si annunciano i primi due piloti del programma, Romain Dumas e Timo Bernhard.

Il dodici giugno del 2013 il primo prototipo della 919H prende la strada della pista di Weissach con  alla guida Timo Bernhard. Il resto dell’anno viene speso in giro per il mondo a testare le vetture su ogni tipo di tracciato, nulla è lasciato al caso, per esempio vengono provati 1.053 volte i pit stop. Il Team cresce fino a 230 unità, viene nominato Alexander Hitzinger come Direttore Tecnico e Andreas Seidl diventa il Direttore del Team. Notizie dall’abitacolo, alla guida vengono confermati Neel Jani, Brendon Hartley, Marc Lieb e la superstar ex Formula 1, Mark Webber.

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Poco prima della presentazione della vettura alla stampa, che avviene al Salone dell’Automobile di Ginevra nel marzo 2014, vengono resi noti gli accoppiamenti fra i piloti, Bernhard /Hartley/Webber e Lieb/Jani/Dumas.

Nella gara del debutto, la Sei Ore di Silverstone, l’equipaggio di punta Hartley/Webber/Bernhard conquista un lusinghiero podio arrivando terzi .Alla seconda, sul circuito di Spa-Francorchamps le soddisfazioni arrivano dalla vettura gemella, Jani/Lieb ottengono la pole position.

La Le Mans del 2014 è sicuramente una gara travagliata per entrambe le vetture, Marc Lieb taglia il traguardo in undicesima posizione quando, due ore prima era al quarto posto. A causa di un problema al cambio, ha dovuto fermarsi al box per una lunga riparazione, nel frattempo Webber, che navigava in seconda posizione, causa un guasto al motore è stato costretto al ritiro. Verso la fine della corsa la vettura 20 era stata lungamente in testa prima del ritiro.

Al Fuji, in ottobre , finalmente la 919 ottiene il miglior tempo sul giro con Webber al volante, un mese dopo in Bahrain entrambi gli equipaggi vanno a podio, Dumas, Jani e Lieb si piazzano secondi davanti ai compagni Bernhard, Webber e Hartley. Il 25 di novembre esce la notizia bomba, nella gara di Spa e in quella di Le Mans , le 919 H saranno tre per ogni circuito, per la terza vettura è stato ingaggiato il tedesco Nico Hulkenberg.

Ultima gara della stagione a San Paolo, sul Carlos Pace la Porsche 919 Hybrid vince la prima gara in carriera con Dumas, Jani e Lieb. Marc Webber con la seconda vettura subisce un pericoloso incidente, fortunatamente ne esce senza gravi conseguenze.

In dicembre dello scorso anno si svolge il roll-out della versione evo con Marc Lieb al volante, luogo deputato, la pista di casa, al riparo da occhi indiscreti.

La nuova stagione prende inizio a Parigi, dove vengono presentati i due piloti per la terza vettura, quelli che affiancheranno Hulkenberg, che sono Earl Bamber e Nick Tandy.

Il ritmo delle novità diventa frenetico, al Paul Ricard, durante lo svolgimento del prologo al Campionato FIA WEC vengono rivelate le tre livree con le quali le 919 si presenteranno alle verifiche in Place de la  Republique. Spicca la rossa in ricordo della 917 vincitrice nel 1970.

A Silverstone per la prima di Campionato. Le due Porsche sono la prima fila con Hartley, Webber e Bernhard in pole che però subiranno un guasto che li costringerà al ritiro. La vettura gemella di Dumas, Jani e Lieb si piazza al secondo gradino del podio.

A Spa per la prima volta, scendono in pista le tre vetture ed occupano le prime tre posizioni in griglia, la pole è sempre appannaggio di Hartley, Webber e Bernhard.In gara giungeranno terzi dietro l’altra 919H, quella di Dumas, Jani e Lieb. La vettura esordiente chiude sesta in classifica generale.

Porsche Team, Le Mans 2015

Porsche Team, Le Mans 2015

Tre, due, uno, green flag. E venne il tempo di Le Mans. I test si svolgono in condizioni meteo avverse, la pioggia mantiene il tracciato sempre umido. Un fattore, questo, che  non scoraggia lo svizzero Neel Jani che ferma il crono su 3:16,887 min. il record imbattuto da sette anni crolla sotto la forza della 919 H. Un buon auspicio per la gara.

Domenica ore 15.00, Nico Hulkenberg taglia il traguardo di Le Mans in prima posizione, Bernhard, Webber e Hartley la trasformano in doppietta. La diciassettesima vittoria nella classica della Sarthe è in bacheca. Dopo tre gare con i punti doppi di Le Mans, Porsche è passata alla testa della classifica Mondiale dei Costruttori.

Il Team arriva alla gara di casa, sul circuito del Nurburgring, con la consapevolezza del favore nel pronostico, un nuovo pacchetto aerodinamico consente alla 919 H una deportanza maggiore. Al termine una nuova doppietta, Bernhard, Webber e Hartley sono ancora i protagonisti indiscussi.

Ormai nessuno riesce a contrastare gli alfieri Porsche che replicano nella trasferta americana sul circuito di Austin. Dumas, Jani e Lieb partiti in pole, si devono accontentare della quinta posizione per un problema elettronico, intanto le classifiche ringraziano.

In condizioni meteo avverse, in condizioni di manifesta superiorità, Porsche si prende il lusso di decidere che la doppietta del Fuji debba agevolare l’equipaggio in testa al Campionato, così una strategica inversione fa vincere Bernhard, Webber e Hartley che in questo modo conducono anche il Trofeo Piloti LMP1 con un solo punto di vantaggio sulla concorrenza.

In Cina una gara flag to flag per i vincitori che consolidano il primato sull’equipaggio Audi, ma anche l’ennesima doppietta. Nelle qualifiche dell’anno, nessun’altra vettura eccetto la 919H, ha ottenuto la prima fila. Con una gara di anticipo, Porsche vince il Trofeo Mondiale dei Costruttori.

A consuntivo, il bilancio della Porsche 919 Hybrid dopo 15 gare è di undici pole position, sei vittorie, quattro giri veloci in gara e un Campionato Mondiale.

Il riassunto dei Titoli Costruttori vinti da Porsche nell’ex Sports Car World Championship è il seguente : 1964 , 1969 , 1970 , 1971 , 1976 , 1978 , 1979 , 1982 ,

1983 , 1984 , 1985 , 1986.

Nell’ultima gara della stagione, si deciderà fra le varie, anche  il Campionato Mondiale dei Piloti, attualmente il trio Bernhard, Webber, Hartley conducono la classifica con 155 punti sul trio Audi Fassler, Tréluyér, Lotterer che somma 143 punti.

Photo Porsche Motorsport

Rebellion Racing LMP1 Private , quarto Trofeo consecutivo

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Ci sono frasi che diventano patrimonio comune e spiegano un concetto chiaro , semplice, in un taac “…ti piace vincere facile eh …“ è vero, la squadra svizzera Rebellion Racing, all’inizio della stagione aveva affrontato un rinnovamento tecnico importante e necessario, sostituendo l’unità motore passando dalla giapponese Toyota alla inglese AER, andando incontro ad un teorema buio, ma è anche chiaramente evidente che hanno scelto di correre in una categoria dove la concorrenza è pari a zero.

Giustamente non è colpa loro se la concorrenza è nulla, magari la responsabilità è di un regolamento tecnico che concede l’esistenza ad una classe che di fatto, ha un solo competitor, seppure con due vetture. Poi venne Bykolles, ma il risultato è simile.

Per tornare alla cronaca, con i punti racimolati dalla Rebellion #12 nella gara di Shanghai, penultimo round del Campionato Mondiale Endurance, il Team elvetico si aggiudica per la quarta volta in quattro anni successivi, il Trofeo per vetture LMP1 Private, in concreto per vetture non ibride.

La squadra ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissa all’inizio stagione, incluso il dominio in una gara non certo facile come la 24 H di Le Mans. Le vittorie diventano la giusta ricompensa per il lavoro duro operato da tutte le componenti.

Nonostante l’apparenza, la gara della R-One numero #12, non è stata esente da complicazioni, nei minuti finali della gara, Mathias Beche, si è schiantato contro le barriere ad alta velocità.

In quel momento solo la traiettoria si stava asciugando, la vettura ha riportato danni sia sulla parte anteriore che sulla parte posteriore della carrozzeria, fortunatamente Mathias è riuscito a rientrare ai box ed i meccanici sono stati bravissimi a fare la riparazione in tempo utile per rispedirlo in pista e guadagnare la settima posizione in classifica generale .

Visibilmente soddisfatto, a fine gara ha dichiarato “ Non sono solito fare errori, ma oggi ne ho commesso uno che poteva risultare gravissimo. Fortunatamente i ragazzi della Engeneering sono stati meravigliosi e per questo li ringrazio tutti. La gara si è sempre svolta in condizioni di guida molto difficile, ma sono felice che al termine abbiamo potuto ottenere i punti necessari per la conquista del Titolo.”

Anche il Team Manager, Bart Hayden, ha parole per l’impresa compiuta dal Team “ E’ stata una giornata di emozioni contrastanti, da un lato abbiamo ottenuto i punti necessari per la conquista del titolo, dall’altro  non siamo riusciti a concludere la gara con entrambe le vetture. Se vogliamo considerare gli aspetti positivi del week end, abbiamo raggiunto un chilometraggio significativo nel complesso delle tempo speso in pista ed entrambe le vetture avevano un buon passo sia sull’asciutto che in condizioni da bagnato. Il giovane Tuscher ha fatto il suo debutto come pilota più giovane nella storia del WEC ed ha dimostrato le sue capacità di guida dall’abitacolo di una vettura LMP1 non certamente facile da guidare. Voglio ringraziare tutti i meccanici del Team, abbiamo dato a loro una mole di lavoro extra con le collisioni in pista e se la sono cavata egregiamente. Ora andiamo in Bahrain e il target della corsa sarà quello di portare la seconda vettura al secondo posto nel campionato.”

 

Photo  FIA WEC /Adrenal Media

 

International GT Open Finale , il Titolo è di AF Corse

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Il campionato GT Open International si è concluso domenica scorsa, primo di Novembre, sul circuito di Barcellona, ancora una volta il Team piacentino AF Corse ha fatto razzia di Titoli. Doppia vittoria, con Titolo Piloti GTE e Titolo Team.

Claudio Sdanewitsch con la sua Ferrari 458 Italia chiude i giochi, vincendo, in gara 1. Il podio della categoria è un monomarca AF Corse, secondo sul podio so è presentato Ilya Melkinov, compagno di vettura del neo campione , ma ha saltato un round. Terzo si è classificato Filipe Barreiros con la Ferrari numero #53 che non ha preso parte a due tappe.

Nonostante le numerose vittorie in campionato, nella categoria PRO Am, l’equipaggio composto da Pasin Lathouras/Michele Rugolo, Ferrari 458 numero #51, conquistano la seconda posizione in classifica finale, mentre l’altra Ferrari 458 Italia numero #90 di Ezequiel Perez Sala/ Raffaele Gianmaria  conquista la terza posizione e si aggiudica l’effimero titolo del maggior numero di vittorie in stagione, cinque.

La vettura di Duncan Cameron e Matt Griffin chiude al sesto posto in Campionato.

Il lavoro di tutti questi equipaggi ha consentito ad AF Corse di surclassare tutti i competitors del Campionato ed aggiudicarsi il Titolo Team con 157 punti, staccando di ben 50 lunghezze il secondo meglio piazzato, il Team Martin Motorsport.

Le classifiche finali del Campionato con tutti gli equipaggi,  le trovate qui .