MASTER TAD 2016 Proposte per una nuova mobilità

 

TAD GRUPPO

Sono aperte le iscrizioni per l’VIII edizione del Master in Transportation & Automobile Design – TAD – 2016, promosso dlla Scuola del Design del Politecnico di Milano e dal Consorzio POLI Design, che inizierà il prossimo aprile.

TAD CONCEPT BUGATTI LA BATARDE

 

Un percorso di eccellenza della durata di 15 mesi, che forma progettisti in grado di sviluppare la propria creatività attraverso l’intero processo di design tipico dei centri stile: dalla definizione delle forme esterne allo sviluppo degli interni, studio e scelta dei materiali e colori, modellazione fisica con il clay  modellazione digitale.

TAD CONCEPT BUGATTI HEDONE

Al termine del percorso formativo, gli studenti divisi in gruppi, presentano i propri progetti di concept e ne realizzano il modello di stile. Anche per questa nuova edizione del Master TAD, è confermata l’ormai pluriennale collaborazione con Volkswagen Group Design. I designer Volkswagen propongono ogni anno il tema progettuale e forniscono contributi didattici specialistici.

TAD CONCEPT BUGATTI ESDERS

I professionisti del Gruppo VW revisionano periodicamente lo stato di avanzamento dei progetti degli studenti e selezionano i migliori allievi per uno stage presso i propri centri stile. Il tema dei progetti da realizzare nel corso Master TAD 2016 è il seguente: veicoli elettrici auto-guidati inner city ( ovvero per una mobilità  urbana ) e veicoli elettrici auto-guidati inter city ( ovvero per viaggi fra città diverse ) per i marchi Audi e Volkswagen.

TAD CONCEPT AUDI SODALIS

Al termine del Master, escono professionisti pronti a trovare impiego nel campo della mobilità, infatti il Master in Transportation & Automobile Design del Politecnico di Milano vanta un elevato tasso di inserimento nel mondo del lavoro, con oltre il 65% di ex-studenti occupati nel settore del transportation design. Un esempio è Cesar Pieri oggi Creative Design Manager al Jaguar Advanced Design presso il Gruppo Jaguar Land Rover.

TAD CONCEPT AUDI E-TWIN

Le lezioni si svolgeranno presso la sede di POLI Design, in via Durando 38/A in Milano. Il Master è a numero chiuso per un massimo di 20 allievi e si rivolge ai possessori di laurea del vecchio ordinamento o di laurea di primo o secondo livello appartenenti alle discipline del progetto ( ingegneria, architettura, disegno industriale)

TAD CONCEPT AUDI ATLANTE

Per ulteriori informazioni sui costi e le modalità di ammissione e iscrizione mettersi in contatto attraverso le seguenti modalità :

tel. +39 02 2399 5911

formazione@polidesign.net

www.polidesign.net/tad

 

Porsche difende il titolo nel WEC

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

“ Presentarsi con i numeri di gara 1 e 2 è nel medesimo tempo, una bella sfida ed un grande onore, ci aspettiamo una concorrenza diventata più forte ma noi vogliamo continuare a lottare per la vittoria e riconfermarci Campioni. Per questo, per il mese di febbraio, abbiamo organizzato un programma di test molto intenso.” Parole e musica di Andreas Seidl, team manager Porsche Motorsport.

Dopo il successo nella stagione 2015, culminato con la vittoria del trofeo Costruttori e Piloti nel Campionato Mondiale Endurance della FIA e la conquista per la 17° volta della classica dell’endurance mondiale, la 24 Ore di Le Mans, Porsche parteciperà al prossimo campionato mondiale portando sul cofano delle potentissime 919 Hybrid i numeri dei vincitore, l’1 e il 2.

Siamo giunti al terzo anno, dopo il ritorno di Porsche nella categoria massima espressione tecnologica dei prototipi, e la futuristica 919 Hybrid non finisce la sua evoluzione. Anche se il principio base della struttura e del concetto di trazione, sono rimasti uguali, la vettura 2016 ha subito un radicale sviluppo.

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Il Direttore tecnico del progetto LMP1 lo spiega in questi termini “ L’impegno sportivo non muta, il nostro compito principale è, e resta, acquisire know-how per l’Azienda e fornire stimoli per lo sviluppo di tecnologie sostenibili. Il WEC con il suo speciale regolamento sull’efficienza e le ampie libertà tecniche che offre, è la piattaforma ideale per sviluppare e testare quelle tecnologie che saranno utili per le vetture sportive stradali del futuro.”

La formazione delle squadre è già stata confermata da tempo e prevede Brendon Hartley, Timo Bernhard e Mark Webber sulla 919H numero #1, mentre la gemella numero #2 sarà affidata a Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb.

Per rimanere al passo con la concorrenza, il regolamento di Le Mans nella classe LMP1 Hybrid esige lo sviluppo continuo di tecnologie avanzate. La trazione ibrida della 919 combina l’innovativa tecnologia turbo del downsizing con l’efficiente iniezione diretta nel motore a combustione V4 da due litri, impiegando una batteria agli ioni di litio per accumulare l’energia elettrica prodotta da due diversi sistemi di recupero ( energia prodotta in frenata all’asse anteriore ed energia dei gas di scarico).

La 919 Hybrid raggiunge una potenza di circa 1000 CV e ha già fornito ai tecnici gli stimoli decisivi per lo sviluppo delle  vetture sportive da strada del futuro. L’esempio più recente, è rappresentato dalla tecnica di 800 volt studiata per la Concept Car Mission E a trazione esclusivamente elettrica, che permette di ottenere tempi di ricarica della batteria estremamente brevi. La concept car sportiva a quattro porte, dovrebbe entrare in produzione entro la fine del decennio.

Altri segreti ci vengono svelati da Alexander Hitzinger, Direttore tecnico del progetto 919 “ Le modifiche del regolamento in termini di consumo e flusso di carburanti, secondo i nostri calcoli, comporteranno a Le Mans, una perdita di tempo di circa quattro secondi al giro, non sappiamo ancora se e quanto potremo compensare questa perdita con lo sviluppo in altre aree della vettura. Al momento, non essendoci una scadenza specifica per il collaudo, stiamo adeguando la vettura pezzo per pezzo alle specifiche 2016.”

Ritornare nella categoria principe dell’endurance mondiale, così, solo per tornare, non era nei piani di Porsche, ma sollecitati da un regolamento tecnico che avrebbe permesso di studiare innovazioni da applicare alle vetture del futuro, ha concesso l’opportunità da cogliere al volo. Il bilancio della 919 Hybrid dopo 16 gare dall’inizio del 2014 è stato di dodici pole position, sette vittorie, cinque giri veloci, un titolo mondiale Costruttori ed uno Piloti. Nel 2015 la prima fila, di fatto, è stata monopolio della 919 H.

Photo Porsche Motorsport

 

Brembo e IMSA

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Facciamo un passo indietro e ritorniamo con questo articolo alla gara di 24 ore della Florida, anzi occupiamoci di un particolare componente della vettura prodotto da una azienda leader del mercato mondiale, la Brembo. Alla Rolex 24 dello scorso gennaio, ben 35 automobili sulle 54 iscritte utilizzavano i sistemi frenanti della casa di Curno.

Come è facilmente immaginabile, una gara sulla distanza di ventiquattrore, confisca un giusto tributo da ogni singolo particolare della vettura, i freni Brembo sono costruiti per supportare gli sforzi combinati che si innescano in una competizione così lunga che preveda l’uso di un tratto stradale misto con le curve sopraelevate ad alta velocità.

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Le pastiglie Brembo tipo BRP34 e BRP35 garantiscono un livello di attrito elevato nonostante le temperature in gioco, questo aiuta a mantenere una risposta pronta e costante del pedale. Il modello BRP 34, è stato il primo ad ultimare una gara di 24 ore senza la necessità di essere sostituito.

L’azienda che ha festeggiato i 40° anni di attività nel motor sport, ha introdotto nel campionato IMSA  WeatherTech SCC uno speciale rotore già in uso nella Indycar così come nella formula1, che utilizza una speciale mescola carbonio- carbonio che introduce innegabili vantaggi di peso rispetto alla tradizionale ghisa, almeno un terzo in percentuale il peso risparmiato, ed una maggiore affidabilità.

Nella classe principale, cinque prototipi sono stati equipaggiati in questo modo, fra cui la Minolta –Konica numero #10 del Wayne Taylor Racing, vincitrice della Petit Le Mans 2014.

Fra gli undici partecipanti iscritti alla classe GTLM, ben sette erano equipaggiati da Brembo, così come le omologhe stradali, la Ford GT e la Ferrari 488, erano parte di questo lotto. Due dischi erano realizzati in ghisa e disponevano di pinze a sei pistoncini sul frontale e cinque al posteriore. L’impianto frenante di una GT è simile a quello utilizzato per la 24 ore di Le Mans e prevede la pinza di forma ottimizzata.

Tutte le vetture iscritte nella classe Prototype Challenge erano equipaggiate con sistemi frenanti Brembo.

Infine la classe GT Daytona. Esordivano  nell’IMSA WeatherTech SCC le Lamborghini Huracan GT3 e utilizzavano tutte i materiali italiani del marchio bergamasco. Quindici automobili sul numero complessivo, imitavano le Lambo.

Dal 1975, anno del Mondiale di Lauda con la Ferrari, Brembo investe in ricerca e sviluppo per offrire prodotti altamente tecnologici  ed innovativi.

European Le Mans Series 2016

press ELMS

L’atmosfera di Parigi è cupa, i numerosi militari con le armi spianate sono troppo visibili e forse intimoriscono solamente i turisti, il meteo non aiuta, ma siamo al Padiglione Gabriel per una festa e cerchiamo di accantonare i pensieri. Come in un bunker, al piano interrato si svolge la conferenza dell’Automobile Club de l’Ouest e Monsieur le President, Pierre Fillon, introduce subito Gerard Neveau che ha l’onore di aprire il meeting con i numeri del Campionato Endurance Europeo, ELMS, che sotto la sua abile guida, ha ormai raggiunto i numeri per ben figurare.

28 network trasmettono gli avvenimenti in pista in 206 paesi differenti per un totale di 144 ore di trasmissione in diretta, 121 piloti di venticinque nazionalità diverse portano in pista 36 automobili, sono tredici i brands coinvolti nel gioco. Per spostare tutto il materiale sono necessari ben duecentottantatre autotreni. Il numero di spettatori che frequentano i circuiti sono in media più di dodicimila persone di cui almeno seimilaseicento godono del privilegio di una ospitalità da vip.

I numeri che riguardano la nuova stagione sono sorprendenti, 44 vetture per 34 team, quattordici nazionalità diverse suddivise su tre categorie. Dopo solo quattro anni di gestione sulle piste europee, il Campionato ELMS è certamente la serie di maggior successo e lo schieramento si avvia ad essere il più largo di sempre.

La categoria più importante della serie , la LMP2 si avvia con il numero record di 15 presenze per l’intera stagione. Il profilo tecnico è caratterizzato dalla massima competizione, due i motoristi, Nissan e Judd, due i fornitori di pneumatici, Michelin e Dunlop. I costruttori di telai sono diventati cinque, Gibson, Oreca, BR, Morgan e dopo risultati così importanti come la vittoria di Daytona, ovviamente Ligier.

Il paddock ha il piacere di accogliere ben cinque team al debutto, il team americano Dragonspeed che mette in pista una Oreca /Nssan per il driver svedese Henrik Hedman. I rimanenti quattro si schierano sotto il banner del tricolore francese, per primo coloro i quali hanno difeso i colori nazionali a livello mondiale, un ex formula F1 si è unito al portiere della nazionale di calcio Campione del Mondo 1998, ed è nato il Panis- Barthez Competition. Alla guida di una Ligier JS P2  oltre al famoso calciatore un pilota da designare fra quelli del vivaio. Un gradito ritorno nelle entry list, sarà quello del famoso costruttore Courage, che nell’occasione ha acquistato l’unica BR in lizza, per il motore da accoppiare al telaio russo, si stanno finendo le valutazioni.  SO24 ! by Lombard metterà a disposizione del pilota Vincent Capillaire una nuovissima Ligier JSP2 /Judd, così come il team IDEC Sports Racing ne schiererà una uguale per il pilota Patrice Lafargue.

La vera sorpresa è lo schieramento della categoria LMP3, quella che si pensava essere la cenerentola del gruppo in realtà costituisce la classe più consistente, 20 vetture di cui diciannove sono Ligier. Alcune squdre già presenti nello schieramento maggiore, si sono iscritte anche alla categoria entry-level, il maggior clamore lo si registra per il team delle due superstar Panis-Barthez che si avviano al doppio debutto.

Un po’ di sano campalinismo per il team Villorba corse che si presenta al via con una vettura per l’italiano Roberto Lacorte, mentre Eurointernational, seconda squadra tricolore porta in pista due vetture, una per Costantino Peroni e l’altra per il britannico Jay Palmer.

Il gigante Onroak Automotive, sotto il cui nome si nasconde, ma nemmeno tanto, il vulcanico Jacques Nicolet, schiera in LMP3 una Ligier per il vecchio leone che non si rassegna alla scrivania del suo ufficio.

La sola Riley AR-2 Nissan sulla griglia sarà presentata dal team MurphyP3-3Dimensional e sarà guidata dall’americano Tony Ave. Tutte le vetture LMP3, calzeranno pneumatici Michelin.

Cinque Ferrari 458 Italia, forti di Perazzini, Cameron, Talkanitsa, Laursen e Smith  dovranno vedersela in categoria LM GTE con due Porsche 991 RSR, difese sulla pista da Seefried e Roda e due Aston Martin V8 Vantage per Howard e Dermont.

Il maggior schieramento di sempre si affronterà sulla distanza di sei tappe europee dove eccelle la prova sul rientrante circuito di Spa-Francorchamps. L’appuntamento più imminente è previsto sul circuito francese di Le Castellet per la data del 22/23 marzo 2016 dove sono in calendario i test collettivi. Prima gara in Inghilterra, a Silverstone il 16 aprile.

L’elenco completo della entry list è qui.

 

Un team messicano nel WEC

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La tappa del mondiale endurance in Messico produce i suoi primi effetti, il team RGR Sports by Morand, ha annunciato la propria partecipazione al WEC 2016 nella classe LMP2 affidando la vettura ai piloti Bruno Senna, Ricardo Gonzales e Filipe Albuquerque, sarà l’unica squadra messicana a partecipare.

Le responsabilità di Gonzales vanno oltre il volante, dopo essersi fatto un nome vincendo la 24 Ore di Le Mans e il Campionato del Mondo LMP2 nel 2013, da quest’anno diventerà team owner/ pilota della Morand Ligier JSP2 / Nissan / Dunlop numero #43.

Per concretizzare la sua crociata e diventare nuovamente Campione del Mondo, ha scelto due compagni di abitacolo fortemente motivati e di provata esperienza, Senna ritornerà nelle file del WEC dopo la sua partecipazione del 2014, ma dovrà integrare con il suo impegno nella Formula E quale pilota ufficiale per il Team McLaren. Albuquerque dal canto suo, sarà il top driver della compagine, ha al suo attivo una 24 Ore di Daytona e due Le Mans. Il pilota Audi si manterrà in allenamento guidando anche nel Tequila Patron North American Endurance Cup.

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E’ incarico del proprietario/pilota spiegare le scelte che hanno portato a questa decisione “ Quando la FIA ha confermato l’inserimento del Gran Premio del Messico, ho capito che quella che al momento era solo una idea, avrebbe potuto concretizzarsi, sono molto felice di essere in grado di annunciare la nascita del team messicano. Voglio ringraziare Benoit Morand e Jacques Nicolet  di Onroac Automotive per aver reso possibile questa opportunità. Con l’esperienza di Bruno e Filipe, la velocità provata della JS P2, non ho dubbi che potremo batterci per il titolo mondiale. Sono estremamente orgoglioso di portare i colori del Messico e la nostra bandiera sulla vettura, sulle piste di tutto il mondo. Speriamo di arrivare spesso sul podio così da rendere fiero di noi tutto il nostro popolo.”

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Bruno Senna si dichiara felice di questa sua nuova partecipazione alle gare endurance, convinto che le qualità della vettura unita all’esperienza dei compagni di squadra possa permette ottimi risultati fin dalla prima prova a Silverstone.

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Anche Filipe si dimostra entusiasta “ Con tutte le conoscenze di questa incredibile squadra, penso che lotteremo sempre per la vittoria, su questo non ho dubbi, sono molto felice della opportunità di guidare nel Campionato del Mondo Endurance. Non vedo l’ora di guidare la Ligier, sarà la mia prima volta alla guida di una LMP2 chiusa.”

Il team manager Benoit Morand chiude la presentazione della squadra ringraziando i partner che hanno permesso l’inizio di questa nuova avventura “ Per me sarà un onore poter guidare una squadra che dispone di queste provate esperienze, un grazie particolare a tutta Onroak Automotive per i suggerimenti e non solo, che ci hanno fornito, senza di loro questo progetto non avrebbe potuto decollare, Duka Gervalla, io e tutto il team Morand lavoreremo con la dedizione necessaria affinchè i risultati in pista possano arrivare il prima possibile. Voglio essere in lotta per la vittoria ovunque nel mondo.”

Photo RGR by Morand

Doppio podio per Porsche Motorsport

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La corsa di apertura della stagione endurance sul continente americano ha significato per Porsche Motorsport due podi certi dai quali ripartire alla conquista dei titoli in palio. Il campione neozelandese, Earl Bamber, già dominatore della scorsa 24 Ore di Le Mans ha chiuso al terzo posto nella sua categoria , la GTLM, a solo dodici secondi di distacco dal duo Corvette.

Lungamente aveva tenuto la testa della corsa, ma a 36 minuti dal termine della gara è stato costretto a desistere, la forza delle due Corvette ha avuto il sopravvento e non valeva il gioco forzare, per perdere anche quei punti.

In categoria GTD invece, la debuttante GT3 R, del team clienti Black Swang Racing, ha ottenuto un meritato secondo gradino del podio.

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Nella tradizionale gara di 24 Ore a Daytona che apre le ostilità sul Campionato IMSA WEatherTech, le categorie GT si presentavano come le più combattute ed hanno tenuto fede alle previsioni della vigilia. Il susseguirsi di combattimenti ravvicinati ruota a ruota, complicato nelle fasi di oscurità notturna, è proseguito fino al termine della Double around the clock, nessuno dei contendenti è riuscito a costruire un distacco sostanziale da garantire una vittoria facile.

Le vetture nuove di Ford e Ferrari nonostante le prestazioni interessanti mostrate a sprazzi durante la corsa, non hanno avuto la forza di tenere alla distanza e la classe GTLM è stata consegnata nelle mani della veterana C7R.

Se Bamber ha difeso strenuamente la sua posizione finchè i 470 CV della nuova RSR  hanno retto il gioco, Tandy dal canto suo,con l’altra RSR in gara,  non ha potuto difendere la sua pole position. Intorno alla diciannovesima ora, un albero motore difettoso lo ha costretto a più miti consigli, è giunto ottavo in categoria portando comunque qualche punto alla classifica del campionato.

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La nuova Porsche GT3 R costruita sulla base della GT3 RS in funzione del regolamento sportivo mondiale per vetture di serie, con il suo sei cilindri piatto di quattro litri ha esordito con successo in una gara di lunga durata così prestigiosa come la Rolex 24. Patrick Long coadiuvato dai compagni di equipaggio  Timothy Pappas, Andy Pilgrim e Nicky Catsburg ha portato la vettura del Black Swang Racing al secondo posto di classe GTD.

L’americano Long sulla vettura numero # 540 “ Dopo i test ero sicuro di avere fra le mani una buona vettura, ma non mi sarei mai aspettato di essere così veloce e così facile da guidare. I ragazzi del Team hanno lavorato molto bene anche nelle situazioni sotto pressione e la vettura si p dimostrata fenomenale, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e siamo molto felici. Faccio i miei complimenti al Magnus Racing per la vittoria ma a Sebring faremo del nostro meglio per ribaltare la situazione. “

Su di giri, almeno a parole, anche Sascha Pilz, Direttore del Dipartimento Corse Clienti, “ Sono completamente soddisfatto del debutto del nuovo modello 911 GT3 R, la dimostrazione di forza dei nostri clienti e il buon andamento della nostra vettura mi permette di guardare al futuro con positività.” Gli fa eco il gran capo di Porsche Motorsport, il Dr. Frank-Steffen Walliser “ Esordire in una gara di 24 ore e salire sul podio è incredibile, un successo fantastico per il nostro cliente, sono estremamente soddisfatto per le prestazioni della nuova GT3. Sull’altro fronte che dire, arrivare terzi a dodici secondi non è perdere, è stata una battaglia dura e spesso siamo stati front-runners . E’ stato un buon inizio di stagione, la prossima gara di Sebring è dietro l’angolo e cercheremo di fare meglio.”

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Per il neozelandese terzo sul podio nessun rammarico “  Ho provato di tutto per respingere le Corvette, erano semplicemente più veloci, avrei voluto fare di più, ma oggi è andata così. Il terzo posto è tutto quello che si poteva fare. Abbiamo avuto la dimostrazione di come saranno le gare in GTLM quest’anno, sarà un campionato supereccitante.”

Photo Porsche Motorsport

Corvette Racing al top in GTLM

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28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA
, 4, Chevrolet, Corvette C7, GTLM, Oliver Gavin, Tommy Milner, Marcel Fassler, podium
©2016, Michael L. Levitt
LAT Photo USA

Come può un team che nel 2015 ha vinto la categoria GTLM alla  Rolex 24 di Daytona e pure alla Dodici Ore di Sebring, che a Le Mans ha messo in fila la concorrenza in categoria  LM GT PRO, affrontare la nuova stagione con gli stimoli necessari ?   Semplice, dominare la sua categoria anche nella prima gara dell’anno successivo, se poi è ancora la 24 Ore di Daytona, meglio. Signore e Signori, ecco a voi, Corvette Racing.

Una incollatura come si direbbe al Giro, sulla linea del traguardo, solamente 0.034 secondi, dividono la Corvette numero #4 vincitrice della gara, dalla gemella numero #3. Un 1-2 epico, si tratta della distanza più piccola fra due vetture in tutta la storia della Rolex 24.

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Il Direttore del Programma Corvette, Doug Fehan, ha preso con filosofia la lotta fratricida che i due piloti hanno messo in atto sul finire della gara a risultato acquisito “ Quello che avete visto oggi, è stato semplicemente il confronto, fra i due migliori piloti endurance del mondo, sulla vettura sportiva migliore del mondo. E’ difficile trovare una razza di piloti migliore di questa. Non si possono spendere 23.50 ore di lavoro duro e non permettere che questi ragazzi possano terminarlo.”

Garcia era stato rassicurato, non ci sarebbero stati ordini di scuderia. Dopo aver fiaccato la resistenza della Porsche RSR di Bamber, mette nel mirino la C7R del compagno di squadra, a tre minuti dal termine, il naso della sua Corvette arriva leggermente davanti a  Gavin, ma va largo e Gavin si riprende la posizione. Mancano meno di tre minuti al termine della gara. Un tentennamento lo porta fuori traiettoria al bus stop, rientra e striscia la vettura vincitrice proprio sul traguardo. Olivier Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler, vincono la 24 Ore di Daytona davanti ad Antonio Garcia, Jan Magnussen e Mike Rockenfeller.

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“ Tutto quello a cui riuscivo a pensare, era quello che avrebbe detto il mio capo se ci fossimo toccati, all’ultimo giro ero convinto di aver un distacco sufficiente, ma non è stato così, è arrivato velocissimo e per un attimo l’ho visto davanti ma subito dopo ha preso una traiettoria larga e mi sono tranquillizzato, la lina del traguardo era proprio di fronte a me. “

photo IMSA

Tequila Patron ESM vince la Rolex 24 di Daytona

 

12645184_1014993718572327_6645968329797413046_nTanti saranno i motivi per ricordare questa 54° edizione della Rolex 24 di Daytona, gara di apertura del campionato 2016 IMSA WeatherTech e del Trofeo Tequila Patron North America Endurance Cup, ma il filo conduttore della nostra memoria rimarrà la conduzione di gara del giovanissimo Pipo Derani, che a soli 22 anni, ha guidato la sua Ligier JsP2 numero #2 del Team Tequila Patron ESM con abilità da consumato veterano.

Superba fu l’idea di acquistare il prototipo francese e di abbandonare quel ferro precedente, l’equilibrio dell’equipaggio formato da Johannes van Overbeek, assieme ai proprietari del team Ed Brown e Scott Sharp, oltre naturalmente al giovane Pipo, ha fatto il resto. Un motore Honda affidabile e non solo performante ha chiuso il cerchio.

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA 2, Honda HPD, Ligier JS P2, P, Scott Sharp, Ed Brown, Joannes van Overbeek, Luis Felipe Derani ©2016, Lesley Ann Miller LAT Photo USA

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA
2, Honda HPD, Ligier JS P2, P, Scott Sharp, Ed Brown, Joannes van Overbeek, Luis Felipe Derani
©2016, Lesley Ann Miller
LAT Photo USA

“ Le ultime due ore di gara sono state piuttosto dure, l’impegno richiesto è stato intenso, la vettura dei fratelli Taylor, ci riempiva gli specchietti, un pit via l’altro, ci si dava il cambio in testa alla classifica. Sono rimasto molto concentrato, non volevo vanificare lo sforzo del Team con un mio errore, mi sarei accontentato di mantenere il gap, ma vederlo aumentare è stato fantastico. Ringrazio la squadra per avermi dato una vettura così performante.” Queste le parole di Derani appena giunto in Victory Lane.

L’alternarsi in testa con 76 cambi di leadership, ha prodotto una statistica di questo genere, 736 giri per un totale di 2620 miglia.

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Il 2015 era stato un anno complicato, si erano avviati numerosi cambiamenti all’interno della squadra e qualche volta accade che  venga smarrito il bandolo della matassa. Ed e Scott hanno tenuto solidamente la barra per uscire da una situazione che avrebbe potuto ingarbugliarsi sempre più. Quando si ha uno sponsor come Tequila Patron, non si possono compiere salti nel buio, e i fatti hanno dato loro ragione. La vittoria alla Rolex 24 ripaga pienamente gli sforzi profusi durante la scorsa stagione.

Questa vittoria proietta Tequila Patron  ESM in testa alla classifica del N.A.E.C., ora ci sono circa 45 giorni per mettere a fuoco le strategie per la Dodici Ore di Sebring, prossima gara in calendario.

Photo Tequila Patron ESM Team

 

Nick Tandy in pole a Daytona

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La nuova Porsche GT3 R ha debuttato alla Rolex 24 con il botto, ha segnato il miglior giro della categoria GTD nelle qualifiche,  con la numero #73 del Park Place Porsche / Jet Edge Team. Nelle mani di Norbert Siedler ha girato in 2.04,798.

I primi commenti del pilota al termine delle qualifiche “ In condizioni di pista bagnata come oggi, chiunque desidera sempre di avere una Porsche da guidare, la vettura ama le condizioni difficili, nella squadra siamo tutti molto felici per questo risultato ottenuto con una vettura al debutto.”

Al secondo posto un’altra debuttante, mai in 54 anni di Rolex 24  a Daytona, si era vista una Lamborghini in pista. La Huracan  numero #28 del Konrad Motorsport, girando a 2.06,556 si è aggiudicata la seconda posizione di classe. Alla guida era Marc Basseng. Al terzo posto di graduatoria un’altra Porsche GT3 R, la numero #22 del Team Meteo Tech con alla guida il pilota Leo Keen.

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA 20, Chevrolet, ORECA FLM09, PC, Marc Drumwright, Johnny Mowlem, Tomy Drissi ©2016, F. Peirce Williams LAT Photo USA

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20, Chevrolet, ORECA FLM09, PC, Marc Drumwright, Johnny Mowlem, Tomy Drissi
©2016, F. Peirce Williams
LAT Photo USA

Johnny  Mowlem sulla Oreca FLM09 numero # 20 del bar1/Motorsport Zoolander ha segnato per il suo secondo anno consecutivo la pole del Prototype Challenge. Divide la  vettura con il veterano NASCAR, Brendan Gaughan. “ Le condizioni di oggi erano veramente indecenti, la vettura sui banking scivolava da tutte le parti, il team ha fatto un sacco di prove e in queste condizioni potremmo anche fare dei tripli stint di guida nella notte. Se sarà asciutto potrebbe essere più complicato, vedremo come si comporteranno le gomme posteriori.”

StephenSimpson con al sua #85 del JDC-Miller Motorsport si è infilato fra le due Oreca del team bar1, ha segnato un  2.07, 413  che gli è valso il secondo posto in classifica. Terza l’altra vettura del bar1 con Ryan Eversley alla guida.

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73, Porsche, GT3 R, GTD, Patrick Lindsey, Matthew McMurry, Jorg Bergmeister, Norbert Siedler
©2016, F. Peirce Williams
LAT Photo USA

Nick Tandy in coppia con il campione IMSA di categoria GTLM sulla nuova Porsche 911 del Team ufficiale North America si è aggiudicato la pole della Rolex 24. Il tempo segnato da Nick è stato 2.01, 408. Continua il bel momento dei due ragazzi Porsche che negli ultimi dodici mesi hanno messo in bacheca, l’uno la 24 Ore di Le Mans, l’altro il campionato Tudor USCC di categoria.

“ La fine della sessione è stata molto interessante “ dice Tandy “ dopo la bandiera rossa, quando siamo ripartiti, avevamo solo il tempo per un giro lanciato, ma l’idea pazza del Team era quella di un risultato uno-due, abbiamo rischiato molto, le condizioni meteo erano disastrose, ma ci siamo riusciti. Siamo tutti molto felici.”

Fred Mako sulla Porsche numero #912 ha completato la prima fila con un tempo di 2.02, 364.

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John Edwards ha portato in terza posizione nella classe GTLM la nuova BMW M6 del Team RLL,fresca di debutto.

 

 

 

 

Risi Competizione ha la sua 488 GTLM

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Prime prove libere a Daytona, un temporale ha mescolato le carte dei valori in campo, nel torbido la Ferrari di RISI Competizione pesca il bandolo della matassa, ferma il crono su 1.55,078 a soli 0.271 di gap dalla prima posizione provvisoria, appannaggio di Ozz Negri sulla Ligier JsP2, a quanto sembra la nuova Ferrari 488 è nata sotto una buona stella, l’attesa ha dato i suoi frutti.

Ricordiamo che ai test collettivi di inizio gennaio, la nuova vettura di Risi non era disponibile in quanto gli adattamenti necessari alla configurazione regolamentare per il campionato americano, avevano allungato la data di consegna.

La Ferrari numero # 62 si avvale di una line-up ufficiale da Maranello, Giancarlo Fisichella e Toni Vilander sono i titolari dell’intero campionato IMSA WeatherTech, per la corsa del “ twice around the clock” saranno affiancati da Davide Rigon e Olì Beretta.

Con il debutto in corsa previsto per sabato, diventano quattro le berlinette di Maranello che RISI Competizione ha fatto debuttare nei campionati americani per SportsCar, la 360GT nel 2002, la 430 GT nel 2006 e la 458 nel 2011.

L’ultima partecipazione della Ferrari # 62 è stata funestata lo scorso anno da un problema di natura elettrica che ha ammutolito il motore quando stava per scoccare la undicesima ora di corsa.

In diciassette anni di competizioni il Team RISI ha corso la Daytona sette volte, il miglior risultato rimane la vittoria di classe nel 2002, nonostante la squadra abbia vinto su ogni circuito americano e pure la prestigiosa 24 Ore di Le Mans, per il Team con base in Texas, la Rolex 24 rappresenta ancora un must.

Rick Meier, ingegnere di pista racconta le prime esperienze con la 488 “ Considerati i tempi stretti, avevamo inviato a Michelotto la richiesta di preparare la vettura con le specifiche IMSA che sono in parte differenti da quelle di ACO FIA, anche cose pratiche come le reti per i finestrini sulle portiere, la macchina sarebbe arrivata a ridosso della corsa e per noi era necessario scaricarla dall’aereo già pronta per la pista. Due meccanici ed il nostro responsabile informatico hanno affiancato i tecnici italiani. Alcune specifiche riguardavano il sistema delle luci, la vettura viene consegnata con rapporti al cambio standard e non adatti ai banking, quindi era necessario che giungesse a noi già configurata nel modo corretto. Le nuove sedute per i piloti non sono più su rotaia ma è necessario usare degli inserti, e questa in particolare non è una operazione veloce. Sciocchezze come installare il nostro sistema radio, il serbatoio per fornire drink durante la guida, la nostra livrea con gli sponsor, tutte operazioni che sommate impiegano ore di lavoro. Avevamo la necessità che tutti i sistemi primari e secondari, meccanici o elettrici, risultassero installati ed operativi.Durante uno shake down a Fiorano per la verifica generale, i tecnici hanno inserito i dati dei pits a mano, la capacità del serbatoio è stata controllata in base ai parametri del BoP IMSA. Sembra una gran confusione, in realtà è ciò che è necessario fare sempre, quando una vettura sconosciuta inizia la propria carriera in pista.”

photo RISI Competizione