ICI Le Mans , 2017 24 Hours

 

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Ici Mans. Come ogni anno nell’approssimarsi alla settimana della Corsa delle 24 Ore, agli appassionati viene offerta una abbondante disponibilità di nuove pubblicazioni. Il posto d’onore spetta di sicuro ad un libro di sole 96 pagine, ma che ha avuto il merito di bruciare tutti sul filo di lana , era già nelle edicole nel week end dei test preliminari. Curato dai due quotidiani del Dipartimento, Ouest France e La Maine, si compone di un centinaio di fotografie in bianco e nero, inedite. Il Signor Henri Béroul si installò a Le Mans subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e decise che fare il fotografo sarebbe stato il suo mestiere, ACO, in quegli anni forniva l’accredito in cambio di fotografie della corsa ai professionisti cittadini, così il nostro Henri accumulò negli anni migliaia di scatti sulla corsa e ora il figlio li ha messi a disposizione per questa pubblicazione.

Il duello Porsche vs Toyota è il fulcro del racconto sul numero #24 della rivista francese Grand Prix. La toyota GT One e la Porsche 956 focalizzano un passato lontano ma ami dimenticato. La chicca della narrazione è una intervista a Martin Peter che lavorava alla galleria del vento di Parigi dove vennero sviluppate numerose vetture che corsero con successo a Le Mans, una su tutte la Porsche 917.

Nel numero di giugno 2017, la rivista LaVie Mancelle & Sarthoise, ottima pubblicazione di storia locale della regione, si occupa di focalizzarsi sulla partecipazione della marca francese D.B. dal  1950 al 1962.

Last but not least, il programma ufficiale, una intrigante pubblicazione di 114 pagine bilingue che oltre alle normali informazioni per seguire al meglio la corsa, si concentra sulle situazioni che, nella lunga storia dellaOre di Le Mans, hanno visto due marche scontarsi per la vittoria.

La prossima ventiquattrore

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Davanti ad una platea web di circa 75.000 utenti, si sono svolte le presentazioni dei Campionati Endurance 2017, in particolare ci soffermiamo sulla lista degli invitati per la 24 Ore di Le Mans che si correrà il prossimo 17 e 18 giugno. Per chi ha seguito il nuovo accattivante formato, che di fatto ha escluso un lungo viaggio attraverso l’Europa, le sorprese in diretta non sono mancate, della terza Toyota si sapeva da qualche ora, mentre la partecipazione dell’ex formula 1, il polacco Robert Kubica era rimasta compressa nelle speranze  non ancora confermate. La 85° edizione vivrà dunque, dopo il ritiro di Audi, sul duello Porsche-Toyota, che già lo scorso giugno offrì al pubblico emozioni ad alto contenuto di adrenalina; sessanta in tutto le vetture al via della prossima edizione, suddivise fra 6 in categoria LMP1, 25 in categoria LMP2, 13 in classe LM GTE PRO e infine 16 in classe LM GTE AM. Detto della classe regina dove la novità Kubica sarà al volante della Bykolles ENSO CLM P1/01 a motore Nismo, la categoria cadetta dei prototipi continua la propria effervescenza di competitors con nuovi telai che si affacciano sulla pista come i Riley e le Dallara. Ridimensionato il parterre Ligier con solo sei vetture la parte del leone viene all’onore di Oreca e della nuova 07 con tredici equipaggi sulla linea di partenza due le Alpine Campioni del Mondo, per tutti la motorizzazione Gibson. Plafonato sullo scorso anno il settore delle GT piloti PRO, continua lo sforzo del Team americano Ford con quattro iscrizioni , due Corvette, tre Ferrari, due Porsche e due Aston Martin. La cronaca degli ultimi giorni segnala il forfait del campione italiano Gimmi Bruni passato da Ferrari a Porsche e fermo, al momento, per dettagli contrattuali . Fra le sedici vetture piloti Am la parte del leone è di Ferrari che schiera ancora una vecchia 458 Italia a fronte di sette nuove 488 GTE. Una sola Corvette , quattro nuove Porsche 911 e tre Aston Martin Vantage. Presto i test collettivi sul circuito brianzolo di Monza e fra le varianti del parco ritornerà forte il ruggito dei prototipi. L’elenco completo della entry list lo trovate qui.

 

Le Mans , tutto è pronto al via

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Sabato l’aspetto del paddock era ancora quello di un immenso cantiere a cielo aperto, le strutture più sofisticate come quelle di Audi, Porsche, Toyota e Ford erano le uniche pronte all’accoglienza, ma tutt’intorno era ancora un fiorire di carpentieri al lavoro, tecnici che sbrogliavano matasse di cavi, trasportatori nel furore agonistico di terminare per tempo.

Al pomeriggio la grande attesa per la fotografia comune sul rettilineo di partenza, la pitlane immersa nel colore multietnico dei tifosi già in fervore di avvicinare i beniamini della velocità e loro, i piloti, quelli più sensibili al richiamo della foresta, affacciarsi come per caso dai garage e concedersi alla folla. Il movimento del selfie a tutti i costi aveva ottenuto il suo totem.

Gli animali in carbonio obbedivano silenziosi ai comandi perentori degli addetti e lenti si allineavano al contrario, inserisci la marcia e fuggi, la foto del primo giorno di scuola non ammette umani.

Magicamente le nuvole della domenica accoglievano il barnum al completo e pronto alla sfida della pista, una gran botto alla sera chiudevano in anticipo la disputa del miglior tempo sul giro. I risultati delle due sessioni di prove cronometrate uniformati in un’unica classifica li trovate qui .

Terminata questa prima prova generale, in attesa della settimana dell’evento che inizierà domenica prossima in Place de la Republique con le prime verifiche tecniche, team e piloti hanno l’occasione per valutare i tempi e trarre le prime conclusioni. Nel frattempo ci sono stati dei cambiamenti a livello di equipaggi, nella LMP2 per esempio, Olivier Lombard , nel team SO24, è stato sostituito da Erik Maris sulla vettura #22.

Will Stevens previsto sulla Oreca 05  #44 del team Manor nella prima stesura della lista, passa ora sulla vetture del team russo G-Drive Racing numero # 26 al posto di N.Berthon, che trasferisce armi e bagagli al Greaves Motorsport. Il sedile lasciato libero da Stevens viene occupato da Roberto Merhi. Greaves Motorsport ha appiedato Jakub Giermaziak.

Nella categoria LM GTE Am, il team Larbre Compétition deve sostituire Paolo Ruberti che al momento si trova convalescente dopo una brutta botta rimediata sul circuito di Hockenheim, la squadra francese non ha ancora annunciato la sua sostituzione. Il nuovo elenco dei partecipanti alla 24 Ore di Le Mans edizione numero 84 lo trovate qui.

Photo copyright   stefanoiori

 

24 Ore di Le Mans , un ritorno storico

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Di ogni edizione si dice possa diventare memorabile, si ricercano i mille e più motivi per giustificarne l’enfasi, ma quella del 2016, la ottantaquattresima della serie iniziata nel lontano 1923, si appresta senza dubbio a diventarla, sensazionale.

Ad iniziare dal numero dei concorrenti , sessanta sono le vetture invitate ed hanno richiesto la costruzione di quattro nuovi  garage sulla pitlane, naturalmente è stata adeguata anche tutta la logistica relativa.

Lo scorso anno, in un freddo e piovoso venerdì pre-gara, la figura maestosa di Chip Ganassi  si era materializzata all’interno della sala ospitalità di Ford, a ridosso della variante che porta il nome del colosso di Deaborn e con poche e semplici parole, aveva spiegato quale fantastica sfida poteva essere per lui, affrontare la 24 Ore di Le Mans con un partner come Ford.

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Tante e studiate le relative coincidenze, ma tutto rientra nel gioco dello showbiz, lo sforzo prodotto da Ford è enorme. Quattro le vetture ingaggiate sulla Sarthe e tutte portano un numero legato alla storia che lega la casa americana alla 24 Ore. Dal 66 al 69 incluso, per ricordare le quattro vittorie consecutive, ognuna per suo conto memorabile e storica.

1966, finalmente dopo tante parole, i sogni di Henry Ford II si avverano, tre GT 40 con motore Ford V8 tagliano il traguardo quasi simultaneamente. Il trionfo è completato con la gioia di un paio di record, Gurney si prende il lusso di un giro a 230.103 kmh mentre il duo  McLaren-Amon portano la distanza percorsa a 4843.090 metri alla media di 210.795 kmh.

1967, sotto gli occhi di una folla record, più di 300.000 spettatori, la Ford MK IV di Foyt- Shelby, macina i record dell’anno precedente, i chilometri percorsi diventano più di 5.000 e la velocità di punta sale a 247 kmh. La Ferrari con il modello di punta 330 P4 non è pervenuta, si classifica al quarto posto senza mai aver impensierito la vettura americana.

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1968, per limitare la scalata alla velocità, la Commissione Sportiva Internazionale, limita la cilindrata a tre litri per i prototipi, viene concesso il limite a 5 litri imponendo una quantità minima di 25 esemplari costruiti. Approfittando di questa decisione, Ford e Ferrari, si ritirano ufficialmente  e alla 24 ore si impone una GT40 privata con il v8 4.7 litri, quella della scuderia di John Wyer che mette sulla ribalta il pilota messicano Pedro Rodriguez ed il francese Lucien Bianchi.

1969, è l’anno della celebrazione generale del pilota belga Jacky Ickx. In segno di protesta e per ovvie ragioni di sicurezza, rifiuta la partenza in stile Le Mans, si muove dalla sua piazzola di partenza camminando verso la vettura invece di correre come i colleghi. La sua corsa diventerà una rincorsa folle alle posizioni di prestigio, le ultime due ore di gara, tengono tutti gli spettatori con il fiato sospeso e anche se la Porsche 908 Coupè di Hermann-Larrousse si dimostra più performante della sua Ford Mk 1, offre al costruttore americano la quarta vittoria consecutiva a Le Mans, precedendo sulla linea del traguardo la Porsche per soli 120 metri.

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Se l’epopea Ford aprirà nuovi capitoli, a dieci giorni dalla bandiera verde, non è dato sapere, sicuramente per celebrare il ritorno in forze del colosso americano sul circuito della Sarthe, nello spazio espositivo di 1200 mq all’interno del villaggio, si terrà una esposizione di vetture dal titolo “ Americans at Le Mans “.

16 vetture che hanno impresso sull’asfalto francese il loro spirito a Stelle e Strisce si esibiranno nel sabato della gara in una parata unica a favore degli spettatori. Lo show espositivo si aprirà mercoledì 15 giugno alle ore 14.00.

Non potevano mancare le tre dominatrici della gara del 1966, Ford le aveva riunite nella celebrazione del 2006 alla Le Mans Classic e ora le ripropone in tutto il loro splendore in questa esposizione, il rapporto USA Le Mans, è affrancato dai pochi ma buoni attori pilota che si sono cimentati nella classica francese, uno su tutti, Steve McQueen, per ricordare la grandezza del suo film la Porsche 908 Cam car usata nel 1970 per girare le scene in pista.

Grazie alla apertura di una categoria speciale chiamata NASCAR, nel 1976 dagli Stati Uniti, giunse una Corvette con livrea speciale per celebrare il Bicentenario della Nazione. John Greenwood ne fu l’artefice e la grande Corvette con le regolazioni IMSA riuscì a farsi ammirare anche dal pubblico europeo.

Un altro degli attori simbolo di Hollywood passò da queste parti, si tratta di Paul Newman e per celebrare la sua partecipazione, sarà presente la sua Porsche 935. La Corvette C7R esposta è in realtà la vettura di scorta del team Corvette racing per questa edizione , parcheggiata all’interno della esposizione con un sufficiente tocco di scaramanzia. Si tratta della vettura che ha vinto la sua classe lo scorso anno.

Don Panoz, è una figura emblematica del rapporto esistente fra A.C.O. e gli Stati Uniti d’America. Ideatore e promotore della serie American LMS, proprietario del circuito dove ha fortemente voluto la gara di 10 ore chiamata Petit Le Mans. E’ stato il primo ad intuire il potenziale del brand Le Mans e a sottoscriverne la promozione. In suo onore verrà esposta una Panoz LMP1- Roadster 2000.

Per completare la mostra sono previste altre icone come la Ford Torino e la Dodge Charger del 1976, una obsoleta Ford T del 1923, una Cunningham C4-R del 1954, la Corvette sempre di Briggs Cunningham proveniente dalla corsa del 1960, una rara Shelby Cobra Daytona del 1965, una  Viper GTS C9 del 1998 e infine una Chrysler LMP del 2001.

 

Photo copyright   stefanoiori / drawing by ACO

 

 

Ford GT prosegue la marcia di avvicinamento

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Quando Ryan Briscoe e Richard Westbrooke hanno accompagnato la loro Ford Gt nella Victory Lane dell’autodromo di Laguna Seca, in occasione della due ore di Monterey, quarto appuntamento del  Campionato IMSA Weathertech 2016 lo scorso primo di maggio, un lungo filo a stelle e strisce, si è ricollegato nelle pagine della storia.

Un ricordo lungo cinquant’anni che decolla con la mitica vittoria di Le Mans 1966. E se per il boss del team Chip Ganassi la storia non è affar suo quanto piuttosto dei piani alti del quartier generale di Deaborn, non c’è dubbio che questa vittoria sia arrivata al momento opportuno nel planning del ritorno alle corse di Ford, a poco più di un mese dall’appuntamento clou sul circuito della Sarthe.

Non che si possano definire risolti i problemi di gioventù della vettura, però una buona  iniezione di fiducia per il lavoro della squadra. Si sono comunque battute tutte le dirette concorrenti di categoria e ad ogni buon conto, tutte vetture ufficiali, da Corvette a Ferrari non tralasciando Porsche e BMW.

Il diagramma dei risultati dimostra crescita in entrambe le competizioni ingaggiate dal colosso americano dell’Ovale azzurro, nell’IMSA, dall’anonimo scarso risultato nella Rolex 24 di Daytona lo scorso gennaio, almeno per quanto riguarda la vettura numero #67, il progresso è stato costante, quinto a Sebring, quarto a Long Beach e vittoria piena A Laguna Seca.

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Stranamente anche in Europa il numero fortunato è il #67. La vettura di Franchitti, Priaulx e Tincknell, ha segnato un bel secondo posto a Spa-Francorchamp, seconda gara del campionato WEC dopo aver sfiorato il podio nella gara inaugurale nel Regno Unito a Silverstone.

Ganassi è tornato nelle Ardenne dopo circa 30 anni passati a dirigere il suo impero sull’altra sponda dell’oceano, per lui, onesto driver alla 24 Ore di Spa del 1980, è il primo impatto con il lavoro della struttura inglese che opera sulle GT e possiamo immaginare che al termine del week end sia rimasto soddisfatto dei suoi collaboratori.

“ Il programma che è iniziato a gennaio con la Rolex 24 è diventato presto un programma vincente, e questa è una cosa bella per noi, espande il nostro marchio e ci offre nuove opportunità, Le Mans è una delle quattro grandi gare nel mondo, andare lì con un programma come il nostro è un onore e un privilegio che Ford ha voluto regalarmi. Vogliamo andare per far bene. Abbiamo lavorato duramente e non sentiamo la pressione della vittoria, sentiamo la pressione del lavoro che venne svolto negli anni precedenti la grande vittoria del 1966. Anche se oggi è tutto molto diverso da allora, presentarsi al debutto e vincere sarà un compito molto arduo.

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Ci sono stati periodi nel mondo delle corse, dove il carburante per lo sport era gestito e fornito da compagnie petrolifere, poi sono arrivati i tabaccai o le società di whisky, ora la gestione è nelle mani dei costruttori e nella nostra categoria ci sono i più grandi costruttori di automobili sportive del mondo, una su tutti come allora Ferrari.”

“ Qualcuno una volta mi ha detto che i miracoli accadono, non troppo spesso, ma accadono.  Realisticamente potremmo anche essere sul podio, perché no? “

Dopo le parole di Chip, raccolte da John Dagys, nella mattinata della corsa belga, la sera è tutta per i piloti del Team che hanno concluso la gara in seconda posizione, Marino Franchitti mancava dal circuito belga dal lontano 2007,

“  Per molto tempo i miei programmi mi hanno tenuto lontano da Spa-Francorchamps, così nelle prove ero molto eccitato dall’idea di percorrere  l’Eau Rouge con la nostra Ford GT, a quel punto mi sono reso conto di quante corse mi ero perso su questo tracciato. Abbiamo svolto un grande lavoro di squadra e ancora non riesco a credere che fossimo solo alla seconda gara del Campionato. Ora ci aspetta la montagna più alta da scalare, speriamo di potere fare ancora meglio, non vedo l’ora di provare.”

2016 World Endurance Championship Round Two, Spa Francorchamps 4th – 7th May 2016 Spa, Belgium Photo: Drew Gibson

2016 World Endurance Championship
Round Two, Spa Francorchamps
4th – 7th May 2016
Spa, Belgium
Photo: Drew Gibson

Il ventiquattrenne Harry Tincknell, inglese di Exeter, ha nel palmares una bella vittoria sul circuito belga nel 2015 ed un secondo posto nel 2014, in riferimento a quanto accaduto nella 6 ore ha dichiarato “ Siamo stati molto fortunati, il bonus ricevuto per l’abbandono della Ferrari a pochi giri dal termine, è un buon viatico per la nostra classifica e la base ideale per approcciare la 24 Ore. Sono molto felice di aver ottenuto un podio alla mia seconda gara con il Ganassi Racing. Prima di Spa, non avevo avuto molto tempo per affiatarmi con la vettura, nel mio doppio stint ho guidato con il cuore ed è stato fantastico stare in corsa per circa 50 giri. Una bella sferzata di energia in vista di Le mans.”

Photo copyright   Ford Performance, Martynpass, Stefanoiori.

Prima vittoria per la 488 GT3

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Fin dalla sua fondazione nel 2013 da parte di Giacomo Mattioli e Art Zafiropoulo, il team ha sviluppato una naturale attitudine ai podi importanti, così hanno infilato la vittoria di classe GT alla Rolex 24 del campionato Grand Am nel 2013, quella della classe GTD IMSA sempre a Daytona, ma nel 2015, così come un bel podio a Le Mans sempre nello scorso anno.

Per mantenere viva la tradizione, che per una piccola struttura rappresenta l’acqua nel deserto, Christina Nielsen, Jeff Segal e Alessandro Balzan, l’hanno combinata grossa, molto grossa, a sessantanni dalla prima vittoria di una Ferrari GT in quel di Sebring, hanno portato al primo posto la nuova berlinetta di Maranello, la 488 GT3.

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La Ferrari # 68 della Scuderia Corsa alla Twelve Hours ha segnato la corsa perfetta, pole position , giro veloce e vittoria di classe GTD. Well done. Tutto si è concretizzato nelle fasi finali di gara, Alessandro Balzan, scatenando la potenzialità della nuova berlinetta turbocompressa riuscendo a prendere la testa della corsa, dopo un ultimo riavvio e vincere la gara.

Balzan ha ripetuto le gesta del connazionale Castellotti, che nel 1956, coadiuvato da Juan Manuel Fangio, ha condotto alla vittoria una Ferrari 860 Monza, la prima per una vettura di Maranello sul circuito della Florida Centrale.

“ Sono davvero felice “ dice Alessandro a fine gara “ vincere con questi ragazzi mi da una gioia particolare, con loro avevo vinto in Grand-Am. Abbiamo regalato alla Ferrari la prima vittoria per la 488, è incredibile, in più vincere la mia prima gara endurance a Sebring, è veramente speciale. Qui siamo nella storia, prima di me Fangio e Castellotti, non riesco ancora a crederci.”

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Un altro record segnato da questa vittoria è a titolo della signorina Nielsen, è diventata la prima vincitrice donna di classe GTD, nella storia del circuito, a Lei è toccato il periodo bagnato della corsa. “ Non mi piace pensare ai risultati che abbiamo ottenuto prima”, ha detto Nielsen.  “Si parte da zero, e questo è quello che abbiamo fatto qui. Abbiamo avuto i nostri problemi, ad un certo punto pensavamo anche di non farcela, eravamo effettivamente preoccupati Ma tutti hanno continuato a combattere e continuato a spingere, ed è quello che ha portato alla nostra vittoria.  E ‘stato un lavoro di squadra. Non ringrazierò mai abbastanza i ragazzi del team per questo. Sono molto felice di aver condiviso questa vittoria con mio padre, fa parte di me, era qui e sono molto contenta che fosse con me.”

“Che sensazione fantastica vincere Sebring”, ha detto Mattioli. “I nostri piloti hanno fatto un ottimo lavoro in condizioni molto difficili, abbiamo avuto alcuni problemi meccanici, ma i nostri ragazzi sono stati in grado di farci andare avanti e risolverlo. Essere la squadra che porta la prima vittoria alla 488 GT3 è molto speciale. ”

 

Photo  IMSA  / stefanoiori

 

Corvette Racing , Wow che doppietta !

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Grandi risultati con il minimo sforzo, il compendio di Corvette Racing negli ultimi anni., la politica dei piccoli passi che ripaga sempre, Oliver Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler attraversano da vincitori anche il traguardo della 12 Ore di Sebring powered by Fresh from Florida.

E’ passato poco più di un mese da quando il medesimo equipaggio compì la stessa impresa, allora fu sull’ovale di Daytona per la Rolex 24, gara di apertura della stagione 2016 dell’International MotorSport Association.

E’ la seconda vittoria consecutiva a Sebring per Corvette e la terza in quattro anni, la squadra a stelle e strisce ha vinto negli ultimi cinque anni, le più importanti gare nel mondo dell’endurance, un 2015 da incorniciare, iniziato con la doppietta Daytona, Sebring seguita dalla vittoria in terra francese alla 24 Ore di Le Mans.

In attesa dell’arrivo in Victory Lane dell’equipaggio, è Jim Campbell, Vice Presidente del Dipartimento Motorsport di Chevrolet USA a prendere la parola “ Un grande lavoro di squadra oggi, la GTLM è sempre stata una categoria molto competitiva, l’arrivo dei nuovi competitors ha alzato il livello e la nostra vittoria da il senso del nostro spirito, “ never give up “ è il nostro migliore atteggiamento, questo risultato è speciale perché diventa la seconda vittoria consecutiva a Sebring e la seconda del Campionato, un inizio di stagione che meglio non poteva essere.”

Marcel Fassler scende dal podio raggiante “ Una giornata davvero incredibile, la mia gara è stata molto difficile, non avevo mai guidato una GT sul bagnato, le traiettorie sono completamente differenti da quelle che sono solito fare con il prototipo, ma alla fine è stato molto emozionante ritrovare il feeling con la macchina e la giusta concentrazione di guida. Penso che siamo rientrati sulle gomme da asciutto troppo presto, è stato complicato rimanere in pista, purtroppo sono uscito ed ho colpito anche uno dei banner, ci siamo dovuti fermare perché il motore surriscaldava e abbiamo perso anche qualche giro. Il lavoro sporco però, lo ha fatto Tommy, credo abbia corso per metà della durata, davvero impressionante. La nostra Corvette era un razzo.”

Tommy ha la tendenza alla modestia e da parte sua descrive così la Twelve Hours of Sebring “ Abbiamo avuto una corsa altalenante, che fortuna correre con dei compagni come Oliver e Marcel che hanno una grande esperienza;  siamo partiti e non eravamo i più veloci, ma la macchina era come se fosse su rotaie e mentre il tempo passava, acquisivo sempre maggior sicurezza alla guida e  sulle nostre possibilità, abbiamo avuto qualche incertezza solamente nelle fasi di pioggia, alla fine essere in P1 mi ha dato grande gioia, sono contento per tutti i ragazzi del team che hanno lavorato duramente per tutto il week end.”

Doug Fehan, Direttore del Programma Racing di Corvette sintetizza la gioia del risultato con poche parole “ Stiamo correndo contro i migliori al mondo e oggi abbiamo dimostrato perché Corvette Racing è al top. Una strategia tremenda, pit stop impeccabili e grandi piloti, ci vuole uno sforzo enorme per ottenere questi risultati.”

Photo  stefanoiori

 

Due su tre, lo score di Core Autosport

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In una classe rimaneggiata da soli sette concorrenti, Colin Braun, sulla Oreca FLM 09 del Core Autosport, ha consegnato al suo team la seconda vittoria nelle ultime tre partecipazioni alla Twelve Hours di Sebring. L’uscita di pista al giro 46 ha rafforzato un determinazione che sembrava venire meno, fortunatamente per loro sono riusciti a riprendere  in mano la sorte del proprio destino.

L’equipaggio della Oreca # 54, si riportava sotto la vettura di testa a 23 passaggi dal termine e appena prima della ultima yellow flag, il sorpasso veniva completato ai danni della vettura #52 del PR1 / Mathiasen Motorsport, Colin tagliava il traguardo al nono posto, primo di classe.

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“ Siamo in pochi, nella categoria PC, ma tutti gli equipaggi dimostrano una certa classe, la lotta fra di noi è veramente serrata. Abbiamo avuto una corsa veramente veloce, e sia prima che dopo l’interruzione per il temporale, la vettura era ben equilibrata e se non avessi compiuto quell’errore all’inizio, uscendo di strada, forse avremmo vinto con maggior facilità. Tutto si è risolto bene anche dopo il monsone, la gestione in pista è stata azzeccata, è stato un grande lavoro di squadra.”

Braun ha preso la bandiera a scacchi con 1.282 secondi di vantaggio su Kimber-Smith.

 

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Pipo Derani e la danza sulla pioggia

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E’ vero, avevamo osato lamentarci per troppe interruzioni, per troppe safety car che indeboliscono l’adrenalina della corsa, in questa sessantaquattresima edizione della Dodici Ore di Sebring, siamo stati accontentati, hanno ridotto il numero di yellow flag  e in compenso hanno richiamato un numero considerevole di tuoni e fulmini, come non si vedevano  da queste parti dal lontano 2009.

Mentre allora si trattò di una sporadica apparizione nelle libere del giovedì pomeriggio, in questo fine settimana si è consumata una interruzione per storm  di ben centotrentacinque minuti. I tifosi inglesi ringraziano, hanno goduto della pausa per il tea.

Un team, Tequila Patron ESM, ma soprattutto un pilota, Luis Felipe “ Pipo “ Derani, sono usciti trionfatori dalla bolgia di questa edizione, azzeccando le mosse necessarie nel momento giusto, hanno messo il giovane brasiliano nelle condizioni ideali per imporsi.

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A cinque minuti e quarantacinque secondi dalla bandiera a scacchi, Pipo si è liberato anche dell’ultimo ostacolo sulla via del successo, la Corvette DP # 31 Whelen / Team Fox, e si è involato verso il traguardo bissando il successo della recente Rolex 24 di Daytona. Evento storico da evidenziare, i cacciatori di memorabilia sono avvisati, era dal  1998 che non si ripeteva la doppietta, allora fu del compianto Momo Moretti e la sua Ferrari 333 SP.

“ Questa è stata una gara veramente difficile “ ha detto Derani al termine “ sapevo che con gomme nuove la nostra era una grande macchina e spostando tutto sulla parte anteriore era addirittura incredibile. Negli ultimi giri ero così concentrato che non ricordo nulla, l’unica preoccupazione era di portare la vettura sotto la bandiera a scacchi, avevo così tanta adrenalina da non riuscire a pensare ad altro. Dio aveva un occhio su di me, ne sono certo.”

Il munifico CEO di Tequila Patron Spirits, e co conduttore della Ligier JS P2 numero # 2, Ed Brown  dichiara con sarcasmo “ Pipo è folle, era fuori da un ora e mezza con le slick mentre tutti avevano pneumatici da pioggia, è sorprendente. Iniziare l’anno con la vittoria delle due gare più importanti degli Stati Uniti, è un ottimo modo di iniziare il Campionato.”

La seconda vittoria consecutiva nel Campionato IMSA WeatherTech 2016, proietta tutti i piloti della Ligier Honda # 2 in testa alla classifica del Tequila Patron N.A.E.C. a pari merito con i colleghi della Corvette DP # 5 del team Action Express Racing.

Nella speciale classifica dei motoristi, Honda prende le distanze da Chevrolet e doppia nei punti i cugini della Mazda.

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Sotto il palco della premiazione anche Jacques Nicolet, Presidente di Onroak Automotive “ Queste due grandi vittorie per il Team Extreme Speed Motorsport, sono di buon auspicio per l’inizio di stagione, sia per la qualità degli impegni che per la quantità dei risultati.”

Photo  copyright   stefanoiori

Piquet Jr a Le Mans con Rebellion Racing

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Il team Rebellion Racing è molto attivo sul fronte degli ingaggi dei figli di ex Campioni del Mondo di formula 1, dopo Nicolas Prost è la volta di Nelsinho Piquet Jr, ingaggiato per la prossima 24 Ore di Le Mans. Per consentire al giovane virgulto un apprezzabile minutaggio di esperienza al volante della scorbutica vettura svizzera, oltre ai test del Prologo sul circuito provenzale di Le Castellet, in calendario per il 25 26 marzo, il brasiliano è stato di fatto iscritto anche alle prime due gare del campionato, la 6 Ore di Silverstone e la 6 ore di Spa-Francorchamps. Dividerà l’abitacolo della R-One/AER  numero # 12 già di Prost e Heidfeld.

Nelson Piquet Jr, è nato in Germania poco più di 30 anni fa ed ha un discreto passato da formulista, è stato campione britannico di F3 nel 2004, si è messo in luce nei campionati A1GP e in GP2, dove si è aggiudicato la Runner-up nel 2006, ha corso senza brillare in Formula 1 per il Team Renault fra il 2008 e il 2009, e dopo il brutto pasticcio dell’incidente, trasferì armi e bagagli nella NASCAR, dove è diventato il primo pilota brasiliano a vincere per il livello superiore. E’ campione in carica di Formula E.  Dispone quindi di un solido background per la lotta ravvicinata nei duelli in pista, ma saprà rimanere pilota efficace anche all’interno di un angusto abitacolo con quello di un moderno prototipo LMP1?

Se analizziamo i suoi risultati quando ha guidato con un tetto sulla testa, risultiamo favorevoli all’ingaggio, nel 2006 ha partecipato alla 24 ore di Le Mans ed è giunto al quarto posto di categoria e nel medesimo anno si è tolto la soddisfazione di una vittoria di classe GT1 alla Mil Milhas in Brasile.

Scontate le sue dichiarazioni sull’ingaggio “ Sono entusiasta di ritornare a le Mans, è una gara che mi è rimasta nel cuore ed una fra le più leggendarie al mondo, farlo con un Team così professionale come il Rebellion, accresce il mio desiderio di sedermi al volante. Dividere l’abitacolo con Nick e Nico non sarà un problema, credo mi troverò molto bene con loro.”

photo Rebellio Racing