Iso Grifo A3/C #202

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Iso Grifo A3/C #B 202…Monza…14 marzo 2012

 

Renzo Rivolta fu uno degli industriali italiani più in vista del primo dopoguerra. Nato nel 1908 a Desio (provincia di Milano) comperò, nel 1939, la Isothermos, una azienda di Genova specializzata nella produzione di frigoriferi e stufe elettriche. Rivolta trasferì la sede dell’azienda a Bresso (hinterland milanese) durante la seconda guerra mondiale e, nel 1948, rilevò il progetto e la catena di montaggio di una piccola motocicletta, il Furetto. Mentre la produzione delle moto proseguiva, anche con l’introduzione di nuovi modelli, quella di frigoriferi e apparecchi per il riscaldamento cessò, così da concentrare risorse e attenzione su una piccola automobile, la “microcar” Isetta, spinta da un motore di 250 cc., già utilizzato per le motociclette. Sebbene in Italia non ebbe il successo che meritava Rivolta vendette la licenza per la sua produzione alla BMW e ad altri costruttori, principalmente in Francia e Brasile. Un progetto per una vettura più grande, dotata di un motore da 400 cc., fu iniziato ma si fermò dopo che ne era stato costruito un prototipo. Alla fine degli anni ’50 Rivolta decise di concentrare la sua attenzione al ricco ed emergente mercato delle Gran Turismo, il primo passo fu il cambio del nome da Iso Autoveicoli a Iso Rivolta. Per la sua prima Gran Turismo il direttore tecnico Pierluigi Raggi fu affiancato da Giotto Bizzarrini che, dopo avere lasciata la Ferrari, aveva aperta Autostar, società che, principalmente, offriva consulenze a terzi. Lo stile era opera della Carrozzeria Bertone (dove un giovane Giorgetto Giugiaro stava cominciando a mostrare il suo valore), mentre il motore era uno Chevrolet Corvette a otto cilindri da 300 CV, che definirono il nome dell’auto, GT 300. Per il 1963 fu prodotto un nuovo modello, la Grifo, costruita sulla base di un telaio GT 300 accorciato e che conservava il motore Chevrolet. Bizzarrini e Bertone furono, anche in questo caso, coinvolti nel progetto e il primo dei due riuscì a convincere Rivolta che un programma sportivo avrebbe fatto solo bene alla reputazione dell’azienda. Così, insieme alla versione stradale, denominata A3/L, apparve anche il modello destinato all’utilizzo in pista, la A3/C, per la quale Bizzarrini sviluppò ulteriormente i concetti che stavano alla base delle Ferrari GTO e 250 “Breadvan”, due fra i suoi modelli più recenti e famosi. La prima Grifo A3/C, telaio # B 201, fu presentata nel 1963 al Salone dell’Automobile di Torino, presso lo stand Iso Rivolta mentre la A3/L fu ospitata da Bertone. L’auto era così bella che fu venduta immediatamente, un secondo ordine fu piazzato dallo statunitense Ed Hugus, pilota e distributore di Shelby per la costa est degli USA. A novembre cominciò il lavoro sulla carrozzeria, presso la Modena Sports Cars, la carrozzeria di Piero Drogo. Questa fu costruita in alluminio, come testimoniato dal grande numero di rivetti (pare siano settemila) utilizzati per unire i diversi pannelli che la compongono. L’auto debuttò in pista nel marzo 1964, alla 12 Ore di Sebring, dove si classificò trentanovesima, nonostante le lunghe soste necessarie per sostituire e riparare due cambi. Con essa Hugus vinse, nello stesso anno, il campionato SCCA dell’area Mid-West. L’auto è stata fotografata a Monza, nel marzo 2012, in occasione di una sessione di prove libere. All’indirizzo http://6-12-24.com/gallery-2/iso-grifo-a3c-chassis-b-202/ sono visibili altre immagini. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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