La storia di Rooftop Ray

Rooftop-Ray

Quando le tribune del Daytona International Speedway si svuotano, durante la notte della Rolex 24, un uomo solo rimane sovrano assoluto con la sua telecamera. Una parabola riflette immagini splendide agli appassionati di tutto il mondo. Il suo nome è Roof Top Ray.

Ha lavorato con i team di produzione TBS, ESPN e ESPN2 che trasmettevano corse ed eventi sportivi nel 2000, è passato a SPEED che iniziava nel 2001con la velocità, attualmente è con FOX Sports che ha coperto la Rolex 24 per la prima volta nel 2014. Per l’anagrafe americana è Ray Wenzel da Hartford, Connecticut.

Quando e come ti sei guadagnato il soprannome di Roof Top Ray ?

“ Quando tre anni fa Jeremy Shaw e John Hindhaugh di Radio Le Mans, oltre alla loro trasmissione facevano il nostro commento per internet. Stavamo fornendo loro qualcosa sulla quale lavorare per tutta la notte e credo che fu  Frank Wilson, ora Vice Presidente della produzione Fox, che ebbe questa idea unendoci  insieme.

Io ascoltavo in cuffia la loro trasmissione, poi c’erano Taylor Rollins e Chris Taylor che curavano gli highlights, iniziammo a fare commenti fra noi, mi fecero i complimenti, io stavo riprendendo i dischi incandescenti dei freni e le fiamme dagli scarichi sopra i banking;  i ragazzi mi stavano aiutando con le informazioni giuste, chi è in testa, chi al pit, mi indicavano quali erano le vetture in lotta per una posizione. Non c’erano interventi pubblicitari, stavamo solo riprendendo le corse divertendoci, furono loro che coniarono “ Roof Top Ray. “

Cosa accadde dopo ?

“ Durante quella gara, capii quanta gente, in tutto il pianeta, ci stava seguendo, i commenti su twitter furono il nostro filo conduttore. Non avevo un account mio, ma dopo quella notte mi resi conto della potenza di internet e quando dopo una settimana il settimanale inglese Autosport fece una mezza pagina sulla nostra copertura televisiva, Frank mi fece notare che ero spesso menzionato con il mio nomignolo.  A questo punto anche la fidanzata di allora, ora mia moglie, insistette finché non aprii il profilo “ Roof Top Ray. “

Fa molto freddo lassù ?

“ E’ vero fa freddo, ma sono preparato e vestito di conseguenza. Sono stato un operatore freelance per 25 anni, anche in manifestazioni come i Winter X Games o in altre manifestazioni invernali, quindi mi sono fatto un po’ di esperienza, dispongo anche di vestiti di ricambio. Sono ben consapevole di quello che affronto.”

Da quanto tempo segui la 24 Ore di Daytona ?

“ Non ricordo bene, forse il 1997 o forse il 1998, ad ogni modo da allora non ne ho persa una, questa sarà la mia quarta notte completa. Ma ci sono novità, stanno spostando la mia posizione di Camera 1, prima ero sulla piattaforma , da quest’anno sarò su di una impalcatura. Mi hanno spostato nel settore 386, da lì potrò seguire la sezione triovale e la zona dei pit stop.”

Di quale anno hai i ricordi migliori ?

Fra tutte le Rolex 24 che ho seguito, quella che ricordo con maggiore piacere  è quella del 2001, SPEED fece una copertura da 25 ore di trasmissione, la produzione, quell’anno fu del Lingner Group, e c’erano un sacco di top driver che intervenivano nei momenti di flessione della corsa raccontando aneddoti, spiegavano le  caratteristiche delle auto, insomma riempivano i buchi. Usarono anche l’interazione con il pubblico che seguiva la corsa in televisione per mezzo delle email, durò tutta la notte, i fans fecero cose folli. Sono queste le cose che ti fanno apprezzare di lavorare in un network.”

Quali sono le tue corse preferite ?

“ Sono un fan delle gare di durata come la Rolex 24, Le Mans o Sebring, ma la mia preferita è la Indy 500. Ho seguito la Sahlén 6 Ore  di Watkins Glen, 15 volte negli ultimi 20 anni, e quando sono lì, adoro alloggiare al Seneca Lodge. A Sebring di solito lavoro  su Camera 1, ed è uno spasso, i tifosi dietro di me, sapendo che ho spesso fame, mi passano qualche hot dog o qualche buon burger.

Anche Turn 10 di Sebring è molto divertente, sai sempre che dietro l’angolo c’è un grande spettacolo. Invece non ho mai lavorato alla 24 Ore di Le Mans.”

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