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Le Mans , tutto è pronto al via

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Sabato l’aspetto del paddock era ancora quello di un immenso cantiere a cielo aperto, le strutture più sofisticate come quelle di Audi, Porsche, Toyota e Ford erano le uniche pronte all’accoglienza, ma tutt’intorno era ancora un fiorire di carpentieri al lavoro, tecnici che sbrogliavano matasse di cavi, trasportatori nel furore agonistico di terminare per tempo.

Al pomeriggio la grande attesa per la fotografia comune sul rettilineo di partenza, la pitlane immersa nel colore multietnico dei tifosi già in fervore di avvicinare i beniamini della velocità e loro, i piloti, quelli più sensibili al richiamo della foresta, affacciarsi come per caso dai garage e concedersi alla folla. Il movimento del selfie a tutti i costi aveva ottenuto il suo totem.

Gli animali in carbonio obbedivano silenziosi ai comandi perentori degli addetti e lenti si allineavano al contrario, inserisci la marcia e fuggi, la foto del primo giorno di scuola non ammette umani.

Magicamente le nuvole della domenica accoglievano il barnum al completo e pronto alla sfida della pista, una gran botto alla sera chiudevano in anticipo la disputa del miglior tempo sul giro. I risultati delle due sessioni di prove cronometrate uniformati in un’unica classifica li trovate qui .

Terminata questa prima prova generale, in attesa della settimana dell’evento che inizierà domenica prossima in Place de la Republique con le prime verifiche tecniche, team e piloti hanno l’occasione per valutare i tempi e trarre le prime conclusioni. Nel frattempo ci sono stati dei cambiamenti a livello di equipaggi, nella LMP2 per esempio, Olivier Lombard , nel team SO24, è stato sostituito da Erik Maris sulla vettura #22.

Will Stevens previsto sulla Oreca 05  #44 del team Manor nella prima stesura della lista, passa ora sulla vetture del team russo G-Drive Racing numero # 26 al posto di N.Berthon, che trasferisce armi e bagagli al Greaves Motorsport. Il sedile lasciato libero da Stevens viene occupato da Roberto Merhi. Greaves Motorsport ha appiedato Jakub Giermaziak.

Nella categoria LM GTE Am, il team Larbre Compétition deve sostituire Paolo Ruberti che al momento si trova convalescente dopo una brutta botta rimediata sul circuito di Hockenheim, la squadra francese non ha ancora annunciato la sua sostituzione. Il nuovo elenco dei partecipanti alla 24 Ore di Le Mans edizione numero 84 lo trovate qui.

Photo copyright   stefanoiori

 

24 Ore di Le Mans , un ritorno storico

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Di ogni edizione si dice possa diventare memorabile, si ricercano i mille e più motivi per giustificarne l’enfasi, ma quella del 2016, la ottantaquattresima della serie iniziata nel lontano 1923, si appresta senza dubbio a diventarla, sensazionale.

Ad iniziare dal numero dei concorrenti , sessanta sono le vetture invitate ed hanno richiesto la costruzione di quattro nuovi  garage sulla pitlane, naturalmente è stata adeguata anche tutta la logistica relativa.

Lo scorso anno, in un freddo e piovoso venerdì pre-gara, la figura maestosa di Chip Ganassi  si era materializzata all’interno della sala ospitalità di Ford, a ridosso della variante che porta il nome del colosso di Deaborn e con poche e semplici parole, aveva spiegato quale fantastica sfida poteva essere per lui, affrontare la 24 Ore di Le Mans con un partner come Ford.

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Tante e studiate le relative coincidenze, ma tutto rientra nel gioco dello showbiz, lo sforzo prodotto da Ford è enorme. Quattro le vetture ingaggiate sulla Sarthe e tutte portano un numero legato alla storia che lega la casa americana alla 24 Ore. Dal 66 al 69 incluso, per ricordare le quattro vittorie consecutive, ognuna per suo conto memorabile e storica.

1966, finalmente dopo tante parole, i sogni di Henry Ford II si avverano, tre GT 40 con motore Ford V8 tagliano il traguardo quasi simultaneamente. Il trionfo è completato con la gioia di un paio di record, Gurney si prende il lusso di un giro a 230.103 kmh mentre il duo  McLaren-Amon portano la distanza percorsa a 4843.090 metri alla media di 210.795 kmh.

1967, sotto gli occhi di una folla record, più di 300.000 spettatori, la Ford MK IV di Foyt- Shelby, macina i record dell’anno precedente, i chilometri percorsi diventano più di 5.000 e la velocità di punta sale a 247 kmh. La Ferrari con il modello di punta 330 P4 non è pervenuta, si classifica al quarto posto senza mai aver impensierito la vettura americana.

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1968, per limitare la scalata alla velocità, la Commissione Sportiva Internazionale, limita la cilindrata a tre litri per i prototipi, viene concesso il limite a 5 litri imponendo una quantità minima di 25 esemplari costruiti. Approfittando di questa decisione, Ford e Ferrari, si ritirano ufficialmente  e alla 24 ore si impone una GT40 privata con il v8 4.7 litri, quella della scuderia di John Wyer che mette sulla ribalta il pilota messicano Pedro Rodriguez ed il francese Lucien Bianchi.

1969, è l’anno della celebrazione generale del pilota belga Jacky Ickx. In segno di protesta e per ovvie ragioni di sicurezza, rifiuta la partenza in stile Le Mans, si muove dalla sua piazzola di partenza camminando verso la vettura invece di correre come i colleghi. La sua corsa diventerà una rincorsa folle alle posizioni di prestigio, le ultime due ore di gara, tengono tutti gli spettatori con il fiato sospeso e anche se la Porsche 908 Coupè di Hermann-Larrousse si dimostra più performante della sua Ford Mk 1, offre al costruttore americano la quarta vittoria consecutiva a Le Mans, precedendo sulla linea del traguardo la Porsche per soli 120 metri.

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Se l’epopea Ford aprirà nuovi capitoli, a dieci giorni dalla bandiera verde, non è dato sapere, sicuramente per celebrare il ritorno in forze del colosso americano sul circuito della Sarthe, nello spazio espositivo di 1200 mq all’interno del villaggio, si terrà una esposizione di vetture dal titolo “ Americans at Le Mans “.

16 vetture che hanno impresso sull’asfalto francese il loro spirito a Stelle e Strisce si esibiranno nel sabato della gara in una parata unica a favore degli spettatori. Lo show espositivo si aprirà mercoledì 15 giugno alle ore 14.00.

Non potevano mancare le tre dominatrici della gara del 1966, Ford le aveva riunite nella celebrazione del 2006 alla Le Mans Classic e ora le ripropone in tutto il loro splendore in questa esposizione, il rapporto USA Le Mans, è affrancato dai pochi ma buoni attori pilota che si sono cimentati nella classica francese, uno su tutti, Steve McQueen, per ricordare la grandezza del suo film la Porsche 908 Cam car usata nel 1970 per girare le scene in pista.

Grazie alla apertura di una categoria speciale chiamata NASCAR, nel 1976 dagli Stati Uniti, giunse una Corvette con livrea speciale per celebrare il Bicentenario della Nazione. John Greenwood ne fu l’artefice e la grande Corvette con le regolazioni IMSA riuscì a farsi ammirare anche dal pubblico europeo.

Un altro degli attori simbolo di Hollywood passò da queste parti, si tratta di Paul Newman e per celebrare la sua partecipazione, sarà presente la sua Porsche 935. La Corvette C7R esposta è in realtà la vettura di scorta del team Corvette racing per questa edizione , parcheggiata all’interno della esposizione con un sufficiente tocco di scaramanzia. Si tratta della vettura che ha vinto la sua classe lo scorso anno.

Don Panoz, è una figura emblematica del rapporto esistente fra A.C.O. e gli Stati Uniti d’America. Ideatore e promotore della serie American LMS, proprietario del circuito dove ha fortemente voluto la gara di 10 ore chiamata Petit Le Mans. E’ stato il primo ad intuire il potenziale del brand Le Mans e a sottoscriverne la promozione. In suo onore verrà esposta una Panoz LMP1- Roadster 2000.

Per completare la mostra sono previste altre icone come la Ford Torino e la Dodge Charger del 1976, una obsoleta Ford T del 1923, una Cunningham C4-R del 1954, la Corvette sempre di Briggs Cunningham proveniente dalla corsa del 1960, una rara Shelby Cobra Daytona del 1965, una  Viper GTS C9 del 1998 e infine una Chrysler LMP del 2001.

 

Photo copyright   stefanoiori / drawing by ACO

 

 

Prima vittoria per il team ByKolles

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Sventola orgogliosa la bandiera austriaca sui pennoni del podio in Germania, è stato un successo innegabile e meritato, il team ByKolles dopo numerosi miglioramenti tecnici apportati alla vettura nel corso della stagione, raggiunta l’affidabilità, si premia con una bella vittoria nella categoria LMP1 Privati alla 6 Ore del Nurburgring.

Durante i test collettivi svolti in precedenza, Pierre Kaffer e Simon Trummer avevano gettato le basi migliorando il set-up della vettura e in corsa hanno solamente confermato le aspettative.

La CLM P1 / 01 aveva qualificato in P9 e Kaffer ha preso subito il comando della categoria in gara, Trummer dimostrando con i fatti le sue doti velocistiche, le sue capacità di controllo sui parametri decisivi in competizione ha guidato per un doppio stint ed ha mantenuto la vettura nella prima posizione.

Al 96° giro l’inconveniente che avrebbe potuto rovinare la prestazione, un contatto costringe la vettura numero # 4 ad una sosta supplementare per eseguire le riparazioni necessarie, a quel punto il muretto, complice diverse bandiere gialle, modifica la strategia e consente a Kaffer di riprendere la prima posizione. Taglia il traguardo con due giri di vantaggio sulla Rebellion Racing di Nick Heidfeld.

Boris Bermes, Direttore della squadra, alla fine gioisce per il risultato raggiunto dopo i tanti sforzi compiuti “ Siamo tutti molto felici che il nostro impegno abbia portato finalmente dei risultati, faremo del nostro meglio per rimanere davanti ai nostri avversari anche al COTA, abbiamo tre settimane per migliorare ulteriormente la nostra vettura. La vittoria per ByKolles è un traguardo importante.”

Il discorso di Kaffer al termine assume un profilo più ampio “ Dopo la scorsa stagione abbiamo deciso di concentrarci completamente sullo sviluppo della vettura, abbiamo un nuovo cambio ed un nuovo differenziale, in aggiunta abbiamo revisionato tutta l’aerodinamica nei recenti test. Il lavoro duro paga sempre ed i risultati arrivano.”

Photo 6-12-24 / stefanoiori

 

27 e 28 luglio , giornate test al Nurburgring

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Se vi trovate nei pressi del circuito tedesco del Nurburgring, oggi e domani, potete approfittare dell’evento. Su iniziativa del Toyota Racing è stata messa a calendario, una due giorni di prove per i Team che partecipano al Campionato del Mondo Endurance 2015.

Una ottima occasione per ammirare il tedioso lavoro di messa a punto, il circuito tedesco è orfano della categoria, il week end di gara alla fine del mese di agosto rappresenta una novità per  tutti i Team che gareggiano nel FIA WEC. Niente di meglio che una leggera sessione di test, in totale saranno presenti 20 vetture suddivise fra le categorie. Lo schieramento dei piloti sarà di eccezionale livello ad iniziare dai campioni in carica , Seb Buemi e Anthony Davidson che divideranno l’abitacolo dell’unica Toyota TS 040 Hybrid in campo con Alex Wurz.

Audi Sport Team Joest preferisce suddividere il lavoro in pista e sull’unica E-Tron Hybrid si alterneranno Lotterer e Tréluyer il primo dei due giorni previsti, Di Grassi e Duval sono incaricati di lavorare durante la seconda sessione.

Il team Bykolles ha annunciato la presenza di una vettura senza specificare i nomi dei piloti incaricati del lavoro in pista.

Porsche Motorsport sponda 919 Hybrid ha convocato Bernhard , Hartley, Dumas e Lieb che lavoreranno su di una sola vettura, sponda Team Manthey categoria LM GTE PRO i soli Christensen e Lietz per due vetture.

AF Corse non poteva mancare e mettere in pista i suoi equipaggi GTE PRO al completo per due vetture presenti mentre Aston Martin Racing ha preparato una sola Vantage V8 e la suddivide fra Nygaard, Thim, Sorensen, Rees e Stanaway.

Due le Ferrari 458 Italia presenti fra quelle iscritte in GTE Am, una iscritta da AF Corse pper Collard, Aguas e  Perrodo, l’altra è quella gestita per conto di SMP Racing del nostro Andrea Bertolini coadiuvato dai compagni di squadra Basov e Shaytar.

Due anche le Porsche 911 RSR che fanno capo al Proton Racing, quella del Dempsey Racing e dell’Abu Dhabi con equipaggi al completo quindi ghiotta occasione per il pubblico femminile per circondare l’attore pilota Patrick Dempsey.

Dalla Lana, Adams e Mathias Lauda completeranno l’organico in prova per la categoria GTE Am con la loro Aston Martin Vantage V8.

Saranno presenti anche sei  vetture per la categoria LM P2 , più precisamente tre Ligier JsP2 , una Morgan Evo Sard , una Oreca 05 e la Gibson 015 S. Fra i piloti scelti anche il recente vincitore della 24 Ore di Le Mans Nick Tandy.

Per incentivare la promozione dell’evento 6 Hours of Nurburgring è stato deciso che per questi due giorni di test l’accesso alle tribune è libero.

 

La Gibson 015 S di Jota Sport pronta alla vittoria

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Il quarto gradino del podio è un terreno arido. Il ricordo dei fasti passati ha un retrogusto aspro da deglutire, la pressione auto genera ansia. Nel team Jota Sport non si vuole  vivere di soli ricordi, troppo lontana è  l’eco della vittoria dello scorso anno sul circuito di Le Mans, troppo effimera la gioia di un podio. Armi e bagagli sono sulla via del Red Bull Ring dove domenica prossima alle 12.30 ora locale scatterà la terza gara del Campionato Europeo ELMS.

Fino ad ora  lo score in campionato ha il sapore upside-down ,  la Jota Gibson 015 S ha prodotto un secondo gradino del podio nella gara di apertura a Silverstone, ma sotto l’italico sole di Imola ci si è fermati al terzo posto. Giugno è il tempo della madre di tutte le battaglie, la 24 Ore di Le Mans, il team britannico nonostante gli sforzi produce ancora un secondo risultato sul podio della categoria LM P2.

Ma allo Jota Sport si vuole vincere.

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Harry Tincknell da Exeter, Devon, con il ricordo sbiadito di una 24 Ore di  Le Mans nell’abitacolo insicuro della nuova Nissan NISMO  GT-R LM si dice pronto a ricevere la massima onorificenza nella terra che fu dell’Imperatrice Elisabetta di Wittelsbach “ Lo scorso anno su questa pista ci siamo dovuti accontentare del secondo posto finale, oggi crediamo che la nostra Gibson 015 S si adatti perfettamente ai saliscendi del circuito austriaco, abbiamo la massima fiducia per un risultato migliore. Se vogliamo puntare al Campionato non dobbiamo lasciarci sfuggire l’occasione di una vittoria, non vedo l’ora di provarci.”

Per la gara del RBR si ricompone il medesimo equipaggio dello scorso anno, con  Simon Dolan,  di ritorno dalla Audi R 18 E Tron dell’Audi Sport Team Joest c’è il portoghese Filipe Albuquerque “ Questa pista mi piace molto, ho tanti buoni ricordi anche se mi riferisco al mio passato in DTM, quest’anno non abbiamo ancora vinto nel campionato ELMS e forse il circuito dello Spielberg possiede la magia giusta.”

La pista era conosciuta originariamente come Osterreichring, venne inaugurata nel 1969, dal 1970 al 1987 ospitò il Gran Premio d’Austria di Formula 1.  Dopo un periodo di oblio, ristrutturata e ribattezzata A1-Ring riprese il blasone della massima formula dal 1997 al 2003quando lo spettro della crisi bussò ancora ai cancelli del circuito.

Venne il tempo del magnate austriaco Dietrich Mateschitz che acquistò la proprietà nel 2005 e ne fece un nuovo tempio della velocità ribattezzando l’impianto con il nome della sua azienda, nacque il Red Bull Ring.

Photo 6-12-24 / Jota Sport

Corvette Racing , ottava vittoria di classe alla Le Mans

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La storia, nelle corse automobilistiche viene scritta dalla bandiera a scacchi. Se quella della Corvette C7.R numero # 64 è sembrata una gran rimonta nel finale, non bisogna dimenticare la rottura del cambio alla Ferrari 458 Italia numero # 51 ad un ora dalla fine quando era solidamente in testa alla categoria LM GTE Pro fin dalle sei della mattina.

Onore al merito di chi ha saputo gestire la meccanica e la strategia.

Di meritare fino alla fine la vittoria, che alla Le Mans non è mai così scontata. Oliver Gavin, Tommy Milner e Jordan Taylor hanno consegnato alla Chevrolet la vittoria di classe numero otto alla 24 Ore della Sarthe, la Corvette # 64 ha completato 337 giri per un totale di 2.864,50 miglia.

Le statistiche evidenziano che per Gavin si è trattato della vittoria numero cinque a Le Mans, per Milner la numero due e per Taylor la prima.

Corvette Racing non è iscritto al WEC, quindi questa vittoria non segna punti nel paniere,ma si può consolare, dall’inizio dell’anno ha già vinto sia alla 24 Ore di Daytona sia alla 12 Ore di Sebring, ora Le Mans. Niente male.

Jim Campbell, Vice Presidente di Chevrolet USA è notevolmente soddisfatto del risultato, pone l’accento sulla coesione della squadra nonostante il brutto incidente, che ha tolto dalla competizione nel giovedì di prove la vettura numero # 63 e che avrebbe potuto minare l’entusiasmo del Team “ La perseveranza dei ragazzi è stata lodevole, il lavoro di squadra e l’esecuzione erano la chiave del successo e ci siamo riusciti. Sono orgoglioso di loro. E’ stato molto appassionante seguire le ultime fasi di gara dal garage assieme ai meccanici e vedere che nessuno ha mai mollato.”

Mark Kent, Direttore di Corvette Racing è meno passionale e più pragmatico nelle dichiarazioni “ La vittorie nelle tre principali gare endurance, Daytona, Sebring e Le Mans dimostra la profondità della nostra determinazione, del nostro lavoro e quello dei nostri partners, GM Powertrain e Pratt & Miller. Correre ci permette di trasferire grandi insegnamenti dalle piste, ci aiuta a  progettare e costruire le migliori Corvette per i Clienti.”

“ Dopo l’incidente alla # 63 ”puntualizza Gavin “ tutto il Team ci ha spronato, hanno lavorato tutti solo per noi, ricambiarli con una vittoria  è semplicemente fantastico, vincere la 24 Ore di Le Mans è sempre come vivere nelle favole. Sembrava una giornata stregata, ogni volta che risolvevi un problema, se ne presentava subito un altro, superavi una Aston Martin e trovavi una Ferrari, pensavi di essere tranquillo e sbucava una Porsche, un ostacolo si sovrapponeva ad un altro ostacolo, ma alla fine siamo stati i più forti ed abbiamo vinto. Per me è la quinta vittoria e sono molto felice.”

Tommy Milner non si da pace “ Da dove comincio ? E’ stupendo essere qui a rappresentare gli Stati Uniti e la Chevrolet Corvette, essere delusi per la perdita di una vettura in prova , ma vincere la tua seconda Le Mans. Non so più cosa dire, lo so che i ragazzi della # 63 sono delusi, ma sento che questa è una vittoria di squadra, ci sono stati molto vicini, abbiamo lavorato duramente, sia prima di arrivare in Europa che nella settimana della corsa. Sono super felice, fare parte di questa vittoria è entusiasmante.”

Jordan Taylor si dichiara spiazzato e felice “ Sono un po’ senza parole su tutta la faccenda, devo ringraziare il Team per avermi accolto anche se  una tantum. Lo sappiamo che per ogni pilota al mondo essere a Le Mans è coronare un sogno, per me farlo da americano in un team americano non c’è niente di meglio. Se poi vinci, parlare diventa ancora più complicato.”

Photo 6-12-24.com /Stefanoiori

 

 

 

KCMG al top

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Per la prima volta nella lunga storia della 24 Ore di Le Mans, un team con sede a Hong Kong vince la classica francese dell’Endurance, il team KCMG ha portato al successo il nuovo telaio ORECA tipo 05 motorizzato con un V8 atmosferico di 4494 cmc NISSAN.  Un equipaggio giovane, Richard Bradley e Matthew Howson, con una modesta esperienza sul circuito della Sarthe, affiancati dal più esperto, Nicolas Lapierre, già a podio nel 2014 con Toyota,  hanno lottato duramente in quella che è considerata la più competitiva classe del Campionato FIA, la LMP2 avendo ragione sulle velocissime Ligier JS P2 , sulle obsolete ORECA 03 ma anche sulle nuovissime BR 01.

Paul  Ip, Team Manager si è così espresso a fine gara “ Vincere in categoria LM P2 è grande, ma quello che abbiamo fatto oggi è molto diverso, abbiamo vinto la Le Mans, è la prima volta che accade per un team con sede a Hong Kong, sono molto felice di aver portato un team asiatico a vincere per la prima volta la 24 ore. Dopo aver dominato le libere di mercoledì e segnando per la qualifica un bel 3m38.032, i nostri ragazzi hanno condotto l’ Oreca 05 in modo immacolato, rimanendo lontani dalle situazioni di pericolo in gara, concludendo con un bel nono posto assoluto. L’unico inconveniente che abbiamo avuto è una riparazione ad un pannello porta numero. Volevo segnalare la prestazione gigantesca di Nicolas che questa mattina si è sottoposto ad un quintuplo stint di guida.”

Richard Bradley è il pilota che dopo aver segnato la pole di mercoledì, ha preso il via della gara “ Avevo dedicato la mia pole a mio zio che è scomparso questa settimana, ora sono molto felice di poter fare lo stesso con la gara, avere mia madre qui come supporto è stato molto importante per me. Affrontare la partenza della 24 ore di Le Mans è stata una esperienza surreale, subito una dura battaglia con i diretti avversari, poi la notte. Non avevo mai guidato con il buio prima d’ora, senza i riflettori e ci ho messo un po’ prima di abituarmi, poi la falsa luce dell’alba e la pioggerellina, è stato molto impegnativo e mi sono sorpreso di non aver sofferto molto per la sonno. Dover controllare il vantaggio acquisito è stato l’impegno più grande da affrontare, sempre con la consapevolezza di non poter sbagliare nulla, mentalmente complicato. Ma questa è la 24 Ore di Le Mans. Un sogno che avevo fin da ragazzino, ora sono nell’albo d’oro, un fine settimana perfetto, abbiamo portato anche tanti punti alla classifica del Team, è sconvolgente davvero.”

Dopo il terzo posto dello scorso anno con Toyota e l’allontanamento dal team, per Nicolas Lapierre, l’ultimo, non è stato sicuramente un anno tranquillo “ Sono molto orgoglioso di aver partecipato alla 24 Ore con Oreca, ci hanno seguito molto e ci hanno messo in condizioni di correre senza il ben che minimo problema meccanico. E a Le Mans è quasi un sogno che ciò accada.   Vincere ha un sapore fantastico per me e per il Team, KCMG  ha solo tre anni di esperienza, imporsi in questo modo contro realtà più consolidate è difficile. Onestamente questo è davvero incredibile.”

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SMP Racing vince la categoria GTEAm

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Nei primi mesi del 2013, su iniziativa di un membro del Consiglio di Amministrazione della SMP Bank, Boris Rotenberg, prende corpo il team SMP Racing, con il semplice obiettivo di valorizzare le competenze professionali di giovani piloti russi. Consentire loro di esibirsi e fare esperienza internazionale.

La struttura del programma è la più logica, si inizia dalla conquista del campionato russo di Kart per passare alle categorie internazionali con piccole vetture, la Formula 4, la Fiat-Abarth o la Formula Renault 2.0. Acquisita questa piramide, il passo successivo è la Formula Renault 3.5, una vettura senz’altro più potente e veloce, il più giovane del gruppo è tale Dmitry Agapov, di soli nove anni.

La progressione della iniziativa è concreta e rapida, vengono aperte cooperazioni con strutture straniere, la italiana Euronova, la finlandese Koiranen, la britannica  Comtec e la francese Tech1.

I colori SMP hanno una rapida diffusione anche in campionati più blasonati come il Blancpain Endurance Series, il GT Open o il Campionato Europeo Turismo, un corpo di dodici piloti hanno avuto un programma con quattro vetture.

L’ampiezza del programma è unico, non solo a livello nazionale, ma anche nel panorama internazionale non si era mai vista una programmazione così articolata.

La mission del Team viene così riassunta da Rotenberg “ Per molti anni, il nostro paese è rimasto estraneo al grande giro del motor sport mondiale, ora grazie a SMP Racing questa prospettiva verrà cambiata, daremo le opportunità ai giovani talenti che dimostreranno il loro valore sul campo di conquistare un posto sulla scena internazionale.”

Lavoro duro, investimenti e programmazione, le regole base per una attività di successo. Il risultato fiore all’occhiello del Team è stato segnato la settimana scorsa nella corsa endurance più famosa al mondo, la 24 Ore di Le Mans edizione numero #83. Le note dell’inno russo hanno risuonato fra la pioggia che copriva la cerimonia della premiazione.

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L’equipaggio, Aleksey Basov, Viktor Shaytar e Andrea Bertolini, con la loro Ferrari 458 Italia numero #72, hanno vinto la categoria LM GTEAm. Il percorso professionale dei piloti è molto articolato e se per Bertolini ci sono riconoscimenti Mondiali che risalgono al 2006 quando correva con la Maserati MC12 nel Campionato FIA GT, ripetuti nel 2008, nel 2009 e nel 2010, primo nelle Superstar del 2011, primo nella categoria GTC dell’Asian LMS nel 2013 e primo nella categoria GTE dell’ELMS 2014, i palmares dei compagni russi è di gran lunga più recente e modesto. Viktor Shaytar si è messo in luce nel 2013 vincendola categoria GTC del campionato europeo ELMS e lo scorso anno assieme ad Andrea la categoria GTE del medesimo campionato. Per quanto riguarda Aleksey Basov, si è messo in luce con la vittoria nel 2007 del Campionato Europeo Turismo, nel 2012 ha vinto il Challenge Ferrari Europa e nel 2014è giunto terzo di categoria GTC nel campionato europeo ELMS.

Sul podio a ricevere il premio per la squadra anche Boris Rotenberg “ Mi congratulo con l’equipaggio della vettura numero # 72, questa è la prima volta che l’inno russo suona per il podio alto in una gara così prestigiosa come la 24 Ore di Le Mans. Tutti il team ha fatto un lavoro magnifico e questo risultato lo dedico a tutti i compenenti del Team. Una vittoria storica. ”

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Patrick Dempsey sul podio GTE Am

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Le analogie si rincorrono e ricordano a tutti noi che siamo nelle mani del destino. Come nella edizione del 1979, la classica 24 Ore di Le Mans del 2015 viene vinta da una Porsche, come allora un attore prestato alle competizioni motoristiche si eleva al secondo gradino del podio.

Nel 1979 toccò a Paul Newman con la Porsche 935 del Dick Barbour Racing, nella ultima edizione della classica sul Sarthe è stato il momento di Patrick Dempsey con la sua Porsche 911 RSR del Team Dempsey-Proton Racing.

Su tutti brilla la stella incontrastata di Steve Mc Queen che qui non corse mai ma che celebro il mito di Le Mans nel suo prezioso film “La 24 Ore di Le Mans“  recentemente riproposto in versione documentaristica .

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E’ stato troppo corto l’ultimo stint di guida per la Porsche 911 RSR numero # 77  del Proton-Dempsey Racing alla 83ma edizione della 24 H di Le Mans, l’inseguimento alla Ferrari 458 del SMP Racing non ha prodotto il risultato sperato e l’equipaggio Dempsey, Long e Seefried si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio in categoria GTE Am.

Già alla base del podio iniziano le interviste per la coppia Patrick & Patrick, l’attore americano non molla di un passo il suo collega e compatriota Long “ Se ho imparato qualcosa dalle mie dodici partecipazioni alla Le Mans, è che diventa assolutamente necessario disporre di una vettura che non ti molli nelle ultime fasi di gara, che sia ancora talmente performante da permetterti di concludere in posizione di sicurezza. E’ la terza volta che affronto una 24 ore in equipaggio con Dempsey, abbiamo sognato fin da subito un arrivo a podio, ora questo sogno è diventato realtà. Il mio ultimo stint di guida non è stato facile, ho provato a raggiungere la Ferrari  ma il distacco che avevamo accumulato non me lo ha permesso, così abbiamo deciso di portare a casa un buon risultato per tutto il team.”

Il tedesco di Wildschonau, Marco Seefried era alla sua prima esperienza a Le Mans,  “ Sono entrato in gara con molto rispetto, questa è stata la mia prima le Mans, non volevo compromettere il risultato finale con qualche sciocchezza,  soprattutto nelle fasi finali dove sopraggiunge anche un po’ la stanchezza, è una gara molto difficile.”

Infine la superstar Dempsey, visibilmente commosso sul podio al momento della intervista “ Una volta sono arrivato qui come ospite, l’emozione che provai allora da semplice spettatore mi fece pensare che un giorno sarei dovuto tornare da pilota. Eccomi sul podio, la 24 ore è una gara molto dura e faticosa ma è anche una esperienza fantastica, la squadra ha dato tutto quello che poteva e siamo stati ricompensati con questo secondo posto. Sono orgoglioso di questi ragazzi.”

Photo 6-12-24 / Stefanoiori