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Porsche difende il titolo nel WEC

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

“ Presentarsi con i numeri di gara 1 e 2 è nel medesimo tempo, una bella sfida ed un grande onore, ci aspettiamo una concorrenza diventata più forte ma noi vogliamo continuare a lottare per la vittoria e riconfermarci Campioni. Per questo, per il mese di febbraio, abbiamo organizzato un programma di test molto intenso.” Parole e musica di Andreas Seidl, team manager Porsche Motorsport.

Dopo il successo nella stagione 2015, culminato con la vittoria del trofeo Costruttori e Piloti nel Campionato Mondiale Endurance della FIA e la conquista per la 17° volta della classica dell’endurance mondiale, la 24 Ore di Le Mans, Porsche parteciperà al prossimo campionato mondiale portando sul cofano delle potentissime 919 Hybrid i numeri dei vincitore, l’1 e il 2.

Siamo giunti al terzo anno, dopo il ritorno di Porsche nella categoria massima espressione tecnologica dei prototipi, e la futuristica 919 Hybrid non finisce la sua evoluzione. Anche se il principio base della struttura e del concetto di trazione, sono rimasti uguali, la vettura 2016 ha subito un radicale sviluppo.

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Il Direttore tecnico del progetto LMP1 lo spiega in questi termini “ L’impegno sportivo non muta, il nostro compito principale è, e resta, acquisire know-how per l’Azienda e fornire stimoli per lo sviluppo di tecnologie sostenibili. Il WEC con il suo speciale regolamento sull’efficienza e le ampie libertà tecniche che offre, è la piattaforma ideale per sviluppare e testare quelle tecnologie che saranno utili per le vetture sportive stradali del futuro.”

La formazione delle squadre è già stata confermata da tempo e prevede Brendon Hartley, Timo Bernhard e Mark Webber sulla 919H numero #1, mentre la gemella numero #2 sarà affidata a Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb.

Per rimanere al passo con la concorrenza, il regolamento di Le Mans nella classe LMP1 Hybrid esige lo sviluppo continuo di tecnologie avanzate. La trazione ibrida della 919 combina l’innovativa tecnologia turbo del downsizing con l’efficiente iniezione diretta nel motore a combustione V4 da due litri, impiegando una batteria agli ioni di litio per accumulare l’energia elettrica prodotta da due diversi sistemi di recupero ( energia prodotta in frenata all’asse anteriore ed energia dei gas di scarico).

La 919 Hybrid raggiunge una potenza di circa 1000 CV e ha già fornito ai tecnici gli stimoli decisivi per lo sviluppo delle  vetture sportive da strada del futuro. L’esempio più recente, è rappresentato dalla tecnica di 800 volt studiata per la Concept Car Mission E a trazione esclusivamente elettrica, che permette di ottenere tempi di ricarica della batteria estremamente brevi. La concept car sportiva a quattro porte, dovrebbe entrare in produzione entro la fine del decennio.

Altri segreti ci vengono svelati da Alexander Hitzinger, Direttore tecnico del progetto 919 “ Le modifiche del regolamento in termini di consumo e flusso di carburanti, secondo i nostri calcoli, comporteranno a Le Mans, una perdita di tempo di circa quattro secondi al giro, non sappiamo ancora se e quanto potremo compensare questa perdita con lo sviluppo in altre aree della vettura. Al momento, non essendoci una scadenza specifica per il collaudo, stiamo adeguando la vettura pezzo per pezzo alle specifiche 2016.”

Ritornare nella categoria principe dell’endurance mondiale, così, solo per tornare, non era nei piani di Porsche, ma sollecitati da un regolamento tecnico che avrebbe permesso di studiare innovazioni da applicare alle vetture del futuro, ha concesso l’opportunità da cogliere al volo. Il bilancio della 919 Hybrid dopo 16 gare dall’inizio del 2014 è stato di dodici pole position, sette vittorie, cinque giri veloci, un titolo mondiale Costruttori ed uno Piloti. Nel 2015 la prima fila, di fatto, è stata monopolio della 919 H.

Photo Porsche Motorsport

 

Brembo e IMSA

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Facciamo un passo indietro e ritorniamo con questo articolo alla gara di 24 ore della Florida, anzi occupiamoci di un particolare componente della vettura prodotto da una azienda leader del mercato mondiale, la Brembo. Alla Rolex 24 dello scorso gennaio, ben 35 automobili sulle 54 iscritte utilizzavano i sistemi frenanti della casa di Curno.

Come è facilmente immaginabile, una gara sulla distanza di ventiquattrore, confisca un giusto tributo da ogni singolo particolare della vettura, i freni Brembo sono costruiti per supportare gli sforzi combinati che si innescano in una competizione così lunga che preveda l’uso di un tratto stradale misto con le curve sopraelevate ad alta velocità.

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Le pastiglie Brembo tipo BRP34 e BRP35 garantiscono un livello di attrito elevato nonostante le temperature in gioco, questo aiuta a mantenere una risposta pronta e costante del pedale. Il modello BRP 34, è stato il primo ad ultimare una gara di 24 ore senza la necessità di essere sostituito.

L’azienda che ha festeggiato i 40° anni di attività nel motor sport, ha introdotto nel campionato IMSA  WeatherTech SCC uno speciale rotore già in uso nella Indycar così come nella formula1, che utilizza una speciale mescola carbonio- carbonio che introduce innegabili vantaggi di peso rispetto alla tradizionale ghisa, almeno un terzo in percentuale il peso risparmiato, ed una maggiore affidabilità.

Nella classe principale, cinque prototipi sono stati equipaggiati in questo modo, fra cui la Minolta –Konica numero #10 del Wayne Taylor Racing, vincitrice della Petit Le Mans 2014.

Fra gli undici partecipanti iscritti alla classe GTLM, ben sette erano equipaggiati da Brembo, così come le omologhe stradali, la Ford GT e la Ferrari 488, erano parte di questo lotto. Due dischi erano realizzati in ghisa e disponevano di pinze a sei pistoncini sul frontale e cinque al posteriore. L’impianto frenante di una GT è simile a quello utilizzato per la 24 ore di Le Mans e prevede la pinza di forma ottimizzata.

Tutte le vetture iscritte nella classe Prototype Challenge erano equipaggiate con sistemi frenanti Brembo.

Infine la classe GT Daytona. Esordivano  nell’IMSA WeatherTech SCC le Lamborghini Huracan GT3 e utilizzavano tutte i materiali italiani del marchio bergamasco. Quindici automobili sul numero complessivo, imitavano le Lambo.

Dal 1975, anno del Mondiale di Lauda con la Ferrari, Brembo investe in ricerca e sviluppo per offrire prodotti altamente tecnologici  ed innovativi.

Un team messicano nel WEC

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La tappa del mondiale endurance in Messico produce i suoi primi effetti, il team RGR Sports by Morand, ha annunciato la propria partecipazione al WEC 2016 nella classe LMP2 affidando la vettura ai piloti Bruno Senna, Ricardo Gonzales e Filipe Albuquerque, sarà l’unica squadra messicana a partecipare.

Le responsabilità di Gonzales vanno oltre il volante, dopo essersi fatto un nome vincendo la 24 Ore di Le Mans e il Campionato del Mondo LMP2 nel 2013, da quest’anno diventerà team owner/ pilota della Morand Ligier JSP2 / Nissan / Dunlop numero #43.

Per concretizzare la sua crociata e diventare nuovamente Campione del Mondo, ha scelto due compagni di abitacolo fortemente motivati e di provata esperienza, Senna ritornerà nelle file del WEC dopo la sua partecipazione del 2014, ma dovrà integrare con il suo impegno nella Formula E quale pilota ufficiale per il Team McLaren. Albuquerque dal canto suo, sarà il top driver della compagine, ha al suo attivo una 24 Ore di Daytona e due Le Mans. Il pilota Audi si manterrà in allenamento guidando anche nel Tequila Patron North American Endurance Cup.

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E’ incarico del proprietario/pilota spiegare le scelte che hanno portato a questa decisione “ Quando la FIA ha confermato l’inserimento del Gran Premio del Messico, ho capito che quella che al momento era solo una idea, avrebbe potuto concretizzarsi, sono molto felice di essere in grado di annunciare la nascita del team messicano. Voglio ringraziare Benoit Morand e Jacques Nicolet  di Onroac Automotive per aver reso possibile questa opportunità. Con l’esperienza di Bruno e Filipe, la velocità provata della JS P2, non ho dubbi che potremo batterci per il titolo mondiale. Sono estremamente orgoglioso di portare i colori del Messico e la nostra bandiera sulla vettura, sulle piste di tutto il mondo. Speriamo di arrivare spesso sul podio così da rendere fiero di noi tutto il nostro popolo.”

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Bruno Senna si dichiara felice di questa sua nuova partecipazione alle gare endurance, convinto che le qualità della vettura unita all’esperienza dei compagni di squadra possa permette ottimi risultati fin dalla prima prova a Silverstone.

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Anche Filipe si dimostra entusiasta “ Con tutte le conoscenze di questa incredibile squadra, penso che lotteremo sempre per la vittoria, su questo non ho dubbi, sono molto felice della opportunità di guidare nel Campionato del Mondo Endurance. Non vedo l’ora di guidare la Ligier, sarà la mia prima volta alla guida di una LMP2 chiusa.”

Il team manager Benoit Morand chiude la presentazione della squadra ringraziando i partner che hanno permesso l’inizio di questa nuova avventura “ Per me sarà un onore poter guidare una squadra che dispone di queste provate esperienze, un grazie particolare a tutta Onroak Automotive per i suggerimenti e non solo, che ci hanno fornito, senza di loro questo progetto non avrebbe potuto decollare, Duka Gervalla, io e tutto il team Morand lavoreremo con la dedizione necessaria affinchè i risultati in pista possano arrivare il prima possibile. Voglio essere in lotta per la vittoria ovunque nel mondo.”

Photo RGR by Morand

Race Performance Titolo e novità

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Con la gara di Sepang si è chiuso il Campionato Asian LMS, conquistando il secondo gradino del podio, Niki Leutwiler e Oliver Webb, piloti del Team Race Performance supportati dal main sponsor MOMO Megatron, di fatto, hanno conquistato il titolo asiatico.

Giustamente il podio si è trasformato nella celebrazione della vittoria “ Nel corso delle ultime quattro gare la nostra macchina è stata perfetta, l’affidabilità di tutto il pacchetto è stata di riferimento per tutta la concorrenza. Abbiamo guadagnato un grande successo con un lavoro superbo da parte di tutta la squadra, abbiamo dei meccanici favolosi, a loro un ringraziamento speciale, così come ai nostri ingegneri Urs Meier e Paul Thomas.”

“ Fin dall’inizio di stagione abbiamo dominato, due vittorie nella gara inaugurale al Fuji, due secondi posti in Burinam e nella gara finale, così ci siamo conquistati il titolo. Non avremo molto tempo per festeggiare, siamo già al lavoro per la gara di apertura della ELMS e soprattutto vogliamo ben figurare alla 24 Ore di Le Mans.”

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Il programma del Team svizzero per il nuovo anno, dopo una stagione di assenza, prevede la partecipazione a due classi distinte del campionato europeo ELMS, con la vecchia Oreca 03R  Judd in classe LMP2, con una nuova Ligier Js P3, nella classe LMP3.

Il team Manager Michel Frey non vede l’ora di ricominciare “ Race Performance assieme ai suoi partner hanno messo in piedi un programma ambizioso per il nuovo anno, cercheremo di affrontare le nuove prove con la consueta professionalità e speriamo anche con successo. Confermo che saremo presenti anche alla gara supplementare di  Spa- Francorchamps.”

Photo Race Performance /MOMO

Rebellion Racing, tutto confermato per il 2016

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Infine giunse la conferma, anche il Team svizzero Rebellion Racing, ha iscritto due vetture al Campionato Mondiale Endurance della FIA 2016 che include la prestigiosa 24 Ore di Le Mans. Le auto sono le R-ONE LMP1 motorizzate AER dello scorso campionato in versione aggiornata. Le formalità burocratiche sono state completate con i moduli di richiesta di iscrizione inviati a FIA e ACO.

Rebellion Racing intende con il suo impegno, confermare il proprio status di squadra leader nella sua categoria avendo vinto per la quarta volta consecutiva il Trofeo Endurance FIA WEC LMP1 Team Privati.

La conferma della motorizzazione era prevista, sia AER che Rebellion hanno acquisito molta esperienza sul motore P 60 V6 biturbo, dopo il debutto nello scorso campionato, nelle factory si spera di aver risolto i problemi di gioventù che hanno afflitto le vetture in passato.

La line-up dei piloti è stata confermata al completo, Nick Heidfeld, Nicolas Prost, Mathias Beche, Dominik Kraihamer, Alexandre Imperatori e Mathéo Tuscher difenderanno ancora i colori dello sponsor nella prossima stagione. Dal canto suo, anche  il costruttore di orologi da polso Rebellion Timepieces ha confermato la presenza del proprio marchio sulle carrozzerie della squadra elvetica, orgoliosi di competere contro i migliori marchi dell’automobilismo mondiale.

Il Team Manager Bart Hayden ha assicurato che rispetto allo scorso anno, il Team sarà presente fin dalla prima gara di Silverstone, come ricorderete, l’inizio della collaborazione con AER, aveva prodotto un ritardo di preparazione che aveva costretto la squadra a mancare al primo appuntamento stagionale.

Photo Rebellion Racing

L’elenco degli invitati alla 24 Ore di Le Mans

OFFICIAL CARS PICTURE

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La lista completa dei partecipanti alla prossima 24 Ore di Le Mans in programma il prossimo 18 e 19 giugno, verrà svelata alla conferenza di Parigi della prossima settimana. Seguendo i risultati dei vari campionati promossi da A.C.O., l’ultimo dei quali si è concluso ieri, l’ente organizzatore ha diffuso l’elenco delle quindici partecipazione ad invito, che includono il Garage 56.

Porsche Team – vittoria alla 24 Ore di LM in categoria  LMP1 ,  invito LMP1

KCMG – vittoria alla 24 Ore di LM in categoria LMP2 , invito LMP2

Corvette Racing GM – vittoria alla 24 Ore di LM in categoria LMGTE PRO , invito

LMGTE PRO

SMP Racing – vittoria alla 24 Ore di LM in categoria LM GTE Am , invito LMGTE Am

Greaves Motorsport – vittoria ELMS in categoria LMP2 ,  invito LMP2

Formula Racing – vittoria ELMS in categoria LM GTE , invito LM GTE PRO o Am

BMW Team Marc VDS – secondo ELMS in categoria LM GTE , invito LM GTE PRO o

Am

TDS Racing – vittoria ELMS in categoria GTC , invito LM GTE Am

Team LNT – vittoria ELMS in categoria LMP3 , invito LMP2

Michael Shank Racing –  nominato da  Tudor USSC , invito  LMP2

Scuderia Corsa – nominato da Tudor Ussc , invito GTE Am

Race performance – vittoria ALMS in categoria LMP2 , invito LMP2

Clearwater Racing – vittoria ALMS in categoria GT , invito LM GTE PRO o Am

DC Racing . vittoria ALMS in categoria LMP3 , invito LMP2 o GTE Am

Ogni iscrizione a invito, sarà valida solamente se i team in elenco risultano iscritti ad uno del seguenti campionati per l’anno 2016 , l’European Le Mans Series, L’Asian LMS, o il WeatherTech SportsCar Campionship IMSA.

L’invito per il Garage 56 è stato inviato al Team Frédéric Sausset Racing 41, per il progetto di tecnologia sportiva applicata alla disabilità, i dettagli verranno svelati prossimamente.

Questo elenco rappresenta un possibile impegno per 15 posti in griglia sui 58 previsti per sabato 18 giugno.

photo ACO Le Mans

 

A.C.O. festeggia il 110° Anniversario

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Il 2016 vedrà la celebrazione di un compleanno importante, il 110° anno dalla fondazione dell’Automobile Club de l’Ouest, per la ricorrenza sono state fatte cose superbe e si inizia presto, dal 3 al 7 febbraio a Parigi, durante la manifestazione Retromobile, un intero padiglione centrale, verrà occupato con una scenografia raffinata, giusto per deliziare il palato dei tanti fan della 24 Ore di Le Mans.

Grazie ad una mostra unica, ACO sarà al centro della manifestazione giunta ormai alla 41° edizione costruendo un ponte ideale che condurrà da Hall 1 alla  2.2, una superficie di 1300 mq dove verrà esposto l’illustre passato e sarà svelato il segreto di tanto futuro.

Il primo passo. La ricostruzione del bureau del 1906, l’epoca di George Durand, di René Pellier, di George Carel, di Gustave Singher. La posa della prima pietra con la fondazione dell’Automobile Club de la Sarthe, il desiderio di riunire gli appassionati di allora, mentre i rivoluzionari mezzi di locomozione, iniziavano a solcare le strade polverose. Intorno a quel tavolo la loro visione prendeva forma. Pochi mesi, in giugno, il 26 e il 27, nasceva il primo Gran Premio di Francia, pochi anni, il 1923, nasceva la prima 24 Ore di Le Mans.

Nella esposizione si potrà apprezzare il passato meno conosciuto di ACO, il settore dell’aviazione. I voli del 1908 sul rettilineo di Mulsanne  degli aeromobili del signor  Wilbur Wright che con l’appoggio di ACO riuscì a sviluppare il velivolo fino al primo volo della durata di due ore.

Una parte della esposizione sarà dedicata agli sforzi che sono dedicati fin dal lontano 1910, grazie al supporto di generazioni di automobilisti, alla lotta contro i pericoli del traffico, alla creazione delle infrastrutture migliorando i percorsi e la segnaletica, alla crescita e alla informazione attraverso centri mobili di milioni di fruitori delle strade. Si deve notare che A.C.O. è responsabile della Associazione di interesse generale       “ 40 milioni di automobilisti “ che dal 2005 è l’interlocutore privilegiato dei governi sui principali dossier della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile.

Oltre alle missioni associative, A.C.O. dal 1957 si riserva la vocazione al ruolo di allenatore delle nuove generazioni di automobilisti e piloti, motociclisti inclusi. Sul fronte professionale, accompagna i piloti nel loro affinamento delle attitudini necessarie alla specializzazione endurance. Intere generazioni di piloti kart si sono formati attraverso la scuola di pilotaggio presente all’interno del circuito, dai primi passi verso i livelli più elevati.

L’ultima parte della mostra è la mostra stessa, la 24 Ore di Le Mans, creata nel 1923, negli anni ha assunto il ruolo guida per tutto il mondo Endurance, vincere la classica della Sarthe significa entrare direttamente nell’immaginario collettivo dove solo campioni hanno diritto di residenza,  riuscire a dominare il mezzo e la fatica avvolge il pilota nell’aurea sportiva ed eroica di quei primi temerari. Nel tempo la gara è diventata sinonimo di evoluzione tecnologica, un laboratorio mobile che consente hai produttori di testare le loro innovazioni sul fronte della sicurezza o di sperimentare sul campo i nuovi accorgimenti per le vetture stradali. La 24 ore è oggi più che mai una gara dove si mescolano sfida tecnologica e avventura umana, una gara proiettata verso il futuro con le radici ben piantate in un passato antico e prestigioso.

Tincknell rinnova con Jota Sport

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Il pilota inglese Harry Tincknell,lotterà contro il destino perverso che negli ultimi due anni gli ha negato il titolo, insistendo,  correrà per la terza volta consecutiva nel prestigioso campionato Europeo ELMS ancora con il Team Jota Sport.

Tincknell regaterà con la sua Gibson-Nissan assieme ai compagni Simon Dolan e Giedo Van der Garde, l’avventurà iniziarà sul circuito casalingo di Silverstone il prossimo 16 aprile.

Nonostante un numero ingente di risultati nella top tre, ad Harry il titolo è sfuggito per soli quattro punti, entrambe le volte, giungendo al secondo posto nel 2014 e al terzo nel 2015. Dopo le numerose vittorie nella formula 3 e nella formula Renault in tutta Europa, chiuse inevitabilmente le porte di accesso alle categorie superiori nelle monoposto, si è dedicato con successo crescente alle gare endurance, dove in breve tempo ha raggiunto lo status di pilota Nissan/NISMO ufficiale. Purtroppo la chiusura del programma Nissan LMP1 gli ha tarpato le ali per il grande salto dopo le numerose sessioni di test che aveva dedicato alla messa a punto della futuristica vettura.

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L’anno passato, ha avuto un epilogo amaro per quanto riguarda il titolo, ma oltre ogni ragionevole dubbio, Harry ha segnato quattro podi su cinque gare, è partito tre volte in prima fila di cui due, dalla pole position, ed ha segnato per ben due volte il giro veloce in gara. Inoltre nella sua uscita nel WEC, a Spa-Francorchamps, ha vinto la classe LM P2 e stabilito il giro veloce della classe. Alla classica della Sarthe è stato ingaggiato come pilota ufficiale NISMO.

Le sue dichiarazioni dopo la firma del rinnovo, sono all’insegna della massima banalità “ Sono felice di aver rinnovato il contratto con Jota Sport.” Per fortuna la conversazione migliora con il passare dei minuti “ Negli ultimi due anni, abbiamo ottenuto insieme tanti risultati, l’ambiente, qui allo Jota, è fantastico, anche con Simon e Giedo c’è molto feeling, ho rinnovato perché sento che nel 2016 possiamo finalmente raggiungere l’obiettivo pieno, che sarebbe  vincere il titolo per il team e per noi. Tutti noi siamo migliorati lavorando insieme, ora manca solo il campionato.”

 

Intervista al Campione del Mondo . Roman Rusinov

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Da quando il nuovo Campionato del Mondo Endurance è rinato sotto l’egida della FIA, il neo campione del mondo della categoria LMP2, Roman Rusinov ha bigiato solo la prima uscita, a Sebring nel 2012, da allora è salito sul podio 17 volte in LMP2 e fra queste, per 12 volte ha ottenuto la vittoria. Un record paragonabile solo a quello del ferrarista Gimmi Bruni che però ha segnato i suoi record a bordo di una sola vettura, la 458 Italia, mentre il sovietico ha utilizzato una Oreca 03, una Morgan e una Ligier JS P2.

Il punto più alto della sua stagione di debutto nel WEC è stato in Gran Bretagna con un terzo posto, messo a segno assieme ai compagni Nelson Panciatici e Pierre Ragues a bordo della Oreca 03 Nissan del Team Signatech. L’equipaggio franco-russo ha sfiorato il podio a Le Mans e al termine del campionato la squadra si è piazzata al sesto posto nella graduatoria dei team.

E’ nel 2013 che si concretizza il passaggio ad un team russo, il G-Drive. I compagni sono l’australiano John Martin e il britannico Mike Conway, ma la vettura rimane una Oreca 03. In Brasile segna la prima delle sue dodici vittorie con una prestazione perfetta di tutto l’equipaggio, una vittoria flag to flag. Medesimo copione anche nella prima gara disputata in Texas sul Circuito delle Americhe ed in Cina, a Shanghai. Purtroppo la vittoria in Bahrain non è suffragata da una prestazione  onorevole durante le prove. Al termine, la G-Drive numero # 26 conquista la terza posizione nel Trofeo Endurance FIA classe LM P2.

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Si potrebbe parafrasare, anno nuovo macchina nuova, perché è durante la stagione 2014 che il team sostituisce in corso d’opera la vetusta Morgan con una fiammante Ligier JS P2. Nel frattempo sono stati sostituiti anche  entrambi i compagni di abitacolo, Olivier Pla e Julien Canal hanno soppiantato Conway e Martin. La stagione ha un inizio arrembante con due vittorie consecutive, Silverstone e Spa, ma ancora Le Mans è una delusione, arriva solamente una quarta posizione finale, nonostante la pole. Vittorie numero tre e quattro fra Giappone e Cina, tuttavia le speranze di lottare per il titolo sfumano ben presto fra prestazioni non all’altezza ed una incidente di gara al primo giro in Brasile.

Il Team G-Drive raddoppia gli sforzi nella stagione 2015 con una seconda Ligier, ma per Olivier Pla è venuto il momento di tentare strade più ambiziose e viene sostituito dal forte pilota britannico Sam Bird. Poteva sembrare una stagione facile, dopo la prima vittoria in stagione, nella gara inaugurale di Silverstone, invece non è stato così. Prima di risalire sul podio alto alla Ligier numero #26 hanno dovuto aspettare fino alla gara settembrina del Texas, da lì in poi un susseguirsi di risultati positivi ha portato alla conquista del titolo mondiale per il 2015 in LMP2. Vittoria in Giappone e Bahrain secondo posto in Cina.

Con un invidiabile record del 55 % di podi nelle sue partecipazioni WEC ed un 39% per quanto riguarda le vittorie, il Delegato Media della FIA, Jeff Carter, lo ha intervistato chiedendo con quali aspettative affronta la nuova stagione alle porte.

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Car #26 / G-DRIVE RACING (RUS) / Ligier JS P2 – Nissan / Roman Rusinov (RUS) / Julien Canal (FRA) / Sam Bird (GBR) – FIA WEC 6 hours of COTA at Circuit Of The Americas – Austin – United States

J.C. Qual è il suo ricordo della prima vittoria a Silverstone nel 2012 ?

R.R. Il 2012 è stato un anno molto tribolato per tutto il team, abbiamo avuto molti problemi meccanici e quella vittoria è stata una buona boccata di ossigeno. In realtà direi che quell’anno è stato un periodo di apprendistato  per capire al meglio cosa fare e cosa non fare nell’ approccio al Campionato del Mondo. Penso che il mio vero campionato sia iniziato nel 2013 con G-Drive assieme a Mike e John.

J.C. In 31 competizioni, Lei è salito sul podio ben diciassette volte, delle quali dodici sono vittorie. Quale Le ha dato maggior soddisfazione?

R.R. E’ un folle sentimento difficile da spiegare, ma sicuramente è molto bello stare in piedi sul gradino più alto del podio ad ascoltare l’inno russo. Il miglior feeling che ricordo è nel 2013 con la nostra prima vittoria in Brasile, ma anche al COTA quest’anno quando è iniziata la rimonta. Il momento più difficile è stato lo scorso anno quando abbiamo iniziato ad usare la Ligier, all’inizio avevamo molti problemi di affidabilità anche se abbiamo segnato sette pole in otto gare, ma queste non portano punti per il campionato. Però poi la squadra è rimasta unita ed ha continuato a lavorare duramente, il grande risultato è figlio della prestazione delle persone che gestiscono e lavorano per G-Drive.

J.C. Negli ultimi quattro anni siete finiti sul podio di Le Mans, ma non avete mai vinto la più grande corsa endurance del mondo. Quanto è frustrante per Lei non aver mai vinto  alla Sarthe?

R.R. La 24 H di Le Mans è l’obiettivo finale. E’ facile da dire ma così difficile da fare, anche se tutto è perfetto, non si ha la garanzia che si possa vincere. Nel 2016 mi piacerebbe fare la gara senza problemi, poi vedremo dove saremo. Posso dire che, da parte mia, la preparazione alla LM del prossimo anno è iniziata il giorno dopo che è terminata quella dello scorso anno.

J.C. Lei è un pilota russo in una squadra russa, ora è anche Campione del Mondo, questo aiuterà a sviluppare maggiormente l’Endurance nella sua nazione?

R.R. G-Drive Racing è diventata un’icona in Russia, siamo la squadra migliore della nostra categoria di tutto il pianeta. Cos’altro serve per migliorare l’immagine del nostro sport.

J.C. Lei ha corso con tre diverse vetture, qual è la sua preferita?

R.R. E’ difficile da stabilire, con tutte e tre ho avuto momenti indimenticabili della mia carriera. L’Oreca ricordo, era un auto molto veloce, la Morgan era piacevole da guidare sotto la pioggia, ma non riesco a paragonare la Ligier a qualsiasi altra cosa, è una macchina fantastica, ha tantissimo carico aerodinamico, non vorresti mai scendere. Dai primi test in Spagna con la vettura ancora in carbonio grezzo,fino al Bahrain dove abbiamo vinto il  Campionato, ricordo ogni singolo miglio che ho percorso, resterà sempre nel mio cuore. Quando la guidi ti senti partecipe di un progetto vincente, senti che sei parte di una grande avventura umana. Ed è in questi momenti che amo guidare nel WEC.

J.C. Nella gara in Bahrain, avevate un tale vantaggio sulla numero #47 del KCMG che non c’era la necessità di vincere la gara per raggiungere il titolo. Quali erano le sensazioni all’interno del team ? Avevate deciso prima di puntare alla vittoria ?

R.R. L’intenzione quando sali in macchina è quella di vincere, tuttavia nel briefing pre gara ci siamo detti di non rischiare nulla, almeno nelle prime due ore. Ma poi in pista, emerge la vera indole di noi piloti è vogliamo sempre vincere, finire con una vittoria ci sembrava la miglior cosa, insomma uno stile G-Drive. Voglio ringraziare tutti i meccanici e ogni componente del Team per questa grande avventura.

J.C. Quali sono i suoi obiettivi per il 2016 ?

R.R. Il mio obiettivo principale era quello di rinnovare con Jacques Nicolet, abbiamo avuto due anni fantastici, ma purtroppo gli affari sono affari e quando Oak racing ha firmato per Tequila Patron, mi sono dovuto dare da fare in altra maniera. Al momento sulla mia macchina c’è un sedile libero, ma stiamo lavorando duramente con Vey, ho un nuovo contratto e vogliamo essere ancora più forti. Dopo l’ultima gara ho passato un momento veramente difficile, ma come si dice, è proprio quando si lavora duro che poi i risultati arrivano. Stiamo impegnandoci per il terzo pilota e vorrei un nome che possa diventare una star dell’endurance, come lo sono diventati Mike Conway, Olivier Pla e Sam Bird, al momento sono molto felice, non sono mai stato in una fase così avanzata di un progetto come ora. Voglio essere fra i nomi da battere nel 2016. Annunceremo le nostre novità molto presto.

Intervista raccolta da Jeff Carter  photo  Fia/Adrenal Media

 

 

I piloti Ford nel WEC

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Si delineano i programmi Ford GT, due vetture correranno nel campionato americano IMSA WSC e due nel campionato mondiale WEC, le due squadre si intersecheranno a giugno nella famosa 24 Ore di Le Mans, dove Ford vuole celebrare il cinquantesimo anniversario della celeberrima tripletta del 1966.

Il Team Ganassi ha annunciato la line-up dei piloti per il Mondiale che sono, Marino Franchitti, Stefan Mucke, Andy Priaulx e Olivier Pla. Per il campionato IMSA Weather Tech i piloti scelti sono Richard Westbrook, Dirk Muller, Joey Hand e Ryan Briscoe, Mucke è confermato di supporto per la prossima Rolex 24 di fine mese.

2016 World Endurance Championship. Banbury, England Ford GT Launch.  5th January 2016. Photo: Drew Gibson.

2016 World Endurance Championship.
Banbury, England
Ford GT Launch.
5th January 2016.
Photo: Drew Gibson.

Chip Ganassi si è presentato oggi nel quartier generale della Ford nel Regno Unito per la presentazione dei piloti WEC “ Sono entusiasta di essere qui con voi, con gli stessi criteri usati per scegliere i nostri piloti per il campionato WeatherTech S.C. abbiamo operato le nostre scelte anche per quanto riguarda il campionato del mondo, sono tutti piloti dal grande cuore, possiedono una grande velocità in pista e sono di provata esperienza per quanto riguarda le gare di durata. Il nostro sarà un Team globale per una lotta globale in entrambi i campionati, non vedo l’ora di iniziare.”

Il direttore di Ford Performance, Dave Pericak, dal canto suo ha ribadito “ Corriamo per vincere, non potremo commettere errori.  Per competere a questi livelli, occorre la macchina migliore , guidata dai piloti migliori, assumendo Marino, Stefan, Andy e Olivier siamo convinti di aver scelto i migliori.”

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Il britannico Marino Franchitti è uno specialista di corse endurance ed ha al suo attivo non meno di cinque partecipazioni alla Le Mans, il connazionale Andy Priaulx è un triplo campione di vetture turismo e vanta una vittoria nelle difficilissima 24 Ore del Nurburgring. Il francese Olivier Pla è giovane ma ha al suo attivo una grande esperienza costruita negli ultimi anni di partecipazione alle competizioni ad alto livello, il tedesco Stefan Mucke ha molte vittorie WEC al suo arco e sa cosa serve per vincere in questo tipo di competizioni.

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Howard Chappell, sarà il coordinatore della squadra ed ha al suo attivo tre vittorie a Le Mans “ Non c’è nulla di comparabile al mondo con la 24 Ore di Le Mans, ed è per questo che ha questo terribile fascino, tutto nella squadra deve essere perfetto, ed anche allora devi avere un pizzico di fortuna per riuscire a tagliare il traguardo per primo. La Ford GT è stata costruita per fare questo e tutti nel team siamo consapevoli dell’impegno che dovremo mettere per vincere la competizione più dura al mondo. “

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Mucke sarà al volante della vettura già da venerdì per i test collettivi sull’ovale di Daytona, dove salirà sulla vettura numero #67 al fianco di Ryan Briscoe e Richard Westbrook, in preparzione della gara di 24 ore prevista per il prossimo 30-31 gennaio . “ Le Mans è una gara molto speciale per ogni pilota, far parte di questa squadra riempie di orgoglio, sappiamo tutti cosa rappresenta Le Mans per Ford. In passato ho solo sfiorato la vittoria e mi auguro con Ford di riuscire a sfatare questo mio tabù.”

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Se ogni pilota sogna di poter partecipare alla 24 Ore di Le Mans , il fascino accresce quando il pilota in questione è di nazionalità francese, come Olivier Pla “ E’ un grande onore per me rappresentare Ford sui tracciati del Mondiale e soprattutto a Le Mans, Ford Gt è una vettura speciale, guidarla in quella occasione sarà una grande emozione.”

Marino Franchitti fa parte del Team di Chip Ganassi da tempo, nel 2014 ha vinto la 12 Ore di Sebring, riportando alla vittoria il nome Ford dopo 45 anni sull’asfalto dell’Hendricks Field “ Ford ed i suoi Partner hanno fatto un lavoro meraviglioso sulla GT, la vettura è facile da guidare pur essendo molto prestazionale, ci sarà da divertirsi. Sono orgoglioso di far parte di questo progetto, il binomio Ford –Le Mans fa parte della storia, sul quel circuito hanno scritto pagine leggendarie.”

“ Nulla è paragonabile all’immagine iconica delle vecchie GT 40 e sono orgoglioso di poter dare il mio contributo al ritorno della Ford nelle corse del Campionato del Mondo. Sono pronto e non vedo l’ora di cominciare .” dice Priaulx visibilmente su di giri.

La nuova Ford Gt rappresenta la massima espressione della tecnologia di Ford Performance , monta un motore V6 biturbo con tecnologia EcoBoost, il più potente motore che adotta queste soluzioni.

 

Photo Ford Performance