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Piquet Jr a Le Mans con Rebellion Racing

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Il team Rebellion Racing è molto attivo sul fronte degli ingaggi dei figli di ex Campioni del Mondo di formula 1, dopo Nicolas Prost è la volta di Nelsinho Piquet Jr, ingaggiato per la prossima 24 Ore di Le Mans. Per consentire al giovane virgulto un apprezzabile minutaggio di esperienza al volante della scorbutica vettura svizzera, oltre ai test del Prologo sul circuito provenzale di Le Castellet, in calendario per il 25 26 marzo, il brasiliano è stato di fatto iscritto anche alle prime due gare del campionato, la 6 Ore di Silverstone e la 6 ore di Spa-Francorchamps. Dividerà l’abitacolo della R-One/AER  numero # 12 già di Prost e Heidfeld.

Nelson Piquet Jr, è nato in Germania poco più di 30 anni fa ed ha un discreto passato da formulista, è stato campione britannico di F3 nel 2004, si è messo in luce nei campionati A1GP e in GP2, dove si è aggiudicato la Runner-up nel 2006, ha corso senza brillare in Formula 1 per il Team Renault fra il 2008 e il 2009, e dopo il brutto pasticcio dell’incidente, trasferì armi e bagagli nella NASCAR, dove è diventato il primo pilota brasiliano a vincere per il livello superiore. E’ campione in carica di Formula E.  Dispone quindi di un solido background per la lotta ravvicinata nei duelli in pista, ma saprà rimanere pilota efficace anche all’interno di un angusto abitacolo con quello di un moderno prototipo LMP1?

Se analizziamo i suoi risultati quando ha guidato con un tetto sulla testa, risultiamo favorevoli all’ingaggio, nel 2006 ha partecipato alla 24 ore di Le Mans ed è giunto al quarto posto di categoria e nel medesimo anno si è tolto la soddisfazione di una vittoria di classe GT1 alla Mil Milhas in Brasile.

Scontate le sue dichiarazioni sull’ingaggio “ Sono entusiasta di ritornare a le Mans, è una gara che mi è rimasta nel cuore ed una fra le più leggendarie al mondo, farlo con un Team così professionale come il Rebellion, accresce il mio desiderio di sedermi al volante. Dividere l’abitacolo con Nick e Nico non sarà un problema, credo mi troverò molto bene con loro.”

photo Rebellio Racing

 

 

Un team messicano nel WEC

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La tappa del mondiale endurance in Messico produce i suoi primi effetti, il team RGR Sports by Morand, ha annunciato la propria partecipazione al WEC 2016 nella classe LMP2 affidando la vettura ai piloti Bruno Senna, Ricardo Gonzales e Filipe Albuquerque, sarà l’unica squadra messicana a partecipare.

Le responsabilità di Gonzales vanno oltre il volante, dopo essersi fatto un nome vincendo la 24 Ore di Le Mans e il Campionato del Mondo LMP2 nel 2013, da quest’anno diventerà team owner/ pilota della Morand Ligier JSP2 / Nissan / Dunlop numero #43.

Per concretizzare la sua crociata e diventare nuovamente Campione del Mondo, ha scelto due compagni di abitacolo fortemente motivati e di provata esperienza, Senna ritornerà nelle file del WEC dopo la sua partecipazione del 2014, ma dovrà integrare con il suo impegno nella Formula E quale pilota ufficiale per il Team McLaren. Albuquerque dal canto suo, sarà il top driver della compagine, ha al suo attivo una 24 Ore di Daytona e due Le Mans. Il pilota Audi si manterrà in allenamento guidando anche nel Tequila Patron North American Endurance Cup.

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E’ incarico del proprietario/pilota spiegare le scelte che hanno portato a questa decisione “ Quando la FIA ha confermato l’inserimento del Gran Premio del Messico, ho capito che quella che al momento era solo una idea, avrebbe potuto concretizzarsi, sono molto felice di essere in grado di annunciare la nascita del team messicano. Voglio ringraziare Benoit Morand e Jacques Nicolet  di Onroac Automotive per aver reso possibile questa opportunità. Con l’esperienza di Bruno e Filipe, la velocità provata della JS P2, non ho dubbi che potremo batterci per il titolo mondiale. Sono estremamente orgoglioso di portare i colori del Messico e la nostra bandiera sulla vettura, sulle piste di tutto il mondo. Speriamo di arrivare spesso sul podio così da rendere fiero di noi tutto il nostro popolo.”

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Bruno Senna si dichiara felice di questa sua nuova partecipazione alle gare endurance, convinto che le qualità della vettura unita all’esperienza dei compagni di squadra possa permette ottimi risultati fin dalla prima prova a Silverstone.

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Anche Filipe si dimostra entusiasta “ Con tutte le conoscenze di questa incredibile squadra, penso che lotteremo sempre per la vittoria, su questo non ho dubbi, sono molto felice della opportunità di guidare nel Campionato del Mondo Endurance. Non vedo l’ora di guidare la Ligier, sarà la mia prima volta alla guida di una LMP2 chiusa.”

Il team manager Benoit Morand chiude la presentazione della squadra ringraziando i partner che hanno permesso l’inizio di questa nuova avventura “ Per me sarà un onore poter guidare una squadra che dispone di queste provate esperienze, un grazie particolare a tutta Onroak Automotive per i suggerimenti e non solo, che ci hanno fornito, senza di loro questo progetto non avrebbe potuto decollare, Duka Gervalla, io e tutto il team Morand lavoreremo con la dedizione necessaria affinchè i risultati in pista possano arrivare il prima possibile. Voglio essere in lotta per la vittoria ovunque nel mondo.”

Photo RGR by Morand

Richard Lietz , il nuovo numero uno

Porsche Team Manthey:  Richard Lietz

Porsche Team Manthey: Richard Lietz

Il 21 novembre 2015 è una data che rimarrà impressa negli annali Porsche come memorabile, al termine della 6 Ore del Bahrain, ultima gara del Campionato del Mondo Endurance, sono stati quattro i Trofei mondiali che hanno preso la strada della Germania. Fra i piloti che non dimenticheranno così presto, c’è Richard Lietz.

Non appena il miglior  pilota Le Mans GTE PRO del WEC 2015 è sceso dalla sua Porsche 911 RSR,  è stato circondato di suoi meccanici che gli hanno rasato un bel numero 1 fra la sua chioma nera.

“ Anche se dovrò molte spiegazioni quando tornerò a casa, non potevo dire di no, i ragazzi si sono voluti divertire. Questo titolo è la nostra ricompensa per non aver mai mollato durante tutta la stagione, anche quando ci sono state battute d’arresto, anche quando, come a Le Mans, eravamo così indietro che nessuno ci teneva in considerazione per il campionato. Abbiamo sempre creduto nelle nostre possibilità e il modo in cui abbiamo rimontato durante la seconda parte della stagione è stato grandioso. Ci si può riuscire solo con una squadra come questa.”

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Non è stato un percorso facile, solo al Nurburgring, pista di casa del suo team, il Manthey, Richard ha dato la svolta nella classifica più combattuta, raggiungendo la testa con una vittoria ben meritata. Nel Trofeo Piloti PRO, ha dovuto assaggiare la determinazione degli equipaggi Ferrari di AF Corse, mentre il duo Bruni Vilander arrancava fra mille problemi, i giovani Rigon e Calado , acquisita esperienza, davano sfoggio di estrema concretezza accumulando punti su punti.

Lietz, austriaco di Ybbsitz, nella regione del Mostviertal, nella Bassa Austria, è, se mi passate il termine, nipote d’arte, già il nonno correva con una Porsche 550 nelle gare in salita, ha sviluppato le sue doti di guida in molteplici discipline dai percorsi da rally fino alle gare su pista, dal 2007 divenne Pilota Ufficiale. Grazie alla sua velocità e all’estrema costanza di rendimento, si è imposto in svariate serie agonistiche.

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Dopo aver sbalordito nei primi anni di Carrera Cup e Supercup, il sogno custodito per anni, diventa realtà, Porsche ripone fiducia in lui e lo piazza sulla GT2, Richard ripaga la fiducia e vince la classe GT2 a Le Mans e ottiene la vittoria assoluta al International GT Open. Con i risultati aumentano anche le aspettative di chi ti circonda, ma il giovane Lietz si ricarica con le arrampicate in solitario fra i boschi della sua regione e non ha mai perso il contatto con la realtà, è in costante miglioramento e non solo dal punto di vista sportivo.

Il suo compagno, Michael Christensen, team mate delle tre vittorie di questa stagione dichiara, “ Richard è il miglior amico e compagno di squadra che si possa desiderare.”

Porsche Team Manthey

Porsche Team Manthey

Agli osservatori esterni, può apparire freddo e calmo, ma quando le cose non vanno secondo i piani, può anche diventare molto emotivo. Non è sicuramente una persona che sfugge al confronto, e si assume le sue responsabilità, non necessariamente a proprio vantaggio, ma soprattutto nell’interesse della situazione. Questo lo rende il perfetto giocatore di squadra “  Solo quando l’ambiente è favorevole , ognuno può dare il meglio per contribuire al successo, il Team Manthey ne è l’esempio perfetto. Con questi ragazzi si può davvero arrivare dove si vuole, ciascuno di loro sa cosa deve fare. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra.”

Il dottor Frank-Steffen Walliser, Direttore di Porsche Motorsport, si esprime così nei suoi confronti “ Ha enormi doti di concretezza, il suo è un pensiero analitico e non si sofferma mai solo nel lavoro della pitlane, riesce a trasmettere grande familiarità anche all’interno del team. Quando i nostri piloti vogliono ottimizzare qualcosa all’interno della squadra, di solito è Richard a venire da me e a consigliare come riuscirci.”

Essendo uscito dai monomarca Porsche, è un esempio per molti giovani ragazzi che si identificano in lui, per esempio, il danese Christensen di sette anni più giovane che quest’anno ha diviso con Richard l’abitacolo della RSR “ Grazie alla sua grande esperienza, sa cosa serve per avere successo. Capisce come convincere i ragazzi ad andare avanti uniti e lavorare in una unica direzione, è affascinante osservarlo all’opera. Da quando mi trasferii a Vienna , due anni fa, mi è stato molto vicino, mi ha dato utili consigli per trovare casa, è divertente uscire con Richard. Trascorriamo piacevoli momenti insieme.”

Poiché Michel era stato inserito anche nei programmi Porsche per il Tudor United SpotsCar Championchip, non ha potuto essere sempre disponibile per le date WEC, quindi al termine le loro posizioni di classifica non coincidevano e Lietz ha vinto in solitario il Titolo Piloti “ Questo è il mio Titolo di maggior prestigio, ma sento di doverlo condividere con Christensen anche se le statistiche non lo dichiarano, in fin dei conti quando abbiamo vinto eravamo insieme.”

Nonostante tutte le vittorie accumulate in carriera la sua filosofia è racchiuse in queste parole “ Sedermi al volante di una Porsche e sapere che sto rappresentando in pista un marchio così ricco di storia, è sempre stato il mio obiettivo.”

 

Photo  Porsche Motorsport  /  6-12-24 stefanoiori

SMP Racing sul tetto del mondo

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Fra le dune del Bahrain, la Ferrari 458 Italia del Team russo SMP Racing ha conquistato il Campionato del Mondo nella classe GTE Am del Campionato FIA Endurance,l’equipaggio composto da Victor Shaytar, Alexey Basov e Andrea Bertolini è arrivato nel piccolo regno sul Golfo con un vantaggio di 19 punti sul secondo in classifica, i ragazzi hanno controllato la situazione senza strafare ed al termine con un onorevole quinto posto si sono aggiudicati il Titolo.

In questi otto mesi di gare, SMP ha sempre dominato la classe, per la prima volta nella storia, un team russo ha vinto la celebre 24 ore di Le Mans, ha marcato due vittorie, Austin e  Nurburgring, su otto appuntamenti è salito sul podio sette volte.

Tuttavia  nella girandola di risultati fino al termine della competizione, la Ferrari 458 Italia numero # 83 iscritta da AF Corse avrebbe potuto insidiare Bertolini e compagni, ma una sapiente strategia ha permesso di raggiungere il bottino pieno.

Al termine, Sergey Zlobin, Direttore Sportivo del Team ha dichiarato “ In questa categoria, disponiamo del miglior equipaggio misto platino, argento e  bronzo, non era il caso di voler strafare e la strategia imponeva di controllare la corsa per giungere al termine vittoriosi in campionato. Così avevamo preparato, così è successo. Era importante non assumerci rischi inutili. Voglio rimaracre che per il secondo annoi consecutivo la squadra SMP Racing vince un titolo nel WEC.”

Nella gara finale in Bahrain ha corso anche il nostro prototipo  LMP2 costruito in collaborazione con la BR Engineering con alla guida  Mikhail Aleshin, Nicolas Minassian e David Markozova.  In questa stagione , la BR 01 ha corso nel campionato europeo ELMS dove ha segnato ben tre podi su quattro partecipazioni, la nostra vettura non è seconda a nessuno, ha dichiarato il responsabile del progetto, ha dimostrato grande velocità , maneggevolezza e affidabilità. Con questi presupposti affronteremo la nuova stagione 2016 con un atteggiamento molto positivo.

 

Photo FIA WEC / Adrenal Media

La TS040 verso il tramonto

Toyota Hybrid Racing World Endurance Championship. 6 Hours of Bahrain. 12th-15th November 2014. Bahrain International Circuit, Bahrain.

Toyota Hybrid Racing
World Endurance Championship. 6 Hours of Bahrain. 12th-15th November 2014. Bahrain International Circuit, Bahrain.

Una similitudine casuale ricade sulla Sei Ore del Bahrain di sabato 21 di novembre   come la luce del deserto che si attenua giro dopo giro per sfumare nella luce dei riflettori, il lustro della Toyota TS 040 hybrid sta oscurandosi nei libri di storia. Il prototipo da 1000 cavalli con le sue quattro ruote motrici abbandonerà dopo l’ultima competizione dell’anno, quel numero 1 conquistato a suon di risultati nella stagione 2014 del FIA WEC.

La fase finale sarà anche l’occasione per salutare il campione austriaco Alex Wurz che ha annunciato il suo ritiro dopo il Bahrain, per l’ultima volta sarà alla guida della TS 040 numero # 2 con i compagni Stéphane Sarrazin e Mike Conway. Sulla vettura gemella il trio, Anthony Davidson, Sébastian Buemi e  Kazuki Nakajima.

Alexander Wurz (AUT)  Le Mans 24 Hours 8th-14th June 2015. Circuit de la Sarthe, Le Mans, France.

Alexander Wurz (AUT)
Le Mans 24 Hours
8th-14th June 2015. Circuit de la Sarthe, Le Mans, France.

Nelle quattro stagioni spese nel team, Alex è stato fondamentale per lo sviluppo tecnico della vettura, ha contribuito a costruire quel clima di serenità all’interno della squadra che è una delle doti necessarie per raggiungere i grandi obiettivi. Ha partecipato per Toyota a 27 gare WEC vincendone cinque con un totale di undici podi complessivi. Alex ritorna sul circuito dove ha vinto per l’ultima volta lo scorso anno conquistando quel merito che lo pone al pari di Buemi e Davidson fra i vincitori migliori in assoluto con cinque vittorie per il Team Toyota, nelle gare WEC.

Considerati i risultati della stagione in corso, risulta poco probabile pensare che per la TS 040, la prossima gara del Bahrain possa essere terreno di conquista, quindi, a maggior ragione il rammarico della squadra è grande, fra le dune del B.I.C. Toyota aveva vinto due volte su tre partecipazioni.

Sabato sera, quando la bandiera a scacchi sventolerà sul vincitore della gara, pilota e macchina  si avvieranno insieme nei libri di storia.

Commosse le parole del Presidente di Toyota Motorsport, Toshio Sato,  “ Vorrei ringraziare il nostro pilota Alex Wurz per l’apporto che ha portato al programma WEC, il suo input tecnico , la sua motivazione e la sua grande professionalità sono stati inestimabili per noi. E’ triste pensare che qualcosa stia per spegnersi, ma nella nostra factory di Colonia il lavoro sulla nuova macchina sta progredendo veloce anche grazie al lavoro di Alex. Abbiamo passato momenti fantastici insieme, ma spesso ogni fine segna il passaggio verso un nuovo inizio, e così sarà anche questa volta. Mi auguro che questa ultima gara possa essere un buon risultato per Alex, so che tutto il team sta lavorando duramente per raggiungere questo obiettivo.”

“ L’ultima gara è arrivata molto più velocemente di quanto mi aspettassi, torno volentieri in Bahrain, e non solo perché ritrovo il mio ristorante preferito, mi piace questo paese ed ho buoni ricordi qui. Non posso pensare che le prestazioni di Audi e di Porsche possano cambiare proprio nell’ultima gara quando sono in ballo alcuni Titoli, ma io arrivo come sempre in modalità Full Attack.”

Photo Toyota Gazoo Team

Dal foglio al Mondiale , la 919 Hybrid step by step

Performance und Effizienz: Ein V4-Zylindermotor mit Benzin-Direkteinspritzung, Turboaufladung und Abgasenergie-Rückgewinnungssystem für den Porsche 919 Hybrid. Performance and efficiency: the four-cylinder petrol V engine of the Porsche 919 Hybrid features direct injection, turbocharging and an energy recovery system for the exhaust gases.

Performance und Effizienz: Ein V4-Zylindermotor mit Benzin-Direkteinspritzung, Turboaufladung und Abgasenergie-Rückgewinnungssystem für den Porsche 919 Hybrid.
Performance and efficiency: the four-cylinder petrol V engine of the Porsche 919 Hybrid features direct injection, turbocharging and an energy recovery system for the exhaust gases.

Lo spirito non si può misurare, non si può vedere, ma è indubbio che viene percepito in ogni metro, in ogni centesimo di secondo guadagnato in pista per arrivare primi alla bandiera a scacchi. E’ composto dalle lacrime di gioia per le vittorie e da quelle amare della sconfitta, è costruito nel rispetto della tradizione ed è ispirazione per il futuro.

Questi ingredienti fanno parte del patrimonio di Porsche da sempre, nonostante il lungo palmares di vittorie, possiamo considerare il Team Porsche come esordiente nel nuovo Campionato Mondiale Endurance voluto dalla FIA, in quanto portatore sano di una tecnologia innovativa per le corse.

Dopo solo due anni di partecipazione, la giovane squadra di Weissach conquista il Titolo Costruttori ed una doppia vittoria nella gara simbolo del Campionato la 24 Ore di Le Mans.

Tutto si evolve anche in una cabala di numeri, sapientemente miscelati nelle stanze di Stoccarda, 917 era la sigla del primo prototipo ad aver vinto la classifica assoluta nella classica francese, 918 è la sigla della più veloce vettura stradale sulla Nordschleife, 919 Hybrid è il nome della nuova vettura che in tempi rapidissimi è riuscita ad imporsi sui circuiti di tutto il mondo raggiungendo un Titolo che a Porsche mancava dal 1986.

La 919 è stata creata da zero, evitando di prendere spunti dalla concorrenza.

Il sistema ibrido, unisce la tecnologia turbo del downsizing, già impiegata nell’utilizzo stradale, ad un efficiente sistema di iniezione diretta in un motore 4 cilindri a benzina da 2 litri utilizzando una batteria agli ioni di litio di nuova concezione per accumulare l’energia da due sistemi di recupero, l’energia in frenata dall’asse anteriore e di scarico.

Il recupero dell’energia dai gas di scarico è unico nel WEC e consente alla 919 di generare energia elettrica anche in fase di accelerazione, fornendo al sistema una potenza di quasi 1000 cv.

Nel Centro Ricerca e Sviluppo di Weissach, il Dipartimento Motorsport, occupa uno spazio a ridosso della pista di prova, all’interno ci sono il centro di studio della LMP1, l’officina dalla quale escono le vetture ed un sofisticato simulatore di guida.

A fine 2011 inizia il reclutamento, nell’isola che non c’è  si ritrovano in cinque, Fritz Enzinger incluso. Infatti quella struttura dedicata viene costruita nei primi mesi del 2012, quando anche si annunciano i primi due piloti del programma, Romain Dumas e Timo Bernhard.

Il dodici giugno del 2013 il primo prototipo della 919H prende la strada della pista di Weissach con  alla guida Timo Bernhard. Il resto dell’anno viene speso in giro per il mondo a testare le vetture su ogni tipo di tracciato, nulla è lasciato al caso, per esempio vengono provati 1.053 volte i pit stop. Il Team cresce fino a 230 unità, viene nominato Alexander Hitzinger come Direttore Tecnico e Andreas Seidl diventa il Direttore del Team. Notizie dall’abitacolo, alla guida vengono confermati Neel Jani, Brendon Hartley, Marc Lieb e la superstar ex Formula 1, Mark Webber.

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Poco prima della presentazione della vettura alla stampa, che avviene al Salone dell’Automobile di Ginevra nel marzo 2014, vengono resi noti gli accoppiamenti fra i piloti, Bernhard /Hartley/Webber e Lieb/Jani/Dumas.

Nella gara del debutto, la Sei Ore di Silverstone, l’equipaggio di punta Hartley/Webber/Bernhard conquista un lusinghiero podio arrivando terzi .Alla seconda, sul circuito di Spa-Francorchamps le soddisfazioni arrivano dalla vettura gemella, Jani/Lieb ottengono la pole position.

La Le Mans del 2014 è sicuramente una gara travagliata per entrambe le vetture, Marc Lieb taglia il traguardo in undicesima posizione quando, due ore prima era al quarto posto. A causa di un problema al cambio, ha dovuto fermarsi al box per una lunga riparazione, nel frattempo Webber, che navigava in seconda posizione, causa un guasto al motore è stato costretto al ritiro. Verso la fine della corsa la vettura 20 era stata lungamente in testa prima del ritiro.

Al Fuji, in ottobre , finalmente la 919 ottiene il miglior tempo sul giro con Webber al volante, un mese dopo in Bahrain entrambi gli equipaggi vanno a podio, Dumas, Jani e Lieb si piazzano secondi davanti ai compagni Bernhard, Webber e Hartley. Il 25 di novembre esce la notizia bomba, nella gara di Spa e in quella di Le Mans , le 919 H saranno tre per ogni circuito, per la terza vettura è stato ingaggiato il tedesco Nico Hulkenberg.

Ultima gara della stagione a San Paolo, sul Carlos Pace la Porsche 919 Hybrid vince la prima gara in carriera con Dumas, Jani e Lieb. Marc Webber con la seconda vettura subisce un pericoloso incidente, fortunatamente ne esce senza gravi conseguenze.

In dicembre dello scorso anno si svolge il roll-out della versione evo con Marc Lieb al volante, luogo deputato, la pista di casa, al riparo da occhi indiscreti.

La nuova stagione prende inizio a Parigi, dove vengono presentati i due piloti per la terza vettura, quelli che affiancheranno Hulkenberg, che sono Earl Bamber e Nick Tandy.

Il ritmo delle novità diventa frenetico, al Paul Ricard, durante lo svolgimento del prologo al Campionato FIA WEC vengono rivelate le tre livree con le quali le 919 si presenteranno alle verifiche in Place de la  Republique. Spicca la rossa in ricordo della 917 vincitrice nel 1970.

A Silverstone per la prima di Campionato. Le due Porsche sono la prima fila con Hartley, Webber e Bernhard in pole che però subiranno un guasto che li costringerà al ritiro. La vettura gemella di Dumas, Jani e Lieb si piazza al secondo gradino del podio.

A Spa per la prima volta, scendono in pista le tre vetture ed occupano le prime tre posizioni in griglia, la pole è sempre appannaggio di Hartley, Webber e Bernhard.In gara giungeranno terzi dietro l’altra 919H, quella di Dumas, Jani e Lieb. La vettura esordiente chiude sesta in classifica generale.

Porsche Team, Le Mans 2015

Porsche Team, Le Mans 2015

Tre, due, uno, green flag. E venne il tempo di Le Mans. I test si svolgono in condizioni meteo avverse, la pioggia mantiene il tracciato sempre umido. Un fattore, questo, che  non scoraggia lo svizzero Neel Jani che ferma il crono su 3:16,887 min. il record imbattuto da sette anni crolla sotto la forza della 919 H. Un buon auspicio per la gara.

Domenica ore 15.00, Nico Hulkenberg taglia il traguardo di Le Mans in prima posizione, Bernhard, Webber e Hartley la trasformano in doppietta. La diciassettesima vittoria nella classica della Sarthe è in bacheca. Dopo tre gare con i punti doppi di Le Mans, Porsche è passata alla testa della classifica Mondiale dei Costruttori.

Il Team arriva alla gara di casa, sul circuito del Nurburgring, con la consapevolezza del favore nel pronostico, un nuovo pacchetto aerodinamico consente alla 919 H una deportanza maggiore. Al termine una nuova doppietta, Bernhard, Webber e Hartley sono ancora i protagonisti indiscussi.

Ormai nessuno riesce a contrastare gli alfieri Porsche che replicano nella trasferta americana sul circuito di Austin. Dumas, Jani e Lieb partiti in pole, si devono accontentare della quinta posizione per un problema elettronico, intanto le classifiche ringraziano.

In condizioni meteo avverse, in condizioni di manifesta superiorità, Porsche si prende il lusso di decidere che la doppietta del Fuji debba agevolare l’equipaggio in testa al Campionato, così una strategica inversione fa vincere Bernhard, Webber e Hartley che in questo modo conducono anche il Trofeo Piloti LMP1 con un solo punto di vantaggio sulla concorrenza.

In Cina una gara flag to flag per i vincitori che consolidano il primato sull’equipaggio Audi, ma anche l’ennesima doppietta. Nelle qualifiche dell’anno, nessun’altra vettura eccetto la 919H, ha ottenuto la prima fila. Con una gara di anticipo, Porsche vince il Trofeo Mondiale dei Costruttori.

A consuntivo, il bilancio della Porsche 919 Hybrid dopo 15 gare è di undici pole position, sei vittorie, quattro giri veloci in gara e un Campionato Mondiale.

Il riassunto dei Titoli Costruttori vinti da Porsche nell’ex Sports Car World Championship è il seguente : 1964 , 1969 , 1970 , 1971 , 1976 , 1978 , 1979 , 1982 ,

1983 , 1984 , 1985 , 1986.

Nell’ultima gara della stagione, si deciderà fra le varie, anche  il Campionato Mondiale dei Piloti, attualmente il trio Bernhard, Webber, Hartley conducono la classifica con 155 punti sul trio Audi Fassler, Tréluyér, Lotterer che somma 143 punti.

Photo Porsche Motorsport

Rebellion Racing LMP1 Private , quarto Trofeo consecutivo

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Ci sono frasi che diventano patrimonio comune e spiegano un concetto chiaro , semplice, in un taac “…ti piace vincere facile eh …“ è vero, la squadra svizzera Rebellion Racing, all’inizio della stagione aveva affrontato un rinnovamento tecnico importante e necessario, sostituendo l’unità motore passando dalla giapponese Toyota alla inglese AER, andando incontro ad un teorema buio, ma è anche chiaramente evidente che hanno scelto di correre in una categoria dove la concorrenza è pari a zero.

Giustamente non è colpa loro se la concorrenza è nulla, magari la responsabilità è di un regolamento tecnico che concede l’esistenza ad una classe che di fatto, ha un solo competitor, seppure con due vetture. Poi venne Bykolles, ma il risultato è simile.

Per tornare alla cronaca, con i punti racimolati dalla Rebellion #12 nella gara di Shanghai, penultimo round del Campionato Mondiale Endurance, il Team elvetico si aggiudica per la quarta volta in quattro anni successivi, il Trofeo per vetture LMP1 Private, in concreto per vetture non ibride.

La squadra ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissa all’inizio stagione, incluso il dominio in una gara non certo facile come la 24 H di Le Mans. Le vittorie diventano la giusta ricompensa per il lavoro duro operato da tutte le componenti.

Nonostante l’apparenza, la gara della R-One numero #12, non è stata esente da complicazioni, nei minuti finali della gara, Mathias Beche, si è schiantato contro le barriere ad alta velocità.

In quel momento solo la traiettoria si stava asciugando, la vettura ha riportato danni sia sulla parte anteriore che sulla parte posteriore della carrozzeria, fortunatamente Mathias è riuscito a rientrare ai box ed i meccanici sono stati bravissimi a fare la riparazione in tempo utile per rispedirlo in pista e guadagnare la settima posizione in classifica generale .

Visibilmente soddisfatto, a fine gara ha dichiarato “ Non sono solito fare errori, ma oggi ne ho commesso uno che poteva risultare gravissimo. Fortunatamente i ragazzi della Engeneering sono stati meravigliosi e per questo li ringrazio tutti. La gara si è sempre svolta in condizioni di guida molto difficile, ma sono felice che al termine abbiamo potuto ottenere i punti necessari per la conquista del Titolo.”

Anche il Team Manager, Bart Hayden, ha parole per l’impresa compiuta dal Team “ E’ stata una giornata di emozioni contrastanti, da un lato abbiamo ottenuto i punti necessari per la conquista del titolo, dall’altro  non siamo riusciti a concludere la gara con entrambe le vetture. Se vogliamo considerare gli aspetti positivi del week end, abbiamo raggiunto un chilometraggio significativo nel complesso delle tempo speso in pista ed entrambe le vetture avevano un buon passo sia sull’asciutto che in condizioni da bagnato. Il giovane Tuscher ha fatto il suo debutto come pilota più giovane nella storia del WEC ed ha dimostrato le sue capacità di guida dall’abitacolo di una vettura LMP1 non certamente facile da guidare. Voglio ringraziare tutti i meccanici del Team, abbiamo dato a loro una mole di lavoro extra con le collisioni in pista e se la sono cavata egregiamente. Ora andiamo in Bahrain e il target della corsa sarà quello di portare la seconda vettura al secondo posto nel campionato.”

 

Photo  FIA WEC /Adrenal Media

 

Lietz consolida la classifica GTE PRO

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Mentre dalla Germania rimbalzano le notizie di una possibile chiusura del programma Porsche GTE PRO del Team Manthey, domenica scorsa sullo Shanghai International Circuit, la 911 RSR guidata da Richard Lietz e Michael Christensen, hanno  segnato la loro terza vittoria in stagione.

Un podio completato dalla terza posizione della vettura gemella, quella con alla guida Frédéric Makowieki e Patrick Pilet. Lietz consolida la sua posizione in testa alla classifica del Trofeo Piloti GT mentre il danese Christensen si piazza alle spalle del compagno proteggendo le spalle, seppure con un minimo distacco dagli alfieri delle due Ferrari di AF Corse.

Un soddisfatto Richard Lietz, dopo il podio descrive così la sua gara “ Abbiamo fatto una  scelta precisa, dopo tutta quella pioggia, di sostituire con pneumatici slick al momento giusto. Poteva sembrare un azzardo, ma si è rivelata la decisione corretta. Non era facile guidare in quelle condizioni ma Michael ha guidato con molta consapevolezza ed alla fine vincere partendo dalla quinta posizione in griglia è fantastico per tutti.”

Nonostante la pioggia battente all’inizio della gara, i piloti delle 911 hanno approfittato della grande trazione che la posizione del motore di queste vetture è in grado di offrire e si sono destreggiati con caparbietà per tutta la gara, anche quando il tracciato consentiva di avere una striscia asciutta.

Soddisfatto della prestazione di tutta la squadra, Marco Ujhasi, supervisore del progetto GT “ Il lavoro meticoloso che abbiamo svolto durante le sessioni di prove libere alla fine ha dato i suoi frutti, le condizioni di gara sono state dfficili ma non abbiamo commesso errori. Per la classifica tutto può accadere, il circuito del Bahrain non è favorevole alle nostre caratteristiche, ma faremo del nostro meglio.”

L’altro alfiere del Team, il francese Makowieki, da ottimo combattente quale egli è, focalizza la prossima gara in funzione del titolo “ Appena dopo lo start si è verificato un problema sulla nostra gomma anteriore, abbiamo regolato le pressioni con più attenzione ed al termine il secondo posto ci è sfuggito di nulla, ma con la terza posizione il bottino di punti è stato sufficiente per farci fare un bel balzo in avanti nella classifica del Trofeo a squadre. Sono molto fiducioso per la gara di chiusura del Campionato.”

photo Porsche Motorsport

 

Porsche vince il Titolo Mondiale Costruttori 2015

Car #17 / PORSCHE TEAM (DEU) / Porsche 919 Hybrid Hybrid  / Timo Bernhard (DEU) / Mark Webber (AUS) / Brendon Hartley (NZL) Start of The Race- 6 Hours of Shanghai at Shanghai International Circuit - Shanghai - China Start of The Race- 6 Hours of Shanghai at Shanghai International Circuit - Shanghai - China

Car #17 / PORSCHE TEAM (DEU) / Porsche 919 Hybrid Hybrid / Timo Bernhard (DEU) / Mark Webber (AUS) / Brendon Hartley (NZL) Start of The Race- 6 Hours of Shanghai at Shanghai International Circuit – Shanghai – China Start of The Race- 6 Hours of Shanghai at Shanghai International Circuit – Shanghai – China

Mark Webber, Timo Bernhard e Brendon Hartley con la vittoria della penultima gara del Campionato Mondiale Endurance,a Shanghai,  aumentano il loro vantaggio in classifica e regalano a Porsche il Trofeo Costruttori.

La categoria LMP2 per la prima volta in stagione viene vinta dalla Alpine Signatech di Tom Dillmann, Nelson Panciatici e Paul Loup Chatin. In seconda posizione i leader della classifica piloti, Sam Bird, Julien Canal e Roman Rusinov , equipaggio della Ligier Nissan numero # 26 del G-Drive Racing.

Rebellion racing vince la categoria con la vettura numero # 12 nonostante l’incidente e la fermata ai box.

La Porsche 911 RSR numero #91 del Team Manthey vince la classe LM GTE PRO e mette il suo pilota Richard Lietz in pole position per la vittoria del Titolo Piloti. Sarò gara bollente per la categoria nell’ultima sei ore in Bahrain il 21 Novembre.

AF Corse celebra la prima vittoria in LM GTE Am della Ferrari 458 Italia di Francois Perrodo, Rui Aguas e  Emmanuel Collard.

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A Stoccarda vedono il Titolo Costruttori

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Grande ostilità dentro l’abitacolo della Porsche 919 Hybrid numero#17. Toccherà al tedesco Timo Bernhard fare da paciere fra i due litiganti, in serata si svolgerà nel Regno Unito la Finale del Campionato del Mondo di Rugby e vedrà coinvolte le nazionali australiana da un lato e neozelandese dall’altro.

Scaramucce scherzose ma non troppo fra Mark Webber e Brendon Hartley, grandi tifosi delle rispettive Nazionali, poi quando alle quattro della mattina , ora italiana, scenderà il drappo verde sulla gara  cinese, saranno pronti entrambi, da ottimi professionisti quali sono, ad unire gli intenti per provare a conquistare la quarta vittoria consecutiva nello score del Campionato Mondiale Endurance.

C’è grande euforia nell’ambiente, dice Webber “ Avere di nuovo le due vetture Porsche 919 H sulla prima fila dello schieramento è fantastico, con Brendon abbiamo dato il massimo e la lotta con l’altra vettura è sempre stata corretta. Tuttavia le qualifiche hanno un format previsto per lo show, la gara sarà domani e fra le altre cose alle quali prestare attenzione, c’è la pioggia.”

Brendon ammette un errore al primo giro “ Appena entrato in pista ho commesso subito un errore, per fortuna non è stato determinante ai fini della classifica, il team ha fatto un lavoro magnifico e se disponiamo di una vettura più veloce di quattro secondi al giro rispetto alla passata stagione è merito loro. Riusciamo ad essere veloci fin da subito e questo, su un circuito particolarmente abrasivo come questo, è stato un vantaggio.”

Grazie ad un margine di vantaggio di 54 punti sull’Audi nella Classifica Costruttori, Porsche con una vittoria, potrebbe garantirsi l’aggiudicazione del Trofeo. Sarebbe il tredicesimo Titolo Costruttori o Marche per il brand Porsche.

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Fritz Enzinger, Vice Presidente del Programma LMP1, rimane concentrato “ Questa è potenzialmente la nostra doppietta più importante, con una combinazione di risultati, domenica sera, potremmo essere i nuovi Campioni del Mondo, voglio ringraziare tutto il Team per il loro grande impegno. Ora dobbiamo rimanere concentrati e forse ritorneremo a casa con un buon risultato per raggiungere il nostro obiettivo.”

photo John Rourke Adrenal Media / Porsche Factory