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Nick Tandy in pole a Daytona

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La nuova Porsche GT3 R ha debuttato alla Rolex 24 con il botto, ha segnato il miglior giro della categoria GTD nelle qualifiche,  con la numero #73 del Park Place Porsche / Jet Edge Team. Nelle mani di Norbert Siedler ha girato in 2.04,798.

I primi commenti del pilota al termine delle qualifiche “ In condizioni di pista bagnata come oggi, chiunque desidera sempre di avere una Porsche da guidare, la vettura ama le condizioni difficili, nella squadra siamo tutti molto felici per questo risultato ottenuto con una vettura al debutto.”

Al secondo posto un’altra debuttante, mai in 54 anni di Rolex 24  a Daytona, si era vista una Lamborghini in pista. La Huracan  numero #28 del Konrad Motorsport, girando a 2.06,556 si è aggiudicata la seconda posizione di classe. Alla guida era Marc Basseng. Al terzo posto di graduatoria un’altra Porsche GT3 R, la numero #22 del Team Meteo Tech con alla guida il pilota Leo Keen.

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA 20, Chevrolet, ORECA FLM09, PC, Marc Drumwright, Johnny Mowlem, Tomy Drissi ©2016, F. Peirce Williams LAT Photo USA

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA
20, Chevrolet, ORECA FLM09, PC, Marc Drumwright, Johnny Mowlem, Tomy Drissi
©2016, F. Peirce Williams
LAT Photo USA

Johnny  Mowlem sulla Oreca FLM09 numero # 20 del bar1/Motorsport Zoolander ha segnato per il suo secondo anno consecutivo la pole del Prototype Challenge. Divide la  vettura con il veterano NASCAR, Brendan Gaughan. “ Le condizioni di oggi erano veramente indecenti, la vettura sui banking scivolava da tutte le parti, il team ha fatto un sacco di prove e in queste condizioni potremmo anche fare dei tripli stint di guida nella notte. Se sarà asciutto potrebbe essere più complicato, vedremo come si comporteranno le gomme posteriori.”

StephenSimpson con al sua #85 del JDC-Miller Motorsport si è infilato fra le due Oreca del team bar1, ha segnato un  2.07, 413  che gli è valso il secondo posto in classifica. Terza l’altra vettura del bar1 con Ryan Eversley alla guida.

27-29 January,28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA 73, Porsche, GT3 R, GTD, Patrick Lindsey, Matthew McMurry, Jorg Bergmeister, Norbert Siedler ©2016, F. Peirce Williams LAT Photo USA

27-29 January,28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA
73, Porsche, GT3 R, GTD, Patrick Lindsey, Matthew McMurry, Jorg Bergmeister, Norbert Siedler
©2016, F. Peirce Williams
LAT Photo USA

Nick Tandy in coppia con il campione IMSA di categoria GTLM sulla nuova Porsche 911 del Team ufficiale North America si è aggiudicato la pole della Rolex 24. Il tempo segnato da Nick è stato 2.01, 408. Continua il bel momento dei due ragazzi Porsche che negli ultimi dodici mesi hanno messo in bacheca, l’uno la 24 Ore di Le Mans, l’altro il campionato Tudor USCC di categoria.

“ La fine della sessione è stata molto interessante “ dice Tandy “ dopo la bandiera rossa, quando siamo ripartiti, avevamo solo il tempo per un giro lanciato, ma l’idea pazza del Team era quella di un risultato uno-due, abbiamo rischiato molto, le condizioni meteo erano disastrose, ma ci siamo riusciti. Siamo tutti molto felici.”

Fred Mako sulla Porsche numero #912 ha completato la prima fila con un tempo di 2.02, 364.

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John Edwards ha portato in terza posizione nella classe GTLM la nuova BMW M6 del Team RLL,fresca di debutto.

 

 

 

 

Juanita ” Lightnin ” Epton , una vita per il D.I.S.

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Da quando un piccolo spazio televisivo per sentenziare sull’aria fritta non si nega a nessuno, schiere di sapientoni dell’ultimo minuto, hanno spiegato che la parola d’ordine per il futuro, nel mondo del lavoro, sarà cambiamento. Per ritrovare lo spirito competitivo, per sentirsi cucita addosso la voglia di produrre, che cosa in particolare non è dato sapere, ma tanto basta per riempire i palinsesti, per spendere fiumi di parole che circumnavigando i nostri pensieri, rendono più grevi le nostre malinconie e più ingarbugliate le nostre decisioni.

Se non crediamo a tutta questa faciloneria a basso costo, ci può essere d’aiuto pensare che ancora esistono figure, ma diventano sempre più rare, non fosse altro per l’età anagrafica, che hanno dedicato una vita intera al piacere di prestare la propria opera al servizio di una singola azienda, di più, si sono scelti la loro icona, l’hanno inseguita, raggiunta e coccolata per sempre.

Nel caso del Daytona International Speedway, la persona è senza dubbio Juanita “Lightnin” Epton, arzilla 95enne, l’impiegata con lo stato di servizio più prolungato nella storia dello Speedway.

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Recentemente l’impianto della Florida è stato aggiornato per reggere l’impatto con il futuro, e quando sabato la bandiera verde darà il via alla 50° edizione della gara di 24 ore, la sua dipendente più devota, Juanita, sarà fra le poche al mondo che potrà descrivere quella lontana prima edizione, Lei c’era.

“ Ricordo che fu una giornata emozionante, alcuni si erano messi il vestito della domenica, altri semplicemente, indossavano blue jeans, e allora non era così comune come oggi, il biglietti per quella prima gara costavano 8$, 10 $ e 15$, ci furono comunque circa 40.000 tifosi presenti. Fu un grande spettacolo ed una giornata felice per tutti.”

Lightnin, è originaria di Grenada, Mississippi, un piccolo villaggio 700 miglia a nord-ovest di Daytona che nel 1920 conta ben 3.402 anime. Il suo futuro marito, Joe Epton, originario della Carolina del Sud, lavora in città presso la JA Jones Construction Company, una ditta specializzata in lavori per il Ministero della Difesa. A quel tempo Juanita lavorava  presso l’ufficio dello sceriffo in città, il quale , sicuramente doveva essere anche un buontempone, in quando a tempo perso, per gli amici, si dilettava come assistente di Cupido.

“Più volte mi parlò di questo suo amico, giovane e bello. Per un po’ di tempo rifiutai, mi sentivo una donna indipendente e con una carriera davanti, ma poi il destino ci mise lo zampino e ci incontrammo una sera alla pista di pattinaggio. Eravamo due sudisti estroversi ed entrambi affrontavamo la vita con impeto, lo sceriffo aveva visto lontano. Ci sposammo a casa di un pastore di Greenville, Carolina del Sud.”

Con il passare degli anni Joe , divenne capace di costruirsi una carriera nel motor sport, strinse amicizia con il famoso promoter Joe LittleJohn che organizzava eventi in tutto il Sud degli Stati Uniti e presto inizio a lavorare per lui in una moltitudine di ruoli differenti, fra i quali quello decisivo di segna punteggio.

Più tardi, quando Epton conobbe il grande Bill France, lo fece in un periodo nel quale, Bill stava organizzando il suo sogno in grande sul circuito di Daytona ed aveva proprio la necessità di una persona che conoscesse l’ambiente e conoscesse il lavoro dello segna punti. Divenne capo del servizio timer della NASCAR nel 1947 e girò in tutto il paese seguendo i campionati vedendo molte più corse di chiunque altro.

Quando venne il  momento di rinnovare lo Speeedway nel 1958, Joe e Juanita si trasferirono a Daytona, con le competenze da carpentiere che aveva, Joe contribuì alle nuove costruzioni e non solo come consulente mentre Lightnin entrò in ufficio assieme alla moglie di Bill. A quel tempo la palazzina degli uffici era sistemata lungo la strada che conduceva al circuito.

La pista venne costruita in una zona altamente paludosa, gli operai dovevano lottare contro la fauna selvatica e proteggersi dai numerosi serpenti a sonagli che popolavano la zona, i mucchi di sporcizia si accumulavano fuori da quello che sarebbe diventato il Daytona International Speedway. Per Juanita il ricordo più frequente ripensando a quegli anni è l’immagine di un miracolo che sorge dalla acque della palude.

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La pista ha certamente avuto un impatto vigoroso sulla cittadina così come era allora “ Volevo essere considerata una cittadina , quindi abitavamo a 15 minuti dal circuito e le case erano pochissime , rispetto a quello che è diventata oggi la città di Daytona,nel corso dei decenni, il circuito sicuramente ha cambiato la vita di queste persone.”

Le sue parole nascono dall’esperienza diretta di collaborazione con la famiglia France fin dalla nascita della NASCAR “ Loro hanno fatto un ottimo lavoro e sicuramente meritano tutto quello che hanno, oggi se Bill Jr non deve svolgere mansioni umili lo deve a questo gruppo meraviglioso di persone che hanno lavorato duramente per ottenere la realizzazione dei loro sogni. L’ambiente di lavoro era basato sul massimo rispetto, facendo particolare attenzione per i valori della famiglia e delle relazioni personali. Mr France era solito definirci , l’esercito di Annie perché effettivamente lavoravamo insieme con molta intensità.”

“ Non dimenticherò mai quello che Bill Jr mi disse una volta “ Sei proprio come la mamma, se lei dice qualcosa, tu sei come la sua memoria”

Lei è la memoria storica del circuito, nei suoi 57 anni passati con Daytona ha visto molti cambiamenti “ Quando vendevamo i biglietti, avevamo un grande libro mastro dove annotavamo ogni cosa per ogni sedile, il nome del tifoso e il suo indirizzo. C’era un grande cartone con disegnata la tribuna e ogni volta che vendevamo un biglietto segnavamo che quel posto non era più disponibile, a volte abbiamo avuto grandi problemi, per qualche ragione ci si dimenticava di segnare la vendita di un biglietto e subito nasceva una grande confusione, ora non più, queste cose sono controllate dai computers, ma allora facevamo tutto a mano.”

“ Quando con la Signora France si cominciò a parlare di queste attrezzature, ricordo che mi disse, “ Non mi dispiace il progresso, so che non posso fermarlo, ma voglio che tu ricordi di non perdere mai il contatto con la gente. La nostra gente sono la priorità non vogliamo che diventino un numero.” Ho l’impressione che Lei tenesse veramente a questo, infatti per noi, le persone sono sempre state molto importanti. Penso che la chiave del successo, qui al Daytona International Speedway, sia stata proprio questa.”

Dopo queste parole non sorprende che la parte più importante del suo lavoro siano stati i rapporti umani “ La gente viene alla mia finestra e chiede se possono farsi una foto assieme a me, se possono stringermi la mano, io non ho mai rifiutato. Sono queste le persone che vogliamo che ritornino da noi, quelle con la passione dentro. Se a loro non interessasse, non avrebbero il piacere di ricordare. Quando si perde la possibilità di capire quanto sono importanti le persone e le relazioni, si perde tutto.”

Pur avendo 95 anni e vivendo sola, Juanita è piena di forza e di vigore, ogni giorno si reca al lavoro in ufficio.

“ L’altro giorno mentre stavo uscendo mi sono messa a piangere, avrei dovuto iniziare le vacanze, ma così facendo avrei perso le persone con le quali lavoro,  il contatto con i clienti da aiutare, così sono tornata due settimane prima. Ogni giorno è una nuova esperienza, vivo la mia vita così intensamente che voglio godere di ogni momento possibile, sono stata così fortunata a lavorare con delle persone buone.”

“ Ho sempre sentito come un dovere, essere qui, quando le grandi gare arrivano a Daytona, so che ho molto lavoro da fare, io sono un grande fan delle corse, ma se ne voglio vedere una, andrò in un altro circuito.”

La veterana ha dei consigli per i tifosi che non sono mai stati allo Speedway “ Avrete la più bella esperienza della vostra vita, vedrete le persone più belle e generose del mondo e in più la pista veramente unica nel suo genere.”

L’ultimo progetto da 400 milioni di dollari per la ristrutturazione è stato chiamato con il nome di Rising, e ancora Lightnin riesce ad affascinarsi per questo “ La città dovrebbe essere grata per il progetto Daytona Rising perché non ci sarà in tutto il mondo qualcosa di simile a quello che sta per nascere qui.”

“ Bill Sr una volta, tanti anni fa, mi disse che avrei potuto lavorare qui finchè ne avessi avuto la voglia e io quella offerta, me la sono presa tutta.”

Il calore e la gentilezza che Juanita è riuscita a trasmettere attraverso la sua finestra della biglietteria, per oltre cinque decenni, ha sicuramente mostrato alle generazioni di spettatori che l’hanno conosciuta, quel carattere famigliare che ha caratterizzato la pista di Daytona.

photo copyright Daytona International Speedway

 

 

 

 

I nuovi motori Mazda a benzina per i prototipi

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La squadra Mazda ha equipaggiato le sue vetture per il nuovo campionato IMSA WeatherTech S.C.2016,con il nuovo motore a benzina chiamato MZ–2.0 T, prima di avvicinarsi ai test collettivi di inizio gennaio, l’unità motrice aveva già collezionato oltre 4.000 miglia di test, durante l’anno passato.

Il nuovo motore a quattro cilindri, costituisce una evoluzione del precedente MZR-R di progettazione Advanced Engine Research LTD in collaborazione con MAZDA che già conoscevamo in quanto era oggetto in uso sulle piste fin dal 2006,la descrizione delle caratteristiche è tutta nella sigla, dove MZ sta per Mazda, 2.0 fa riferimento alla capacità di due litri e T è il cenno all’uso del turbocompressore.

Oltre allo sviluppo della nuova unità dedicata all’endurance, le due compagnie sono al lavoro anche  sul vecchio tipo, lo MZR-R, in quanto alimenta l’intero parco macchine Indy- Light.

John Doonan, responsabile del Reparto Mazda Motorsport nel Nord America squarcia il velo sulle strategie nel settore dei motori “ In tre anni di stock-block, avevamo acquisito una buona conoscenza sul motore diesel, ma il cambio dei regolamenti per il 2017, ci ha convinti che per raggiungere più facilmente i nostri obiettivi a lungo termine, quindi lottare per i titoli ed i campionati, fosse più idoneo costruire un nuovo motore a benzina. La nostra squadra non ha goduto di festività, il lavoro per lo sviluppo ha richiesto enormi sacrifici a tutti i componenti del team, noi amiamo correre e con i risultati che abbiamo ottenuto, siamo fiduciosi nel farlo, il nuovo motore non è solo veloce, ma è anche molto affidabile.”

L’ingegnere Marcus Shen entra meglio nel dettaglio “ Il nostro nuovo motore a benzina ad iniezione diretta, oltre ad una grande potenza disponibile sul pedale dell’acceleratore, è anche molto parco nei consumi di carburante, produce circa 285 CV per litro ed è una stima migliore di  quella di altri motori della categoria. Questa potenza ci ha indicato una nuova direzione di sviluppo anche per quanto riguarda altre aree di lavoro della vettura, per esempio l’aerodinamica, andando più veloci, il corpo produce più downforce e il telaio lavora meglio, quindi non solo più potenza ma anche miglioramenti concreti nella performance collettiva.”

Queste opinioni teoriche del progettista sono state verificate sulla pista durante i recenti test a Daytona chiamati,  Roar before the 24, Jonathan Bomarito, uno dei piloti ingaggiati racconta così “ Questo nuovo motore ha una guidabilità eccellente, la potenza esce facile con ogni marcia e a qualsiasi regime di rotazione. La mancanza di turbo lag è impressionante e la coppia in basso è consistente. Questo significa che quando affronteremo icircuit dove saremo costretti a variare per le caratteristiche della pista, i nostri ingranaggi del cambio, potremo sempre disporre di una buona quantità di potenza.

Per il Campionato IMSA, Mazda schiererà due vetture, una con il numero # 55, a disposizione di Jonathan Bomarito e Tristan Nunez, e la numero # 70 per i piloti Joel Miller e Tom Long. In occasione della Rolex 24, in aiuto, arriveranno Spenser Pigot sulla # 55 e Ben Devlin sulla # 70.

photo IMSA

Subentro forzato sulla Porsche Frikadelli

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Con grande sorpresa il team tedesco Frikadelli Racing aggiunge alla line-up prevista per la Rolex 24, la beniamina del pubblico tedesco, Sabine Schmitz, prenderà il posto del pilota americano Connor de Philippi. “ Avevo degli impegni che sembravano insormontabili, invece con una po’ di buona volontà siamo riusciti a creare l’incastro perfetto e posso ora correre nella classica della Florida. Spero che Connor non sia troppo deluso per questa estromissione, lui conosce la pista e avrebbe potuto fare un buon lavoro per il team.”

Gli fa eco Klaus Abbelen, titolare del Team “ Sabine è come se fosse di casa da noi, siamo assolutamente entusiasti che abbia trovato il modo per essere con noi in questa avventura americana. “

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Frikadelli Racing e Sabine stanno per cacciarsi nella bocca del leone, se per quanto riguarda il Team, la tre giorni di prove è stata un utile apprendistato, per la Schmitz sarà come essere nel paese delle meraviglie, proiettata nell’abitacolo di una bestia da 500 Cv come la GT3-R e nel bel mezzo di un mucchio di scatenati piloti che salgono e scendono fra i banking di Daytona.

Abbelen è al momento più che soddisfatto della sua prima esperienza americana sul tracciato della Florida “ Siamo sempre stati fra P3 o P6 della nostra categoria e costantemente la miglio Porsche GT3-R in pista, per essere dei novellini, sono molto soddisfatto, questo grazie soprattutto a Porsche che ci ha consegnato una vettura perfettamente a punto. Se riusciremo a non commettere errori in gara potremo anche ottenere un bel risultato anche se la GTD è una categoria molto competitiva.”

Fin qui tutto bene, un normale avvicendamento fra piloti, situazioni che accadono molto di frequente, ma per noi spettatori un po’ distratti, chi è questa Signora della velocità’

Sabine  “ SpeedBee “ Schmitz è una donna pilota che si è permessa di vincere due volte la 24 Ore del Nurburgring, sulla Nordschleife è considerata la Regina. Punto. Frikadelli Racing fra gli appassionati che sfidano le brume dei boschi europei per seguire il campionato endurance VLN è un team culto. Sabine è letteralmente cresciuta sul vecchio anello nord, si dice che abbia percorso più di 30.000 volte il giro di pista. Dopo le apparizioni sui network inglesi, Sabine è  conosciuta anche da un pubblico più vasto, da anni ormai corre con il soprannome di  polpetta più veloce del mondo, dal gergale inglese per frikadelle. Oltretutto questo soprannome e collegato anche alla vettura, in quanto sui parafanghi della Porsche sono illustrati i prodotti del main sponsor, Abbelen appunto, che risulta essere uno fra i migliori produttori di Frikadellen ed altre succose prelibatezze. Questa allegoria comunque non deve distrarre dalla professionalità del Team che nel 2010 si è installato in un moderno  locale atto a contenere anche un proprio banco prova motori. Riescono a   preparare contemporaneamente fino a cinque vetture, quando giunge il momento, le auto vengono sparate  fra le curve della Nordschleife per una prova  su pista, sempre più attendibile dei test in laboratorio.

Frikadelli racing è stato un dei primi Team ai quali Porsche ha affidato la nuova 911 GT3 R.

Photo Frikadelli Racing

 

Terminati i test a Daytona

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La tre giorni di test si è conclusa, ora tutti dovrebbero essere pronti per la prima alla scala della velocità, il catino di Daytona, l’appuntamento è per il fine settimana del 30-31 gennaio. Alcuni saranno meno pronti di altri, la Ferrari 488 GTE di RISI non è arrivata in tempo utile e il team non ha girato.

Luis Felipe “ Pipo ” Derani, con la sua Ligier Js P2 del Tequila Patron ESM, ha staccato il tempo migliore di tutti, 1.39,249 che corrisponde a 129.130 miglia all’ora, ed ha meravigliato l’intero paddock. Il giovane brasiliano ha battuto di un soffio la vettura gemella di Ozz Negri del Michael Shank Racing Curb/Agajanian che aveva dominato in lungo e in largo per tre giorni. Saranno certamente brillati gli occhi al costruttore francese, Jacques Nicolet. Incredulo il Pipo quando ha visto la tabella dei tempi “ Io davvero non mi aspettavo di essere in cima alla lista, è la prima volta che corro negli Stati Uniti e Daytona è un posto speciale, pieno di storia, sono veramente felice.”

Il miglior tempo della categoria GTLM risale a venerdì ed è associato alla BMW M6 GT3 del team BMW ufficiale RLL, subito dietro si sono confermate le vecchie Corvette C7-R dimostrando che ancora per il momento l’affidabilità ha la meglio sulle nuove vetture, Ford GT in testa.

La nuova Porsche 911 GT3-R di Leh Keen ha dato  il ritmo alla categoria GTD con 1.47,852 , mentre fra i piccoli prototipi Oreca  si è imposto il miglior tempo di Jack Hawksworth a bordo della numero # 8 Starworks Motorsport con 1.42,118.

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SMP Racing in partnership con AF Corse, hanno portato al debutto americano la bellissima vettura progettata dall’ing. Paolo Catone, la BR01. La vettura è vecchia di un anno avendo debuttato nello scorso campionato mondiale FIA WEC e giungendo sesta alla classica della Sarthe, alla seconda esibizione in pista.

Nicolas Minassian e stato la voce del gruppo “ Fra prove e gara stiamo imparando a conoscere la macchina solo ora, e questa, è stata la nostra prima uscita con gli pneumatici Continental, quindi ci siamo concentrati sul lavoro di ricerca del set-up migliore, la gara è sempre molto lunga, ma la squadra ha lavorato bene e siamo pronti per dare il massimo. Siamo un team affiatato e anche se nella nostra testa vogliamo sempre vincere, ora possiamo affrontare questa nuova sfida con maggiore consapevolezza. L’auto è piacevole da guidare ed ha dimostrato una buona velocità anche a serbatoi pieni, abbiamo usato il medesimo telaio che avevamo in Bahrain per l’ultima gara del WEC, ma ovviamente con una configurazione aerodinamica diversa, al momento siamo solo un po’ a corto di coppia. Non siamo solo qui per fare numero.”

photo IMSA / SMP Racing

Felicità è una Ferrari 488 GTE nuova

Canadian Tire Motorsport Park (Mospor), Ontario Canada July 10-12 2015

Dal quartier generale di Houston, sede di RISI Competizione, giunge la conferma dei piloti impegnati nel nuovo campionato WeatherTech S.C. Giancarlo Fisichella ottiene una meritata conferma e viene affiancato dal cavallo di ritorno Toni Vilander. Per la Twice Around the Clock come viene affettuosamente chiamata la Rolex 24 di Daytona, ai due, si aggiungeranno Davide Rigon e Olivier Beretta. La vettura è la nuovissima Ferrari 488 GTE.

La scorsa stagione per il romano in coppia con il tedesco Kaffer è stata tribolata, la 458 di Risi ha sofferto il fine carriera, se aggiungiamo alcuni comportamenti al limite della scorrettezza di qualche concorrente, possiamo giustificare un palmares di risultati non eccellente. La coppia ha totalizzato cinque podi di classe GTLM,  Sebring 3°, Long Beach 2°, Road America 3°, VIR 3° e COTA 2°, oltre a tre risultati nella top five,  Laguna Seca 4°, Watkins Glen 5° e  Petit Le Mans 5°.

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Per il finlandese Toni Vilander si tratta di un ritorno a casa dopo l’impegno nello scorso campionato WEC assieme al ferrarista Gimmi Bruni, assieme hanno conquistato un meritato secondo posto nella classifica mondiale piloti Gran Turismo. Toni  aveva  assistito la coppia Fisichella/Kaffer la scorsa Petit LM giungendo quinto in una gara accorciata dalla pioggia battente.

Soddisfatto il vecchio Leone, Giuseppe Risi “ Ora che la Ferrari ha deciso come suddividere i loro piloti ufficiali, siamo lieti di accogliere nuovamente Giancarlo e Toni con Noi per tutta la durata del Campionato. Anche se la nuova 488 GTE non è ancora disponibile, abbiamo inviato un piccolo team alle prove collettive per rimanere in contatto con la pista, attendiamo fiduciosi le notizie da Michelotto per la nuova vettura da schierare.”

Photo RISI Competizione

 

 

Vilander con Risi Competizione alla Petit Le Mans

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Fra le montagne, nel Nord della Georgia, un iconico circuito automobilistico, accoglie fin dal 1998 una gara chiamata Petit Le Mans, quell’anno venne vinta dal Team Risi Competizione che orgogliosamente schierava una barchetta Ferrari 333 SP con alla guida Wayne Taylor, Eric van de Poele ed Emmanuel Collard.

Nel periodo 1998-2005,oltre alla PLM sul circuito di Road Atlanta, si corse pure una gara sprint denominata Gran Prix di Atlanta, fra le due, sono ben 24 le partecipazioni del Team di Giuseppe Risi che sono in pochissimi casi ha mancato l’appuntamento.

Quest’anno la consueta coppia di piloti della Ferrari numero # 62, Fisichella e Kaffer, verranno affiancati per la gara di sabato dal finlandese Toni Vilander. Ognuno di loro ha ottenuto almeno  una vittoria in una precedente edizione.

Lo score del Team nella gara della Georgia, oltre alle tre vittorie già citate, include dieci piazzamenti a podio e sei partenze dalla pole position, quest’anno la # 62 è ancora a secco di vittorie fino ad oggi, con questo passato alle spalle tutti i ragazzi sperano nella opportunità che avranno a questo giro di ruota.

Fra i polti della Ferrari di Risi, Pierre Kaffer è il pilota con il miglior risultato qui a Road Atlanta, vanta due vittorie, 2009 e 2011,  un podio nel 2004 , il tutto in sole cinque partecipazioni. Nel 2011 Giancarlo Fisichella marca la sua vittoria assieme a Kaffer e Gimmi  Bruni. Toni Vilander ha la sua vittoria nel 2012 e vanta un podio nel 2010, sempre in compagnia di Bruni. Nel 2012 quando correva sulla Extreme Speed Motorsport segnò anche la pole position.

“ Sono felice di avere la possibilità di correre nel campionato TUDOR e ancora con il Team Risi Competizione, conosco Giancarlo molto bene e so che non avremo problemi, con Pierre non ho mai corso ma conosco la sua professionalità. Sono passato prendere le impronte del sedile e penso che faremo una buona gara, non credo alle possibilità per il campionato ma cercheremo di portare a casa più punti possibile. Mi piace il circuito di Road Atlanta . E’ bello essere di nuovo con Risi.”

photo 6-12-24 / stefanoiori

 

Tutto è pronto ad Austin per il Lone Star Le Mans

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Mancano solo due gare al termine del Campionato Tudor IMSA Uscc, e tutte e quattro le classi non hanno ancora definito il vincitore del 2015, quindi da sabato 19, sul circuito di Austin dove è in programma la Lone Star Le Mans, occhi bene aperti.

Sul filo di lana la classifica della classe regina, quella dei Prototipi, due Corvette DP sono in testa , la numero #90 Visit Florida è in testa, seguita dalla numero #5 del team Action Express ad una sola lunghezza di distanza. Un altro punto e troviamo al terzo posto della graduatoria la vettura numero #31, sempre una Corvette DP ma quella del team Whelen Engineering/ Team Fox.

Tutti i piloti coinvolti nella bagarre  dimostrano nelle dichiarazioni di amare questo tipo di situazione così combattiva anche se preferirebbero aver già chiusi i giochi, il campionato si concluderà il 3 ottobre con lo svolgimento della Petit Le Mans.

Colin Braun e Jon Bennett con la loro Oreca FLM09 del team Autosport Flex-Box sono i leader temporanei della classe PC Challenge con un leggero margine di cinque punti sui secondi classificati. “ Con la vittoria a Mosport abbiamo solidificato la nostra posizione e ci piacerebbe bissare il successo in campionato dello scorso anno, ma tutte le gare portano gli stessi punti e anche se mancano solo due appuntamenti dobbiamo lavorare sodo, gli avversari non ci daranno tregua.”

Nonostante le tre gare vinte, Mike Guash e Tom Kimber-Smith seduti dentro al loro numero #52 PR1-Mathiasen Motorsport Cuttwood , occupano la seconda posizione in classifica con 248 punti.

Per tentare il recupero dalla terza posizione,  Starworks Motorsport schiererà ad Austin anche una seconda vettura per Renger van der Zande ed un co-pilota ancora da definire.

Photo IMSA Tudor

Podio per RISI Competizione

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Il Team Risi Competizione era giunto sul circuito della Virginia con il ricordo della bella vittoria dello scorso anno, quando Giancarlo Fisichella riuscì ad imporsi sulla Porsche in testa alla gara fino a quel momento, con un sorpasso mozzafiato proprio all’ultima curva dell’ultimo giro. Non solo, anche l’anno precedente Il Team aveva beneficiato di una grande vittoria sempre nella gara al Virginia International Race Track ed è risaputo come le memorie dolci siano incancellabili dalla mente, ma nel frattempo, il balace of performance del Campionato Tudor, è stato leggermente modificato. A questo punto non è stato sufficiente nemmeno essere fra i migliori esecutori delle operazioni ai pit stop, semplicemente l’assetto scelto dalle Porsche ufficiali era migliore e ottimizzava il consumo degli pneumatici.

Giancarlo Fisichella ha guidato nello stint centrale, è stato capace di mantenere la seconda posizione nonostante un grande problema di graining stesse affliggendo i suoi pneumatici “ Ho guidato durante le ore più calde della corsa, ho sofferto con le gomme, la vettura scivolava da tutte le parti e nonostante sia riuscito a mantenere la seconda posizione è stata una gara veramente complicata, sono molto deluso.”

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Pierre Kaffer da parte sua, dopo una buona partenza, ha condotto una gara sempre in lotta con la Porsche numero # 912 di Bamber e Bergmeister, toccandosi ancora una volta “ Siamo sempre i migliori durante i pits, purtroppo in certe circostanze, si nota la differenza fra la nostra macchina che è pur sempre una gestione privata dalle due Porsche ufficiali, sembra che le vetture numero #912 e # 62 abbiano una attrazione reciproca , spero che la prossima volta, dopo un contatto, la sorte riservi a noi le gioie migliori. Abbiamo battuto ancora le Corvette e le BMW e se la gara avesse potuto durare ancora pochi minuti, chissà forse sarei riuscito a sopravanzare la RSR, i miei ultimi pneumatici non risentivano di nessun problema. Un grazie a tutta la squadra ed in particolare a Giuseppe Risi per il materiale che mi fornisce, riesco sempre ad ottenere buoni prestazioni, in campionato siamo alla quarta posizione in classifica, ma sono fiducioso e spero soprattutto nella Petit Le Mans per il buon esito finale. “

Photo Risi Competizione

Ancora doppietta per la 911 RSR

21-23 August  2015, Alton, Virginia, USA 912, Porsche, 911 RSR, GTLM, Joerg Bergmeister, Earl Bamber ©2015, Richard Dole LAT Photo USA

21-23 August 2015, Alton, Virginia, USA
912, Porsche, 911 RSR, GTLM, Joerg Bergmeister, Earl Bamber
©2015, Richard Dole
LAT Photo USA

Mentre nell’Europa continentale siamo prossimi alla ripresa del Campionato Mondiale Endurance, domenica prossima sul circuito del Nurburgring, nel Nuovo Mondo, il Campionato Tudor non ha mai smesso di combattere in pista, ieri sul circuito salotto della Virginia si è disputata una corsa breve destinata alle vetture GT.

In gran spolvero le due Porsche ufficiali che hanno conquistato i primi due gradini del podio GTLM relegando la Ferrari del Risi Competizione sul gradino basso. Dietro troviamo la coppia delle BMW Z4 GTE e le due Corvette C7R , fra loro la 911 RSR  di Henzler / Sellers.

Molto più combattuta la categoria GTD che ha visto trionfare la Ferrari 458 Italia del team Corsa con Bill Sweedler e Townsend Bell davanti alla Aston Martin V12 Vantage di Wittmer / Nielsen e alla Porsche 911 GT America pilotata da Farnbacher / James.

Nick Tandy e Patrick Pilet segnano quindi la loro terza vittoria stagionale, il team Porsche Motorsport North America la seconda doppietta consecutiva, la Porsche # 912 di Bamber / Bergmeister si becca un distacco di 27.267 secondi di distacco, non male per una gara di sole 2h40 minuti. Pilet allunga la leadership in classe GTLM. La vittoria è stata inappuntabile un flag to flag ininterrotto nemmeno dai pit stop necessari al cambio pilota.

La Ferrari 458 del Risi Competizione è riuscita ad impensierire solo la seconda delle due Porsche RSR giungendo al finale con un distacco minimo di 0.575 secondi, buono solo per conquistare la terza posizione del podio per la seconda volta nelle ultime due gare.

Patrick Pilet si dice dispiaciuto di essere in testa alla classifica in solitario , proveremo a crederci … “ E’ stato un weekend di gara fantastico, anche se dall’esterno è sembrato tutto facile, al vero siamo stati molto impegnati per controllare che ogni cosa continuasse a funzionare al meglio, la vettura è stata semplicemente perfetta e nei primi giri, nel traffico, siamo riusciti a conquistare un vantaggio considerevole sulla Ferrari, dopo si è trattato solamente di controllare .”

Continua l’anno perfetto di Nick Tandy “ Solo a Le Mans avevo avuto l’opportunità di guidare per la vittoria assoluta in questa stagione, ed è impressionante l’emozione che si prova nel vedere sventolare la bandiera a scacchi sopra la propria  testa. Per rimanere davanti alla Ferrari di Risi avevamo messo in gioco una interruzione con la safety car,  ma non è avvenuto, quindi almeno nei primi stint l’impegno è stato veramente massimo, gestire il carburante e gli pneumatici ha comportato una forte concentrazione  e solo nel finale quando il distacco è aumentato abbiamo potuto entrare in modalità controllo di gara.”

Ora i due piloti sono in viaggio verso la Germania, Nick prenderà possesso dell’abitacolo della sua Oreca 05 S del team KCMG mentre Patrick ritroverà la 911 RSR del Team Manthey.

Photo IMSA