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Intervista al Campione del Mondo . Roman Rusinov

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Da quando il nuovo Campionato del Mondo Endurance è rinato sotto l’egida della FIA, il neo campione del mondo della categoria LMP2, Roman Rusinov ha bigiato solo la prima uscita, a Sebring nel 2012, da allora è salito sul podio 17 volte in LMP2 e fra queste, per 12 volte ha ottenuto la vittoria. Un record paragonabile solo a quello del ferrarista Gimmi Bruni che però ha segnato i suoi record a bordo di una sola vettura, la 458 Italia, mentre il sovietico ha utilizzato una Oreca 03, una Morgan e una Ligier JS P2.

Il punto più alto della sua stagione di debutto nel WEC è stato in Gran Bretagna con un terzo posto, messo a segno assieme ai compagni Nelson Panciatici e Pierre Ragues a bordo della Oreca 03 Nissan del Team Signatech. L’equipaggio franco-russo ha sfiorato il podio a Le Mans e al termine del campionato la squadra si è piazzata al sesto posto nella graduatoria dei team.

E’ nel 2013 che si concretizza il passaggio ad un team russo, il G-Drive. I compagni sono l’australiano John Martin e il britannico Mike Conway, ma la vettura rimane una Oreca 03. In Brasile segna la prima delle sue dodici vittorie con una prestazione perfetta di tutto l’equipaggio, una vittoria flag to flag. Medesimo copione anche nella prima gara disputata in Texas sul Circuito delle Americhe ed in Cina, a Shanghai. Purtroppo la vittoria in Bahrain non è suffragata da una prestazione  onorevole durante le prove. Al termine, la G-Drive numero # 26 conquista la terza posizione nel Trofeo Endurance FIA classe LM P2.

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Si potrebbe parafrasare, anno nuovo macchina nuova, perché è durante la stagione 2014 che il team sostituisce in corso d’opera la vetusta Morgan con una fiammante Ligier JS P2. Nel frattempo sono stati sostituiti anche  entrambi i compagni di abitacolo, Olivier Pla e Julien Canal hanno soppiantato Conway e Martin. La stagione ha un inizio arrembante con due vittorie consecutive, Silverstone e Spa, ma ancora Le Mans è una delusione, arriva solamente una quarta posizione finale, nonostante la pole. Vittorie numero tre e quattro fra Giappone e Cina, tuttavia le speranze di lottare per il titolo sfumano ben presto fra prestazioni non all’altezza ed una incidente di gara al primo giro in Brasile.

Il Team G-Drive raddoppia gli sforzi nella stagione 2015 con una seconda Ligier, ma per Olivier Pla è venuto il momento di tentare strade più ambiziose e viene sostituito dal forte pilota britannico Sam Bird. Poteva sembrare una stagione facile, dopo la prima vittoria in stagione, nella gara inaugurale di Silverstone, invece non è stato così. Prima di risalire sul podio alto alla Ligier numero #26 hanno dovuto aspettare fino alla gara settembrina del Texas, da lì in poi un susseguirsi di risultati positivi ha portato alla conquista del titolo mondiale per il 2015 in LMP2. Vittoria in Giappone e Bahrain secondo posto in Cina.

Con un invidiabile record del 55 % di podi nelle sue partecipazioni WEC ed un 39% per quanto riguarda le vittorie, il Delegato Media della FIA, Jeff Carter, lo ha intervistato chiedendo con quali aspettative affronta la nuova stagione alle porte.

Car #26 / G-DRIVE RACING (RUS) / Ligier JS P2 - Nissan / Roman Rusinov (RUS) / Julien Canal (FRA) / Sam Bird (GBR) - FIA WEC 6 hours of COTA at Circuit Of The Americas - Austin - United States

Car #26 / G-DRIVE RACING (RUS) / Ligier JS P2 – Nissan / Roman Rusinov (RUS) / Julien Canal (FRA) / Sam Bird (GBR) – FIA WEC 6 hours of COTA at Circuit Of The Americas – Austin – United States

J.C. Qual è il suo ricordo della prima vittoria a Silverstone nel 2012 ?

R.R. Il 2012 è stato un anno molto tribolato per tutto il team, abbiamo avuto molti problemi meccanici e quella vittoria è stata una buona boccata di ossigeno. In realtà direi che quell’anno è stato un periodo di apprendistato  per capire al meglio cosa fare e cosa non fare nell’ approccio al Campionato del Mondo. Penso che il mio vero campionato sia iniziato nel 2013 con G-Drive assieme a Mike e John.

J.C. In 31 competizioni, Lei è salito sul podio ben diciassette volte, delle quali dodici sono vittorie. Quale Le ha dato maggior soddisfazione?

R.R. E’ un folle sentimento difficile da spiegare, ma sicuramente è molto bello stare in piedi sul gradino più alto del podio ad ascoltare l’inno russo. Il miglior feeling che ricordo è nel 2013 con la nostra prima vittoria in Brasile, ma anche al COTA quest’anno quando è iniziata la rimonta. Il momento più difficile è stato lo scorso anno quando abbiamo iniziato ad usare la Ligier, all’inizio avevamo molti problemi di affidabilità anche se abbiamo segnato sette pole in otto gare, ma queste non portano punti per il campionato. Però poi la squadra è rimasta unita ed ha continuato a lavorare duramente, il grande risultato è figlio della prestazione delle persone che gestiscono e lavorano per G-Drive.

J.C. Negli ultimi quattro anni siete finiti sul podio di Le Mans, ma non avete mai vinto la più grande corsa endurance del mondo. Quanto è frustrante per Lei non aver mai vinto  alla Sarthe?

R.R. La 24 H di Le Mans è l’obiettivo finale. E’ facile da dire ma così difficile da fare, anche se tutto è perfetto, non si ha la garanzia che si possa vincere. Nel 2016 mi piacerebbe fare la gara senza problemi, poi vedremo dove saremo. Posso dire che, da parte mia, la preparazione alla LM del prossimo anno è iniziata il giorno dopo che è terminata quella dello scorso anno.

J.C. Lei è un pilota russo in una squadra russa, ora è anche Campione del Mondo, questo aiuterà a sviluppare maggiormente l’Endurance nella sua nazione?

R.R. G-Drive Racing è diventata un’icona in Russia, siamo la squadra migliore della nostra categoria di tutto il pianeta. Cos’altro serve per migliorare l’immagine del nostro sport.

J.C. Lei ha corso con tre diverse vetture, qual è la sua preferita?

R.R. E’ difficile da stabilire, con tutte e tre ho avuto momenti indimenticabili della mia carriera. L’Oreca ricordo, era un auto molto veloce, la Morgan era piacevole da guidare sotto la pioggia, ma non riesco a paragonare la Ligier a qualsiasi altra cosa, è una macchina fantastica, ha tantissimo carico aerodinamico, non vorresti mai scendere. Dai primi test in Spagna con la vettura ancora in carbonio grezzo,fino al Bahrain dove abbiamo vinto il  Campionato, ricordo ogni singolo miglio che ho percorso, resterà sempre nel mio cuore. Quando la guidi ti senti partecipe di un progetto vincente, senti che sei parte di una grande avventura umana. Ed è in questi momenti che amo guidare nel WEC.

J.C. Nella gara in Bahrain, avevate un tale vantaggio sulla numero #47 del KCMG che non c’era la necessità di vincere la gara per raggiungere il titolo. Quali erano le sensazioni all’interno del team ? Avevate deciso prima di puntare alla vittoria ?

R.R. L’intenzione quando sali in macchina è quella di vincere, tuttavia nel briefing pre gara ci siamo detti di non rischiare nulla, almeno nelle prime due ore. Ma poi in pista, emerge la vera indole di noi piloti è vogliamo sempre vincere, finire con una vittoria ci sembrava la miglior cosa, insomma uno stile G-Drive. Voglio ringraziare tutti i meccanici e ogni componente del Team per questa grande avventura.

J.C. Quali sono i suoi obiettivi per il 2016 ?

R.R. Il mio obiettivo principale era quello di rinnovare con Jacques Nicolet, abbiamo avuto due anni fantastici, ma purtroppo gli affari sono affari e quando Oak racing ha firmato per Tequila Patron, mi sono dovuto dare da fare in altra maniera. Al momento sulla mia macchina c’è un sedile libero, ma stiamo lavorando duramente con Vey, ho un nuovo contratto e vogliamo essere ancora più forti. Dopo l’ultima gara ho passato un momento veramente difficile, ma come si dice, è proprio quando si lavora duro che poi i risultati arrivano. Stiamo impegnandoci per il terzo pilota e vorrei un nome che possa diventare una star dell’endurance, come lo sono diventati Mike Conway, Olivier Pla e Sam Bird, al momento sono molto felice, non sono mai stato in una fase così avanzata di un progetto come ora. Voglio essere fra i nomi da battere nel 2016. Annunceremo le nostre novità molto presto.

Intervista raccolta da Jeff Carter  photo  Fia/Adrenal Media

 

 

I piloti Ford nel WEC

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Si delineano i programmi Ford GT, due vetture correranno nel campionato americano IMSA WSC e due nel campionato mondiale WEC, le due squadre si intersecheranno a giugno nella famosa 24 Ore di Le Mans, dove Ford vuole celebrare il cinquantesimo anniversario della celeberrima tripletta del 1966.

Il Team Ganassi ha annunciato la line-up dei piloti per il Mondiale che sono, Marino Franchitti, Stefan Mucke, Andy Priaulx e Olivier Pla. Per il campionato IMSA Weather Tech i piloti scelti sono Richard Westbrook, Dirk Muller, Joey Hand e Ryan Briscoe, Mucke è confermato di supporto per la prossima Rolex 24 di fine mese.

2016 World Endurance Championship. Banbury, England Ford GT Launch.  5th January 2016. Photo: Drew Gibson.

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Banbury, England
Ford GT Launch.
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Photo: Drew Gibson.

Chip Ganassi si è presentato oggi nel quartier generale della Ford nel Regno Unito per la presentazione dei piloti WEC “ Sono entusiasta di essere qui con voi, con gli stessi criteri usati per scegliere i nostri piloti per il campionato WeatherTech S.C. abbiamo operato le nostre scelte anche per quanto riguarda il campionato del mondo, sono tutti piloti dal grande cuore, possiedono una grande velocità in pista e sono di provata esperienza per quanto riguarda le gare di durata. Il nostro sarà un Team globale per una lotta globale in entrambi i campionati, non vedo l’ora di iniziare.”

Il direttore di Ford Performance, Dave Pericak, dal canto suo ha ribadito “ Corriamo per vincere, non potremo commettere errori.  Per competere a questi livelli, occorre la macchina migliore , guidata dai piloti migliori, assumendo Marino, Stefan, Andy e Olivier siamo convinti di aver scelto i migliori.”

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Il britannico Marino Franchitti è uno specialista di corse endurance ed ha al suo attivo non meno di cinque partecipazioni alla Le Mans, il connazionale Andy Priaulx è un triplo campione di vetture turismo e vanta una vittoria nelle difficilissima 24 Ore del Nurburgring. Il francese Olivier Pla è giovane ma ha al suo attivo una grande esperienza costruita negli ultimi anni di partecipazione alle competizioni ad alto livello, il tedesco Stefan Mucke ha molte vittorie WEC al suo arco e sa cosa serve per vincere in questo tipo di competizioni.

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Howard Chappell, sarà il coordinatore della squadra ed ha al suo attivo tre vittorie a Le Mans “ Non c’è nulla di comparabile al mondo con la 24 Ore di Le Mans, ed è per questo che ha questo terribile fascino, tutto nella squadra deve essere perfetto, ed anche allora devi avere un pizzico di fortuna per riuscire a tagliare il traguardo per primo. La Ford GT è stata costruita per fare questo e tutti nel team siamo consapevoli dell’impegno che dovremo mettere per vincere la competizione più dura al mondo. “

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Mucke sarà al volante della vettura già da venerdì per i test collettivi sull’ovale di Daytona, dove salirà sulla vettura numero #67 al fianco di Ryan Briscoe e Richard Westbrook, in preparzione della gara di 24 ore prevista per il prossimo 30-31 gennaio . “ Le Mans è una gara molto speciale per ogni pilota, far parte di questa squadra riempie di orgoglio, sappiamo tutti cosa rappresenta Le Mans per Ford. In passato ho solo sfiorato la vittoria e mi auguro con Ford di riuscire a sfatare questo mio tabù.”

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Se ogni pilota sogna di poter partecipare alla 24 Ore di Le Mans , il fascino accresce quando il pilota in questione è di nazionalità francese, come Olivier Pla “ E’ un grande onore per me rappresentare Ford sui tracciati del Mondiale e soprattutto a Le Mans, Ford Gt è una vettura speciale, guidarla in quella occasione sarà una grande emozione.”

Marino Franchitti fa parte del Team di Chip Ganassi da tempo, nel 2014 ha vinto la 12 Ore di Sebring, riportando alla vittoria il nome Ford dopo 45 anni sull’asfalto dell’Hendricks Field “ Ford ed i suoi Partner hanno fatto un lavoro meraviglioso sulla GT, la vettura è facile da guidare pur essendo molto prestazionale, ci sarà da divertirsi. Sono orgoglioso di far parte di questo progetto, il binomio Ford –Le Mans fa parte della storia, sul quel circuito hanno scritto pagine leggendarie.”

“ Nulla è paragonabile all’immagine iconica delle vecchie GT 40 e sono orgoglioso di poter dare il mio contributo al ritorno della Ford nelle corse del Campionato del Mondo. Sono pronto e non vedo l’ora di cominciare .” dice Priaulx visibilmente su di giri.

La nuova Ford Gt rappresenta la massima espressione della tecnologia di Ford Performance , monta un motore V6 biturbo con tecnologia EcoBoost, il più potente motore che adotta queste soluzioni.

 

Photo Ford Performance

 

 

Richard Lietz , il nuovo numero uno

Porsche Team Manthey:  Richard Lietz

Porsche Team Manthey: Richard Lietz

Il 21 novembre 2015 è una data che rimarrà impressa negli annali Porsche come memorabile, al termine della 6 Ore del Bahrain, ultima gara del Campionato del Mondo Endurance, sono stati quattro i Trofei mondiali che hanno preso la strada della Germania. Fra i piloti che non dimenticheranno così presto, c’è Richard Lietz.

Non appena il miglior  pilota Le Mans GTE PRO del WEC 2015 è sceso dalla sua Porsche 911 RSR,  è stato circondato di suoi meccanici che gli hanno rasato un bel numero 1 fra la sua chioma nera.

“ Anche se dovrò molte spiegazioni quando tornerò a casa, non potevo dire di no, i ragazzi si sono voluti divertire. Questo titolo è la nostra ricompensa per non aver mai mollato durante tutta la stagione, anche quando ci sono state battute d’arresto, anche quando, come a Le Mans, eravamo così indietro che nessuno ci teneva in considerazione per il campionato. Abbiamo sempre creduto nelle nostre possibilità e il modo in cui abbiamo rimontato durante la seconda parte della stagione è stato grandioso. Ci si può riuscire solo con una squadra come questa.”

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Non è stato un percorso facile, solo al Nurburgring, pista di casa del suo team, il Manthey, Richard ha dato la svolta nella classifica più combattuta, raggiungendo la testa con una vittoria ben meritata. Nel Trofeo Piloti PRO, ha dovuto assaggiare la determinazione degli equipaggi Ferrari di AF Corse, mentre il duo Bruni Vilander arrancava fra mille problemi, i giovani Rigon e Calado , acquisita esperienza, davano sfoggio di estrema concretezza accumulando punti su punti.

Lietz, austriaco di Ybbsitz, nella regione del Mostviertal, nella Bassa Austria, è, se mi passate il termine, nipote d’arte, già il nonno correva con una Porsche 550 nelle gare in salita, ha sviluppato le sue doti di guida in molteplici discipline dai percorsi da rally fino alle gare su pista, dal 2007 divenne Pilota Ufficiale. Grazie alla sua velocità e all’estrema costanza di rendimento, si è imposto in svariate serie agonistiche.

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Dopo aver sbalordito nei primi anni di Carrera Cup e Supercup, il sogno custodito per anni, diventa realtà, Porsche ripone fiducia in lui e lo piazza sulla GT2, Richard ripaga la fiducia e vince la classe GT2 a Le Mans e ottiene la vittoria assoluta al International GT Open. Con i risultati aumentano anche le aspettative di chi ti circonda, ma il giovane Lietz si ricarica con le arrampicate in solitario fra i boschi della sua regione e non ha mai perso il contatto con la realtà, è in costante miglioramento e non solo dal punto di vista sportivo.

Il suo compagno, Michael Christensen, team mate delle tre vittorie di questa stagione dichiara, “ Richard è il miglior amico e compagno di squadra che si possa desiderare.”

Porsche Team Manthey

Porsche Team Manthey

Agli osservatori esterni, può apparire freddo e calmo, ma quando le cose non vanno secondo i piani, può anche diventare molto emotivo. Non è sicuramente una persona che sfugge al confronto, e si assume le sue responsabilità, non necessariamente a proprio vantaggio, ma soprattutto nell’interesse della situazione. Questo lo rende il perfetto giocatore di squadra “  Solo quando l’ambiente è favorevole , ognuno può dare il meglio per contribuire al successo, il Team Manthey ne è l’esempio perfetto. Con questi ragazzi si può davvero arrivare dove si vuole, ciascuno di loro sa cosa deve fare. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra.”

Il dottor Frank-Steffen Walliser, Direttore di Porsche Motorsport, si esprime così nei suoi confronti “ Ha enormi doti di concretezza, il suo è un pensiero analitico e non si sofferma mai solo nel lavoro della pitlane, riesce a trasmettere grande familiarità anche all’interno del team. Quando i nostri piloti vogliono ottimizzare qualcosa all’interno della squadra, di solito è Richard a venire da me e a consigliare come riuscirci.”

Essendo uscito dai monomarca Porsche, è un esempio per molti giovani ragazzi che si identificano in lui, per esempio, il danese Christensen di sette anni più giovane che quest’anno ha diviso con Richard l’abitacolo della RSR “ Grazie alla sua grande esperienza, sa cosa serve per avere successo. Capisce come convincere i ragazzi ad andare avanti uniti e lavorare in una unica direzione, è affascinante osservarlo all’opera. Da quando mi trasferii a Vienna , due anni fa, mi è stato molto vicino, mi ha dato utili consigli per trovare casa, è divertente uscire con Richard. Trascorriamo piacevoli momenti insieme.”

Poiché Michel era stato inserito anche nei programmi Porsche per il Tudor United SpotsCar Championchip, non ha potuto essere sempre disponibile per le date WEC, quindi al termine le loro posizioni di classifica non coincidevano e Lietz ha vinto in solitario il Titolo Piloti “ Questo è il mio Titolo di maggior prestigio, ma sento di doverlo condividere con Christensen anche se le statistiche non lo dichiarano, in fin dei conti quando abbiamo vinto eravamo insieme.”

Nonostante tutte le vittorie accumulate in carriera la sua filosofia è racchiuse in queste parole “ Sedermi al volante di una Porsche e sapere che sto rappresentando in pista un marchio così ricco di storia, è sempre stato il mio obiettivo.”

 

Photo  Porsche Motorsport  /  6-12-24 stefanoiori

Il calendario Asian LMS del 2016 / 2017

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A volte penso che inseguendo i propri desideri, si raggiunga il punto di non ritorno e si corra il rischio di strafare, una iperattività che potrebbe ottenere il risultato opposto che ci si è prefissati.

Mentre il campionato 2015 della Asian LMS è in pieno svolgimento senza peraltro lasciare segni indelebili del suo passaggio, ACO , che ambisce a raggiungere la posizione leader fra gli organizzatori asiatici di motor sport, esibisce le date del nuovo Campionato 2016/2017.

Diversi fattori hanno suggerito ad ACO la presentazione del nuovo campionato così in anticipo sugli eventi, il crescente interesse per la serie da parte di nuovi competitors e la possibile creazione di una serie dedicata di gare sprint LM P3 e CN durante la prossima primavera ed estate, così da interessare tutti quei Team che vogliano sfruttare le vetture su un numero maggiore di eventi.

Questa è fondamentalmente la base della strategia ACO per il futuro.

Tutto è indirizzato a sostenere le squadre nei loro programmi di sviluppo delle vetture e dei piloti, consentendo di conseguenza alla Serie di crescere. Nella fase 2 della strategia ACO c’è anche l’intenzione di mantenere intatto il numero degli eventi, ma allungarne la durata, il tutto naturalmente in attesa dell’imprimatur della FIA e della finalizzazione dei contratti. Al momento le date diffuse sono :

Cina – Zhuhai   30 Ottobre 2016

Giappone – Fuji   4 Dicembre 2016

Thailandia – Buriram   8 Gennaio 2017

Malesia –  Sepang  22 Gennaio 2017

La nuova Audi R18 2016

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Chi l’aveva vista ci aveva consegnato l’idea di una macchina evoluta rispetto alla precedente , migliorata nella aerodinamica , molto bella da ammirare. Del resto di più, nel week end del Bahrain non si poteva dire.

E venne il tempo della festa annuale Audi che chiude tutta una stagione di corse, ieri sera, presso l’Audi Training Center di Monaco di Baviera, i veli sono caduti e la nuova R18 si è svelata ai tifosi del mondo. La forma è lo step evoluto del concetto di leggerezza che Audi aveva introdotto già qualche anno fa nelle corse endurance, mentre le novità più ghiotte sono naturalmente sotto il cofano. Ad un motore TDI ottimizzato nella efficienza si accoppia in questa nuova R 18 un sistema ibrido nuovo con batterie agli ioni di litio per l’immagazzinamento della energia.

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Perentorio il Dott. Wolfgang  Ullrich, capo di Audi Motorsport, chiude le voci sulle illazioni di questi mesi a seguito dello scandalo VW “ Con la nostra nuova R 18, diamo un segnale preciso al mondo, abbiamo intenzione di continuare nella nostra tecnologia TDI, che al momento è stata quella che ha dimostrato la maggior efficienza tecnologica al mondo. E noi ne siamo fieri.”

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“ Siamo orgogliosi di rappresentare ancora una volta il marchio Audi nel mondo, e nel 2016 l’impegno nel motor sport non verrà diminuito. Nel WEC e a Le Mans, siamo convinti di poter rappresentare , ancora, un punto di riferimento, quando il 17 di Aprile, a Silverstone, si apriranno le danze, Audi Sport Team Joest sarà al via con due vetture. In un programma di ottimizzazione dei costi, Audi e Porsche, hanno deciso di comune accordo di limitare a due le vetture per la prossima 24 Ore di Le Mans , gara clou della stagione.”

Photo Audi Sport

 

Spulciando nella entry list di Shanghai

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“#29 PEGASUS RACING – Le Mans 24 Hours at Circuit Des 24 Heures – Le Mans – France “

Non esistono persone sconosciute, sono amici che non incontravamo da tempo, nel caso specifico, dalla 24 Ore di Le Mans dello scorso giugno. Il team alsaziano Pegasus Racing, con la sua Morgan – Nissan numero #29, fa ritorno nelle file di uno schieramento del Campionato del Mondo Endurance a Shanghai. Mai opportunità  fu più azzeccata. La presenza degli unici due piloti cinesi in griglia ha giustificato appieno la scelta. David Cheng e Ho Pin Tung, sono i campioni in carica della Asian LMS, con il britannico Alex Brundle, nonostante l’assenza dalle piste di quest’ultimo per una lunga malattia, formano un equipaggio consolidato nei risultati, conoscono molto bene il tracciato e soprattutto la vettura. Domenica la Pegasus sarà la sola in categoria LM P2 a calzare pneumatici Michelin al posto dei Dunlop.

Il giovane svizzero Mathéo Tuscher, farà il suo debutto nel mondo endurance, dentro l’abitacolo della Rebellion numero #13, sostituendo il tedesco Daniel Abt, che sarà impegnato nella Formula E. Suo compagni di avventura saranno Alexandre Imperatori e Dominik Kraihamer.

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Un altro debuttante, almeno nella categoria LM P2, domenica prossima nella gara sul circuito cinese, sarà Tom Dillmann. Le sue credenziali arrivano dalle monoposto cosiddette minori, F3, GP2 e Formula Renault 3.5, ma in stagione si è fatto le ossa anche in qualche gara GT3, salirà sulla Alpine A 450B nel posto lasciato vagante da Vincent Capillaire per le ultime due gare della stagione mondiale.

photo John Rourke / Adrenal Media

photo Alpine

 

Mathéo Tuscher sostituisce Daniel Abt sulla Rebellion

2015 GP3 Series Round 7. Sochi Autodrom, Sochi, Russia Saturday 10 October 2015. Matheo Tuscher (SUI, Jenzer Motorsport)  Photo: Sam Bloxham/GP3 Series Media Service. ref: Digital Image _G7C6477

2015 GP3 Series Round 7.
Sochi Autodrom, Sochi, Russia
Saturday 10 October 2015.
Matheo Tuscher (SUI, Jenzer Motorsport)
Photo: Sam Bloxham/GP3 Series Media Service.
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Campionati che iniziano , che proseguono che finiscono. E’ tempo per i piloti erranti di fare le scelte più convenienti per la propria carriera, per i propri sponsor aldilà di ogni opportunità. In questa ottica il tedesco Daniel Abt lascia l’abitacolo della Rebellion R-One numero #13 allo svizzero Mathéo Tuscher per le ultime due gare del Campionato Mondiale Endurance 2015.

In una strategia consolidata dalla proprietà, il Team Rebellion ha sempre in uso, se possibile, di aiutare i giovani piloti svizzeri ad aumentare la loro esperienza di guida e in questo caso il giovane Mathéo potrà esplorare il mondo endurance al massimo livello dal posto di guida di una LMP1.

La sua carriera è stata fino ad ora, riservata alle monoposto nelle formule minori. Alla sua prima stagione di gare, nel 2011, con otto successi ha dominato il Trofeo Pilota in Cina, l’anno successivo è salito in Formula 2 ed ha collezionato due vittorie e nove podi. Dal 2014, Mathèo è in competizione nella Serie GP3 ed attualmente occupa la 12° posizione nella graduatoria piloti.

Bart  Hayden, Team manager di Rebellion spiega il perché della scelta “ Dovevamo sostituire Daniel che aveva impegni precedenti nella Formula E, quindi ci è sembrato logico offrire questa opportunità al giovane Tuscher, è molto talentuoso e sicuro delle sue capacità, conosce la pista di Shanghai, in più è svizzero quindi come già sapete, noi vogliamo aiutare i giovani piloti elvetici ad emergere. E’ venuto il momento che si faccia un po’ di esperienza anche con le sports car.”

Dal canto suo cosa può dichiarare un giovane pilota che si vede offrire una simile opportunità se non…” Mi sento molto onorato per questa occasione che mi è stata offerta dal Rebellion Racing, ho sempre pensato che un giorno mi sarei dovuto confrontare con questo tipo di competizioni, sarà tutto nuovo per me ad iniziare dai pitstop così come la guida in pista con vetture che hanno differenti velocità. Spero di ottenere molte informazioni dai miei compagni di scuderia, così da non commettere errori stupidi. Conosco la pista di Shanghai ma non il Bahrain, ho intenzione di lavorare sodo per conquistare un buon risultato per la squadra.”

 

Photo Rebellion Racing

Il WEC fa rotta ad oriente, 6 H of Shanghai

Shanghai costruzione

Siamo entrati nella settimana che ci condurrà alla penultima gara del Campionato Mondiale Endurance FIA  2015, domenica primo di novembre il parco partenti si darà battaglia sul circuito cinese di Shanghai e nell’intreccio  dei risultati potrebbero essere assegnati alcuni fra gli undici titoli in palio.

Quella di domenica prossima sarà la quarta gara endurance su questo circuito e come sempre ci sono fatti e curiosità da conoscere.

I lavori per la costruzione di questo impianto iniziarono nel 2003 e furono necessari 18 mesi per la trasformazione della superficie rurale in un circuito da corsa, sembra che oltre tremila ingegneri vennero impiegati per giungere al termine dell’opera.

Il tracciato è ispirato dal carattere cinese  shang, la prima lettera del nome della città di Shanghai e significa , ascensione; dista dall’agglomerato urbano 41.7 km e misura una lunghezza complessiva di 5.451 metri.

Come ogni pista che si rispetti, anche il circuito di Shanghai  ha i suoi record,  per la categoria regina la LMP1, lo scozzese McNish con al sua Audi R18 e-tron quattro detiene la miglior prestazione con 1m47.442 sul giro, segnata il 9 novembre 2013.

Nella stessa gara venne registrato  il record ancora in vigore  per la categoria LMP2, è a carico del pilota J. Martin sulla Oreca 03 Nissan del team G-Drive Racing con 1m55.109.

Fra le GTE PRO, la migliore prestazione, rimane quella di Bruno Senna sulla sua Aston Martin V8 Vantage, messa a segno nel novembre 2013, con 2m04.099. In categoria GTE Am, rimane valido il 2m.04.008 di Pedro lamy sempre su Aston Martin V8 Vantage, ma messo a segno nella gara dell’anno successivo, il 2014.

Fra le curiosità, mettiamo in evidenza che Pedro Lamy, Stefan Mucke, Darren Turner,  Roman Rusinov, Julien Canal e John Martin hanno tutti segnato due vittorie a Shanghai.  Julien Canal ha vinto in due classi differenti,  LM GTE Am nel 2012 e LM P2 nel 2014. Pedro Lamy si è esibito in una doppia vittoria nella categoria LM GTE Am, ma in due differenti vetture, Corvette nel 2012 e Aston martin nel 2014.

Nella categoria LM GTE PRO, Ferrari non ha mai vinto, Porsche è risultata vincente nel 2014 e prima in questa speciale classifica è Aston Martin con due vittorie, 2012 e 2013.

La categoria LM GTE Am ha consegnato l’alloro del vincitore a tre vetture differenti in tre anni successivi, Corvette nel 2012 con il team Larbre Competition, Ferrari nel 2013 con il team 8 Star Motorsport e ultima, ma solo in ordine di tempo la Aston martin nel 2014.

Il percorso di gara più lungo, è appannaggio di Toyota con Alex Wurtz e Nicolas Lapierre, e risale all’edizione 2012 della gara, quando vinsero percorrendo 191 giri, l’anno successivo la gara terminò al 190 giro e peggio fu nel 2014 con 188 giri.

L’elenco degli iscritti alla edizione 2015 lo trovate qui.

photo FIA WEC

Rookie test per il WEC in Bahrain

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Una piccola postilla per il Campionato del Mondo Endurance 2015, è stata aggiunta all’ultimo weekend di gara previsto sul Circuito del Bahrain International dal 19 al 21 di novembre prossimo, oppure potremmo considerarla un gustoso anticipo della nuova stagione.  Approfittando della presenza dell’intero parco vetture, domenica 22 è stata fissata una prova rookie valevole per la prossima stagione.

E’ prevista la presenza di una rappresentanza per ogni singola categoria, tre piloti sono stati selezionati per mostrare le grandi potenzialità delle vetture ibride che hanno corso in stagione.

Sono Richie Stanaway per Audi R18 e-tron Quattro, Mitch Evans per Porsche 919 Hybrid e Sam Bird per Toyota TS 040Hybrid.

E’ iniziata ad Austin la marcia di avvicinamento al WEC di Juan Pablo Montoya, la superstar colombiana ex di tante categorie, Formula 1, NASCAR e Indycar, dopo un passaggio radente a Stoccarda per la preparazione di un sediolo adatto alle sue dimensioni, sarà in Bahrain per adattarsi alle sensazioni di un moderno prototipo ibrido.

Anche ByKolles sarà in pista con la sua CLM P1 /01 AER alla ricerca di nuovi talenti da presentare al via il prossimo anno.

La categoria più effervescente sarà come sempre la LM P2. Il giovane pilota britannico di origini francesi, Matteo Rao, mostrerà le sue doti per convincere i vertici si Signatech Alpine ad inserirlo nell’abitacolo della A450B / Nissan per la nuova stagione.

Dalle categorie di monoposto minori, giungerà lo scozzese Lewis Williamson che testerà la Dome di Strakka Racing. A questi si uniranno KCMG, SARD Morand e AF Corse che si accinge al debutto in categoria proprio in Bahrain.

Nessun nome è trapelato con riferimento alla GT, ad ogni modo , è stata richiesta l’ammissione da parte del team tedesco Manthey con due Porsche 911 RSR e della squadra Aston Martin Racing per le sue V8 Vantage.

La entry-list completa verrà divulgata martedì 10 novembre.

photo Adrenal Media / Richard Washbrooke

Ancora una vittoria per SMP racing

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Parafrasando un vecchio manifesto Maserati che diceva “ Siamo in grande crescita … con il Lievito Bertolini “,nel team russo SMP Racing si sta assaporando il medesimo piacere, la Ferrari 458 Italia numero #72, ha vinto la terza gara consecutiva in questo Campionato del Mondo Endurance 2015. Alexey Basov, Victor Shaytar ed appunto il nostro Andrea “Magic” Bertolini, dopo un modesto quinto posto nelle qualifiche, hanno lottato come leoni e già nel primo giro di gara avevano raggiunto valori da podio. Durante un pit stop programmato il primo inconveniente della loro gara, l’esecuzione di una safety car ha fatto perdere secondi preziosi, ma la velocità della Ferrari era buona se paragonata ai concorrenti diretti di classe, il set-up preparato a regola d’arte e alla bandiera a scacchi, l’equipaggio russo si è presentato primo di categoria LM GTE Am, consolidando quindi una già ottima , prima  posizione di classifica.

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Ad Andrea riesce più facile presentarsi ai giornalisti “ E’ vero non siamo stati fortunati durante il pit ma siamo riusciti a rimediare e stiamo proseguendo bene il nostro processo di crescita.”

In effetti nel suo ruolo di tutor sta ottenendo risultati più che lusinghieri, la vecchia cura del bastone e della carota produce da sempre i migliori effetti, a tre gare dal termine del campionato sono in testa con  131 punti, 35 in più del più vicino concorrente.

Photo SMP Racing