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ICI Le Mans , 2017 24 Hours

 

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Ici Mans. Come ogni anno nell’approssimarsi alla settimana della Corsa delle 24 Ore, agli appassionati viene offerta una abbondante disponibilità di nuove pubblicazioni. Il posto d’onore spetta di sicuro ad un libro di sole 96 pagine, ma che ha avuto il merito di bruciare tutti sul filo di lana , era già nelle edicole nel week end dei test preliminari. Curato dai due quotidiani del Dipartimento, Ouest France e La Maine, si compone di un centinaio di fotografie in bianco e nero, inedite. Il Signor Henri Béroul si installò a Le Mans subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e decise che fare il fotografo sarebbe stato il suo mestiere, ACO, in quegli anni forniva l’accredito in cambio di fotografie della corsa ai professionisti cittadini, così il nostro Henri accumulò negli anni migliaia di scatti sulla corsa e ora il figlio li ha messi a disposizione per questa pubblicazione.

Il duello Porsche vs Toyota è il fulcro del racconto sul numero #24 della rivista francese Grand Prix. La toyota GT One e la Porsche 956 focalizzano un passato lontano ma ami dimenticato. La chicca della narrazione è una intervista a Martin Peter che lavorava alla galleria del vento di Parigi dove vennero sviluppate numerose vetture che corsero con successo a Le Mans, una su tutte la Porsche 917.

Nel numero di giugno 2017, la rivista LaVie Mancelle & Sarthoise, ottima pubblicazione di storia locale della regione, si occupa di focalizzarsi sulla partecipazione della marca francese D.B. dal  1950 al 1962.

Last but not least, il programma ufficiale, una intrigante pubblicazione di 114 pagine bilingue che oltre alle normali informazioni per seguire al meglio la corsa, si concentra sulle situazioni che, nella lunga storia dellaOre di Le Mans, hanno visto due marche scontarsi per la vittoria.

La prossima ventiquattrore

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Davanti ad una platea web di circa 75.000 utenti, si sono svolte le presentazioni dei Campionati Endurance 2017, in particolare ci soffermiamo sulla lista degli invitati per la 24 Ore di Le Mans che si correrà il prossimo 17 e 18 giugno. Per chi ha seguito il nuovo accattivante formato, che di fatto ha escluso un lungo viaggio attraverso l’Europa, le sorprese in diretta non sono mancate, della terza Toyota si sapeva da qualche ora, mentre la partecipazione dell’ex formula 1, il polacco Robert Kubica era rimasta compressa nelle speranze  non ancora confermate. La 85° edizione vivrà dunque, dopo il ritiro di Audi, sul duello Porsche-Toyota, che già lo scorso giugno offrì al pubblico emozioni ad alto contenuto di adrenalina; sessanta in tutto le vetture al via della prossima edizione, suddivise fra 6 in categoria LMP1, 25 in categoria LMP2, 13 in classe LM GTE PRO e infine 16 in classe LM GTE AM. Detto della classe regina dove la novità Kubica sarà al volante della Bykolles ENSO CLM P1/01 a motore Nismo, la categoria cadetta dei prototipi continua la propria effervescenza di competitors con nuovi telai che si affacciano sulla pista come i Riley e le Dallara. Ridimensionato il parterre Ligier con solo sei vetture la parte del leone viene all’onore di Oreca e della nuova 07 con tredici equipaggi sulla linea di partenza due le Alpine Campioni del Mondo, per tutti la motorizzazione Gibson. Plafonato sullo scorso anno il settore delle GT piloti PRO, continua lo sforzo del Team americano Ford con quattro iscrizioni , due Corvette, tre Ferrari, due Porsche e due Aston Martin. La cronaca degli ultimi giorni segnala il forfait del campione italiano Gimmi Bruni passato da Ferrari a Porsche e fermo, al momento, per dettagli contrattuali . Fra le sedici vetture piloti Am la parte del leone è di Ferrari che schiera ancora una vecchia 458 Italia a fronte di sette nuove 488 GTE. Una sola Corvette , quattro nuove Porsche 911 e tre Aston Martin Vantage. Presto i test collettivi sul circuito brianzolo di Monza e fra le varianti del parco ritornerà forte il ruggito dei prototipi. L’elenco completo della entry list lo trovate qui.

 

24 Ore di Le Mans , un ritorno storico

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Di ogni edizione si dice possa diventare memorabile, si ricercano i mille e più motivi per giustificarne l’enfasi, ma quella del 2016, la ottantaquattresima della serie iniziata nel lontano 1923, si appresta senza dubbio a diventarla, sensazionale.

Ad iniziare dal numero dei concorrenti , sessanta sono le vetture invitate ed hanno richiesto la costruzione di quattro nuovi  garage sulla pitlane, naturalmente è stata adeguata anche tutta la logistica relativa.

Lo scorso anno, in un freddo e piovoso venerdì pre-gara, la figura maestosa di Chip Ganassi  si era materializzata all’interno della sala ospitalità di Ford, a ridosso della variante che porta il nome del colosso di Deaborn e con poche e semplici parole, aveva spiegato quale fantastica sfida poteva essere per lui, affrontare la 24 Ore di Le Mans con un partner come Ford.

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Tante e studiate le relative coincidenze, ma tutto rientra nel gioco dello showbiz, lo sforzo prodotto da Ford è enorme. Quattro le vetture ingaggiate sulla Sarthe e tutte portano un numero legato alla storia che lega la casa americana alla 24 Ore. Dal 66 al 69 incluso, per ricordare le quattro vittorie consecutive, ognuna per suo conto memorabile e storica.

1966, finalmente dopo tante parole, i sogni di Henry Ford II si avverano, tre GT 40 con motore Ford V8 tagliano il traguardo quasi simultaneamente. Il trionfo è completato con la gioia di un paio di record, Gurney si prende il lusso di un giro a 230.103 kmh mentre il duo  McLaren-Amon portano la distanza percorsa a 4843.090 metri alla media di 210.795 kmh.

1967, sotto gli occhi di una folla record, più di 300.000 spettatori, la Ford MK IV di Foyt- Shelby, macina i record dell’anno precedente, i chilometri percorsi diventano più di 5.000 e la velocità di punta sale a 247 kmh. La Ferrari con il modello di punta 330 P4 non è pervenuta, si classifica al quarto posto senza mai aver impensierito la vettura americana.

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1968, per limitare la scalata alla velocità, la Commissione Sportiva Internazionale, limita la cilindrata a tre litri per i prototipi, viene concesso il limite a 5 litri imponendo una quantità minima di 25 esemplari costruiti. Approfittando di questa decisione, Ford e Ferrari, si ritirano ufficialmente  e alla 24 ore si impone una GT40 privata con il v8 4.7 litri, quella della scuderia di John Wyer che mette sulla ribalta il pilota messicano Pedro Rodriguez ed il francese Lucien Bianchi.

1969, è l’anno della celebrazione generale del pilota belga Jacky Ickx. In segno di protesta e per ovvie ragioni di sicurezza, rifiuta la partenza in stile Le Mans, si muove dalla sua piazzola di partenza camminando verso la vettura invece di correre come i colleghi. La sua corsa diventerà una rincorsa folle alle posizioni di prestigio, le ultime due ore di gara, tengono tutti gli spettatori con il fiato sospeso e anche se la Porsche 908 Coupè di Hermann-Larrousse si dimostra più performante della sua Ford Mk 1, offre al costruttore americano la quarta vittoria consecutiva a Le Mans, precedendo sulla linea del traguardo la Porsche per soli 120 metri.

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Se l’epopea Ford aprirà nuovi capitoli, a dieci giorni dalla bandiera verde, non è dato sapere, sicuramente per celebrare il ritorno in forze del colosso americano sul circuito della Sarthe, nello spazio espositivo di 1200 mq all’interno del villaggio, si terrà una esposizione di vetture dal titolo “ Americans at Le Mans “.

16 vetture che hanno impresso sull’asfalto francese il loro spirito a Stelle e Strisce si esibiranno nel sabato della gara in una parata unica a favore degli spettatori. Lo show espositivo si aprirà mercoledì 15 giugno alle ore 14.00.

Non potevano mancare le tre dominatrici della gara del 1966, Ford le aveva riunite nella celebrazione del 2006 alla Le Mans Classic e ora le ripropone in tutto il loro splendore in questa esposizione, il rapporto USA Le Mans, è affrancato dai pochi ma buoni attori pilota che si sono cimentati nella classica francese, uno su tutti, Steve McQueen, per ricordare la grandezza del suo film la Porsche 908 Cam car usata nel 1970 per girare le scene in pista.

Grazie alla apertura di una categoria speciale chiamata NASCAR, nel 1976 dagli Stati Uniti, giunse una Corvette con livrea speciale per celebrare il Bicentenario della Nazione. John Greenwood ne fu l’artefice e la grande Corvette con le regolazioni IMSA riuscì a farsi ammirare anche dal pubblico europeo.

Un altro degli attori simbolo di Hollywood passò da queste parti, si tratta di Paul Newman e per celebrare la sua partecipazione, sarà presente la sua Porsche 935. La Corvette C7R esposta è in realtà la vettura di scorta del team Corvette racing per questa edizione , parcheggiata all’interno della esposizione con un sufficiente tocco di scaramanzia. Si tratta della vettura che ha vinto la sua classe lo scorso anno.

Don Panoz, è una figura emblematica del rapporto esistente fra A.C.O. e gli Stati Uniti d’America. Ideatore e promotore della serie American LMS, proprietario del circuito dove ha fortemente voluto la gara di 10 ore chiamata Petit Le Mans. E’ stato il primo ad intuire il potenziale del brand Le Mans e a sottoscriverne la promozione. In suo onore verrà esposta una Panoz LMP1- Roadster 2000.

Per completare la mostra sono previste altre icone come la Ford Torino e la Dodge Charger del 1976, una obsoleta Ford T del 1923, una Cunningham C4-R del 1954, la Corvette sempre di Briggs Cunningham proveniente dalla corsa del 1960, una rara Shelby Cobra Daytona del 1965, una  Viper GTS C9 del 1998 e infine una Chrysler LMP del 2001.

 

Photo copyright   stefanoiori / drawing by ACO

 

 

Piquet Jr a Le Mans con Rebellion Racing

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Il team Rebellion Racing è molto attivo sul fronte degli ingaggi dei figli di ex Campioni del Mondo di formula 1, dopo Nicolas Prost è la volta di Nelsinho Piquet Jr, ingaggiato per la prossima 24 Ore di Le Mans. Per consentire al giovane virgulto un apprezzabile minutaggio di esperienza al volante della scorbutica vettura svizzera, oltre ai test del Prologo sul circuito provenzale di Le Castellet, in calendario per il 25 26 marzo, il brasiliano è stato di fatto iscritto anche alle prime due gare del campionato, la 6 Ore di Silverstone e la 6 ore di Spa-Francorchamps. Dividerà l’abitacolo della R-One/AER  numero # 12 già di Prost e Heidfeld.

Nelson Piquet Jr, è nato in Germania poco più di 30 anni fa ed ha un discreto passato da formulista, è stato campione britannico di F3 nel 2004, si è messo in luce nei campionati A1GP e in GP2, dove si è aggiudicato la Runner-up nel 2006, ha corso senza brillare in Formula 1 per il Team Renault fra il 2008 e il 2009, e dopo il brutto pasticcio dell’incidente, trasferì armi e bagagli nella NASCAR, dove è diventato il primo pilota brasiliano a vincere per il livello superiore. E’ campione in carica di Formula E.  Dispone quindi di un solido background per la lotta ravvicinata nei duelli in pista, ma saprà rimanere pilota efficace anche all’interno di un angusto abitacolo con quello di un moderno prototipo LMP1?

Se analizziamo i suoi risultati quando ha guidato con un tetto sulla testa, risultiamo favorevoli all’ingaggio, nel 2006 ha partecipato alla 24 ore di Le Mans ed è giunto al quarto posto di categoria e nel medesimo anno si è tolto la soddisfazione di una vittoria di classe GT1 alla Mil Milhas in Brasile.

Scontate le sue dichiarazioni sull’ingaggio “ Sono entusiasta di ritornare a le Mans, è una gara che mi è rimasta nel cuore ed una fra le più leggendarie al mondo, farlo con un Team così professionale come il Rebellion, accresce il mio desiderio di sedermi al volante. Dividere l’abitacolo con Nick e Nico non sarà un problema, credo mi troverò molto bene con loro.”

photo Rebellio Racing

 

 

I programmi Aston Martin Racing per il 2016

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Quella che si aprirà con i test del Paul Ricard a fine marzo, sarà la dodicesima stagione nel Campionato Mondiale Endurance e alla 24 ore di Le Mans, per il team Aston Martin Racing, con il supporto tecnico di Total e Dunlop  la nuova Vantage V8 GTE sarà la vettura incaricata di difendere l’onore del Marchio britannico.

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Sono previste tre vetture nel FIA WEC, due gareggeranno nella categoria LM GTE PRO, una sola nel GTE Am, avranno il non facile incarico di espandere le 23 vittorie assolute nel WEC da quando, nel 2005 il costruttore di Gaydon è tornato sui circuiti.

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Dopo un leggero shake down in Bahrain lo scorso novembre, i tecnici hanno esasperato le funzioni aerodinamiche del nuovo diffusore posteriore in linea con il nuovo regolamento GTE, appena entrato in obbligo.

Con l’applicazione delle nuove regole che permetteranno un pacchetto aerodinamico più libero, i tecnici del team sono convinti di poter combattere ad armi pari con le nuove arrivate della classe GT, Ferrari e Ford in primis, in guisa soprattutto, dei nuovi pneumatici Dunlop modello Sport Maxx GT, utilizzati in virtù dei nuovi contratti di collaborazione fra le case.

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Nulla è stato lasciato al caso per la nuova stagione, il buonsenso suggerisce che una vettura straordinaria lasciate nelle mani di un pilota scadente soffre di risultati scarsi, quindi un occhio particolare lo si è indirizzato a riequilibrare le formazioni dei piloti ingaggiati, pur mantenendo volti familiari, il team è orgoglioso di annunciare nuovi contratti e, come attitudine alla continuità, di lungo periodo.

In classe PRO, le due vetture sono state affidate ai seguenti equipaggi, per la numero # 95 del sempreverde Darren Turner ci sono due piloti danesi, Nicki Tiim e Marco Sorensen, per la vetture numero # 97 del brasiliano Fernando Rees, la coppia Richie Stanaway e Jonny Adams.

Per la vettura della categoria GTE Am, nulla cambia, l’abitacolo della numero # 98 verrà condiviso come lo scorso campionato da Della Lana, Lauda e Lamy.

Un vento di novità invece, soffia sul versante della collaborazione tecnica e riguarda la  ricerca  nella fluidodinamica  interna alla vettura, il marchio francese Total, da 60 anni grande specialista nel settore, ha concluso un accordo di collaborazione con Aston  Martin Racing che include anche la factory delle stradali. Il segno più evidente di questo rapporto commerciale e sportivo sarà sottolineato dall’applicazione in livrea, per le vetture da competizione del colore “ Stirling green “, una tonalità che verrà inclusa anche in una serie selezionata di vetture sportive del marchio.

A dimostrazione dell’impegno e della serietà con i quali il brand Aston Martin Racing partecipa alle grandi corse internazionali di durata, due nuove Vantage V12 GT3 sono pronte all’ingaggio, in classe SP9, alla prossima 24 ore del Nurburgring. Al Green Hell, oltre alla Dunlop che fornirà le coperture anche in questa occasione, apparirà un nuovo partner commerciale, la società di broker IQ che diventerà main sponsor nel caso della livrea alla N24 numero #007. L’accordo prevede che il marchio apparirà anche in tutte le livree WEC in primo piano.

Photo  Aston Martin Racing

 

Quasi un monomarca Onroak Automotive

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Negli elenchi diffusi recentemente dall’Automobile Club de l’Ouest a Parigi durante la conferenza del cinque di febbraio, elenchi che riguardano gli iscritti al campionato europeo ELMS, al campionato mondiale FIA WEC e dulcis in fundo la 24 Ore di Le Mans, si evince come un costruttore di automobili da competizione, surclassa tutti gli altri in termini di vetture iscritte, il suo nome è Onroak Automotive.

Fra le vetture offerte dal catalogo, sicuramente la più prestigiosa per risultati conseguiti, è la Ligier JS P2, dopo la vittoria del Trofeo 2015 FIA WEC per la classe LMP2, ha decisamente iniziato il nuovo anno ruggendo sui banking di Daytona, offrendo al suo Costruttore Jacques Nicolet, la vittoria alla famosa Rolex 24.

Il telaio Ligier è l’unico che, in base alla nuova normativa LMP2, è stato omologato per  tutti e tre i tipi di motori approvati dalla federazione, Judd, Nissan e Honda. Con questi presupposti, è subito ritornato fra i favoriti dai clienti. Otto vetture sono vincolate  alla classica della Sarthe più due sono considerate riserve, tre di queste si sfideranno in tutte le gare del campionato mondiale. Ulteriori sei vetture invece sono legate al campionato europeo ELMS, quattro delle quali, saranno al via anche della 24 Ore di Le Mans, quindi non meno di dieci, saranno i telai Ligier ingaggiati nelle competizioni  ACO.

Agguerrito il campo dei competitors per la Ligier, oltre alla cugina Morgan, costruita anch’essa nelle officine Onroak, ci saranno le Oreca 05 S e 03 R, la BR 01, le Alpine A 460 e la Gibson 015 S.

Il Presidente Jacques Nicolet sintetizza i numeri con l’enfasi del trionfatore “ Devo ammettere che il numero delle nostre vetture, scorrendo gli elenchi, è veramente impressionante, in particolare nella classe LM P3. La soddisfazione è doppia, alcuni clienti hanno rinnovato la loro fiducia  e nuove squadre hanno deciso di unirsi a noi. Ora la nostra priorità deve essere quella di fornire ai nostri clienti il massimo supporto post-vendita, vogliamo mantenere dei rapporti molto stretti con le nostre squadre e dobbiamo offrire un servizio ineccepibile, aiutarli a raggiungere grandi vittorie. Soddisfazioni come quelle condivise la settimana scorsa a Daytona con il Team Extreme Speed Motorsports, che ha ci ha donato al vittoria alla Rolex 24.”

Scorrendo gli schieramenti di LMP3, è come se il titolo fosse stato già assegnato alla Ligier, con uno strabiliante diciannove su venti, la JS P3 è diventata da subito la star della categoria. Evidentemente le prestazioni messe in pista durante la scorsa edizione della Asian LM Series , campionato peraltro vinto alla grande dalla Ligier, hanno convinto i team manager ad accaparrarsi una vettura made in Magny Cours.

Il primo marchio prestigioso della Onroak Automotive  fu Morgan, i recenti risultati dei telai Ligier sembrano averla messa in ombra, nonostante un prestigioso palmares gonfio di un trofeo FIA WEC LMP2 nel 2013, e due titoli Asian LMS per il 2013 e 2014, ma la barchetta che porta un nome così importante ha ancora le sue schiere di fans e nel 2016 offrirà uno spettacolo molto intrigante occhieggiando dal Garage 56, che come sapete è il box riservato alle innovazioni per il futuro.

Il costruttore francese ha adattato un telaio alle specifiche richieste del team SRT 41 che schiererà il pilota Frédéric Sausset, la particolarità di Frédéric è quella di essere una persona quadri amputata.

Il numero delle vetture iscritte è la prova incontestabile dell’interesse e della fiducia delle squadre verso i prodotti Onroak e il riconoscimento della professionalità dei tecnici e dei meccanici delle due strutture.

Prima che la parola passi alla pista, in fabbrica il reparto assistenza sta facendo le ore piccole, se si vuole mantenere alta la considerazione conquistata dal marchio, il servizio di back up per i clienti è fondamentale, la presenza agli eventi sarà rafforzata con una struttura in grado di offrire ad ogni team cliente il supporto che verrà richiesto.

 

 

 

 

Due Alpine A 460 per il WEC 2016

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Il marchio Alpine intensifica i programmi per il 2016, alla prossima 24 Ore di Le Mans e per l’intero campionato WEC,  sono state iscritte due vetture A 460 S, la numero # 36 sarà la vettura  per i piloti Nicolas Lapierre e Gustavo Menezes, la numero # 36 iscritta dal team Baxi DC Racing per i driver David Cheng e Ho-Pin Tung.  Le due nuove A 460 saranno gestite direttamente da Signatech-Alpine e lotteranno nella classe LMP2 che al momento sembra essere la categoria più competitiva per qualità e quantità di concorrenti.

Bernard Olliveir, CEO della Società Automobilistica Alpine spiega le motivazioni di questa scelta, all’indomani della conferenza ACO di Parigi “ Dopo aver ottenuto due titoli nella ELMS, aver raggiunto il podio di categoria a Le Mans, sentivamo la necessità di ottimizzare le risorse per garantirci una migliore possibilità di successo, quale miglior decisione che rafforzare la presenza in pista con una seconda vettura. Non c’è nulla di fortuito in questa scelta, abbiamo costruito una strategia, lo scorso anno avevamo ingaggiato Nicolas, uno dei migliori piloti endurance in circolazione, ci siamo garantiti uno sviluppo commerciale in America Latina con l’ingaggio di Gustavo e in Asia con la partnership di DC Racing. Il nostro obiettivo è vincere le gare e questo 2016 promette di essere un passaggio chiave per il nostro futuro.”

Più pragmatico il commento del Team Manager Signatech, Philippe Sinault “ Nelle prossime settimane completeremo l’organico con altri due piloti e potremo lavorare a pieno ritmo e preparare al meglio la nuova stagione. La carne al fuoco è tanta, nuovi piloti e nuova vettura nello stesso tempo, significa riorganizzare completamente la squadra, siamo orgogliosi dell’accordo con DC Racing, avere una seconda auto, sarà un vantaggio innegabile e apre nuove opportunità di strategie.”

RISI Competizione invitato alla 24 Ore di Le Mans

Canadian Tire Motorsport Park (Mospor), Ontario Canada July 10-12 2015

Eccellente inizio d’anno per il team RISI Competizione, con la nuovissima Ferrari 488 GT3 appena ricevuta, i piloti Giancarlo Fisichella, Toni Vilander, Davide Rigon e Olivier Beretta, si sono piazzati sesti nella categoria GTLM alla recente Rolex 24 di Daytona. Un debutto molto positivo per la nuova berlinetta di Maranello che dovrà difendere i colori di Ferrari nello scontro tutto interno alla categoria con le nuove Ford Gt e BMW M6 GT3, purtroppo al momento le affidabili Corvette C7R sono di qualche lunghezza avanti.

Nemmeno una settimana e nella sede di Houston giungono notizie dalla vecchia Europa, ottime notizie, il team americano è stato invitato alla prossima gara di 24 Ore sul circuito di Le Mans. Giusto in tempo per rinnovare i passaporti.

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Al momento l’unica cosa certa sono il colore Rosso Corsa della berlinetta e i due piloti, Toni e Giancarlo, il terzo nome dovrà essere designato al più presto. Anzi no, un’altra certezza è l’orgoglio del proprietario il Sig. Giuseppe Risi “Ricevere l’invito di A.C.O. è per noi motivo di grande orgoglio, la classe GTE-PRO è molto competitiva e pensiamo che la nuova 488 possa figurare al meglio. Abbiamo provato l’ebbrezza di essere sul gradino alto del podio e anche la delusione dello smacco per un risultato perso, così non ci illudiamo troppo, la 24 ore è una gara durissima ma anche una competizione molto speciale, non vediamo l’ora di ritornare a Le Mans.”

Il RISI Competizione ha vinto tre volte su sette partecipazioni alla Classica sul Sarthe, la prima volta nel 1998 quando Wayne Taylor, Eric van De Poele e Fermin Velez con la Ferrari 333 IMSA SP hanno vinto la classe LMP-1, nella edizione dell’anno 2008 la sorte ha baciato la Ferrari 430 GT con alla guida James Melo, Mika Salo e Gianmaria Bruni, di nuovo nel 2009 con Melo, Salo e Pierre Kaffer. L’ultima partecipazione in ordine di tempo fu nel 2010. Numerose partecipazioni furono con due vetture sullo schieramento.

Photo RISI Competizione

AF Corse , definita la line-up per il WEC

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Dopo che a Parigi alla conferenza stampa di A.C.O. sono scesi i veli che celavano i nomi delle squadre invitate alla 24 Ore di Le Mans e quelle iscritte al nuovo Campionato Mondiale Endurance, i Team coinvolti definiscono gli schieramenti dei piloti.

Con il solo obiettivo di riconquistare i titoli mondiali per la classe Gt, il team piacentino AF Corse, schiererà al via del prossimo Campionato Mondiale Endurance 2016 della FIA, tre Ferrari. Due saranno le nuovissime Ferrari 488 GT3 e daranno lustro alla categoria GTE PRO, una, una vecchia 458 Italia, difenderà i colori AF Corse nella categoria GTE Am.

Tre titoli consecutivi nella classe GTE PRO, dal 2012 al 2014, un secondo posto nel 2015, pongono AF Corse nell’olimpo del WEC, la squadra più titolata della categoria GT.

Il pluricampione del mondo, Gianmaria Bruni condividerà l’abitacolo della 488 GTE numero #51 con la giovane promessa, James Calado, l’inglese si era già messo in luce negli ultimi due campionati con la 458 Italia numero #71.

Un numero, il 71, che rimarrà legato al team piacentino, infatti la seconda 488 GTE porterà sui cofani questa numerazione e sarà a disposizione del pilota Davide Rigon che gareggerà in coppia con Sam Bird. Il ventottenne britannico è fresco di titolo mondiale piloti per la categoria LMP2.

Dopo il secondo posto nella classifica piloti GTE Am, nel campionato 2015, Francois Perrodo, Emmanuel Collard e Rui Aguas, si ritrovano confermati al volante della Ferrari 458 Italia numero #83 che difenderà i colori AF Corse nella medesima categoria. Ben consapevoli del loro potenziale proveranno a raggiungere quel titolo che sfuggì loro lo scorso anno.

Porsche difende il titolo nel WEC

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

Porsche 919 Hybrid (19), Porsche Team: Nick Tandy, Earl Bamber, Nico Huelkenberg (l-r)

“ Presentarsi con i numeri di gara 1 e 2 è nel medesimo tempo, una bella sfida ed un grande onore, ci aspettiamo una concorrenza diventata più forte ma noi vogliamo continuare a lottare per la vittoria e riconfermarci Campioni. Per questo, per il mese di febbraio, abbiamo organizzato un programma di test molto intenso.” Parole e musica di Andreas Seidl, team manager Porsche Motorsport.

Dopo il successo nella stagione 2015, culminato con la vittoria del trofeo Costruttori e Piloti nel Campionato Mondiale Endurance della FIA e la conquista per la 17° volta della classica dell’endurance mondiale, la 24 Ore di Le Mans, Porsche parteciperà al prossimo campionato mondiale portando sul cofano delle potentissime 919 Hybrid i numeri dei vincitore, l’1 e il 2.

Siamo giunti al terzo anno, dopo il ritorno di Porsche nella categoria massima espressione tecnologica dei prototipi, e la futuristica 919 Hybrid non finisce la sua evoluzione. Anche se il principio base della struttura e del concetto di trazione, sono rimasti uguali, la vettura 2016 ha subito un radicale sviluppo.

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Alexander Hitzinger Technischer Direktor LMP1, Andreas Seidl, Teamchef Porsche Team, Fritz Enzinger, Leiter LMP1 (l-r)

Il Direttore tecnico del progetto LMP1 lo spiega in questi termini “ L’impegno sportivo non muta, il nostro compito principale è, e resta, acquisire know-how per l’Azienda e fornire stimoli per lo sviluppo di tecnologie sostenibili. Il WEC con il suo speciale regolamento sull’efficienza e le ampie libertà tecniche che offre, è la piattaforma ideale per sviluppare e testare quelle tecnologie che saranno utili per le vetture sportive stradali del futuro.”

La formazione delle squadre è già stata confermata da tempo e prevede Brendon Hartley, Timo Bernhard e Mark Webber sulla 919H numero #1, mentre la gemella numero #2 sarà affidata a Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb.

Per rimanere al passo con la concorrenza, il regolamento di Le Mans nella classe LMP1 Hybrid esige lo sviluppo continuo di tecnologie avanzate. La trazione ibrida della 919 combina l’innovativa tecnologia turbo del downsizing con l’efficiente iniezione diretta nel motore a combustione V4 da due litri, impiegando una batteria agli ioni di litio per accumulare l’energia elettrica prodotta da due diversi sistemi di recupero ( energia prodotta in frenata all’asse anteriore ed energia dei gas di scarico).

La 919 Hybrid raggiunge una potenza di circa 1000 CV e ha già fornito ai tecnici gli stimoli decisivi per lo sviluppo delle  vetture sportive da strada del futuro. L’esempio più recente, è rappresentato dalla tecnica di 800 volt studiata per la Concept Car Mission E a trazione esclusivamente elettrica, che permette di ottenere tempi di ricarica della batteria estremamente brevi. La concept car sportiva a quattro porte, dovrebbe entrare in produzione entro la fine del decennio.

Altri segreti ci vengono svelati da Alexander Hitzinger, Direttore tecnico del progetto 919 “ Le modifiche del regolamento in termini di consumo e flusso di carburanti, secondo i nostri calcoli, comporteranno a Le Mans, una perdita di tempo di circa quattro secondi al giro, non sappiamo ancora se e quanto potremo compensare questa perdita con lo sviluppo in altre aree della vettura. Al momento, non essendoci una scadenza specifica per il collaudo, stiamo adeguando la vettura pezzo per pezzo alle specifiche 2016.”

Ritornare nella categoria principe dell’endurance mondiale, così, solo per tornare, non era nei piani di Porsche, ma sollecitati da un regolamento tecnico che avrebbe permesso di studiare innovazioni da applicare alle vetture del futuro, ha concesso l’opportunità da cogliere al volo. Il bilancio della 919 Hybrid dopo 16 gare dall’inizio del 2014 è stato di dodici pole position, sette vittorie, cinque giri veloci, un titolo mondiale Costruttori ed uno Piloti. Nel 2015 la prima fila, di fatto, è stata monopolio della 919 H.

Photo Porsche Motorsport