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Ford GT prosegue la marcia di avvicinamento

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Quando Ryan Briscoe e Richard Westbrooke hanno accompagnato la loro Ford Gt nella Victory Lane dell’autodromo di Laguna Seca, in occasione della due ore di Monterey, quarto appuntamento del  Campionato IMSA Weathertech 2016 lo scorso primo di maggio, un lungo filo a stelle e strisce, si è ricollegato nelle pagine della storia.

Un ricordo lungo cinquant’anni che decolla con la mitica vittoria di Le Mans 1966. E se per il boss del team Chip Ganassi la storia non è affar suo quanto piuttosto dei piani alti del quartier generale di Deaborn, non c’è dubbio che questa vittoria sia arrivata al momento opportuno nel planning del ritorno alle corse di Ford, a poco più di un mese dall’appuntamento clou sul circuito della Sarthe.

Non che si possano definire risolti i problemi di gioventù della vettura, però una buona  iniezione di fiducia per il lavoro della squadra. Si sono comunque battute tutte le dirette concorrenti di categoria e ad ogni buon conto, tutte vetture ufficiali, da Corvette a Ferrari non tralasciando Porsche e BMW.

Il diagramma dei risultati dimostra crescita in entrambe le competizioni ingaggiate dal colosso americano dell’Ovale azzurro, nell’IMSA, dall’anonimo scarso risultato nella Rolex 24 di Daytona lo scorso gennaio, almeno per quanto riguarda la vettura numero #67, il progresso è stato costante, quinto a Sebring, quarto a Long Beach e vittoria piena A Laguna Seca.

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Stranamente anche in Europa il numero fortunato è il #67. La vettura di Franchitti, Priaulx e Tincknell, ha segnato un bel secondo posto a Spa-Francorchamp, seconda gara del campionato WEC dopo aver sfiorato il podio nella gara inaugurale nel Regno Unito a Silverstone.

Ganassi è tornato nelle Ardenne dopo circa 30 anni passati a dirigere il suo impero sull’altra sponda dell’oceano, per lui, onesto driver alla 24 Ore di Spa del 1980, è il primo impatto con il lavoro della struttura inglese che opera sulle GT e possiamo immaginare che al termine del week end sia rimasto soddisfatto dei suoi collaboratori.

“ Il programma che è iniziato a gennaio con la Rolex 24 è diventato presto un programma vincente, e questa è una cosa bella per noi, espande il nostro marchio e ci offre nuove opportunità, Le Mans è una delle quattro grandi gare nel mondo, andare lì con un programma come il nostro è un onore e un privilegio che Ford ha voluto regalarmi. Vogliamo andare per far bene. Abbiamo lavorato duramente e non sentiamo la pressione della vittoria, sentiamo la pressione del lavoro che venne svolto negli anni precedenti la grande vittoria del 1966. Anche se oggi è tutto molto diverso da allora, presentarsi al debutto e vincere sarà un compito molto arduo.

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Ci sono stati periodi nel mondo delle corse, dove il carburante per lo sport era gestito e fornito da compagnie petrolifere, poi sono arrivati i tabaccai o le società di whisky, ora la gestione è nelle mani dei costruttori e nella nostra categoria ci sono i più grandi costruttori di automobili sportive del mondo, una su tutti come allora Ferrari.”

“ Qualcuno una volta mi ha detto che i miracoli accadono, non troppo spesso, ma accadono.  Realisticamente potremmo anche essere sul podio, perché no? “

Dopo le parole di Chip, raccolte da John Dagys, nella mattinata della corsa belga, la sera è tutta per i piloti del Team che hanno concluso la gara in seconda posizione, Marino Franchitti mancava dal circuito belga dal lontano 2007,

“  Per molto tempo i miei programmi mi hanno tenuto lontano da Spa-Francorchamps, così nelle prove ero molto eccitato dall’idea di percorrere  l’Eau Rouge con la nostra Ford GT, a quel punto mi sono reso conto di quante corse mi ero perso su questo tracciato. Abbiamo svolto un grande lavoro di squadra e ancora non riesco a credere che fossimo solo alla seconda gara del Campionato. Ora ci aspetta la montagna più alta da scalare, speriamo di potere fare ancora meglio, non vedo l’ora di provare.”

2016 World Endurance Championship Round Two, Spa Francorchamps 4th – 7th May 2016 Spa, Belgium Photo: Drew Gibson

2016 World Endurance Championship
Round Two, Spa Francorchamps
4th – 7th May 2016
Spa, Belgium
Photo: Drew Gibson

Il ventiquattrenne Harry Tincknell, inglese di Exeter, ha nel palmares una bella vittoria sul circuito belga nel 2015 ed un secondo posto nel 2014, in riferimento a quanto accaduto nella 6 ore ha dichiarato “ Siamo stati molto fortunati, il bonus ricevuto per l’abbandono della Ferrari a pochi giri dal termine, è un buon viatico per la nostra classifica e la base ideale per approcciare la 24 Ore. Sono molto felice di aver ottenuto un podio alla mia seconda gara con il Ganassi Racing. Prima di Spa, non avevo avuto molto tempo per affiatarmi con la vettura, nel mio doppio stint ho guidato con il cuore ed è stato fantastico stare in corsa per circa 50 giri. Una bella sferzata di energia in vista di Le mans.”

Photo copyright   Ford Performance, Martynpass, Stefanoiori.

Prima vittoria per la 488 GT3

2016 - IMSA - 12 Hours of Sebring

Fin dalla sua fondazione nel 2013 da parte di Giacomo Mattioli e Art Zafiropoulo, il team ha sviluppato una naturale attitudine ai podi importanti, così hanno infilato la vittoria di classe GT alla Rolex 24 del campionato Grand Am nel 2013, quella della classe GTD IMSA sempre a Daytona, ma nel 2015, così come un bel podio a Le Mans sempre nello scorso anno.

Per mantenere viva la tradizione, che per una piccola struttura rappresenta l’acqua nel deserto, Christina Nielsen, Jeff Segal e Alessandro Balzan, l’hanno combinata grossa, molto grossa, a sessantanni dalla prima vittoria di una Ferrari GT in quel di Sebring, hanno portato al primo posto la nuova berlinetta di Maranello, la 488 GT3.

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La Ferrari # 68 della Scuderia Corsa alla Twelve Hours ha segnato la corsa perfetta, pole position , giro veloce e vittoria di classe GTD. Well done. Tutto si è concretizzato nelle fasi finali di gara, Alessandro Balzan, scatenando la potenzialità della nuova berlinetta turbocompressa riuscendo a prendere la testa della corsa, dopo un ultimo riavvio e vincere la gara.

Balzan ha ripetuto le gesta del connazionale Castellotti, che nel 1956, coadiuvato da Juan Manuel Fangio, ha condotto alla vittoria una Ferrari 860 Monza, la prima per una vettura di Maranello sul circuito della Florida Centrale.

“ Sono davvero felice “ dice Alessandro a fine gara “ vincere con questi ragazzi mi da una gioia particolare, con loro avevo vinto in Grand-Am. Abbiamo regalato alla Ferrari la prima vittoria per la 488, è incredibile, in più vincere la mia prima gara endurance a Sebring, è veramente speciale. Qui siamo nella storia, prima di me Fangio e Castellotti, non riesco ancora a crederci.”

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Un altro record segnato da questa vittoria è a titolo della signorina Nielsen, è diventata la prima vincitrice donna di classe GTD, nella storia del circuito, a Lei è toccato il periodo bagnato della corsa. “ Non mi piace pensare ai risultati che abbiamo ottenuto prima”, ha detto Nielsen.  “Si parte da zero, e questo è quello che abbiamo fatto qui. Abbiamo avuto i nostri problemi, ad un certo punto pensavamo anche di non farcela, eravamo effettivamente preoccupati Ma tutti hanno continuato a combattere e continuato a spingere, ed è quello che ha portato alla nostra vittoria.  E ‘stato un lavoro di squadra. Non ringrazierò mai abbastanza i ragazzi del team per questo. Sono molto felice di aver condiviso questa vittoria con mio padre, fa parte di me, era qui e sono molto contenta che fosse con me.”

“Che sensazione fantastica vincere Sebring”, ha detto Mattioli. “I nostri piloti hanno fatto un ottimo lavoro in condizioni molto difficili, abbiamo avuto alcuni problemi meccanici, ma i nostri ragazzi sono stati in grado di farci andare avanti e risolverlo. Essere la squadra che porta la prima vittoria alla 488 GT3 è molto speciale. ”

 

Photo  IMSA  / stefanoiori

 

Corvette Racing , Wow che doppietta !

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Grandi risultati con il minimo sforzo, il compendio di Corvette Racing negli ultimi anni., la politica dei piccoli passi che ripaga sempre, Oliver Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler attraversano da vincitori anche il traguardo della 12 Ore di Sebring powered by Fresh from Florida.

E’ passato poco più di un mese da quando il medesimo equipaggio compì la stessa impresa, allora fu sull’ovale di Daytona per la Rolex 24, gara di apertura della stagione 2016 dell’International MotorSport Association.

E’ la seconda vittoria consecutiva a Sebring per Corvette e la terza in quattro anni, la squadra a stelle e strisce ha vinto negli ultimi cinque anni, le più importanti gare nel mondo dell’endurance, un 2015 da incorniciare, iniziato con la doppietta Daytona, Sebring seguita dalla vittoria in terra francese alla 24 Ore di Le Mans.

In attesa dell’arrivo in Victory Lane dell’equipaggio, è Jim Campbell, Vice Presidente del Dipartimento Motorsport di Chevrolet USA a prendere la parola “ Un grande lavoro di squadra oggi, la GTLM è sempre stata una categoria molto competitiva, l’arrivo dei nuovi competitors ha alzato il livello e la nostra vittoria da il senso del nostro spirito, “ never give up “ è il nostro migliore atteggiamento, questo risultato è speciale perché diventa la seconda vittoria consecutiva a Sebring e la seconda del Campionato, un inizio di stagione che meglio non poteva essere.”

Marcel Fassler scende dal podio raggiante “ Una giornata davvero incredibile, la mia gara è stata molto difficile, non avevo mai guidato una GT sul bagnato, le traiettorie sono completamente differenti da quelle che sono solito fare con il prototipo, ma alla fine è stato molto emozionante ritrovare il feeling con la macchina e la giusta concentrazione di guida. Penso che siamo rientrati sulle gomme da asciutto troppo presto, è stato complicato rimanere in pista, purtroppo sono uscito ed ho colpito anche uno dei banner, ci siamo dovuti fermare perché il motore surriscaldava e abbiamo perso anche qualche giro. Il lavoro sporco però, lo ha fatto Tommy, credo abbia corso per metà della durata, davvero impressionante. La nostra Corvette era un razzo.”

Tommy ha la tendenza alla modestia e da parte sua descrive così la Twelve Hours of Sebring “ Abbiamo avuto una corsa altalenante, che fortuna correre con dei compagni come Oliver e Marcel che hanno una grande esperienza;  siamo partiti e non eravamo i più veloci, ma la macchina era come se fosse su rotaie e mentre il tempo passava, acquisivo sempre maggior sicurezza alla guida e  sulle nostre possibilità, abbiamo avuto qualche incertezza solamente nelle fasi di pioggia, alla fine essere in P1 mi ha dato grande gioia, sono contento per tutti i ragazzi del team che hanno lavorato duramente per tutto il week end.”

Doug Fehan, Direttore del Programma Racing di Corvette sintetizza la gioia del risultato con poche parole “ Stiamo correndo contro i migliori al mondo e oggi abbiamo dimostrato perché Corvette Racing è al top. Una strategia tremenda, pit stop impeccabili e grandi piloti, ci vuole uno sforzo enorme per ottenere questi risultati.”

Photo  stefanoiori

 

Due su tre, lo score di Core Autosport

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In una classe rimaneggiata da soli sette concorrenti, Colin Braun, sulla Oreca FLM 09 del Core Autosport, ha consegnato al suo team la seconda vittoria nelle ultime tre partecipazioni alla Twelve Hours di Sebring. L’uscita di pista al giro 46 ha rafforzato un determinazione che sembrava venire meno, fortunatamente per loro sono riusciti a riprendere  in mano la sorte del proprio destino.

L’equipaggio della Oreca # 54, si riportava sotto la vettura di testa a 23 passaggi dal termine e appena prima della ultima yellow flag, il sorpasso veniva completato ai danni della vettura #52 del PR1 / Mathiasen Motorsport, Colin tagliava il traguardo al nono posto, primo di classe.

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“ Siamo in pochi, nella categoria PC, ma tutti gli equipaggi dimostrano una certa classe, la lotta fra di noi è veramente serrata. Abbiamo avuto una corsa veramente veloce, e sia prima che dopo l’interruzione per il temporale, la vettura era ben equilibrata e se non avessi compiuto quell’errore all’inizio, uscendo di strada, forse avremmo vinto con maggior facilità. Tutto si è risolto bene anche dopo il monsone, la gestione in pista è stata azzeccata, è stato un grande lavoro di squadra.”

Braun ha preso la bandiera a scacchi con 1.282 secondi di vantaggio su Kimber-Smith.

 

Photo copyright  stefanoiori

 

Pipo Derani e la danza sulla pioggia

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E’ vero, avevamo osato lamentarci per troppe interruzioni, per troppe safety car che indeboliscono l’adrenalina della corsa, in questa sessantaquattresima edizione della Dodici Ore di Sebring, siamo stati accontentati, hanno ridotto il numero di yellow flag  e in compenso hanno richiamato un numero considerevole di tuoni e fulmini, come non si vedevano  da queste parti dal lontano 2009.

Mentre allora si trattò di una sporadica apparizione nelle libere del giovedì pomeriggio, in questo fine settimana si è consumata una interruzione per storm  di ben centotrentacinque minuti. I tifosi inglesi ringraziano, hanno goduto della pausa per il tea.

Un team, Tequila Patron ESM, ma soprattutto un pilota, Luis Felipe “ Pipo “ Derani, sono usciti trionfatori dalla bolgia di questa edizione, azzeccando le mosse necessarie nel momento giusto, hanno messo il giovane brasiliano nelle condizioni ideali per imporsi.

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A cinque minuti e quarantacinque secondi dalla bandiera a scacchi, Pipo si è liberato anche dell’ultimo ostacolo sulla via del successo, la Corvette DP # 31 Whelen / Team Fox, e si è involato verso il traguardo bissando il successo della recente Rolex 24 di Daytona. Evento storico da evidenziare, i cacciatori di memorabilia sono avvisati, era dal  1998 che non si ripeteva la doppietta, allora fu del compianto Momo Moretti e la sua Ferrari 333 SP.

“ Questa è stata una gara veramente difficile “ ha detto Derani al termine “ sapevo che con gomme nuove la nostra era una grande macchina e spostando tutto sulla parte anteriore era addirittura incredibile. Negli ultimi giri ero così concentrato che non ricordo nulla, l’unica preoccupazione era di portare la vettura sotto la bandiera a scacchi, avevo così tanta adrenalina da non riuscire a pensare ad altro. Dio aveva un occhio su di me, ne sono certo.”

Il munifico CEO di Tequila Patron Spirits, e co conduttore della Ligier JS P2 numero # 2, Ed Brown  dichiara con sarcasmo “ Pipo è folle, era fuori da un ora e mezza con le slick mentre tutti avevano pneumatici da pioggia, è sorprendente. Iniziare l’anno con la vittoria delle due gare più importanti degli Stati Uniti, è un ottimo modo di iniziare il Campionato.”

La seconda vittoria consecutiva nel Campionato IMSA WeatherTech 2016, proietta tutti i piloti della Ligier Honda # 2 in testa alla classifica del Tequila Patron N.A.E.C. a pari merito con i colleghi della Corvette DP # 5 del team Action Express Racing.

Nella speciale classifica dei motoristi, Honda prende le distanze da Chevrolet e doppia nei punti i cugini della Mazda.

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Sotto il palco della premiazione anche Jacques Nicolet, Presidente di Onroak Automotive “ Queste due grandi vittorie per il Team Extreme Speed Motorsport, sono di buon auspicio per l’inizio di stagione, sia per la qualità degli impegni che per la quantità dei risultati.”

Photo  copyright   stefanoiori

Le tormentate vicende di una Dodici Ore

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Sulle rive del Lake Jackson, nella Florida Centrale, capitale della Contea di Highlands si trova la cittadina di Sebring, a margine del locale aeroporto, teatro di una pista di allenamento e formazione per piloti, durante la Seconda Guerra Mondiale, potete trovare il famoso circuito che fin dai fifties è teatro di una corsa “ Noon to midnight “ come venivano celebrate le prime gare di Dodici Ore per vetture Sports Car.

Da sempre una classica dell’Endurance mondiale, ha ospitato nel 1986, su di un tracciato che includeva alcune parti attive dell’aeroporto adiacente al tracciato, una edizione memorabile della famosa 12 Ore, la Coca Cola Porsche 962 di Bob Akin, Jo Gartner e Hans Stuck vinceva con otto giri di vantaggio e stabiliva un record con una velocità media di 115.85 miglia all’ora, record che rimarrà imbattuto fino al 2009 quando una Audi prototipo frantumò quel valore.

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Con uno schieramento estremo di 76 vetture al palo, fu invece la Buick 85G Hawk March a conquistare la pole position con al volante Whitney Ganz davanti alla  962  Lowenbrau Special di Al Unser Jr e Al Holbert.

I primi leader della corsa , oltre alla vettura di Ganz che si ritirò nel corso della ottava ora a causa di una perdita d’olio, furono altre Porsche 962, in primis quella del team di Preston Henn, Swap Shop, che venne guidata dal vincitore della precedente edizione, il grandissimo A.J.Foyt. Per buona parte della competizione anche la vettura di Jim Busby fece la sua  parte in qualità di lepre.

La gara fu caratterizzata da sedici cambi di leadership tra sei auto, nonostante la vincente di Akin compì in testa ben 153 giri sui 287 totali. L’alternanza fu dovuta alle battaglie ravvicinate fra i concorrenti che provocarono una moria fra i compressori ,  tutte le parti soggette a usura come i freni o alcuni particolari del cambio vennero sottoposte ad uno stress che ne provocò la rottura in sequenza.

Anche se si trattò della seconda vittoria per il team di Akin alla Dodici Ore, per Bob fu la sua prima esperienza di guida all’interno della sua vettura, al termine dichiarò che la Sebring del 1986 fu il punto più elevato della sua carriera, ma nonostante il grande  distacco, si sfiorarono attimi di panico sportivo quando Gartner, che aveva sostituito Bob nell’abitacolo per lo stint finale, perse una ruota a tre minuti dalla fine della gara e quindi fu costretto a pittare, perse nuovamente la ruota durante l’ultimo giro e taglio il traguardo su tre ruote.

Tragicamente Gartner perse la vita tre mesi dopo durante la 24 Ore di Le Mans.

La classe GTO fu conquistata da Scott Pruett e Bruce Jenner a bordo della Ford Mustang del team Roush Racing che si presero il lusso di mettere in ombra le due stelle della NASCAR, Ricky Rudd e Bill Elliott che guidavano la vettura gemella del team Folgers. “ Fu una grande soddisfazione battere i nostri compagni di squadra “ ricorda Pruett “ loro erano le stelle della Nascar, ricordo che feci tutto l’ultimo stint guidando come in qualifica e proprio all’ultimo giro mi venne l’occasione di superare  Bill, fu la prima vittoria per il Roush e la si fece con una Mustang, fu elettrizzante.”

L’attore Bobby Carradine fu terzo in GTO sulla Corvette che divideva con John Heinricy e Ron Grable.

Doppio successo Mazda nelle categorie inferiori, la GTU fu appannaggio della RX-7 di Danny Smith e Roger Mandeville, mentre la GTP Camel Light se la aggiudicò la Mazda a motore Royale del trio Jeff Kline, Mike Meyer e Jim Rothbarth.

La gara del 1986 fu l’ultima che percorse tratti di competenza dell’aeroporto cittadino, le modifiche apportate, consentirono al circuito di divenire un permanente ad uso e consumo di numerose sessioni di prove private.

Photo IMSA /Porsche

 

Olivier Pla e Ligier dominano i test di Sebring

24-25 February, 2016, Sebring, Florida USA 60, Honda HPD, Ligier JS P2, P, John Pew, Oswaldo Negri, Jr., AJ Allmendinger, Olivier Pla ©2016, Richard Dole LAT Photo USA

24-25 February, 2016, Sebring, Florida USA
60, Honda HPD, Ligier JS P2, P, John Pew, Oswaldo Negri, Jr., AJ Allmendinger, Olivier Pla
©2016, Richard Dole
LAT Photo USA

Sono terminati i test di preparazione alla prossima gara del Campionato americano IMSA  WeatherTech SportsCar, la Dodici Ore di Sebring, Powered by Fresh From Florida. Dopo le prime impressioni avute dai piloti, stimiamo che le condizioni della pista sono sensibilmente differenti rispetto allo scorso anno, di conseguenza tutte le informazioni storiche sul set-up delle vetture diventano obsolete.

In pole, al termine della due giorni si è presentato il francese Olivier Pla, per il quale, il cambio di casacca dal Krohn Racing al Michael Shank with Curb- Agajanian, ha significato un ritrovato spirito per la competizione e grande serenità interiore. Il driver al volante della Ligier JS P2/ Honda numero # 60 Tire Kingdom ha piazzato un tempo di 1:51. 546 che significa una media di 120.704 miglia orarie.

“ Ci spiace di non poter utilizzare informazioni dalla corsa dello scorso anno, la pista sembra notevolmente differente quindi dobbiamo lavorare duro per interpretare i nuovi valori di set-up, mancano ormai  tre settimane alla corsa e siamo sulla strada giusta, ieri la vettura era un po’ difficile da guidare ma abbiamo lavorato nella giusta direzione.”

Nicolas Lapierre sulla Oreca 05/Nissan del team  Dragon Speed si è assicurato la seconda posizione di classifica, precedendo tre prototipi Corvette, in sequenza la numero # 90 Visit Florida con alla guid Ryan Dalziel, la numero #5 di Action Express con Filipe Albuquerque e la numero #10 del Wayne Taylor Racing di Ricky Taylor.

La categoria Prototipi Challenge, PC per la lista, ha visto la supremazia del team Core Autosport , che per il secondo giorno consecutivo, hanno piazzato la loro Oreca 09 numero # 54 Flex-Box davanti alla vettura vincitrice della recente Rolex 24 di Daytona, la numero #85 del JDC-Miller Motorsport.

24-25 February, 2016, Sebring, Florida USA 25, BMW, F13 M6, GTLM, Bill Auberlen, Dirk Werner, Augusto Farfus, Bruno Spengler ©2016, Richard Dole LAT Photo USA

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25, BMW, F13 M6, GTLM, Bill Auberlen, Dirk Werner, Augusto Farfus, Bruno Spengler
©2016, Richard Dole
LAT Photo USA

Entrambe le classi delle vetture GT hanno segnato le migliori prestazioni durante la giornata di venerdì, per le più prestazionali GTLM, il miglior tempo spetta alla BMW M6 ufficiale numero # 25 con alla guida Dick Werner, mentre Alex Balzan con la 488 numero #63 del Team Scuderia Ferrari Corsa ha primeggiato nella classe GTD.

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La Ferrari numero # 62 del RISI Competizione ha potuto godere per la prima volta quest’anno di una vera sessione di test, utilizzandola al meglio per affiatarsi  con la nuova  488 GT3, oltre 200 giri sono stati compiuti dal piloti Toni Vilander e Davide Rigon, quest’ultimo al suo esordio a Sebring “ Mi avevano avvisato delle sconnessioni del tracciato, ma non mi sarei mai aspettato una situazione del genere, sia all’ingresso che in uscita dal rettilineo principale , i dossi sono veramente fastidiosi, per fortuna il mio ingegnere mi ha lasciato apprendere il circuito senza fretta, avevo molto da imparare. Non c’era stato il tempo, prima di Daytona, per un buon test, ora questa due giorni, assieme a Toni è stata una bella esperienza, anche se il nostro BoP non ci rende merito e speriamo che venga corretto per la gara, sono stati due giorni spesi al meglio. Al momento manca solo un po’di velocità di punta, con Rick abbiamo raggiunto un buon balance del set-up. Siamo fiduciosi per la gara.”

photo IMSA / RISI Competizione

Doppio podio per Porsche Motorsport

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La corsa di apertura della stagione endurance sul continente americano ha significato per Porsche Motorsport due podi certi dai quali ripartire alla conquista dei titoli in palio. Il campione neozelandese, Earl Bamber, già dominatore della scorsa 24 Ore di Le Mans ha chiuso al terzo posto nella sua categoria , la GTLM, a solo dodici secondi di distacco dal duo Corvette.

Lungamente aveva tenuto la testa della corsa, ma a 36 minuti dal termine della gara è stato costretto a desistere, la forza delle due Corvette ha avuto il sopravvento e non valeva il gioco forzare, per perdere anche quei punti.

In categoria GTD invece, la debuttante GT3 R, del team clienti Black Swang Racing, ha ottenuto un meritato secondo gradino del podio.

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Nella tradizionale gara di 24 Ore a Daytona che apre le ostilità sul Campionato IMSA WEatherTech, le categorie GT si presentavano come le più combattute ed hanno tenuto fede alle previsioni della vigilia. Il susseguirsi di combattimenti ravvicinati ruota a ruota, complicato nelle fasi di oscurità notturna, è proseguito fino al termine della Double around the clock, nessuno dei contendenti è riuscito a costruire un distacco sostanziale da garantire una vittoria facile.

Le vetture nuove di Ford e Ferrari nonostante le prestazioni interessanti mostrate a sprazzi durante la corsa, non hanno avuto la forza di tenere alla distanza e la classe GTLM è stata consegnata nelle mani della veterana C7R.

Se Bamber ha difeso strenuamente la sua posizione finchè i 470 CV della nuova RSR  hanno retto il gioco, Tandy dal canto suo,con l’altra RSR in gara,  non ha potuto difendere la sua pole position. Intorno alla diciannovesima ora, un albero motore difettoso lo ha costretto a più miti consigli, è giunto ottavo in categoria portando comunque qualche punto alla classifica del campionato.

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La nuova Porsche GT3 R costruita sulla base della GT3 RS in funzione del regolamento sportivo mondiale per vetture di serie, con il suo sei cilindri piatto di quattro litri ha esordito con successo in una gara di lunga durata così prestigiosa come la Rolex 24. Patrick Long coadiuvato dai compagni di equipaggio  Timothy Pappas, Andy Pilgrim e Nicky Catsburg ha portato la vettura del Black Swang Racing al secondo posto di classe GTD.

L’americano Long sulla vettura numero # 540 “ Dopo i test ero sicuro di avere fra le mani una buona vettura, ma non mi sarei mai aspettato di essere così veloce e così facile da guidare. I ragazzi del Team hanno lavorato molto bene anche nelle situazioni sotto pressione e la vettura si p dimostrata fenomenale, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e siamo molto felici. Faccio i miei complimenti al Magnus Racing per la vittoria ma a Sebring faremo del nostro meglio per ribaltare la situazione. “

Su di giri, almeno a parole, anche Sascha Pilz, Direttore del Dipartimento Corse Clienti, “ Sono completamente soddisfatto del debutto del nuovo modello 911 GT3 R, la dimostrazione di forza dei nostri clienti e il buon andamento della nostra vettura mi permette di guardare al futuro con positività.” Gli fa eco il gran capo di Porsche Motorsport, il Dr. Frank-Steffen Walliser “ Esordire in una gara di 24 ore e salire sul podio è incredibile, un successo fantastico per il nostro cliente, sono estremamente soddisfatto per le prestazioni della nuova GT3. Sull’altro fronte che dire, arrivare terzi a dodici secondi non è perdere, è stata una battaglia dura e spesso siamo stati front-runners . E’ stato un buon inizio di stagione, la prossima gara di Sebring è dietro l’angolo e cercheremo di fare meglio.”

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Per il neozelandese terzo sul podio nessun rammarico “  Ho provato di tutto per respingere le Corvette, erano semplicemente più veloci, avrei voluto fare di più, ma oggi è andata così. Il terzo posto è tutto quello che si poteva fare. Abbiamo avuto la dimostrazione di come saranno le gare in GTLM quest’anno, sarà un campionato supereccitante.”

Photo Porsche Motorsport

Corvette Racing al top in GTLM

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA , 4, Chevrolet, Corvette C7, GTLM, Oliver Gavin, Tommy Milner, Marcel Fassler, podium ©2016, Michael L. Levitt LAT Photo USA

28-31 January, 2016, Daytona Beach, Florida USA
, 4, Chevrolet, Corvette C7, GTLM, Oliver Gavin, Tommy Milner, Marcel Fassler, podium
©2016, Michael L. Levitt
LAT Photo USA

Come può un team che nel 2015 ha vinto la categoria GTLM alla  Rolex 24 di Daytona e pure alla Dodici Ore di Sebring, che a Le Mans ha messo in fila la concorrenza in categoria  LM GT PRO, affrontare la nuova stagione con gli stimoli necessari ?   Semplice, dominare la sua categoria anche nella prima gara dell’anno successivo, se poi è ancora la 24 Ore di Daytona, meglio. Signore e Signori, ecco a voi, Corvette Racing.

Una incollatura come si direbbe al Giro, sulla linea del traguardo, solamente 0.034 secondi, dividono la Corvette numero #4 vincitrice della gara, dalla gemella numero #3. Un 1-2 epico, si tratta della distanza più piccola fra due vetture in tutta la storia della Rolex 24.

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Il Direttore del Programma Corvette, Doug Fehan, ha preso con filosofia la lotta fratricida che i due piloti hanno messo in atto sul finire della gara a risultato acquisito “ Quello che avete visto oggi, è stato semplicemente il confronto, fra i due migliori piloti endurance del mondo, sulla vettura sportiva migliore del mondo. E’ difficile trovare una razza di piloti migliore di questa. Non si possono spendere 23.50 ore di lavoro duro e non permettere che questi ragazzi possano terminarlo.”

Garcia era stato rassicurato, non ci sarebbero stati ordini di scuderia. Dopo aver fiaccato la resistenza della Porsche RSR di Bamber, mette nel mirino la C7R del compagno di squadra, a tre minuti dal termine, il naso della sua Corvette arriva leggermente davanti a  Gavin, ma va largo e Gavin si riprende la posizione. Mancano meno di tre minuti al termine della gara. Un tentennamento lo porta fuori traiettoria al bus stop, rientra e striscia la vettura vincitrice proprio sul traguardo. Olivier Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler, vincono la 24 Ore di Daytona davanti ad Antonio Garcia, Jan Magnussen e Mike Rockenfeller.

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“ Tutto quello a cui riuscivo a pensare, era quello che avrebbe detto il mio capo se ci fossimo toccati, all’ultimo giro ero convinto di aver un distacco sufficiente, ma non è stato così, è arrivato velocissimo e per un attimo l’ho visto davanti ma subito dopo ha preso una traiettoria larga e mi sono tranquillizzato, la lina del traguardo era proprio di fronte a me. “

photo IMSA

Tequila Patron ESM vince la Rolex 24 di Daytona

 

12645184_1014993718572327_6645968329797413046_nTanti saranno i motivi per ricordare questa 54° edizione della Rolex 24 di Daytona, gara di apertura del campionato 2016 IMSA WeatherTech e del Trofeo Tequila Patron North America Endurance Cup, ma il filo conduttore della nostra memoria rimarrà la conduzione di gara del giovanissimo Pipo Derani, che a soli 22 anni, ha guidato la sua Ligier JsP2 numero #2 del Team Tequila Patron ESM con abilità da consumato veterano.

Superba fu l’idea di acquistare il prototipo francese e di abbandonare quel ferro precedente, l’equilibrio dell’equipaggio formato da Johannes van Overbeek, assieme ai proprietari del team Ed Brown e Scott Sharp, oltre naturalmente al giovane Pipo, ha fatto il resto. Un motore Honda affidabile e non solo performante ha chiuso il cerchio.

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2, Honda HPD, Ligier JS P2, P, Scott Sharp, Ed Brown, Joannes van Overbeek, Luis Felipe Derani
©2016, Lesley Ann Miller
LAT Photo USA

“ Le ultime due ore di gara sono state piuttosto dure, l’impegno richiesto è stato intenso, la vettura dei fratelli Taylor, ci riempiva gli specchietti, un pit via l’altro, ci si dava il cambio in testa alla classifica. Sono rimasto molto concentrato, non volevo vanificare lo sforzo del Team con un mio errore, mi sarei accontentato di mantenere il gap, ma vederlo aumentare è stato fantastico. Ringrazio la squadra per avermi dato una vettura così performante.” Queste le parole di Derani appena giunto in Victory Lane.

L’alternarsi in testa con 76 cambi di leadership, ha prodotto una statistica di questo genere, 736 giri per un totale di 2620 miglia.

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Il 2015 era stato un anno complicato, si erano avviati numerosi cambiamenti all’interno della squadra e qualche volta accade che  venga smarrito il bandolo della matassa. Ed e Scott hanno tenuto solidamente la barra per uscire da una situazione che avrebbe potuto ingarbugliarsi sempre più. Quando si ha uno sponsor come Tequila Patron, non si possono compiere salti nel buio, e i fatti hanno dato loro ragione. La vittoria alla Rolex 24 ripaga pienamente gli sforzi profusi durante la scorsa stagione.

Questa vittoria proietta Tequila Patron  ESM in testa alla classifica del N.A.E.C., ora ci sono circa 45 giorni per mettere a fuoco le strategie per la Dodici Ore di Sebring, prossima gara in calendario.

Photo Tequila Patron ESM Team