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Tolto il velo alla nuova BMW M6 GT3

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La scena si è svelata ieri a Francoforte , chi seguiva la gigantesca M pensando ad un contatto ravvicinato con lo staff del più famoso agente segreto del mondo è rimasto deluso. M come Macchina, M come Mostro, M come Monaco, quello in Baviera, sede del prestigioso Dipartimento Sportivo di BMW.

Finalmente la nuova M6 GT3 si mostra nella sua veste definitiva e per quelli interessati, ha anche un prezzo, 379.000 euro.

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I frutti del successo commerciale e sportivo della Z4 GT3, hanno aiutato i tecnici del Motorsport nello sviluppo della nuova arma Gt per i circuiti di tutto il mondo. La base stradale fornisce un motore che rimane praticamente di serie, l’unità M TwinPower Turbo dispone una potenza ed una coppia ritenute adeguate alle circostanze che si presenteranno in pista.

Gli standard di sicurezza sono aumentati agevolati dalla distanza maggiore che è presente fra il corpo vettura e la cellula dell’abitacolo, i clienti possono aspettarsi le migliori soluzioni Racing sul mercato e il prezzo è il più basso di qualsiasi altra BMW da competizione precedente.

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Questo modello rappresenterà il Top di gamma per i clienti sportivi negli anni a venire nonostante si siano introdotte particolari economie di scala nella direzione di essere la BMW con i costi di gestione più bassi.

La vettura pesa in configurazione pista meno di 1300 kg , l’obiettivo nonostante il passo allungato rispetto alla Z4 era di migliorare la maneggevolezza, questo risultato è stato raggiunto con una nuova trasmissione transaxle e il un nuovo cambio sequenziale a sei marce da corsa. L’aerodinamica della vettura è stata rivista in galleria fino ai limiti del regolamento ed affinata per raggiungere lo scopo.

Tutti all’interno sono convinti di offrire sulla linea di partenza un vero animale da combattimento.

Al Centro Test Nurburg della BMW, nella settimana che ha preceduto la classica 24 Ore sulla Nordschleife, si era svolto un appuntamento al chiuso che ha fornito l’occasione per i clienti di assaggiare le caratteristiche speciali della nuova M6 GT3, uno sguardo esclusivo ed un incontro ravvicinato con gli ingegneri.

Qualche fotografia era apparsa poco prima della 6 Ore del Glen nel giugno scorso, una comparsata veloce durante la 24 Ore di Spa, ed ora il grande lancio pubblico in questo evento di casa a Francoforte.

Nel corso del 2015 la vettura è stata sottoposta ad un intenso lavoro in pista da parte dei piloti professionisti della Casa di Monaco, un lavoro dettato dall’esigenza di sgrossare e rifinire al meglio i set-up in funzione dei dati raccolti sui circuiti di tutto il mondo.

L’esordio in gara è previsto con l’inizio dei campionati 2016.

 

Photo BMW M Motorsport

Podio per RISI Competizione

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Il Team Risi Competizione era giunto sul circuito della Virginia con il ricordo della bella vittoria dello scorso anno, quando Giancarlo Fisichella riuscì ad imporsi sulla Porsche in testa alla gara fino a quel momento, con un sorpasso mozzafiato proprio all’ultima curva dell’ultimo giro. Non solo, anche l’anno precedente Il Team aveva beneficiato di una grande vittoria sempre nella gara al Virginia International Race Track ed è risaputo come le memorie dolci siano incancellabili dalla mente, ma nel frattempo, il balace of performance del Campionato Tudor, è stato leggermente modificato. A questo punto non è stato sufficiente nemmeno essere fra i migliori esecutori delle operazioni ai pit stop, semplicemente l’assetto scelto dalle Porsche ufficiali era migliore e ottimizzava il consumo degli pneumatici.

Giancarlo Fisichella ha guidato nello stint centrale, è stato capace di mantenere la seconda posizione nonostante un grande problema di graining stesse affliggendo i suoi pneumatici “ Ho guidato durante le ore più calde della corsa, ho sofferto con le gomme, la vettura scivolava da tutte le parti e nonostante sia riuscito a mantenere la seconda posizione è stata una gara veramente complicata, sono molto deluso.”

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Pierre Kaffer da parte sua, dopo una buona partenza, ha condotto una gara sempre in lotta con la Porsche numero # 912 di Bamber e Bergmeister, toccandosi ancora una volta “ Siamo sempre i migliori durante i pits, purtroppo in certe circostanze, si nota la differenza fra la nostra macchina che è pur sempre una gestione privata dalle due Porsche ufficiali, sembra che le vetture numero #912 e # 62 abbiano una attrazione reciproca , spero che la prossima volta, dopo un contatto, la sorte riservi a noi le gioie migliori. Abbiamo battuto ancora le Corvette e le BMW e se la gara avesse potuto durare ancora pochi minuti, chissà forse sarei riuscito a sopravanzare la RSR, i miei ultimi pneumatici non risentivano di nessun problema. Un grazie a tutta la squadra ed in particolare a Giuseppe Risi per il materiale che mi fornisce, riesco sempre ad ottenere buoni prestazioni, in campionato siamo alla quarta posizione in classifica, ma sono fiducioso e spero soprattutto nella Petit Le Mans per il buon esito finale. “

Photo Risi Competizione

Ancora doppietta per la 911 RSR

21-23 August  2015, Alton, Virginia, USA 912, Porsche, 911 RSR, GTLM, Joerg Bergmeister, Earl Bamber ©2015, Richard Dole LAT Photo USA

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912, Porsche, 911 RSR, GTLM, Joerg Bergmeister, Earl Bamber
©2015, Richard Dole
LAT Photo USA

Mentre nell’Europa continentale siamo prossimi alla ripresa del Campionato Mondiale Endurance, domenica prossima sul circuito del Nurburgring, nel Nuovo Mondo, il Campionato Tudor non ha mai smesso di combattere in pista, ieri sul circuito salotto della Virginia si è disputata una corsa breve destinata alle vetture GT.

In gran spolvero le due Porsche ufficiali che hanno conquistato i primi due gradini del podio GTLM relegando la Ferrari del Risi Competizione sul gradino basso. Dietro troviamo la coppia delle BMW Z4 GTE e le due Corvette C7R , fra loro la 911 RSR  di Henzler / Sellers.

Molto più combattuta la categoria GTD che ha visto trionfare la Ferrari 458 Italia del team Corsa con Bill Sweedler e Townsend Bell davanti alla Aston Martin V12 Vantage di Wittmer / Nielsen e alla Porsche 911 GT America pilotata da Farnbacher / James.

Nick Tandy e Patrick Pilet segnano quindi la loro terza vittoria stagionale, il team Porsche Motorsport North America la seconda doppietta consecutiva, la Porsche # 912 di Bamber / Bergmeister si becca un distacco di 27.267 secondi di distacco, non male per una gara di sole 2h40 minuti. Pilet allunga la leadership in classe GTLM. La vittoria è stata inappuntabile un flag to flag ininterrotto nemmeno dai pit stop necessari al cambio pilota.

La Ferrari 458 del Risi Competizione è riuscita ad impensierire solo la seconda delle due Porsche RSR giungendo al finale con un distacco minimo di 0.575 secondi, buono solo per conquistare la terza posizione del podio per la seconda volta nelle ultime due gare.

Patrick Pilet si dice dispiaciuto di essere in testa alla classifica in solitario , proveremo a crederci … “ E’ stato un weekend di gara fantastico, anche se dall’esterno è sembrato tutto facile, al vero siamo stati molto impegnati per controllare che ogni cosa continuasse a funzionare al meglio, la vettura è stata semplicemente perfetta e nei primi giri, nel traffico, siamo riusciti a conquistare un vantaggio considerevole sulla Ferrari, dopo si è trattato solamente di controllare .”

Continua l’anno perfetto di Nick Tandy “ Solo a Le Mans avevo avuto l’opportunità di guidare per la vittoria assoluta in questa stagione, ed è impressionante l’emozione che si prova nel vedere sventolare la bandiera a scacchi sopra la propria  testa. Per rimanere davanti alla Ferrari di Risi avevamo messo in gioco una interruzione con la safety car,  ma non è avvenuto, quindi almeno nei primi stint l’impegno è stato veramente massimo, gestire il carburante e gli pneumatici ha comportato una forte concentrazione  e solo nel finale quando il distacco è aumentato abbiamo potuto entrare in modalità controllo di gara.”

Ora i due piloti sono in viaggio verso la Germania, Nick prenderà possesso dell’abitacolo della sua Oreca 05 S del team KCMG mentre Patrick ritroverà la 911 RSR del Team Manthey.

Photo IMSA

la nuova Audi GT3

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La novità piacevole degli ultimi anni è che a seguito di una nuova vettura sportiva stradale, si aggiunge velocemente sulla medesima piattaforma la corrispondente versione da corsa.

Oggi riportiamo l’esempio della Audi R8 che presentata allo scorso salone di Ginevra in Svizzera viene affiancata dalla 2016 R8 LMS, costruita per competere nella GT3 World Class.

Come sapete le nuove specifiche GT3 FIA, consentiranno ai costruttori partendo dai campionati del prossimo anno, di avere un unico modello che potrà competere in qualsiasi campionato nel mondo, in numerose serie diverse, molto importante, sarà anche la disponibilità dei ricambi direttamente dalla casa madre per i team in gara. I primi contatti sono in corso e non è da escludere che saranno parecchie le squadre destinate a cambiare casacca.

Audi R8 LMS

Audi R8 LMS

La lunga e impressionante serie di vittorie che Audi può vantare potrà rappresentare un surplus nelle decisioni dei prossimi mesi. Nel Campionato Tudor Uscc al momento, Audi è rappresentata dal team di Paul Miller che ha dominato la scorsa edizione della Petit Le Mans ed è arrivato secondo nel campionato; con i piloti Dion von Moltke, Christopher Haase e nella gare più lunghe con l’ausilio di Bryce Miller, il team ha conquistato quest’anno tre podi. Allo stato attuale von Moltke e Haase sono secondi in classifica piloti a soli due punti dalla vetta.

Al momento non ci sono impegni con Audi per il prossimo anno.

Le prime informazioni che riguardano la nuova R8 per il 2016 ci ragguagliano sui miglioramenti aerodinamici della vettura, si parla di una struttura più leggera ma soprattutto più sicura, prendendo a prestito soluzioni interne dalla sorella maggiore R18 E-Tron quattro, questo al fine di migliorare la resistenza nei crash test previsti in sede di omologazione. Nonostante questa serie di interventi a suggerire miglior sicurezza, complessivamente il peso si è abbassato.

L’uso di un componente strutturale CFRP miscelato all’alluminio, consente di costruire la gabbia dell’abitacolo e il telaio più leggeri, nello stesso tempo la rigidità torsionale del complesso risulta migliorata del 39 %. Il motore rimane quello della versione base , un V10 5.2 litri associato ad una potenza di 585 cv, ma con un intervallo programmato per la ricostruzione a 20.000 km, stabilisce nuovi record per la categoria.

Per la prima volta la sospensione usa quadrilateri specificatamente progettati per le corse, il cambio, sempre governato dalle leve poste sul volante è più leggero rispetto al predecessore ed è aumentata la sua efficienza in quanto sono stati usati componenti interni di nuove generazione.

Il pavimento è stato completamente riprogettato per essere maggiormente integrato nella aerodinamica inferiore, negli spazi ruota sono previste maggiori aperture posteriori tali da migliorare il raffreddamento e la circolazione dell’aria, la quantità d’aria per raffreddare il radiatore nella parte anteriore è aumentata del 10%.

Per mantenere i costi il linea con il mercato, Audi userà il 50% delle parti che compongono la vettura da competizione provenienti dalla serie.

Photo copyright  IMSA / Audi

La RSR domina a Road America

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Prosegue l’annata esaltante per Nick Tandy, dopo la vittoria alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans sulla 919 Hybrid, la vittoria in categoria GTLM nella tappa in terra canadese del campionato Tudor Uscc a metà luglio eccolo donare a Porsche Motorsport sul circuito di Road America, la seconda vittoria della stagione sempre in compagnia del francese Patrick Pilet, completa l’eccellente risultato per il team  il secondo posto sul podio dell’altra RSR, quella di Bergmeister e Bamber.

Patrick Pilet che aveva iniziato la gara all’inseguimento, avendo la vettura sostituito il motore nel post qualifica, ha chiuso con un vantaggio di solo 5.241 secondi sul compagno Bergmeister, il quale al limite della scorrettezza , appoggiandosi in una curva sulla Ferrari 458 del Risi Competizione, proprio all’ultimo giro, invitava il tedesco Kaffer, in quel momento alla guida, a scivolare largo quel tanto da poterlo sopravanzare.

In termini di paragone pallonaro, se rigore è quando arbitro fischia, la Ferrari di Kaffer e Fisichella giunge terza al traguardo e Begmeister regala a Porsche ed al suo team mate Bamber il miglior risultato stagionale della RSR numero # 912.

I leader della classifica GTLM, Garcia/ Magnussen sulla loro Corvette C7.R giungendo quarti consolidano il primato sugli alfieri BMW Auberlen/ Werner terminati al quinto posto in classifica generale della gara.

Pilet scende dalla vetture euforico del risultato “ E’ stato un weekend folle, siamo stati sempre molto veloci ma purtroppo non abbiamo potuto prendere parte alle qualifiche per un problema al motore, lo abbiamo sostituito e la decisione vincente è stata quella di utilizzare un set-up da massima downforce. Il feeling con la vettura era pessimo ma questa scelta ci ha permesso di essere molto veloci nei rettifili, una sensazione diversa dal solito ma ero sorpreso dal grip che la nostra RSR ha dimostrato, è stato incredibile.”

Tandy è più serafico nel suo commento alla gara “ Siamo stati i più veloci in gara e abbiamo vinto.”

Photo IMSA

 

Doppietta Action Express a Elkhart Lake

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Week end da sogno per il team Action Express Racing domenica a Elkhart Lake, Dane Cameron con la sua Corvette DP Whelen Engineering/ Team Fox numero # 31 si porta in testa alla corsa verso metà gara e con la tranquillità dei forti la conduce fino alla bandiera a scacchi con un distacco minimo di 14.359 secondi sulla seconda vettura del Team, la Mustang Sampling Corvette DP numero # 5 guidata da Joao Barbosa. Un 1 -2 micidiale per la classifica, ora, quando mancano due sole corse al termine del Campionato, la coppia Valiante –Westbook conduce la testa della graduatoria con un solo punto di distacco da Barbosa-Fittipaldi che a loro volta distanziano Cameron- Curran di una lunghezza.

2015 TUDOR United SportsCar Championship Elkhart Lake

2015 TUDOR United SportsCar Championship Elkhart Lake

Con questa vittoria Dane Cameron diviene il leader della speciale classifica dei vincitori nella breve storia del Campionato Tudor Uscc portando a sette i suoi risultati utili, dopo la corsa ci tiene alla condivisione del merito con i ragazzi del team “ Il segreto della vittoria di oggi sono stati i pit-stop, devo ringraziare i ragazzi per averli eseguiti in maniera impeccabile, sono operazioni critiche svolte sempre sul filo dei decimi di secondo e con l’errore sempre in agguato non è facile. Questa è una squadra enorme ed il nostro futuro è particolarmente luminoso.”

Gli fa eco il compagno Curran “ Lo sforzo del team oggi è stato totale, le manovre del rifornimento e del cambio gomme sono state eseguite perfettamente e la nostra macchina è stata furiosamente veloce.”

Raggiante anche Barbosa “ Si parte sempre per vincere, ma se proprio devi venire battuto, meglio che a farlo sia una vettura del tuo stesso team. Ora a due gare dal termine la lotta per il campionato diventa molto interessante, la nostra Mustang Sampling fino a qui è stata perfetta, mi aspetto sia così anche per le prossime gare.”

Photo  IMSA / Action Express

I test di Porsche Motorsport

Porsche 919 Hybrid, Porsche Team: Romain Dumas, Marc Lieb

Porsche 919 Hybrid, Porsche Team: Romain Dumas, Marc Lieb

Dopo i primi tre appuntamenti del Campionato Mondiale Endurance sotto l’egida FIA  la classifica Costruttori vede al comando Porsche con 140 punti, seguono Audi con 124 e Toyota fanalino di coda con 71.

I due giorni di test sul circuito del Nurburgring sono serviti ai Team per un primo approccio conoscitivo della pista, mai prima d’ora questo genere di vetture aveva percorso questo tracciato. Porsche ha messo in pista una sola 919 Hybrid a disposizione di Timo Bernhard e Brendon Hartley per la giornata di lunedì mentre il giorno successivo per il test sono subentrati Romain Dumas e Marc Lieb, in totale i quattro piloti hanno percorso 1.275 km.

Andreas Seidl, Direttore del Team, dopo le prove,  sintetizza in poche parole concetti assolutamente condivisibili senza lasciar trapelare nulla su eventuali migliorie apportate per mantenere la leadership “ Aspettiamo con impazienza la gara di casa, il tracciato del Nurburgring sarà un circuito nuovo per tutti, quindi è stato molto importante portare una 919 Hybrid e vedere le reazioni in pista. Siamo stati fortunati ed abbiamo potuto testare anche diverse condizioni meteo, saranno dati importanti per il set-up in gara, ne avevamo necessità. E’ stata una esperienza utile a tutti, c’erano alcuni aspetti nuovi che volevamo approfondire prima di tornare qui nel week end di gara in particolare sulla gestione ibrida. Porsche ha una lunga tradizione abbinata a questo circuito, sarà un appuntamento storico.”

Porsche 911 RSR (92), Porsche Team Manthey: Michael Christensen

Porsche 911 RSR (92), Porsche Team Manthey: Michael Christensen

Alla due giorni era presente anche il Team Manthey con le 911RSR schierate in categoria LM GTE PRO a disposizione dei piloti Michael Christensen e Richard Lietz. Aria di casa per loro, il Team Manthey ha sede a Meuspath proprio a due passi dal Nurburgring.

“ Avevamo già lavorato su questa pista” confessa Olaf Manthey, Direttore del Team “e siamo venuti per affinare i dettagli sui nostri assetti in previsione della gara di 6 Ore, siamo abituati a non avere tempo clemente da queste parti, così abbiamo sfruttato l’occasione per testare le condizioni estreme, ad esempio quanto la vettura poteva correre in pista con pneumatici slick sotto la pioggia, oppure per quanto tempo i nostri pneumatici da bagnato potevano resistere su pista asciutta. E’ stato molto importante avere entrambe le vetture, tutto sommato questa sessione di test è stata molto produttiva.”

“ Non capita spesso di poter effettuare così tanti test su una pista poco prima di doverci correre, dovevamo risolvere alcuni problemi e lo abbiamo fatto, non vedo l’ora di correre su questo tracciato” sentenzia Richard Lietz.

Hanno preso parte a questi test sul circuito del Nurburgring anche due team privati il Dempsey Proton Racing che schierava Patrick Dempsey e Marco Seefried e il Dhabi Proton Racing con i piloti ufficiali Christian Ried e Khaled Al Qubaisi, assieme all’ex Junior Team, l’austriaco Klaus Bachler. Le vetture in questi due casi erano le 911 RSR impegnate nella categoria LM GTE-Am.

Photo Porsche Motorsport

Ford GT, what else ?

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In un epoca dove tutto fa notizia e attraverso i social network puoi annusare in ogni angolo del pianeta, gli strateghi del dipartimento Ford Performance sono stati abili ad offuscare ogni pettegolezzo riguardante la nuova Ford GT, un telo che scivola sul palcoscenico del Detroit Auto Show et voilà servita la maggiore novità del settore , quella che potrebbe rivoluzionare i campionati Gran Turismo nei prossimi anni.

Il successo è stato istantaneo, un sottile lavoro di ammodernamento, quasi un inchino, un regale omaggio alla memoria della indimenticata GT Forty. L’annuncio è stato esplicitamente reso pubblico nel luogo mistico della memoria che la riguarda, la pista della 24 Ore di Le Mans. Ma la ragazza a Le Mans non è illibata, Scott Pruett alla domanda diretta risponde con un sorriso malizioso, del resto non è certamente presente per una scampagnata sulla battigia del Sarthe. Il dado è tratto, Tudor e WEC i prossimi terreni di scontro.

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Racchiusi nell’afa di un pomeriggio non certamente banale la notizia più inattesa, la versione corsa non sarà equipaggiata con un V8 come la sorella da strada, ma eredita il propulsore della Riley-Ford di Chip Ganassi, quel V6 biturbo Ecoboost da 3.5 litri. Una unità che scarica 600 cavalli e che nella sua pur breve carriera ha già ingoiato la Rolex 24 di Daytona e la Mobil1 Twelve di Sebring.

Il motore si è dimostrato forte ed affidabile ma dovrà essere adeguato per soddisfare le regole della categoria GTE.

Ritroviamo un tag storico in questa nuova avventura Ford perfettamente studiato, la nuova Gt debutterà nel prossimo anno per celebrare il Cinquantesimo Anniversario di quella impressionante vittoria a Le Mans nel 1966 con l’arrivo in parata di tre vetture sotto la bandiera a scacchi.

Chip Ganassi presente a Le Mans ha consultato il suo personale Album dei Ricordi, pieno di vittorie nelle più disparate categorie dell’automobilismo mondiale, ma la casella 24 Ore di Le Mans al momento, è drammaticamente vuota. Niente di meglio che provare a riempirla con il proprio nome registrato sul fronte del Trofeo al fianco di quello Ford.

Le attività sportive del colosso di Deaborn sono multi direzionali e impegnano sul campo una infinità di aziende satelliti, senza mai dimenticare che il fulcro è Ford Racing. Nel caso della Gt oltre al team Chip Ganassi Racing with Felix Sabates che sarà il terminale finale operativo, sono state coinvolte Multimatic Motorsports, Roush Yates Engines, Sparco, Brembo, Michelin, Castrol e Forza Motorsport. Al momento, nell’ombra o quasi del circuito Calabogie Motorsports Park vicino ad Ottawa, Scott Maxwell, test-driver per il long run della Multimatic è nell’abitacolo della GT e ed ha pure il tempo di esprimere giudizi alla stampa, nel caso al Toronto Star “ La Gt ha un potenziale enorme, stiamo lavorando alla sgrossatura, quindi non serve avere riscontri cronometrici con gli altri competitors, quando sentiremo questa necessità ci trasferiremo su qualche pista che fa parte del Campionato.”

Oltre che talentuoso, Maxwell ha la capacità unica della sintesi silenziosa ed è con questa dote che mantiene ben salde le redini del suo lavoro.

Nel 1966 la classe prototipi non esisteva, quindi Ford allora, fece sua Le Mans nella categoria GT, ora se si vuole celebrare degnamente la ricorrenza non avrebbe senso pensarla al di fuori di questa categoria.

Photo Ford Performance

 

Distacco minimo, 0.477 secondi

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Guardi la fredda legge dei numeri e pensi, ok tutto facile per i fratelli Taylor a Mosport, dalla pole direttamente al gradino alto del podio, due ore e quaranta minuti di gara liscia come l’olio del motore della Corvette Konica Minolta.

Poi, gratti un pochino la scorza e ti accorgi che il fratello minore Jordan ha tagliato il traguardo con solamente 0.477secondi davanti all’altra Corvette DP del team Action Express , ci ripensi, e puoi immaginare quanta fatica in corpo per segnare la seconda vittoria della stagione.

Al termine della gara un incontenibile Wayne Taylor descrive così le proprie emozioni “ Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, ho una squadra meravigliosa. Segnare la pole sembrava il passo decisivo per un circuito dove è difficile sorpassare invece dopo il primo stint di Ricky ci siamo accorti che la nostra Corvette aveva un problema serio con il circuito del servosterzo. In pratica un assetto sbagliato, troppo morbido, produceva un surriscaldamento del circuito, così al momento di mettere in macchina Jordan gli abbiamo chiesto di guidare con una macchina più rigida del dovuto. I nostri ingegneri Adam  Banet, Brian Pilastro, Paolo Bassi e John Scanlon hanno modificato di conseguenza tutte le nostre strategie, un lavoro incredibile di calcoli per anticipare tutto quello che i piloti avrebbero dovuto mettere in pratica sulla pista. I nostri sponsor avevano portato sul circuito degli ospiti per divertirsi con noi ed osservare il nostro lavoro da vicino, non potevamo deluderli. Siamo stati stellari.”

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Jordan scende dalla vettura affaticato ma felice “ Vedere i nostri supporter felici per il lavoro in pista è stata la ricompensa più grande, non voglio considerare che questa è la mia undicesima vittoria personale in questo genere di competizioni, oggi mi sento di poter dire che è il miglior risultato di squadra che io abbia mai visto. Dopo i problemi tecnici alla vettura ho dovuto guidare ascoltando passo passo le istruzioni che mi venivano via radio, un susseguirsi di aggiornamenti da mettere in pratica per tentare il risultato finale. Ci siamo riusciti molto bene , siamo stati grandi. La giornata di oggi sarà un gran ricordo per tutti.”

Con questa vittoria il team ha scalato la quarta posizione nella classifica generale ed ha accorciato il gap da 22 a 15 punti quando mancano solamente tre gare al termine della stagione.

Photo IMSA

la 911 RSR vince a Mosport

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Dopo la recente doppietta al Glen, Porsche mantiene alta la concentrazione e segna la sua seconda vittoria nel Campionato TUDOR Uscc in categoria GTLM.  Sul difficile circuito di 3.957 metri del Canadian Tire Motorsport Park nella regione dell’Ontario il recente vincitore della 24 Ore di Le Mans Nick Tandy, in coppia con Patrick Pilet,  assicurano una vittoria convincente alla 911RSR e spingono Porsche alla seconda posizione di classifica nel campionato Costruttori.

La corsa in terra canadese si è svolta in condizioni miti, gli acquazzoni della gara sul Glen sono diventati uno sbiadito ricordo per i concorrenti e mettere a terra i 470 Cv della settima generazione della iconica 911 è stato un compito agevolato.

Nick e Patrick hanno  compiuto un flag to flag e nulla hanno potuto le BMW, le Corvette e la Ferrari per contrastare l’opera dell’inglese che ha lasciato agli avversari solo gli intervalli dei pit per godersi la momentanea leadership della corsa.

La vettura gemella del Porsche North America, quella pilotata da Jorg Bergmeister in equipaggio con l’altro vincitore della Le Mans Earl Bamber, dopo 122 tornate ha chiuso alla settima posizione.

La 911 RSR del team clienti Falken Tire è rimasta parcheggiata a bordo pista ad appena 15 minuti dal termine della gara a causa di un problema alla trasmissione, malinconico risultato derivante da una precedente collisione.

A meno di un mese dalla vittoria di Le Mans, Nick piazza un’altra zampata vincente e la gioia non può che essere massima “ E’ stato un week end perfetto per noi. Questa è la nostra prima vittoria nel Tudor, sono molto sollevato, spero che tutto possa continuare così nel proseguo del Campionato, la nostra classifica lo esige.”

Earl, naturalmente non può manifestare gli stessi sentimenti “ Ho corso a Mosport per la prima volta, la pista è fantastica. Purtroppo oggi non abbiamo potuto fare di più, non era la nostra giornata buona, speriamo di poterci rifare già dalla prossima gara di Elkhart Lake.” L’esperto Bergmeister conclude con filosofia “ Congratulazioni ai nostri compagni di squadra, la prossima gara sarà sul mio circuito preferito, spero che le cose vadano meglio di oggi.”

“ Abbiamo voluto dei test supplementari qui ad inizio settimana per capire bene il circuito e le sue problematiche, come sempre il lavoro duro paga , abbiamo ottenuto la pole, anche se questo risultato è sempre la metà dell’opera. La strategia di gara è stat incredibile, ogni cosa ha funzionato a meraviglia e siamo riusciti ad ottenere quello che avevamo previsto. Almeno con una vettura. Eravamo alla ricerca di una performance impeccabile da parte dei nostri ragazzi,  è così che si vincono le gare.” Al termine della gara queste le parole  di Marco Ujhasi, supervisore del Team GT Works.

Photo Porsche North America